NutriSalute - Dott.ssa Assunta Romano

NutriSalute - Dott.ssa Assunta Romano Biologo specialista il Biochimica Clinica
Master in nutrizione e dietetica applicata

Mi chiamo Assunta Romano e sono una biologa specialista in Biochimica Clinica. Ho conseguito un Master in nutrizione e dietetica applicata e mi occupo di benessere, educazione alimentare e piani nutrizionali personalizzati e/o per patologie sotto controllo medico. Da quando ho iniziato questa professione ho sempre lavorato affinché ogni mio cliente segua un’alimentazione che rispetti le proprie attitudini e i propri stili di vita, per questo i miei piani alimentari sono calibrati sulle specificità di ciascun individuo. Il mio progetto, infatti, si chiama NutriSalute perché il raggiungimento di uno stato di salute ottimale e di una buona forma fisica passano per una sana e corretta alimentazione. Ti invito a seguirmi per conoscermi e trovare consigli utili, curiosità e novità sull’alimentazione (e non solo!)

L’acne è una patologia cutanea che si riscontra molto frequentemente nei ragazzi e nelle ragazze dai 12 ai 20 anni e, in...
30/01/2023

L’acne è una patologia cutanea che si riscontra molto frequentemente nei ragazzi e nelle ragazze dai 12 ai 20 anni e, in alcuni casi, può protrarsi fino ai 30 anni. Si manifesta tramite comedoni (o “punti neri”) e foruncoli (o “brufoli”), infiammati o ripieni di pus, prodotti a causa di un’infiammazione superficiale dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee.

I fattori coinvolti nell’insorgenza di questo processo infiammatorio sono molteplici: fattori genetici, squilibri ormonali, stile di vita, tabagismo e inquinanti ambientali sono tutte cause che contribuiscono (in modo differente) al peggioramento del quadro infiammatorio.

É possibile modificare alcuni di questi fattori per migliorare la salute della nostra pelle impedendo così che l’acne rappresenti motivo di disagio psicologico ed emotivo. Nelle situazioni più gravi, invece, ricordo che è fondamentale rivolgersi ad uno specialista.

In che modo allora possiamo nutrire la salute della nostra pelle?

Ecco alcuni miei consigli per l’acne.

Evitate cibi ricchi in grassi saturi, correlati ad un aumento dell’infiammazione e quindi alla comparsa di foruncoli, così come i cibi preconfezionati, le bevande zuccherate e i cibi raffinati, ovvero tutti quegli alimenti che alzano l’indice glicemico e determinano un maggior rilascio di insulina da parte delle cellule β pancreatiche, causando un aumento degli ormoni stimolanti la produzione di sebo.

Scegliete cereali integrali, che regolano la glicemia e il rilascio di insulina; consumate frutta e verdura e olio evo per i condimenti.
Infine, bevete molta acqua e mantenetevi normopeso: il tessuto adiposo infatti è un organo che partecipa attivamente all’assetto ormonale producendo ormoni e citochine infiammatorie.

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Il pasto libero è un momento della settimana – non necessariamente un giorno “fisso” – in cui è il paziente che decide l...
27/01/2023

Il pasto libero è un momento della settimana – non necessariamente un giorno “fisso” – in cui è il paziente che decide liberamente cosa, come, quanto mangiare.

Purtroppo, nel corso della mia esperienza professionale, ho spesso notato che, invece di essere un momento di gioia, relax, condivisione e piacere, il pasto libero diventa un momento di stress, ansia, paura, colpa.

“Cosa posso mangiare? Posso fare più pasti liberi a settimana? Come si compensa il pasto libero?” sono solo alcune delle domande che spesso mi sono sentita rivolgere dai miei pazienti.

Il primo consiglio che do ai miei pazienti è di prendere nota del giorno che scelgono per il pasto libero, di ciò che si è mangiato e perché: abbiamo mangiato perché ci andava? Per noia o per soggezione verso gli altri? Il pasto libero dovrebbe essere un momento di evasione, di leggerezza, ma anche un momento formativo per capire l’impatto che hanno i cibi sul nostro organismo, per metterci alla prova

Inizialmente, durante il primo periodo della dieta, il mio consiglio è di fare un pasto libero una volta a settimana ma, come tutto il resto, anche la frequenza va personalizzata. Tuttavia, se dovesse capitare più di un pasto libero a settimana, ad esempio il giorno prima avete mangiato la pizza e oggi vi hanno invitato a cena fuori, potete ordinare qualcosa di simile al vostro piano nutrizionale evitando accuratamente pane, alcolici e dolci.

Potrebbe essere utile fare una lista dei propri alimenti preferiti e inserirli nel pasto libero di settimana in settimana: in questo modo si potrà mangiare tutto senza precludersi nulla.

Vi ricordo, infine, che il pasto libero (e come lo fate) permette al nutrizionista di avere molte informazioni su di voi per aiutarvi e migliorare il resto del vostro piano nutrizionale.

Non sottovalutatelo!

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Molto spesso nella vita quotidiana ci rendiamo conto di come emozioni e umore siano legati al cibo. Ci capita, ad esempi...
25/01/2023

Molto spesso nella vita quotidiana ci rendiamo conto di come emozioni e umore siano legati al cibo. Ci capita, ad esempio, di avere voglia di cioccolata se ci sentiamo tristi o, invece, si chiude lo stomaco se siamo arrabbiati. Esiste infatti una correlazione tra emozioni e approccio al cibo e tra alimentazione e umore.

Un primo meccanismo è correlato alla serotonina, un ormone prodotto in risposta all’assunzione di cibo (carboidrati soprattutto), che ridurrebbe l’intensità delle emozioni negative.

Il secondo è legato al funzionamento del sistema nervoso simpatico/parasimpatico per i quali, fisiologicamente, la paura o l’ansia sarebbero incompatibili con l’atto di mangiare.

Il problema nasce quando, per questioni più profonde e intime, l’atteggiamento nei confronti del cibo diventa sempre lo stesso a prescindere dall’emozione provata. In questi casi, con il tempo, la composizione corporea, il peso, la forma fisica e lo stato nutrizionale mutano (per eccesso o per difetto) provocando effetti collaterali, anche seri, per la salute.

Ecco allora che diventa indispensabile ricercare consapevolezza di sé, del proprio corpo e delle proprie emozioni. Chiedere aiuto e sostegno ad uno o più professionisti della salute può essere un passo importante per non trovarsi soli di fronte ad ostacoli molto difficili da superare.

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Una frittura consumata saltuariamente davvero può impedirci di perdere peso? Soffriggere le verdure è così nocivo per la...
23/01/2023

Una frittura consumata saltuariamente davvero può impedirci di perdere peso? Soffriggere le verdure è così nocivo per la nostra salute tanto da vietarne rigorosamente il consumo?

Il soffritto è una tecnica base della nostra tradizione culinaria italiana. Gli ingredienti di base possono essere sia vegetali che animali. La cosa fondamentale è che gli ingredienti di partenza siano tagliati in piccoli pezzi prima di essere aggiunti a freddo al grasso di cottura; inoltre, si può diluire il soffritto con del brodo vegetale o dell’acqua, così da abbassare la temperatura.

La frittura è una tecnica di cottura degli alimenti basata sul principio dell’immersione del cibo in un grasso che ha raggiunto temperature in media di 150°C-190°C.

In entrambi i casi, la cottura avviene per mezzo di un grasso, quindi un primo aspetto da considerare da un punto di vista nutrizionale è l’apporto calorico. Per friggere un alimento diminuendo al minimo la quantità di grasso assorbito, e quindi le calorie, una soluzione è ridurre il cibo in piccoli pezzi e optare per panature con farine leggere o pangrattato.

Vi ricordo che la scelta della tipologia di grasso per la cottura dipende dalla frequenza del consumo di cibi fritti e dal tipo di alimentazione complessiva seguita. Se la nostra alimentazione è povera di grassi saturi e non consumiamo fritti in modo frequente, da un punto di vista di stabilità chimica friggere nello strutto, nel lardo o nell’olio di palma non raffinato è sicuramente più sicuro.

Dal mio punto di vista, il consumo di cibi fritti in un piano alimentare dietetico dimagrante, spesso ipocalorico e ipolipidico, è importante per apportare, ogni tanto, un quantitativo maggiore di calorie e di grassi per evitare il blocco metabolico e ottenere inoltre una maggiore aderenza alla dieta in termini psicologici.

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L’allergia è una reazione immediata dipendente dagli anticorpi IgE, è quindi una risposta istantanea a cibi ingeriti sal...
18/01/2023

L’allergia è una reazione immediata dipendente dagli anticorpi IgE, è quindi una risposta istantanea a cibi ingeriti saltuariamente (per esempio orticaria dopo aver assunto le fragole).

Le intolleranze alimentari invece provocano reazioni con cibi assunti quotidianamente e la risposta avviene in tempi più dilatati che possono variare da qualche ora fino a quattro giorni dopo. In questo caso eliminando quel determinato alimento dalla alimentazione di tutti i giorni si verifica la scomparsa del sintomo.

Tuttavia, oltre alle allergie e alle intolleranze alimentari esistono altre tipologie di reazioni avverse agli alimenti: le pseudoallergie, che riguardano deficit enzimatici come, per esempio, la mancanza di enzimi per la digestione dei legumi (favismo); e le ipersensibilità, ossia la reazione ad alcune sostanze presenti in certi alimenti (per esempio vino rosso e formaggi fermentati) che rilasciano istamina e che possono causare per esempio cefalee.

Infine, esistono anche le reazioni tossiche agli alimenti, ossia avvelenamenti da funghi o cibi avariati.

Il problema delle allergie e delle intolleranze alimentari non è quindi da sottovalutare in quanto si può rischiare di avere reazioni avverse oltre che una dieta poco bilanciata. In caso di allergie e intolleranze alimentari è quindi consigliato rivolgersi ad un Biologo Nutrizionista che è in grado di aiutarvi, attraverso un corretto schema alimentare, a stare bene e in salute.

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Soprattutto in alcuni periodi dell'anno (come quello dopo le feste natalizie) ad alcune persone capita di saltare la vis...
16/01/2023

Soprattutto in alcuni periodi dell'anno (come quello dopo le feste natalizie) ad alcune persone capita di saltare la visita di controllo fissata tempo prima.

Normalmente, nel percorso dietetico e di rieducazione nutrizionale intrapreso insieme, ne fisso uno al mese, al massimo due se necessario.

Ma a volte, se per il paziente le cose non sono andate come si pensava, si decide di saltarla e spostarla il più lontano possibile nella speranza di riuscire a recuperare un po’ il danno prima di salire sulla bilancia.

Ma perché questo è sbagliato? Perché è necessaria la visita di controllo?

Per quasi tutti, la parte più importante è data dal momento del rilevamento del peso sulla bilancia e viene vissuta come un momento di giudizio sul proprio comportamento e sul proprio corpo, ma lasciatemi dire che così non è.

Se tutto andasse liscio non ci sarebbe in realtà neppure bisogno della visita di controllo!

Spesso, sopravviene anche un senso di vergogna ma, vorrei fosse chiaro a tutti: io non sono qui per giudicarvi, è la cosa più lontana dal mio essere e dal mio lavoro.

Il controllo non serve per dimostrare di essere stati bravi (se è così meglio, ovvio!) ma serve soprattutto per fare il punto della situazione, per capire quali difficoltà sono state incontrate e cercare insieme il modo di superarle.

Confrontandoci faccia a faccia (o telefonicamente) possiamo trovare insieme la soluzione e ripartire per riprendere il percorso che, ricordo, è normale che sia costellato di “cadute” e “intoppi”.

Il mio lavoro consiste anche in questo, trovare il modo di aiutarvi.

Non venendo invece al controllo e rimandandolo si peggiora la situazione perché si tende a non ritornare nei parametri dietetici giusti per un periodo più lungo.

La continuità nei controlli, quindi, è fondamentale in un percorso di dimagrimento perché è il momento per eliminare gli ostacoli che tutti incontrano e non va vissuto con nessuna ansia da prestazione né vergogna.

Uno dei pensieri sabotatori più frequenti, legato a quest’aspetto, è quello del tutto o nulla: o si segue la dieta al 100% oppure si manda tutto per aria se si “sgarra” un solo giorno.

Riflettiamo su questo: se dopo una “caduta” diciamo “ok lasciamo perdere la dieta, tanto non ne vale la pena, ho già sbagliato” allora sicuramente non raggiungeremo l’obiettivo prefissato.

Se invece prendiamo consapevolezza del fatto che non siamo perfetti e questi errori fanno parte di un percorso di rieducazione alimentare (se non ci fossero, non avrebbe senso la rieducazione), ci perdoniamo e riprendiamo subito le nostre sane abitudini, allora l’effetto della dieta, vi assicuro, arriverà comunque.

Non è il singolo sgarro che non permette il raggiungimento finale degli obiettivi, ma una serie di cattive abitudini reiterate nel tempo.

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Il pokè è un piatto tipico hawaiano a base di pesce crudo tagliato a cubetti e condito secondo la tradizione. Rappresent...
13/01/2023

Il pokè è un piatto tipico hawaiano a base di pesce crudo tagliato a cubetti e condito secondo la tradizione. Rappresenta un piatto unico bilanciato, ideale per chi vuole soddisfare il gusto restando in forma.

Pokè significa “tagliato a tocchi” ed era il pasto dei pescatori preparato con i resti del pescato del giorno, abbinati a riso e verdure e servito in una scodella.

Gli ingredienti principali sono:

• pescato crudo o marinato (pesce spada, tonno, salmone o frutti di mare);
• riso, riso integrale o cereali;
• verdure crude;
• sale marino o alghe.

Spesso a questi ingredienti base oggi se ne aggiungono altri come avocado, mango, edamame oppure frutta secca o semi oleosi.

Il suo apporto energetico medio di 300/400 kcal, derivante da carboidrati complessi (riso), proteine ad alto valore biologico (pesce), grassi omega 3 e omega 6 (olio, avocado, frutta secca), oltre a contenere vitamine e sali minerali. In più, è privo di lattosio e di glutine ed è quindi indicato anche in caso di intolleranze al lattosio/glutine o di celiachia.

Inoltre, sempre presenti in una dieta bilanciata, le verdure del poke bowl sono servite crude: questo consente di mantenere intatte le loro caratteristiche nutrizionali e anticipare il senso di sazietà.

Quanti di voi hanno già provato o sono stati incuriositi da questo piatto dai sapori esotici? Vi aspetto nei commenti!

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“Anno nuovo, vita nuova”, e gennaio diventa il mese ideale per sfruttare una rinnovata energia per mettere in pratica qu...
11/01/2023

“Anno nuovo, vita nuova”, e gennaio diventa il mese ideale per sfruttare una rinnovata energia per mettere in pratica quel cambiamento che magari stavamo posticipando da un po’.

C’è chi si iscrive in palestra, chi si mette a dieta, e chi decide per entrambe le cose.

Tuttavia, se non si parte ben organizzati, c’è il rischio di finire con il diventare incostanti e non riuscire a raggiungere i propri obiettivi.

Pianificare pranzi e cene ci aiuterà non solo ad avere la situazione sotto controllo, ma anche a organizzare e programmare uno “sgarro”.

La prima cosa da fare è stabilire, giorno per giorno, il piano alimentare che abbiamo deciso di seguire, che sia quello che ci ha indicato il nostro nutrizionista o quello deciso da noi.

Una volta definito il piano settimanale, siamo pronti per fare la spesa: scegliamo il giorno della settimana in cui abbiamo più tempo libero e stiliamo una lista in base al nostro piano alimentare.

In questo modo saremo più rapidi al supermercato/mercato ed eviteremo di comprare cose non incluse nella dieta e cibo in eccesso, riducendo anche gli sprechi.

Ed ora scegliete un giorno della settimana in cui non lavorate (o siete comunque più liberi) e preparate tutto quello che è previsto dal piano alimentare da conservare per qualche giorno in frigo o congelatore.

Naturalmente, pianificare i pasti della settimana può aiutarvi, ma se qualche giorno non doveste riuscire ad organizzarvi nessun problema: ci si riorganizza e si riparte il prima possibile!

Questo contenuto ti è stato utile? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti.

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Vi succede mai di avere fame dopo che sono passate solo un paio di ore dalla colazione?Mangiare un cornetto la mattina, ...
09/01/2023

Vi succede mai di avere fame dopo che sono passate solo un paio di ore dalla colazione?

Mangiare un cornetto la mattina, oppure dei biscotti o del latte con i cereali, fornisce di norma un apporto sbilanciato a favore degli zuccheri semplici.

Mi rendo conto che, per molti di noi, consumare del cibo salato appena svegli non è una strada percorribile. In realtà, si tratta solo di una questione d’abitudine.

Tutti i pasti della giornata, e quindi anche la colazione, devono infatti contenere i tre macronutrienti fondamentali: carboidrati (non solo zuccheri semplici), proteine e grassi. La loro combinazione, nelle giuste quantità, che sono soggettive e dipendono dal fabbisogno di ogni singola persona, ci assicura che l’indice glicemico non si alzi troppo e non si abbassi repentinamente, innescando così il senso di fame nel giro di poco tempo.

Vi ricordo che una colazione sana e completa ci permette di arrivare sazi al pranzo, a prescindere dal fatto che sia possibile o meno concedersi uno spuntino a metà mattina.

Volete qualche suggerimento per una colazione salata e gustosa?

- pane ai cinque cereali tostato con petto di tacchino o bresaola e formaggio fuso light;

- pane integrale tostato con formaggio spalmabile light e salmone affumicato;

- pane integrale tostato con avocado e uovo all'occhio di bue;

- uova strapazzate o frittata (aggiungete sempre un po' di albumi in brick che sono poco calorici e molto proteici e un po' di parmigiano);

- pane di segale con hummus e verdure grigliate.

Fatemi sapere nei commenti se queste idee vi sono piaciute, per me i vostri feedback sono molto importanti!

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Mancano ormai pochissimi giorni alla festa dell’Epifania e, dopo tutti gli “strappi” alla regola che ci siamo concessi i...
04/01/2023

Mancano ormai pochissimi giorni alla festa dell’Epifania e, dopo tutti gli “strappi” alla regola che ci siamo concessi in queste festività, è proprio salutare regalare ai nostri figli e nipoti di una calza piena di zuccheri?

Certo non è bello privare i nostri piccoli di un momento gioia la mattina del 6 gennaio, ma possiamo riempire noi stessi una calza in modo di fare un dono che non manchi di gusto e dolcezza e che sia, al contempo, salutare.

Prima di tutto, è importante scegliere dolciumi di buona qualità: che siano cioccolatini, caramelle, marmellata o crema di nocciole, leggiamo con attenzione l’etichetta – in particolare la lista degli ingredienti e l’eventuale presenza di coloranti, additivi, grassi non sani. Meglio investire qualche euro in più in prodotti sani e genuini che danneggiare la salute dei nostri piccoli cogliendo le offerte di prodotti scadenti e dannosi.

In alternativa, possiamo riempire la calzetta di biscotti, pasticcini, piccoli muffin preparati da noi.

In aggiunta, potremmo riprendere la vecchia tradizione di inserire qualche frutto di stagione – come la mela, la pera, l’arancia – oppure possiamo creare delle monoporzioni di frutta secca o disidratata – mirtilli, uvetta, prugne, albicocche, fichi, pezzetti di ananas o banana, ma anche nocciole, noci sgusciate o mandorle – riempiendo piccoli sacchetti di tessuto o barattolini di vetro, in modo da creare spuntini salutari per i nostri bambini.

Spero davvero che questi consigli vi siano utili. Fatemi sapere se siete stati buoni e se avete ricevuto la calza ma, soprattutto, cosa conteneva.

Buona Befana a tutti!

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