24/07/2019
Come mai “Pausa in volo”? Il nome dello studio, in cui agiscono due professionisti impegnati in diversi ambiti del lavoro psicologico (psicologia clinica, del lavoro, giuridica, penitenziaria, ricerca e formazione…) deriva dall’incontro della dott.ssa Monica Reynaudo con la Mindfulness nel 2009 e, in modo successivamente più strutturato, dal 2015. La parola Mindfulness, traducibile in modo sintetico con il termine Consapevolezza, indica uno stato mentale di attenzione a ciò che avviene nel momento presente, senza giudizio e con accettazione gentile dell’esperienza stessa (Bishop et al. 2004; cit. in Höppener et al. 2018), sostenuto da pratiche di meditazione, è ormai nota a molti attraverso libri, formazioni specialistiche, quotidiani, social e web. La nostra esperienza con la Consapevolezza si è articolata, a livello professionale, con la proposta dei protocolli MBSR e MBCT (sotto gli annunci dei prossimi percorsi a Torre Pellice a fine 2019), ma soprattutto con la pratica personale di meditazione attraverso pratiche quotidiane, frequentazioni di gruppi (sangha) e ritiri esperienziali (tra cui quello del 2018 presso Le village des Prunières nei pressi di Bordeaux, fondato dal monaco Thich Nhat Hanh). Dall’esperienza personale è scaturita la coscienza dell’utilità di momenti di pausa consapevole nella quotidianità, ma anche della difficoltà a farlo da soli e nel flusso delle attività di tutti i giorni. Accanto a momenti mensili di ritrovo con le persone che hanno seguito i protocolli MBSR, dall’estate 2019 sono nate quindi le “Pause in volo”: momenti di stop la mattina presto, in pausa pranzo o la sera, in cui si medita insieme al fine di fermarsi, riposarsi, “sbollire”, fare un po’ di silenzio… qui sotto qualche ulteriore dettaglio! Grazie per il vostro tempo dedicato alla lettura!