Guglielmo Siclari Fisioterapista

Guglielmo Siclari Fisioterapista Riabilitazione Ortopedica e Neurologica - Terapie Manuali e Strumentali - Idrokinesiterapia - Fisioterapia Domiciliare

Consulenza Professionale
Riabilitazione Ortopedica / Traumatologica
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Terapia Manuale ,Massoterapica e Strumentale
Idrokinesiterapia e Acquapsicomotricita'
Fisioterapia Domiciliare

13/02/2026
12/02/2026

Riabilitando in esiti di : Ricostruzione LCA e meniscectomia selettiva laterale & Centraggio rotuleo e sez legamento esterno con tenplastica e vast mediale

30/01/2026

3 indizi per riconoscere un fisioterapista abusivo!

Prima di tutto:

1) Il numero di followers non fornisce una laurea ad honorem.

Attenzione a non farsi ingannare dai numeri.

Avere tanti follower potrebbe indicare semplicemente la capacità di essere un bravo intrattenitore.

È facile trovare persone non laureate parlare di salute e riabilitazione, questo non fa di loro dei professionisti del settore.

2) Cerca nella bio “fisioterapista”, attenzione ai giri di parole.

Attenzione a nomi vaghi o troppo tecnici.

“Esperto del movimento funzionale antidolore. Risolti più di 1000 casi”

Espressioni ambigue o troppo generiche senza riconoscimenti ufficiali devono insospettire.

3) Verifica l’iscrizione all’albo dei fisioterapisti.

Cerca nome e cognome sull’albo ufficiale FNOFI.

Lo puoi fare a questo link: https://fisionet.fnofi.it/albo-professionale

22/01/2026
01/01/2026

Buon Anno Nuovo! 🥂✨
Che il 2026 porti con sé salute, serenità e tanta energia positiva. Possa ogni giorno offrirti momenti di benessere, sorrisi sinceri e piccole grandi soddisfazioni. A te e alla tua famiglia auguro un anno ricco di felicità, armonia e successi, con il corpo e la mente sempre in forma!

18/12/2025

Più sport si fa dopo i 50 e i 70, minore è l’incidenza di Alzheimer e demenze

A sostenerlo una ricerca del Framingham Heart Study, appena pubblicato su JAMA Network Open

Maggiore è l’esercizio fisico nella mezza età e nella tarda età, minore è l’incidenza dell’Alzheimer e della demenza in generale.

Non è uno slogan, ma il messaggio che arriva da un nuovo lavoro del Framingham Heart Study, appena pubblicato su JAMA Network Open.

E suggerisce che esistono due momenti chiave – intorno ai 50 anni e dopo i 70 – in cui muoversi fa davvero la differenza per il cervello. Lo studio ha seguito per decenni i figli dei partecipanti originari del Framingham, un grande studio epidemiologico iniziato negli anni Cinquanta.

Lo sport e le fasce d’età

Per ognuno sono stati raccolti i dati sull’attività fisica in tre fasi della vita: da giovani adulti (intorno ai 35 anni), in mezza età (circa 50–60 anni) e in tarda età (dopo i 70).

L’attività era auto-riferita con un questionario che teneva conto del tempo trascorso a dormire, seduti, in attività leggere, moderate (come camminare a passo svelto) o intense. Da qui nasceva un indice complessivo: più alto il punteggio, più attivo lo stile di vita.

Lo studio

I partecipanti sono stati seguiti fino al 2023, registrando le diagnosi di demenza e Alzheimer con valutazioni cliniche accurate.

Nel corso del follow-up si sono accumulati centinaia di casi, sufficienti per chiedersi se chi si muoveva di più, e in quale fase della vita, avesse davvero meno probabilità di ammalarsi.

La risposta non è uguale per tutte le età. L’attività fisica da giovani non è risultata chiaramente associata al rischio di demenza molti anni dopo: chi era più attivo a 30–40 anni non aveva, in media, meno diagnosi rispetto ai coetanei più sedentari, una volta considerati gli altri fattori di rischio.

Diverso il quadro quando si guarda alla mezza età: qui le persone nei livelli più alti di attività avevano un rischio di demenza circa inferiore del 40% rispetto al gruppo più sedentario.

Mantenere un cervello giovane: conta anche il rapporto tra muscoli e grasso

Dopo i 70 anni

Una riduzione simile si osservava anche per la tarda età: anche dopo i 70 anni chi si muoveva di più aveva circa il 40–45% di casi in meno rispetto ai coetanei che si muovevano poco.

E questo valeva sia per la demenza in generale, sia in particolare per la malattia di Alzheimer. I ricercatori hanno tenuto conto della presenza della variante APOE, che aumenta il rischio di Alzheimer.

L’attività fisica non “cancella” l’effetto dei geni, ma i dati indicano che restare attivi è associato a un minor rischio di demenza anche in chi parte con questa carta sfavorevole, soprattutto nella tarda età.

Un messaggio rassicurante: la genetica non è un destino immutabile.

Perché nella mezza età
Perché proprio la mezza e la tarda età?

La mezza età è il momento in cui spesso compaiono pressione alta, colesterolo, diabete, aumento di peso.

Il movimento agisce su tutti questi fronti, migliorando la salute dei vasi che nutrono il cervello e riducendo l’infiammazione cronica.

Più avanti negli anni, l’attività fisica aiuta a preservare muscoli, equilibrio, autonomia e sonno, riduce il rischio di depressione e mantiene attivi i circuiti cognitivi e le relazioni sociali: tutti tasselli della cosiddetta “riserva cognitiva”, la capacità del cervello di resistere più a lungo ai danni.

Il fatto che l’attività da giovani non emerga come protettiva in questa analisi non significa che da ragazzi si possa stare sul divano senza problemi: probabilmente il beneficio del movimento precoce passa per una migliore traiettoria di salute nei decenni successivi (meno malattie cardiovascolari, meno diabete, meno obesità), che a sua volta riduce il rischio di demenza.

L’invecchiamento dei muscoli?

È tutto un gioco di equilibri all’interno delle cellule

Ma, guardando ai dati, le due finestre più “sensibili” per il cervello sembrano proprio la mezza e la tarda età. In termini pratici, lo studio non traduce il suo indice in un numero preciso di passi, ma si allinea alle raccomandazioni:

almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata, come camminare a passo svelto, oppure 75 minuti di attività più intensa, distribuiti su più giorni.

Per la maggior parte delle persone significa cercare di muoversi ogni giorno quel tanto che basta da “far ve**re un po’ il fiato corto”, senza esagerare, accompagnando il tutto – soprattutto dopo una certa età – con qualche esercizio di forza ed equilibrio.

E per chi è molto anziano o fragile, anche solo ridurre il tempo passato seduti e fare qualche passo in più, più volte al giorno, può rappresentare un guadagno reale.

Fonte Repubblica

🌟 𝐋𝐚 𝐓𝐮𝐚 𝐏𝐞𝐫𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.Capisco la frustrazione di un corpo limitato da rigidità o dolori ricorrenti.Il m...
15/11/2025

🌟 𝐋𝐚 𝐓𝐮𝐚 𝐏𝐞𝐫𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.

Capisco la frustrazione di un corpo limitato da rigidità o dolori ricorrenti.

Il mio approccio di Terapia Manuale è una valutazione specialistica focalizzata sul ripristino funzionale. Identifico e correggo con precisione le disfunzioni articolari e le tensioni profonde che bloccano il tuo potenziale.

𝐎𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨: Massimizzare la tua libertà di movimento e garantire la tua performance atletica a lungo termine.

È tempo di investire in un movimento ottimale.
𝐏𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐚 𝐬𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞?
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13/11/2025

L’infarto a 50 anni è iniziato a 20 💔

L’Alzheimer a 70 anni è iniziato a 40 🧠

La perdita di indipendenza a 80 anni è iniziata a 30 🚶

La chiave per invecchiare bene inizia con le scelte che fai oggi ⏰

Le malattie croniche non compaiono dal nulla 💡

Si costruiscono nel tempo attraverso decenni di:
- Alimentazione scadente
- Sedentarietà
- Stress cronico non gestito
- Sonno insufficiente
- Abitudini dannose

L’infarto a 50 anni:
↳ Iniziato con 30 anni di dieta povera, sedentarietà, stress
↳ Placche arteriose che si accumulano lentamente
↳ Pressione alta ignorata per anni

L’Alzheimer a 70 anni:
↳ Iniziato con decenni di infiammazione cronica
↳ Scarsa stimolazione cognitiva
↳ Isolamento sociale
↳ Stile di vita che non protegge il cervello

La perdita di indipendenza a 80 anni:
↳ Iniziata con la perdita di massa muscolare a 30-40 anni
↳ Zero allenamento di forza
↳ Fragilità ossea
↳ Equilibrio compromesso

Non stai costruendo il corpo di oggi.
Stai costruendo il corpo di 20, 30, 40 anni da ora.

Ogni scelta che fai oggi:
- Cosa mangi
- Quanto ti muovi
- Come dormi
- Come gestisci lo stress
..È un investimento o un debito per il tuo futuro.

La prevenzione non è noiosa. È libertà 🤍

Libertà di:
✅ Muoverti senza dolore a 60 anni
✅ Avere mente lucida a 70 anni
✅ Essere indipendente a 80 anni
✅ Giocare con i nipoti senza limitazioni

07/11/2025
Chi ha conosciuto il dolore sa che muoversi è un privilegio.Per questo, la 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨 — 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢...
30/10/2025

Chi ha conosciuto il dolore sa che muoversi è un privilegio.
Per questo, la 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨 — 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀, 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨, 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚.

Il fisioterapista non vende sedute:
𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀.
Ogni esercizio è un passo verso la vita senza limitazioni.

𝐋𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ “𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐨𝐩𝐨”. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐬𝐢, 𝐫𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞.

29/10/2025

La «Sindrome fibromialgica» sarà riconosciuta come malattia cronica e invalidante limitatamente alle «forme molto severe», identificate da un punteggio attribuito in base al questionario Fiqr (criterio raramente attuato nella valutazione dei pazienti, secondo l'associazione CFU Italia)

Indirizzo

Scala (ME)
Torregrotta
98040

Telefono

+393402462615

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