17/11/2021
Giornata mondiale del bambino prematuro.
Nel mio libro ‘come toccare il sole’ ho proprio voluto affrontare il tema della prematurità, perchè credo sia importante che se ne parli anche ai bambini in maniera semplice e spontanea per far comprendere loro che possiamo essere fragili e diversi ma la voglia di conoscere accomuna tutti.
Dal brano ‘Gusciolandia’
‘Ogni bambino su Gusciolandia nasce dal suo guscettino, perché lì i bambini non li portano le cicogne, né nascono sotto i cavoli.
Al centro della città troneggia il Guscione, un enorme albero a cui sono appesi grandi involucri simili a noci. Ognuno contiene un piccolo neonato che non appena è maturo cade dall’albero in una delle tante culle sotto di esso.
Quando il bambino è pronto è ben visibile, perché testa, gambe e braccia spuntano dal guscio. A volte le balie addette ad osservare i neonati notano alcuni pigroni che non vogliono staccarsi, allora si arrampicano sull’albero e tagliano il piccolo picciolo che li faceva rimanere attaccati, così i bambini maturi cadono nelle culle che li attendono.
Altre volte, invece, folate di vento fortissime fanno dondolare i gusci così forte che alcuni si staccano prima del tempo, quando le estremità del bambino non sono ancora ben scoperte. Le balie allarmate corrono vicino al piccolo e con cura e pazienza lo aiutano a emergere tagliuzzando il guscio con delle forbici da sarta, così da costruire un abito più adatto al neonato.
Mentre gli altri bambini crescendo hanno un abito sempre su misura, i bambini caduti in anticipo hanno alcuni problemi con il loro vestiario, dato che le balie l’hanno tagliuzzato e rattoppato, ed ecco che il primo alito di vento li fa rabbrividire, il primo raggio di sole che colpisce i loro occhi li fa lacrimare, perché essi non sono abbastanza maturi per guardare il mondo. Ogni volta che la loro mano tocca i fiori cotonosi del prato si ritira impaurita, perché così delicata e sensibile da ritenere ruvido e fastidioso ciò che gli altri considerano piacevole.
Rosalbino è un bambino che è caduto dal ramo sei settimane prima della maturazione. È un bel bambino, abbastanza vivace, ma la sua mamma è costretta a tenerlo in una stanza senza spifferi e con poca luce.
Rosalbino cresce in salute nel suo piccolo castello dorato.
Un giorno, mentre papà rientra in casa, una farfalla riesce ad entrare.
Il bambino comincia a rincorrerla saltando in giro per la casa, mentre la mamma rincorre lui preoccupata che si faccia male.
«È bellissima! Voglio vedere tutte le farfalle del mondo!» dice ridendo. Rosalbino conosce ogni animale o pianta esistente perché le ha viste sulle grandi enciclopedie della sua biblioteca.
«Mamma voglio uscire!» dice risoluto.
La donna lo accarezza sorridendo.
«Tesoro, non puoi uscire: il sole ti accecherebbe, i fiori ti graffierebbero e il vento ti ferirebbe.»
Ad ogni parola a Rosalbino si illuminano gli occhi.
«Voglio vedere il mondo e le sue bellezze, non voglio perdermi le farfalle per colpa del sole...» protesta il bambino. [...]’
Lucia