30/12/2025
Uno degli aspetti più frustranti dell’ADHD non è la mancanza di idee, ma il loro eccesso. La mente genera progetti, possibilità, inizi, alternative. È attiva, rapida, spesso entusiasta. Il corpo, però, non sempre segue lo stesso ritmo. Può apparire stanco, rallentato, svuotato di energia proprio nel momento in cui “ci sarebbe tutto il tempo per fare”.
Questo disallineamento non è pigrizia né mancanza di motivazione. È il risultato di una regolazione faticosa dell’energia e delle funzioni esecutive. Pensare, immaginare e pianificare richiede un tipo di attivazione diversa rispetto all’avviare e sostenere un’azione concreta. Nell’ADHD queste due dimensioni non sempre comunicano bene tra loro.
Il paradosso emerge soprattutto quando la struttura esterna diminuisce: weekend, ferie, vacanze. Senza orari, scadenze o richieste esterne, la mente si espande… ma il corpo resta fermo. Più opzioni ci sono, più diventa difficile sceglierne una, e ogni decisione consuma energia prima ancora di iniziare.
Il risultato è spesso un vissuto di frustrazione: “potrei fare mille cose” che si scontra con “non riesco a farne nessuna”. Comprendere questo meccanismo aiuta a spostare lo sguardo dal giudizio morale alla lettura funzionale di ciò che sta accadendo.
Ti capita di vivere questo contrasto tra mente iper e corpo ipo? Raccontacelo nei commenti.