In Forma Mentis

In Forma Mentis Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di In Forma Mentis, Sito Web di salute e benessere, Trento.

In Forma Mentis è uno Studio Professionale dove collaborano professionisti esperti in varie discipline e tecniche della salute e del benessere: psicoterapia, dietetica, fisioterapia, osteopatia, terapia del dolore e agopuntura, coaching.

Lo Studio   di Trento e l’  sono felici e onorati di ospitare la dott.ssa   il 17 APRILE 2026 ore 20.45 presso la Sala  ...
24/03/2026

Lo Studio di Trento e l’ sono felici e onorati di ospitare la dott.ssa il 17 APRILE 2026 ore 20.45 presso la Sala di Trento.

Sarà occasione speciale per confrontarci insieme su Come amarsi per scegliere chi amare… tema che coinvolge tutti e che sarà il protagonista del libro scritto da e fa dal titolo “ Impara ad amarti per scegliere chi amare”.

Hai paura di essere condannata alla singletudine? Se pensi che il tuo valore dipenda dall'amore di qualcun altro e ti senti incompleta senza una relazione sen-timentale, è giunta l'ora di riscrivere il tuo sentire, i tuoi comportamenti, le tue convinzioni.

E giunta l'ora di perdonare il tuo passato, fare spazio al tuo presente, costruirti un futuro migliore.
L'amore sano non è un dono della fortuna, ma un'arte raffinata che si coltiva con dedizione, equilibrio e rispetto di sé.

Questo libro guiderà il tuo cambiamento evolutivo, aiutandoti a: considerare l'autostima sentimentale una parte cruciale dell'arte di amare; scoprire le tue "di-namiche disfunzionali" e superarle; trasformare le emozioni sabotanti in alleate.

Attraverso potenti esercizi pratici, imparerai a fare amicizia con te stessa e ad attivare connessioni autentiche, senza compromessi.
Infatti, essere single non è un problema da risolvere, ma un'opportunità preziosa per riscoprire te stessa, sviluppare abilità relazionali virtuose e imparare a scegliere in maniera chirurgica chi merita un posto nella tua vita.

Se vuoi smettere di accontentarti, cominciare a vivere l'amore come una scelta e non come un bisogno, questo libro è il primo passo da compiere.

Vi aspettiamo 😊







  ed   📕con la loro Presidente, dott.ssa   📕vi aspettano in diretta con il   di Arezzo ed Esperienze Strategiche📕LUNEDÌ ...
16/03/2026

ed

📕con la loro Presidente, dott.ssa

📕vi aspettano in diretta con il di Arezzo ed Esperienze Strategiche

📕LUNEDÌ 23 MARZO ore 21 per confrontarci Insieme sullo stato delle umane, oggi: relazioni familiari, amicali, di coppia, nei contesti lavorativi.

📕Le relazioni tossiche sono come un veleno che si diffonde lentamente nel nostro sistema, avvelenando la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima."

📕La relazione più tossica è quella che ti fa sentire come se fossi l'unica persona al mondo che non capisce."

📕Le relazioni tossiche sono come un incendio che brucia tutto ciò che tocca, lasciando solo cenere e distruzione."

📕Perché ognuno di noi può fare la differenza, ogni giorno 😊

📗Serata aperta a tutti: per chi volesse partecipare è sufficiente connettersi direttamente sulla pagina Fb, Instagram e LinkedIn del Centro di Terapia Strategica di Arezzo










Le   e   dello   Trento e della  , nel giorno dedicato alla  , allo scopo di NON renderlo vacuo e privo di significato, ...
08/03/2026

Le e dello Trento e della , nel giorno dedicato alla , allo scopo di NON renderlo vacuo e privo di significato,

🌺DESIDERANO CONDIVIDERE le parole e la pacifica del

🌺 Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

🌈Leggiamo attentamente e trasformiamo in atti quotidiani il nostro 😊

🌺”Sentiamo il dovere di intervenire nel dibattito di queste settimane sul DISEGNO DI LEGGE in
materia di violenza sessuale, dopo la scelta – discussa e contestata – di far scomparire dal
testo la parola “consenso”, sostituendola con formulazioni centrate sul “dissenso” o sulla
“volontà contraria”.

🌺Non è una polemica nominalistica. Le parole, nel diritto, orientano la prova, la valutazione
dei fatti, la cultura giudiziaria e quella sociale. Se il baricentro diventa “ha detto no?”
invece di “c’era un sì libero, attuale, volontario?”, il rischio è che l’asse si sposti – ancora una
volta – sulla condotta della vittima: sulla sua reazione, sul tono, sul grado di opposizione, sul
“perché non…”.

🌺È un terreno già fin troppo noto a chi lavora nell’ascolto e nella presa in
carico: è lì che attecchiscono i miti sullo stupro e le aspettative irrealistiche di “resistenza”
come prova di credibilità.
Comprendiamo l’obiezione espressa nel dibattito: evitare qualunque scorciatoia che
sembri introdurre un’inversione dell’onere della prova o una “documentazione” del
consenso.

🌺Ma una cosa va detta con chiarezza: mettere il consenso al centro non significa
rovesciare garanzie costituzionali. Significa ricondurre la fattispecie penale al suo nucleo
etico e giuridico: gli atti sessuali sono leciti solo se fondati su una volontà libera e
volontariamente espressa.

🌺Peraltro, la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia, indica che la violenza
sessuale riguarda atti “non consensuali” e chiarisce che il consenso deve essere dato
volontariamente, come libera manifestazione della volontà, valutata nel contesto e nella
situazione.

🌺Alla luce di ciò, chiediamo alle Istituzioni – con rispetto e fermezza- di:

1. Reintrodurre esplicitamente il riferimento al consenso come criterio cardine, evitando
che la tutela dipenda dal grado di opposizione manifestata.

2. Garantire un impianto normativo coerente con gli standard sovranazionali e con una
lettura realmente “victim-centered”, senza arretramenti culturali mascherati da tecnicismi.

🌺 Il consenso è una parola semplice, ma non banalizza nulla: rende finalmente esplicito che la
sessualità è relazione e reciprocità, non conquista né ambiguità “a carico” di chi subisce.
Una legge che rinuncia a nominarlo rischia di rinunciare anche a orientare il cambiamento
culturale di cui il Paese ha bisogno.

🌺Come Comitato Pari Opportunità del Consilgio Nazionale, stiamo dalla parte delle
donne non per appartenenza, ma per mandato: pari dignità, pari sicurezza, pari libertà. E
perché una democrazia matura si riconosce da come tutela il diritto più elementare: quello a
dire sì, quello a dire no, e soprattutto quello a non dover “dimostrare” di averlo fatto nel modo giusto.


̀
̀discelta


  ed   Vi aspettano in diretta Zoom domani sera ore 21 per confrontarci Insieme sullo stato delle   umane, oggi: relazio...
03/03/2026

ed

Vi aspettano in diretta Zoom domani sera ore 21 per confrontarci Insieme sullo stato delle umane, oggi: relazioni familiari, amicali, di coppia, nei contesti lavorativi.

- "Le relazioni tossiche sono come un veleno che si diffonde lentamente nel nostro sistema, avvelenando la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima."

- "La relazione più tossica è quella che ti fa sentire come se fossi l'unica persona al mondo che non capisce."

- "Le relazioni tossiche sono come un incendio che brucia tutto ciò che tocca, lasciando solo cenere e distruzione."

Alcuni Dati statistici:

- Il 43% delle donne e il 38% degli uomini ha subito abusi emotivi o psicologici da parte di un partner (Fonte: National Domestic Violence Hotline)

- Il 25% delle donne e il 10% degli uomini ha subito abusi fisici da parte di un partner (Fonte: National Domestic Violence Hotline)

- Il 60% delle persone che hanno subito abusi emotivi o psicologici da parte di un partner ha riportato sintomi di depressione (Fonte: American Psychological Association)

- Il 40% delle persone che hanno subito abusi fisici da parte di un partner ha riportato sintomi di ansia (Fonte: American Psychological Association).

Per chi volesse iscriversi ed avere il link della Conferenza, scrivete una mail a InFormaMentis o Associazione React… perché ognuno di noi PUÒ fare la differenza sana nelle proprie Relazioni 😊







Lo Studio   Trento e l’  propongono una Serata di sensibilizzazione, informazione ed interscambio sullo stato dell’arte ...
22/02/2026

Lo Studio Trento e l’

propongono una Serata di sensibilizzazione, informazione ed interscambio sullo stato dell’arte delle tra le persone, aperta a tutti in diretta

Zoom il 4 MARZO 2026 ore 21, previa iscrizione che trovate sui social.

Perché interrogarci sulle Relazioni ? Perché sono state ma soprattutto sono diventate rare, sporadiche, spesso improntate alla , all’utilizzo strumentale se non all’assenza totale.

Se parliamo di Relazioni pensiamo alla loro base: il di e alla , sia nell’ che nell’ .

Esistono relazioni sane e funzionale espresse in modalità differenti, così come sono di esperienza di tutti relazioni complesse, che ci mettono in crisi, che sviluppano , , , , fino alla e .

- "Le relazione tossica è quella che si diffonde lentamente, avvelenando la nostra autostima e la nostra fiducia in noi stessi."

- Criticismo e disprezzo
- Manipolazione e controllo
- Abusi emotivi o fisici
- Mancanza di rispetto e di comunicazione
- Senso di colpa o di vergogna
- Isolamento sociale

Vi aspettiamo !!








“Lo psicologo a scuola non è solo lo sportello.”Lo Studio   condivide ed appoggia un approccio più rigoroso e scientific...
02/02/2026

“Lo psicologo a scuola non è solo lo sportello.”

Lo Studio condivide ed appoggia un approccio più rigoroso e scientifico alla complessità della realtà scolastica, oggi, anche trentina📒📕

📘Finalmente se ne parla ed in modo chiaro e corretto. Troppe figure si sono aggirate e si aggirano nel mondo della Scuola, senza competenze e preparazione specifiche… eppure il compito è molto delicato: supportare menti in formazione, genitori, insegnanti, classi.

📕È il messaggio forte che emerge dall’intervista a Katia Castellini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Trentino: la psicologia scolastica funziona davvero quando non resta un intervento “a chiamata”, ma diventa una presenza strutturata, continua e integrata nella vita quotidiana della comunità educativa.

📘L’idea è un modello diffuso di assistenza psicologica a scuola, basato su evidenze e costruito su tre livelli di intervento:
1. Prevenzione e promozione del benessere per tutta la comunità scolastica
(ascolto dei bisogni, incontri, eventi, attività, lavoro sul clima e sulle competenze).
2. Interventi mirati su gruppi o persone in situazioni di rischio potenziale.
3. Risposta diretta a criticità specifiche (singoli casi o gruppi classe), quando serve.

📗Il progetto punta a partire con una sperimentazione attenta, senza “modelli calati dall’alto”: dialogo tra le funzioni della scuola, raccolta dati, valutazione e correzioni in itinere. Un elemento importante: gli psicologi coinvolti sarebbero supervisionati da colleghi esperti.

📔Perché investire adesso? Perché intercettare il disagio prima che diventi patologia significa tutela, benessere e anche risparmio sociale (costi sanitari, assenze, ricadute). E perché oggi scuole e istituzioni mostrano una sensibilità crescente nel costruire risposte più solide e continuative.

📙Se vogliamo una scuola che educa davvero, non basta “riparare” quando qualcosa si rompe: serve una cura preventiva, quotidiana, di comunità.

Lo Studio   Trento e l’  Trento, Vi invitano a partecipare alla Serata online del MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026 ORE 21, sulla p...
27/01/2026

Lo Studio Trento e l’ Trento, Vi invitano a partecipare alla Serata online del MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026 ORE 21, sulla piattaforma Zoom previa Iscrizione,

💕per riflettere insieme e confrontarci in diretta, sul tema delle , amicali e sentimentali: quali i confini tra Relazioni cosiddette “Tossiche” e Relazioni cosiddette “Sane” ?

💕Non TUTTE LE DIPENDENZE RELAZIONALI SONO PATOLOGICHE e NON tutte le Relazioni che paiono Sane, lo sono…un esempio di …

💕Il 15 gennaio 2018 ci lasciava Dolores O’Riordan, voce e anima dei Cranberries. La sua storia personale, segnata da traumi infantili, fragilità psicologiche e una fama difficile da sostenere, è il ritratto di una Donna Persefone: una figura che conosce gli abissi e tenta, a volte disperatamente, di risalire alla luce.

💕In Linger Dolores canta una relazione fondata sulla dipendenza patologica, quella che ci trattiene anche quando sappiamo che non c’è fiducia, né rispetto. Quella che ci spinge a stringere un filo che invece andrebbe reciso.

💕Eppure, come ricorda Matteo Lancini, stiamo costruendo una cultura che demonizza qualsiasi forma di legame: conta solo il sé, e la dipendenza dall’altro viene trattata come una malattia.

💕Abbiamo iniziato a chiamare “tossico” tutto ciò che implica bisogno, vulnerabilità, interdipendenza. Anche perché un certo tipo di comunicazione – spesso guidata più dal marketing che dalla psicologia – ha trasformato parole complesse in slogan da vendere.

💕Il risultato è sotto gli occhi di tutti: celebriamo l’autonomia assoluta, ma viviamo relazioni sempre più fragili. Giovani e adulti che si lasciano al primo inciampo, che temono l’intimità, che vivono l’amore come un rischio invece che come un’esperienza umana essenziale.

💕Forse è il momento di smettere di usare parole come “tossico” e “narcisista” tanto alla moda come etichette universali. Perché:

- esiste una dipendenza sana e una patologica;
- esiste un narcisismo sano e uno patologico;

💕Come ricorda la pagina scienzesocialipuntocom:
"l’essere umano nasce dipendente. Ha bisogno dell’altro per diventare sé stesso. Negare questa origine non ci rende più forti. Ci rende più soli".

💕E infatti la paura della dipendenza ci sta spingendo verso un isolamento crescente, che si manifesta in ansia, depressione, abuso di sostanze, iperconnessione digitale, pornografia compulsiva.
Tutti modi per riempire un vuoto affettivo che non riguarda solo i giovani ma attraversa le diverse generazioni.

💕”Dove si è rotto il filo?” si chiede Elisa in una famosa canzone, per tornare alla musica. È la domanda che ci facciamo quando un legame precipita negli abissi interiori. Ma senza distinguere tra una dipendenza sana e una dipendenza patologica continueremo a temere le relazioni, a evitare l’intimità, a fuggire proprio da ciò che potrebbe salvarci.

💕Perché per ritrovare la nostra anima, a volte, dobbiamo avere il coraggio di scendere negli abissi a cercare quel filo. Non di evitarli.





  che fa davvero davvero pensare…Buona   dallo Studio   Trento 😊🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psich...
20/01/2026

che fa davvero davvero pensare…

Buona dallo Studio Trento 😊

🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici e scoprirono qualcosa di terrificante. Una volta che sei etichettato come pazzo, non c'è quasi via d'uscita.

🎈L'esperimento fu condotto dallo psicologo David Rosenhan e iniziò con una semplice domanda che la medicina non aveva mai seriamente messo alla prova: i professionisti formati possono distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?

🎈Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto "pseudopazienti". Erano persone comuni: uno studente laureato, un pediatra, uno psichiatra, un pittore, una casalinga. Tutti mentalmente sani. Ognuno si offrì volontario per fare una cosa — e una sola — per essere ricoverato.

🎈Dovevano entrare in un ospedale psichiatrico e dire di sentire delle voci. Tutto qui. Nessuna crisi drammatica. Nessuna delirio bizzarro. Nessun comportamento violento. Solo una calma descrizione di parole udite come "vuoto", "cavo" e "tonfo". Ognuno di loro fu ricoverato.

🎈Immediatamente dopo il ricovero, i volontari smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Parlarono chiaramente. Collaborarono. Socializzarono. Dissero al personale che le voci erano cessate. Non importava.

🎈I dottori e gli infermieri ora vedevano tutto attraverso un'unica lente: la malattia mentale.

Prendere appunti? → "Comportamento di scrittura compulsivo". Stare vicino alla postazione delle infermiere? → "Ricerca patologica di attenzione". Aspettare il pranzo? → "Ansia legata alla fissazione orale". Essere educato e calmo? → "Affetto appropriato nell'ambito del quadro patologico".

🎈La diagnosi arrivò rapidamente — e rimase fissa. Sette furono etichettati con schizofrenia. Uno con psicosi maniaco-depressiva. Nessuno fu riconsiderato. La degenza media durò 19 giorni. Un volontario rimase ricoverato per 52 giorni. Non perché fosse malato. Ma perché l'istituzione aveva già deciso che lo fosse.

🎈Ecco la parte più inquietante. I dottori non misero mai in discussione il loro giudizio. Gli infermieri non riconsiderarono mai nulla. Le cartelle si riempirono di un linguaggio tecnico e sicuro che faceva sembrare il normale comportamento umano come un sintomo.

🎈Eppure, qualcun altro se ne accorse immediatamente. I pazienti. Nel giro di pochi giorni, veri pazienti psichiatrici presero in disparte i volontari e sussurrarono cose come: "Tu non sei pazzo", "Sei un giornalista, vero?", "Tu non dovresti stare qui".

🎈Su centinaia di interazioni, nemmeno un singolo pseudopaziente fu identificato come sano dal personale ospedaliero. Ma dozzine di pazienti reali riconobbero la verità.

🎈L'esperimento rivelò qualcosa di profondamente scomodo. La diagnosi non si basava sul comportamento. Si basava sul contesto. Una volta che una persona aveva varcato la soglia istituzionale, ogni sua azione veniva reinterpretata per adattarsi all'etichetta già assegnata. Le prove non contavano più. La normalità stessa diventava invisibile.

🎈Quando Rosenhan pubblicò lo studio — "On Being Sane in Insane Places" (Essere sani in luoghi folli) — il mondo della psichiatria esplose. Gli ospedali protestarono. I medici erano furiosi. Alcuni sostennero che lo studio fosse poco etico. Un ospedale sfidò direttamente Rosenhan: "Mandaci i tuoi falsi pazienti", dissero. "Li smaschereremo". Rosenhan accettò.

🎈Nei tre mesi successivi, l'ospedale identificò 41 pazienti in arrivo come impostori. Erano orgogliosi della loro vigilanza. Rosenhan non aveva mandato nessuno. Il danno era fatto.

Lo studio dimostrò quanto potentemente le etichette distorcano la percezione, come le istituzioni possano diventare cieche di fronte agli individui, e quanto facilmente la certezza sostituisca la curiosità una volta che l'autorità prende il sopravvento. Contribuì ad innescare riforme radicali nella diagnosi psichiatrica, diede un contributo allo sviluppo di criteri diagnostici più rigorosi e ridefinì la valutazione della malattia mentale.

🎈Ma la lezione più profonda andò ben oltre la psichiatria. Mostrò come i sistemi possano intrappolare le persone in narrazioni che non hanno scelto. Come l'essere percepiti in un certo modo possa contare più di ciò che si è realmente. E come la cosa più difficile da far credere a un'istituzione… sia che potrebbe sbagliarsi.

🎈Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che cambiò per sempre la medicina. A volte l'illusione più pericolosa non è quella dei pazienti. È di coloro che credono di non poter mai sbagliare.


̀



Helibova

…spunti riflessivi e… di Risveglio individuale, sociale e di comunità tutta.Lo Studio   TRENTO desidera condividere alcu...
12/01/2026

…spunti riflessivi e… di Risveglio individuale, sociale e di comunità tutta.
Lo Studio TRENTO desidera condividere alcune chiave pronunciate dal giornalista, saggista ed intellettuale italiano, .

versus .

🧩Quanto è vitale, essenziale per i giovani ma anche per noi tutti, studiare, mantenersi informati, , stimolare la nostra ̀ cognitiva ed emotiva, viaggiare, , nutrirsi ?

🧩Quanta importanza assume nella e sociale e del nostro futuro l’aver avuto la possibilità di istruirsi ?

🧩Quanto il genera e amplia gli orizzonti del nostro ed nella realtà?

Diamoci da fare ! 😊

“Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: A che serve studiare? Chi sa rispondere?
Qualcuno osò rispostine educate: a crescer bene, a diventare brave persone…
Niente, scuoteva la testa.
Finché disse: Ad evadere dal carcere.
Ci guardammo stupiti.
L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?

Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile, leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.
Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.” Corrado Augias






🌲A noi  pare un   Dono  … 🌲Spazio di   per sensibilizzare all’  della  , per avvicinare alla  , riducendone forse   e  ....
23/12/2025

🌲A noi pare un Dono …

🌲Spazio di per sensibilizzare all’ della , per avvicinare alla , riducendone forse e .

🌲Per il bisogno di e , merce sempre più rara e che alimenta e .

🌲Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psicoterapeuti che, una volta al mese, scendono nelle strade del quartiere popolare Goutte d'Or di Parigi per ascoltare i residenti che hanno bisogno di confidarsi ma non possono permettersi di pagare un consulto.

🌲Non c'è un divano su cui sdraiarsi, ma sedie pieghevoli sparse per la strada e professionisti che interpellano i passanti con domande come: «Scusi, quand’è l’ultima volta che qualcuno l’ha ascoltata?». Spiazzante, ma efficace, perché nella maggior parte dei casi le persone si fermano, segno che il bisogno di essere ascoltati esiste davvero.

«In un anno abbiamo accolto circa 150 persone», racconta Marie Sylvie Rushton, psicoterapeuta e psicologa clinica. «Ci parlano di tutto: della loro quotidianità, dei loro dubbi e delle loro sofferenze».

«L'idea alla base di questo progetto è rendere la salute mentale più accessibile», spiega Séverine Bourguignon, artista e psicoterapeuta fondatrice dell'associazione. L’obiettivo, infatti, è offrire un primo spazio di ascolto e di avvicinamento alla psicoterapia. E quando emerge la necessità di un supporto più strutturato, le persone vengono indirizzate verso centri e servizi specializzati.

🌲”Ci sono persone che non possono permettersi un percorso di terapia e che, nella maggior parte dei casi, non oserebbero neanche farla. La nostra ambizione è quindi allargare il sistema ed estenderlo a diversi distretti di Parigi», conclude Séverine Bourguignon.

Foto: sito Web "Écouteurs de rues".

Lasciamo ad alcuni Colleghi, le loro deontologiche valutazioni, sul setting, la privacy, ecc, ecc 🌟






Diritto a stare bene (Gruppo in Fb)Lo Studio   Trento, sostiene ed appoggia quanto evidenziato e scritto in questo inter...
16/12/2025

Diritto a stare bene (Gruppo in Fb)

Lo Studio Trento, sostiene ed appoggia quanto evidenziato e scritto in questo interessante Gruppo presente su Fb.

💫E lo fa, oltre che Condividendone il , anche con i :

💫siamo un Centro dedicato al ed alla cura delle differenti forme di e siamo con il , quindi con tariffe calmierate e con massima apertura verso qualsiasi forma di .

💫Se ne sussistono le condizioni economiche, garantiamo psicologica in forma “pro bono” ovvero gratuita ad un certo numero di persone.

💫Ora vi lasciamo alle sul … che è , e luci, ma al contempo , ed .

💫Dicembre è il mese dei ricordi. Per qualcuno è nostalgia: le tavole di una volta, chi non c’è più o i Natali passati che non tornano.
💫Per altri è tensione: famiglie che si ritrovano e ferite che si riaprono, cose mai dette che tornano a galla tra un brindisi e l’altro.
💫Per molte persone, però, il Natale è anche il momento in cui si sente più forte la propria diversità: se non rientri negli schemi, se la tua identità non è accolta, se vivi una condizione di marginalità, se devi “scegliere” ogni anno quanto di te puoi mostrare e quanto no.

💫E poi c’è la questione che tutti fingono di non vedere: il denaro. I regali che non puoi permetterti, le spese che pesano più del dovuto, le bollette che arrivano anche a dicembre, le cene che diventano un conto economico.

💫Intanto i social raccontano un’altra storia: viaggi, pacchi sotto l’albero, famiglie perfette, tavole infinite. E il confronto diventa crudele.
Perché quando non hai ciò che vedi, pensi che il problema sei tu.

💫Il risultato è che dicembre amplifica tutto quello che durante l’anno riusciamo a tenere sotto controllo: ansia, tristezza, frustrazione, solitudine e senso di inadeguatezza. Non c’è niente di sbagliato in questo. È una risposta umana a una pressione enorme.

💫Ma c’è qualcosa di sbagliato in un Paese che lascia le persone sole proprio quando fanno più fatica. È per questo che Pubblica continua a chiedere una cosa semplice: psicologi pubblici e gratuiti, accessibili a tutte e tutti, dove e quando servono.
💫Nei territori, nelle scuole, nelle famiglie, nelle comunità. Perché le feste possono essere difficili, ma non dovrebbero mai essere affrontate in silenzio. E nemmeno da soli.






Indirizzo

Trento

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando In Forma Mentis pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a In Forma Mentis:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

In Forma Mentis

È uno Studio multi professionale dove approfondite competenze di vari professionisti si incontrano per fornire ad ogni persona un individuale e specifico percorso al fine di arrivare a trasformarsi nel responsabile artefice del proprio benessere. Riportare al centro del concetto di guarigione le abilità e risorse dell’individuo rende ognuno di noi maestro della propria salute, fisica e mentale.

Ogni professionista mette quindi a disposizione le proprie capacità ed esperienza, con il valore aggiunto di un possibile confronto con gli altri specialisti presenti, per una totale e completa presa in carico del percorso di cura.

“In Forma”

Attraverso il lavoro sul fisico, affrontando sintomatologie dei diversi distretti corporei (dolore muscolo scheletrico, articolare, miglioramento della perfomance, patologie e sintomi “funzionali”) con un’azione volta inizialmente al contenimento della sintomatologia, ma in seguito anche a trattare gli aspetti che possono essere all’origine di tali sintomi. Valutazioni posturali e di riequilibrio dei sistemi neurovegetativi vengono affrontati da esperti fisioterapisti, osteopati ed esperti in scienze motorie. La presenza di un medico specialista in anestesia e rianimazione con anni di esperienza nella terapia del dolore affrontata mediante agopuntura e tecniche riflesso terapiche complementari (mesoterapia, laserterapia terapia neurale) consente di integrare la più tradizionale terapia farmacologica alle potenziali risorse evocabili dal nostro sistemi neurologico e neurovegetativo. L’attenzione verso un fondamentale e potente strumento di salute quale una dieta sana ed adeguata alle singole caratteristiche di ogni individuo è garantita dalla presenza di una competente biologa nutrizionista in grado di fornire indicazioni personalizzate. Non esiste una ricetta valida per tutti indistintamente, così non esiste una dieta che risolva problemi diversi in persone diverse.