dott.ssa Marisa Ciola

dott.ssa Marisa Ciola Psicologa ad Indirizzo Clinico, Psicoterapeuta e Supervisore clinico Ufficiale del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, diretto dal prof. Giorgio Nardone. G.

Sede Didattica. Ho conseguito la Laurea in Psicologia ad Indirizzo Clinico presso l'Università degli Studi di Padova nel 1993 e dopo un Tirocinio pratico di un anno presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento (Area Psicologia Clinica e dell’Età evolutiva)ed il superamento dell’Esame di Stato, ho ottenuto l'Abilitazione all’Esercizio della Professione con regolare Iscrizione all'Albo degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento con il n° 224. Ho successivamente conseguito la Specializzazione quadriennale post-laurea per l'Abilitazione all'Esercizio della Attività Psicoterapeutica presso la Scuola ed Istituto di Ricerca di Psicoterapia Interattivo-Cognitiva di Padova, diretta dal prof. Alessandro Salvini, Docente dell'Università degli Studi di Padova. Contemporaneamente ho ampliato la mia formazione con il Master Biennale di Alta Formazione in Terapia Breve Strategica per Psicologi abilitati, frequentato a Padova, supervisionato dal prof. Giorgio Nardone e terminato con l'esame finale direttamente al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, fondato e diretto nel 1987 dal prof. Nardone. Successivamente ho seguito e concluso un secondo Master Biennale di Alta Formazione in Terapia Breve Strategica per Psicoterapeuti ad Arezzo con la Supervisione diretta del prof. Nardone, conclusosi con il trattamento in Coterapia con il professore di 5 casi terapeutici. Psicoterapeuta Ufficiale del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, attualmente il mio Studio professionale si occupa di Psicoterapia, Consulenza psicologica e Formazione secondo la metodologia ed i protocolli di Trattamento elaborati dallo CTS di Arezzo, Giorgio Nardone Model's. Tale metodologia si differenzia nettamente dagli approcci della psicoanalisi e della psicologia/psicoterapia tradizionale, in quanto ha verificato attraverso una puntuale Ricerca-Intervento in corso dal 1987 presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo con centinaia di migliaia di pazienti, che: incentrare il processo di cura sul passato alla ricerca di ipotetiche cause scatenanti le difficoltà riportate dalla persona nel qui e ora non apporti di fatto alcun cambiamento della sintomatologia presente (noi si lavora sul problema concreto portato dall’individuo, si concordano obiettivi e tempi specifici di cambiamento, si guarda al passato solo per quelle parti che possono chiarire la difficoltà nel presente); utilizzare l’interpretazione, le libere associazioni, l’analisi dei sogni, il solo ascolto, senza l’utilizzo di tecniche e strategie chiare, concrete, replicabili e misurabili non possa sbloccare la complessità delle attuali problematiche psichiche (noi si impara facendo, quindi oltre alla relazione e all’ascolto sono indispensabili strumenti concreti di cambiamento che sappiano far sperimentare, attraverso precise prescrizioni comunicative e comportamentali, sensazioni e percezioni diverse in grado di modificare la struttura di base del pensiero e non solo i sintomi del problema); la logica causale unilineare (A influenza e causa B) tipica della psicologia classica è applicabile in modo funzionale alle scienze degli oggetti o a quella medica, ma non a quella delle emozioni, degli atteggiamenti o delle comunicazioni tra esseri umani governata secondo noi da una causalità di tipo circolare (A influenza B e B influenza e ha effetti di retroazione su A e così via) e applicata a realtà sempre osservate e costruite da un osservatore: in tal senso risulta disfunzionale e fuorviante applicare teorie e concetti a-priori (il problema è dentro la persona, intrapsichico, tipica asserzione a-priori delle psicologie classiche), rigidi e deterministici su realtà che a nostro parere non esistono prima ma vengono attivamente costruite in modo interattivo dal soggetto stesso in relazione con sé stesso, con gli altri e con il mondo, oltre che attraverso personali categorie di percezione, reazione e linguaggio; il motto della psicologia tradizionale è conoscere per cambiare (prima scopro tutte le possibili cause passate del problema declinato in etichette diagnostiche e poi con tale consapevolezza posso risolvere ), mentre quello dell’approccio Strategico è cambiare per conoscere (inquadramento della difficoltà nei termini del come funziona e non diagnosi e suo cambiamento attraverso l’azione: la soluzione del problema ci darà la conoscenza ultima di esso). Mi occupo principalmente di:
-ambito Clinico (Innovativi Protocolli di Trattamento per disturbi specifici con modalità Terapia Breve, Giorgio Nardone Model’s) di disturbi d'ansia (disturbo da attacchi di panico, agorafobia, disturbo d'ansia generalizzato, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress); disturbi fobici (paure specifiche come quella vesro alcuni animali, oggetti, l’auto, le gallerie, le strade grandi o le autostrade ecc..); disturbi ossessivi (doc disturbo ossessivo-compulsivo, ossessioni, compulsioni, disturbi somatoformi come ipocondria e dismorfofobia); disturbi alimentari (anoressia, bulimia, vomiting, binge eating, disturbo da alimentazione Incontrollata); disturbi depressivi (nelle sue varie forme), disturbi relazionali nei contesti della coppia della famiglia del lavoro e delle relazioni sociali; disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza (disturbo da deficit dell'attenzione con iperattività, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo selettivo, disturbo da evitamento, ansia da prestazione, fobia scolare, disturbo da isolamento); disturbi della sfera sessuale (difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo e dispareunia, disturbi del desiderio); disturbi emotivi (nelle sue varie forme); disturbi paranoici (nelle sue varianti).
-ambito Formativo/Consulenziale/Coaching di far conoscere ed applicare l'approccio teorico-metodologico Strategico in relazione soprattutto alla Comunicazione-Relazione efficace sia a livello individuale che in gruppo, alla gestione/mediazione dei conflitti, per operatori delle organizzazioni socio-sanitarie (Cooperative di Assistenza domiciliare per anziani, malati terminali e nuclei famigliari a rischio, Aziende pubbliche di Servizi alla persona e UPIPA, Unione Provinciale Istituzioni per l'Assistenza) e delle Aziende (selezione del personale, consulenza organizzativa e di processo, consulenza allo staff dirigenziale, supervisione operativa dei team di lavoro);
-ambito Consulenziale/formativo specifico per genitori e famiglie, volto al potenziamento/valorizzazione delle capacità genitoriali necessarie nelle diverse fasi dell'età evolutiva con particolare specificità per l'età pre e adolescenziale (per singoli genitori in difficoltà nella relazione/gestione efficace dei propri figli, gruppi di genitori e nelle Scuole sulla gestione dei conflitti propri di ciascuna età, sulle modalità relazionali più funzionali nel campo dello studio, dei compiti a casa e del tempo libero, sulle modalità di comunicazione più efficace per entrare in contatto e dialogare con i figli rispetto allo sviluppo emotivo, affettivo e sessuale);
-ambito Consulenziale/Formativo specifico per insegnanti , allo scopo di ampliare e re-indirizzare le capacità/stili di docenza/di relazione/di orientamento scolastico dei docenti , oltre alla concentrazione su aspetti centrali dell’apprendimento efficace quali le dinamiche di gruppo classe/stili peculiari di apprendimento nello studio con alunni con particolari difficoltà, nelle classi con gli studenti, nei Servizi di Psicologia Scolastica, nella Sipef come membro del Direttivo della Sezione Trentino Alto-Adige (Società italiana per l'Educazione e la Formazione);
-ambito della informazione/educazione affettiva e sessuale nelle Scuole, per studenti, genitori, insegnanti,coppie, psicologi, medici e con la fondazione dell'AIES (Associazione per l'Informazione e l'Educazione sessuale) per addetti ai lavori e per la cittadinanza;
-ambito della consulenza psicologica (Servizio di Counselling per studenti dell'Università degli Studi di Trento, per Aziende private e pubbliche come le Apsp, l’Apss (Corsi e Master di Comunicazione Strategica, Supervisione individuale e di gruppo dell’esperienza lavorativa concreta, Coaching di supporto in relazione a cambiamenti aziendali/di ruolo sia individuale che di team di lavoro);
-ambito dell’orientamento scolastico (di primo e secondo livello per studenti di III Media per la scelta della Scuola Superiore più adatta alle specifiche peculiarità ed attitudini individuali di ogni studente attraverso un colloquio conoscitivo con bilancio di competenze ed un breve Test di individuazione dei settori di maggior capacità del soggetto; di primo e secondo livello per gli studenti delle Superiori per una scelta mirata e pensata della Facoltà universitaria più idonea alle caratteristiche soggettive dello studente; di primo e secondo livello per un efficace ri-orientamento nella scelta di una diversa Scuola Superiore, facoltà universitaria o ambito lavorativo focalizzato, nel caso di insuccesso scolastico, scarsa gratificazione nel processo di studio o nel collocamento lavorativo);
-ambito della Consulenza/Formazione/Coaching individuale e di gruppo, finalizzato ad un primo collocamento lavorativo o alla necessità di ri-collocamento (elementi di conoscenzaed applicabilità pratica, ritagliati sulla specifica persona o ruolo lavorativo, su come stilare un Curriculum professionale adeguato ed accattivante e sullo sviluppo di efficaci competenze comunicative verbali e non verbali finalizzate al saper sostenere un colloquio di selezione in modo da poter trasmettere al meglio le proprie competenze/capacità anche personali e saper gestire eventuali difficoltà, fattori emotivi, stress e paure). Progetti innovativi
Ho progettato e fondato con il prof L. Zannini il primo Servizio di Consulenza Psicologica per studenti universitari, in collaborazione con l'Università degli Studi di Trento.

“Lo psicologo a scuola non è solo lo sportello.”Lo Studio   condivide ed appoggia un approccio più rigoroso e scientific...
02/02/2026

“Lo psicologo a scuola non è solo lo sportello.”

Lo Studio condivide ed appoggia un approccio più rigoroso e scientifico alla complessità della realtà scolastica, oggi, anche trentina📒📕

📘Finalmente se ne parla ed in modo chiaro e corretto. Troppe figure si sono aggirate e si aggirano nel mondo della Scuola, senza competenze e preparazione specifiche… eppure il compito è molto delicato: supportare menti in formazione, genitori, insegnanti, classi.

📕È il messaggio forte che emerge dall’intervista a Katia Castellini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Trentino: la psicologia scolastica funziona davvero quando non resta un intervento “a chiamata”, ma diventa una presenza strutturata, continua e integrata nella vita quotidiana della comunità educativa.

📘L’idea è un modello diffuso di assistenza psicologica a scuola, basato su evidenze e costruito su tre livelli di intervento:
1. Prevenzione e promozione del benessere per tutta la comunità scolastica
(ascolto dei bisogni, incontri, eventi, attività, lavoro sul clima e sulle competenze).
2. Interventi mirati su gruppi o persone in situazioni di rischio potenziale.
3. Risposta diretta a criticità specifiche (singoli casi o gruppi classe), quando serve.

📗Il progetto punta a partire con una sperimentazione attenta, senza “modelli calati dall’alto”: dialogo tra le funzioni della scuola, raccolta dati, valutazione e correzioni in itinere. Un elemento importante: gli psicologi coinvolti sarebbero supervisionati da colleghi esperti.

📔Perché investire adesso? Perché intercettare il disagio prima che diventi patologia significa tutela, benessere e anche risparmio sociale (costi sanitari, assenze, ricadute). E perché oggi scuole e istituzioni mostrano una sensibilità crescente nel costruire risposte più solide e continuative.

📙Se vogliamo una scuola che educa davvero, non basta “riparare” quando qualcosa si rompe: serve una cura preventiva, quotidiana, di comunità.

Lo Studio   Trento e l’  Trento, Vi invitano a partecipare alla Serata online del MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026 ORE 21, sulla p...
27/01/2026

Lo Studio Trento e l’ Trento, Vi invitano a partecipare alla Serata online del MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026 ORE 21, sulla piattaforma Zoom previa Iscrizione,

💕per riflettere insieme e confrontarci in diretta, sul tema delle , amicali e sentimentali: quali i confini tra Relazioni cosiddette “Tossiche” e Relazioni cosiddette “Sane” ?

💕Non TUTTE LE DIPENDENZE RELAZIONALI SONO PATOLOGICHE e NON tutte le Relazioni che paiono Sane, lo sono…un esempio di …

💕Il 15 gennaio 2018 ci lasciava Dolores O’Riordan, voce e anima dei Cranberries. La sua storia personale, segnata da traumi infantili, fragilità psicologiche e una fama difficile da sostenere, è il ritratto di una Donna Persefone: una figura che conosce gli abissi e tenta, a volte disperatamente, di risalire alla luce.

💕In Linger Dolores canta una relazione fondata sulla dipendenza patologica, quella che ci trattiene anche quando sappiamo che non c’è fiducia, né rispetto. Quella che ci spinge a stringere un filo che invece andrebbe reciso.

💕Eppure, come ricorda Matteo Lancini, stiamo costruendo una cultura che demonizza qualsiasi forma di legame: conta solo il sé, e la dipendenza dall’altro viene trattata come una malattia.

💕Abbiamo iniziato a chiamare “tossico” tutto ciò che implica bisogno, vulnerabilità, interdipendenza. Anche perché un certo tipo di comunicazione – spesso guidata più dal marketing che dalla psicologia – ha trasformato parole complesse in slogan da vendere.

💕Il risultato è sotto gli occhi di tutti: celebriamo l’autonomia assoluta, ma viviamo relazioni sempre più fragili. Giovani e adulti che si lasciano al primo inciampo, che temono l’intimità, che vivono l’amore come un rischio invece che come un’esperienza umana essenziale.

💕Forse è il momento di smettere di usare parole come “tossico” e “narcisista” tanto alla moda come etichette universali. Perché:

- esiste una dipendenza sana e una patologica;
- esiste un narcisismo sano e uno patologico;

💕Come ricorda la pagina scienzesocialipuntocom:
"l’essere umano nasce dipendente. Ha bisogno dell’altro per diventare sé stesso. Negare questa origine non ci rende più forti. Ci rende più soli".

💕E infatti la paura della dipendenza ci sta spingendo verso un isolamento crescente, che si manifesta in ansia, depressione, abuso di sostanze, iperconnessione digitale, pornografia compulsiva.
Tutti modi per riempire un vuoto affettivo che non riguarda solo i giovani ma attraversa le diverse generazioni.

💕”Dove si è rotto il filo?” si chiede Elisa in una famosa canzone, per tornare alla musica. È la domanda che ci facciamo quando un legame precipita negli abissi interiori. Ma senza distinguere tra una dipendenza sana e una dipendenza patologica continueremo a temere le relazioni, a evitare l’intimità, a fuggire proprio da ciò che potrebbe salvarci.

💕Perché per ritrovare la nostra anima, a volte, dobbiamo avere il coraggio di scendere negli abissi a cercare quel filo. Non di evitarli.





  che fa davvero davvero pensare…Buona   dallo Studio   Trento 😊🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psich...
20/01/2026

che fa davvero davvero pensare…

Buona dallo Studio Trento 😊

🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici e scoprirono qualcosa di terrificante. Una volta che sei etichettato come pazzo, non c'è quasi via d'uscita.

🎈L'esperimento fu condotto dallo psicologo David Rosenhan e iniziò con una semplice domanda che la medicina non aveva mai seriamente messo alla prova: i professionisti formati possono distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?

🎈Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto "pseudopazienti". Erano persone comuni: uno studente laureato, un pediatra, uno psichiatra, un pittore, una casalinga. Tutti mentalmente sani. Ognuno si offrì volontario per fare una cosa — e una sola — per essere ricoverato.

🎈Dovevano entrare in un ospedale psichiatrico e dire di sentire delle voci. Tutto qui. Nessuna crisi drammatica. Nessuna delirio bizzarro. Nessun comportamento violento. Solo una calma descrizione di parole udite come "vuoto", "cavo" e "tonfo". Ognuno di loro fu ricoverato.

🎈Immediatamente dopo il ricovero, i volontari smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Parlarono chiaramente. Collaborarono. Socializzarono. Dissero al personale che le voci erano cessate. Non importava.

🎈I dottori e gli infermieri ora vedevano tutto attraverso un'unica lente: la malattia mentale.

Prendere appunti? → "Comportamento di scrittura compulsivo". Stare vicino alla postazione delle infermiere? → "Ricerca patologica di attenzione". Aspettare il pranzo? → "Ansia legata alla fissazione orale". Essere educato e calmo? → "Affetto appropriato nell'ambito del quadro patologico".

🎈La diagnosi arrivò rapidamente — e rimase fissa. Sette furono etichettati con schizofrenia. Uno con psicosi maniaco-depressiva. Nessuno fu riconsiderato. La degenza media durò 19 giorni. Un volontario rimase ricoverato per 52 giorni. Non perché fosse malato. Ma perché l'istituzione aveva già deciso che lo fosse.

🎈Ecco la parte più inquietante. I dottori non misero mai in discussione il loro giudizio. Gli infermieri non riconsiderarono mai nulla. Le cartelle si riempirono di un linguaggio tecnico e sicuro che faceva sembrare il normale comportamento umano come un sintomo.

🎈Eppure, qualcun altro se ne accorse immediatamente. I pazienti. Nel giro di pochi giorni, veri pazienti psichiatrici presero in disparte i volontari e sussurrarono cose come: "Tu non sei pazzo", "Sei un giornalista, vero?", "Tu non dovresti stare qui".

🎈Su centinaia di interazioni, nemmeno un singolo pseudopaziente fu identificato come sano dal personale ospedaliero. Ma dozzine di pazienti reali riconobbero la verità.

🎈L'esperimento rivelò qualcosa di profondamente scomodo. La diagnosi non si basava sul comportamento. Si basava sul contesto. Una volta che una persona aveva varcato la soglia istituzionale, ogni sua azione veniva reinterpretata per adattarsi all'etichetta già assegnata. Le prove non contavano più. La normalità stessa diventava invisibile.

🎈Quando Rosenhan pubblicò lo studio — "On Being Sane in Insane Places" (Essere sani in luoghi folli) — il mondo della psichiatria esplose. Gli ospedali protestarono. I medici erano furiosi. Alcuni sostennero che lo studio fosse poco etico. Un ospedale sfidò direttamente Rosenhan: "Mandaci i tuoi falsi pazienti", dissero. "Li smaschereremo". Rosenhan accettò.

🎈Nei tre mesi successivi, l'ospedale identificò 41 pazienti in arrivo come impostori. Erano orgogliosi della loro vigilanza. Rosenhan non aveva mandato nessuno. Il danno era fatto.

Lo studio dimostrò quanto potentemente le etichette distorcano la percezione, come le istituzioni possano diventare cieche di fronte agli individui, e quanto facilmente la certezza sostituisca la curiosità una volta che l'autorità prende il sopravvento. Contribuì ad innescare riforme radicali nella diagnosi psichiatrica, diede un contributo allo sviluppo di criteri diagnostici più rigorosi e ridefinì la valutazione della malattia mentale.

🎈Ma la lezione più profonda andò ben oltre la psichiatria. Mostrò come i sistemi possano intrappolare le persone in narrazioni che non hanno scelto. Come l'essere percepiti in un certo modo possa contare più di ciò che si è realmente. E come la cosa più difficile da far credere a un'istituzione… sia che potrebbe sbagliarsi.

🎈Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che cambiò per sempre la medicina. A volte l'illusione più pericolosa non è quella dei pazienti. È di coloro che credono di non poter mai sbagliare.


̀



Helibova

…spunti riflessivi e… di Risveglio individuale, sociale e di comunità tutta.Lo Studio   TRENTO desidera condividere alcu...
12/01/2026

…spunti riflessivi e… di Risveglio individuale, sociale e di comunità tutta.
Lo Studio TRENTO desidera condividere alcune chiave pronunciate dal giornalista, saggista ed intellettuale italiano, .

versus .

🧩Quanto è vitale, essenziale per i giovani ma anche per noi tutti, studiare, mantenersi informati, , stimolare la nostra ̀ cognitiva ed emotiva, viaggiare, , nutrirsi ?

🧩Quanta importanza assume nella e sociale e del nostro futuro l’aver avuto la possibilità di istruirsi ?

🧩Quanto il genera e amplia gli orizzonti del nostro ed nella realtà?

Diamoci da fare ! 😊

“Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: A che serve studiare? Chi sa rispondere?
Qualcuno osò rispostine educate: a crescer bene, a diventare brave persone…
Niente, scuoteva la testa.
Finché disse: Ad evadere dal carcere.
Ci guardammo stupiti.
L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?

Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile, leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.
Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.” Corrado Augias






🌲A noi  pare un   Dono  … 🌲Spazio di   per sensibilizzare all’  della  , per avvicinare alla  , riducendone forse   e  ....
23/12/2025

🌲A noi pare un Dono …

🌲Spazio di per sensibilizzare all’ della , per avvicinare alla , riducendone forse e .

🌲Per il bisogno di e , merce sempre più rara e che alimenta e .

🌲Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psicoterapeuti che, una volta al mese, scendono nelle strade del quartiere popolare Goutte d'Or di Parigi per ascoltare i residenti che hanno bisogno di confidarsi ma non possono permettersi di pagare un consulto.

🌲Non c'è un divano su cui sdraiarsi, ma sedie pieghevoli sparse per la strada e professionisti che interpellano i passanti con domande come: «Scusi, quand’è l’ultima volta che qualcuno l’ha ascoltata?». Spiazzante, ma efficace, perché nella maggior parte dei casi le persone si fermano, segno che il bisogno di essere ascoltati esiste davvero.

«In un anno abbiamo accolto circa 150 persone», racconta Marie Sylvie Rushton, psicoterapeuta e psicologa clinica. «Ci parlano di tutto: della loro quotidianità, dei loro dubbi e delle loro sofferenze».

«L'idea alla base di questo progetto è rendere la salute mentale più accessibile», spiega Séverine Bourguignon, artista e psicoterapeuta fondatrice dell'associazione. L’obiettivo, infatti, è offrire un primo spazio di ascolto e di avvicinamento alla psicoterapia. E quando emerge la necessità di un supporto più strutturato, le persone vengono indirizzate verso centri e servizi specializzati.

🌲”Ci sono persone che non possono permettersi un percorso di terapia e che, nella maggior parte dei casi, non oserebbero neanche farla. La nostra ambizione è quindi allargare il sistema ed estenderlo a diversi distretti di Parigi», conclude Séverine Bourguignon.

Foto: sito Web "Écouteurs de rues".

Lasciamo ad alcuni Colleghi, le loro deontologiche valutazioni, sul setting, la privacy, ecc, ecc 🌟






Diritto a stare bene (Gruppo in Fb)Lo Studio   Trento, sostiene ed appoggia quanto evidenziato e scritto in questo inter...
16/12/2025

Diritto a stare bene (Gruppo in Fb)

Lo Studio Trento, sostiene ed appoggia quanto evidenziato e scritto in questo interessante Gruppo presente su Fb.

💫E lo fa, oltre che Condividendone il , anche con i :

💫siamo un Centro dedicato al ed alla cura delle differenti forme di e siamo con il , quindi con tariffe calmierate e con massima apertura verso qualsiasi forma di .

💫Se ne sussistono le condizioni economiche, garantiamo psicologica in forma “pro bono” ovvero gratuita ad un certo numero di persone.

💫Ora vi lasciamo alle sul … che è , e luci, ma al contempo , ed .

💫Dicembre è il mese dei ricordi. Per qualcuno è nostalgia: le tavole di una volta, chi non c’è più o i Natali passati che non tornano.
💫Per altri è tensione: famiglie che si ritrovano e ferite che si riaprono, cose mai dette che tornano a galla tra un brindisi e l’altro.
💫Per molte persone, però, il Natale è anche il momento in cui si sente più forte la propria diversità: se non rientri negli schemi, se la tua identità non è accolta, se vivi una condizione di marginalità, se devi “scegliere” ogni anno quanto di te puoi mostrare e quanto no.

💫E poi c’è la questione che tutti fingono di non vedere: il denaro. I regali che non puoi permetterti, le spese che pesano più del dovuto, le bollette che arrivano anche a dicembre, le cene che diventano un conto economico.

💫Intanto i social raccontano un’altra storia: viaggi, pacchi sotto l’albero, famiglie perfette, tavole infinite. E il confronto diventa crudele.
Perché quando non hai ciò che vedi, pensi che il problema sei tu.

💫Il risultato è che dicembre amplifica tutto quello che durante l’anno riusciamo a tenere sotto controllo: ansia, tristezza, frustrazione, solitudine e senso di inadeguatezza. Non c’è niente di sbagliato in questo. È una risposta umana a una pressione enorme.

💫Ma c’è qualcosa di sbagliato in un Paese che lascia le persone sole proprio quando fanno più fatica. È per questo che Pubblica continua a chiedere una cosa semplice: psicologi pubblici e gratuiti, accessibili a tutte e tutti, dove e quando servono.
💫Nei territori, nelle scuole, nelle famiglie, nelle comunità. Perché le feste possono essere difficili, ma non dovrebbero mai essere affrontate in silenzio. E nemmeno da soli.






Storie di vita che evocano  ,  , passioni, il saper non mollare per evolversi e superare ciascuno di noi  i propri limit...
09/12/2025

Storie di vita che evocano , , passioni, il saper non mollare per evolversi e superare ciascuno di noi i propri limiti 🌈

⭐️Non tagliò mai per primo il traguardo.
Ma seppe spingersi più in alto di chiunque altro.

🌟Michael Edwards — per il mondo intero, Eddie the Eagle — non era destinato a essere un campione.
Miope, impacciato, con un'andatura buffa, tutto in lui sembrava gridare "non ce la farai".

🌟Eppure, dentro di sé, custodiva un sogno: partecipare alle Olimpiadi.
Non per diventare famoso, ma per sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Desiderava solo appartenere a quel regno fatto di neve, sfide e cuore.

🌟Nessuno lo prese sul serio.
Tentò la via dello sci alpino, ma fu respinto. Le porte si chiudevano una dopo l’altra.
Nessuna federazione lo accolse, nessun coach credette in lui.
Così fece una scelta f***e: cambiare direzione.

🌟”Salto con gli sci,” si disse. “In Inghilterra non lo fa nessuno. Forse, proprio lì dove non c’è nessuno, ci sarà posto anche per me.”

🌟Non aveva soldi, né appoggi.
Dormiva nella macchina, mangiava poco, si allenava con attrezzature di seconda mano.
Usava sci prestati e occhiali così spessi che durante il volo si appannavano.
Cadde. Si ferì. Si rialzò. Ricadde ancora.

🌟Ma non smise mai di provarci.
Perché chi ha un sogno vero non ha bisogno di applausi. Gli basta credere.

🌟Nel 1988, il miracolo: le Olimpiadi invernali di Calgary.
Contro ogni aspettativa, Eddie si qualificò come unico saltatore con gli sci del Regno Unito.
Lo stadio era gremito, il cielo blu tagliente, il silenzio teso prima del salto.
E lui saltò.
Arrivò ultimo.

🌟Ma quando atterrò, esplose un’ovazione che non parlava di posizioni, ma di ammirazione.

🌟Non aveva superato nessuno, ma aveva conquistato tutti.
Perché non serve arrivare primi per diventare un’icona.
A volte basta restare fedeli a se stessi e saltare, anche quando il mondo ti guarda con sufficienza.

⭐️Il pubblico lo adorò.
I media lo battezzarono “The Eagle”, l’Aquila.
E il Comitato Olimpico Internazionale scrisse di lui:
“Lo spirito olimpico ha un nuovo volto: Eddie Edwards.”

🌟Non vinse ori né coppe.
Ma guadagnò qualcosa di più raro: il rispetto del mondo.
Perché certe storie non parlano di vittorie, ma di resistenza.
E ci insegnano che il vero trionfo non è salire sul podio.
È osare il salto, anche quando tutti ti dicono che cadrai.

Osate !! 🌕🌈




Lo Studio   Trento, vi propone un  , una   per i momenti bui, difficili, complessi.Il   ed il   necessari per nutrire   ...
02/12/2025

Lo Studio Trento, vi propone un , una per i momenti bui, difficili, complessi.

Il ed il necessari per nutrire in sè e nel proprio …soprattutto se sulla nostra strada incontriamo e vediamo un o qualcuno che intravveda in noi un ed una pulsanti.

Ecco un della vita di ed il suo con .

🦋Nel 1974, Nina Simone si sedette in silenzio all'Hippopotamus Club di New York, stremata da uno dei capitoli più oscuri della sua vita.
Le battaglie legali, i problemi personali e un lungo allontanamento dall'industria musicale l'avevano condotta a un silenzio profondo, sia creativo che emotivo.

🦋Quella sera era andata a vedere un concerto di David Bowie — forse per curiosità, forse cercando una scintilla di cui ancora non sapeva di aver bisogno.

🦋Quello che non si aspettava era di incontrare l'artista in persona poche ore dopo.
Bowie la vide nel club, si avvicinò con una calma sicura, si presentò e le chiese il suo numero di telefono.

🦋Era una connessione improbabile: lei, la voce feroce e irremovibile della protesta nera; lui, l'androgino rocker britannico che ridefiniva la fama e l'identità.
Tuttavia, tra loro accadde qualcosa di invisibile e silenzioso.
Alle tre del mattino, il telefono di Nina squillò.

🦋Dall'altro capo, Bowie parlò con una sincerità disarmante:
"La prima cosa che voglio che tu sappia è che non sei pazza."

Per Nina — che per anni era stata etichettata come instabile, lunatica, persino pericolosa — quelle parole attraversarono la nebbia di giudizi che l'avevano perseguitata.
Bowie le disse che lei proveniva da un luogo che pochi potevano capire, e che non era sola.

🦋Nelle settimane successive, continuò a chiamarla.
Trascorrevano tempo parlando, suonando musica, o semplicemente condividendo silenzi.
Per Nina, Bowie fu più di un fan o un collega: fu qualcuno che la vedeva davvero.
"Non è umano", disse una volta. "David non è di questo mondo."

🦋Fu il suo costante supporto a riportarla alla musica.
Non perché lo dovesse all'industria, né al pubblico, e nemmeno a sé stessa,
ma perché qualcuno le aveva ricordato che la sua voce contava ancora.
Con lui, riscoprì una connessione spirituale e creativa che non sentiva da anni.

🦋Il ricordo di quelle conversazioni notturne e dei duetti al pianoforte la accompagnò per il resto della sua vita.
In un momento in cui il mondo le aveva voltato le spalle, David Bowie le offrì qualcosa di più duraturo della fama —
le offrì fede.




  e   suggerite dallo studio  …..Quanto ascoltiamo, ci lasciamo andare e ci facciamo scorrere dall’Angst ??A voi tutti l...
19/11/2025

e suggerite dallo studio …..

Quanto ascoltiamo, ci lasciamo andare e ci facciamo scorrere dall’Angst ??

A voi tutti la propria risposta 😊
A voi tutto questo dono da assaporarvi, come un buon cibo, leggendolo 🥞

🍕Le lacrime di Nietzsche nasce da un’ipotesi affascinante: immaginare un incontro mai avvenuto tra Friedrich Nietzsche, il filosofo dell’eterno ritorno, e Josef Breuer, il medico che con Freud gettò le basi della psicoanalisi.

🥨Yalom intreccia verità storica e finzione, dando vita a un romanzo che non racconta soltanto, ma scava.

“Smettila di pensare! Apri gli occhi! Guarda! Lasciati penetrare dal mondo!”

🥐Questa esortazione è il cuore pulsante del libro. Ambientato nella Vienna del 1882, si apre su un Breuer stanco e in crisi, che Lou Salomé conduce all’incontro con Nietzsche, afflitto da dolori fisici e da un’angoscia esistenziale radicale: l’Angst, cioè quel senso di smarrimento che non nasce da una paura concreta, ma dalla consapevolezza del limite e della fragilità della vita.

🧀Breuer propone una terapia fondata sul dialogo, embrione della psicoanalisi. Ma presto scopre che Nietzsche non è un paziente qualsiasi: ogni parola incrina le sue certezze, ogni silenzio è un abisso. Il romanzo diventa un duello filosofico, un confronto tra due solitudini che si riconoscono nell’Angst come condizione originaria dell’esistenza.

🧇Breuer, convinto di essere il terapeuta, si scopre malato. Nietzsche, rifiutando la pietà, diventa catalizzatore di una rinascita. I dialoghi sono densi e taglienti, ogni frase una lama, ogni pausa una vertigine. L’Angst emerge come disvelamento del nulla, esperienza del limite, apertura al mistero dell’essere.

“Quanta vita ho perso... per non essere stato capace di guardare? O di avere guardato senza vedere?”

🍖Questa domanda attraversa Breuer come una ferita e diventa il filo rosso del romanzo. La scrittura di Yalom è limpida e colta, capace di accarezzare e ferire nello stesso gesto.

“Mi è sempre piaciuto riscaldarmi alla presenza delle grandi menti...”

🍞Qui si riflette il bisogno umano di orientamento. Ma Yalom ricorda che ogni grande mente è anche una ferita: non basta collezionare pensieri, bisogna attraversarli e lasciarsene trasformare. L’Angst non è un nemico, ma un compagno da ascoltare.

🍟Le lacrime di Nietzsche è un romanzo che cura e inquieta, un viaggio nella mente e nell’ombra, dove la verità non è mai comoda. È un invito a smettere di pensare per iniziare a vedere, a sostare nella domanda senza pretendere risposte.

“Il dolore non è una malattia da estirpare, ma una verità da ascoltare.”

🍳Il senso ultimo del romanzo è convivere con l’Angst, riconoscerla come premessa della felicità: solo chi ha guardato nel buio può riconoscere la luce.

Personalmente, l’ho trovato affascinante: per la scrittura elegante, per la trama stimolante, e per la capacità di avvicinare al pensiero nietzscheano. È un libro che continua a lavorare dentro, come un pensiero che non smette di interrogare.

Alla fine, la frase di Nietzsche a Breuer sigilla tutto: “noi sperimentiamo unicamente noi stessi nell’attimo presente”. È il richiamo a tornare a noi stessi, non nel passato o nel futuro, ma nell’unico tempo che ci è dato: il presente.

Spunti importanti, ideali, ma meravigliosi per la nostra   di tutti i giorni: ovvero come ciascuno possa o abbia la   di...
11/11/2025

Spunti importanti, ideali, ma meravigliosi per la nostra di tutti i giorni: ovvero come ciascuno possa o abbia la di lanciare un , di un denso di che siano per la , per tutti ed ognuno di noi.

Lo Studio di Trento, desidera donarvi il simbolico ma potentissimo di una .

Buon “spargimento” di gesti semplici ma rivoluzionari a Voi 😊

Sinéad O'Connor 🌈
L'Artista che Rifiutò un Grammy per Principio

🎵Un atto di protesta che ha segnato la storia della musica.

🎵Nel 1991, la cantante irlandese Sinéad O'Connor divenne la prima artista nella storia a rifiutare pubblicamente un Premio Grammy, inclusa la statuetta per la Migliore Interpretazione di Musica Alternativa.

🎹L'occasione fu la 33ª edizione dei Grammy Awards, celebrata dopo il successo mondiale del suo acclamato album del 1990, I Do Not Want What I Haven't Got, che includeva l'iconico singolo "Nothing Compares 2 U".

🎵Nonostante fosse stata candidata in quattro categorie, l'artista decise di non partecipare alla cerimonia.
O'Connor non solo si assentò, ma rese anche pubblica una toccante lettera aperta alla National Academy of Recording Arts and Sciences.

🎵In essa, spiegò che il suo rifiuto si basava sulla percezione che i Grammy riflettessero e promuovessero "valori materialistici falsi e distruttivi" e non riconoscessero veramente l'arte e il servizio che, a suo avviso, la musica avrebbe dovuto rappresentare.

🎶”La mia preoccupazione principale non è offendere nessuno, ma piuttosto rimanere fedele a quello che considero essere lo scopo della musica. Credo che il nostro scopo sia ispirare e, in qualche modo, guidare e guarire la razza umana, della quale siamo tutti membri alla pari", scrisse O'Connor.

🌈Questo gesto audace fu totalmente coerente con la sua carriera, costellata di attivismo e da una costante posizione critica nei confronti dell'industria. Rifiutandosi di partecipare alla macchina delle grandi cerimonie di premiazione, Sinéad O'Connor ha lasciato un'eredità di integrità artistica che rimane un punto di riferimento nella storia della musica.

Domanda: quanto sentiamo importante o  , la nostra     ?Quanta  ,  ,   dedichiamo ad  ,   e   cosa ci attraversa il cuor...
04/11/2025

Domanda: quanto sentiamo importante o , la nostra ?

Quanta , , dedichiamo ad , e cosa ci attraversa il cuore e la ?

Ecco alcuni dati pubblicati dal de l’Espresso che ci possono offrire ganci di e di del nostro .

🫀 Più della metà delle persone che la mattina si stringono nel vagone della metropolitana ha problemi di insonnia.

🫀 Il 70 per cento dei giovani fuori dalle università fra una lezione e l’altra o che hanno appena cominciato a lavorare convive con sbalzi d’umore o sintomi dello spettro depressivo.

🫀 Una persona su cinque che si fa largo nella folla mentre attraversa la città ha assunto ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici o stabilizzanti dell’umore.

🫀 La salute mentale in Italia è una questione di ordini di grandezza. È difficile riassumere l’impatto dei diversi disturbi psichici in modo univoco attraverso dei dati – quelli citati finora si riferiscono al Rapporto Italia di Eurispes dello scorso anno – ma, per quanto empiriche o parziali, tutte le analisi raccontano che la cura del benessere psicologico è una priorità per un numero sempre più crescente di persone.

🫀 Secondo l’ultimo Health Service Report di Ipsos, uscito a inizio ottobre, il 41 per cento degli italiani pensa che i disturbi psichici siano il problema di salute principale del Paese – secondo solo al cancro, indicato dal 60 per cento del campione – nel 2024 era il 35 per cento e nel 2018 solo il 18 per cento.

L’articolo completo di Paolo Tomasi sul nuovo numero de L’Espresso.

🌼Cominciamo meglio e di più a cambiare rotta al nostro vascello, per solcare più sereni il nostro tratto di mare ?

Buon cambiamento dallo Studio 😊

Lo Studio per la   ed il   InFormaMentis di Trento, desidera condivididere con voi tutti uno dei   di  , giornalista e  ...
27/10/2025

Lo Studio per la ed il InFormaMentis di Trento, desidera condivididere con voi tutti uno dei di , giornalista e , che più sanno parlare al cuore di chi cerca un senso nel proprio percorso.

🌼”La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su.
È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco.

🌼 A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.»

🌼 C’è tutta la sua filosofia in queste righe: la vita come una salita, non come una corsa verso il basso.

🌼 Viviamo in un tempo che ama la discesa: tutto deve essere facile, immediato, senza attrito.

🌼 Ma è nella fatica che impariamo a conoscere noi stessi,
nella lentezza che scopriamo la profondità,
nell’ascesa che troviamo la dignità del vivere.

🌼 Scegliere la strada in salita non significa cercare il dolore,
ma scegliere la consapevolezza.
Significa accettare di non avere tutto subito,
di camminare con pazienza,
di restare vigili, anche quando il mondo invita ad addormentarsi.

🌼 Come ci ricorda Terzani, “a salire c’è più speranza”:
non perché sia più comodo, ma perché è più vero.

Buon cammino pertanto a tutti i viaggiatori che non temono la salita,
e che sanno che ogni passo verso l’alto è un ritorno a sé stessi 🌼






Indirizzo

Via Del Suffragio 39, Studio "In Forma Mentis"
Trento
38122

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