dott.ssa Marisa Ciola

dott.ssa Marisa Ciola Psicologa ad Indirizzo Clinico, Psicoterapeuta e Supervisore clinico Ufficiale del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, diretto dal prof. Giorgio Nardone. G.

Sede Didattica. Ho conseguito la Laurea in Psicologia ad Indirizzo Clinico presso l'Università degli Studi di Padova nel 1993 e dopo un Tirocinio pratico di un anno presso l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento (Area Psicologia Clinica e dell’Età evolutiva)ed il superamento dell’Esame di Stato, ho ottenuto l'Abilitazione all’Esercizio della Professione con regolare Iscrizione all'Albo degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento con il n° 224. Ho successivamente conseguito la Specializzazione quadriennale post-laurea per l'Abilitazione all'Esercizio della Attività Psicoterapeutica presso la Scuola ed Istituto di Ricerca di Psicoterapia Interattivo-Cognitiva di Padova, diretta dal prof. Alessandro Salvini, Docente dell'Università degli Studi di Padova. Contemporaneamente ho ampliato la mia formazione con il Master Biennale di Alta Formazione in Terapia Breve Strategica per Psicologi abilitati, frequentato a Padova, supervisionato dal prof. Giorgio Nardone e terminato con l'esame finale direttamente al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, fondato e diretto nel 1987 dal prof. Nardone. Successivamente ho seguito e concluso un secondo Master Biennale di Alta Formazione in Terapia Breve Strategica per Psicoterapeuti ad Arezzo con la Supervisione diretta del prof. Nardone, conclusosi con il trattamento in Coterapia con il professore di 5 casi terapeutici. Psicoterapeuta Ufficiale del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, attualmente il mio Studio professionale si occupa di Psicoterapia, Consulenza psicologica e Formazione secondo la metodologia ed i protocolli di Trattamento elaborati dallo CTS di Arezzo, Giorgio Nardone Model's. Tale metodologia si differenzia nettamente dagli approcci della psicoanalisi e della psicologia/psicoterapia tradizionale, in quanto ha verificato attraverso una puntuale Ricerca-Intervento in corso dal 1987 presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo con centinaia di migliaia di pazienti, che: incentrare il processo di cura sul passato alla ricerca di ipotetiche cause scatenanti le difficoltà riportate dalla persona nel qui e ora non apporti di fatto alcun cambiamento della sintomatologia presente (noi si lavora sul problema concreto portato dall’individuo, si concordano obiettivi e tempi specifici di cambiamento, si guarda al passato solo per quelle parti che possono chiarire la difficoltà nel presente); utilizzare l’interpretazione, le libere associazioni, l’analisi dei sogni, il solo ascolto, senza l’utilizzo di tecniche e strategie chiare, concrete, replicabili e misurabili non possa sbloccare la complessità delle attuali problematiche psichiche (noi si impara facendo, quindi oltre alla relazione e all’ascolto sono indispensabili strumenti concreti di cambiamento che sappiano far sperimentare, attraverso precise prescrizioni comunicative e comportamentali, sensazioni e percezioni diverse in grado di modificare la struttura di base del pensiero e non solo i sintomi del problema); la logica causale unilineare (A influenza e causa B) tipica della psicologia classica è applicabile in modo funzionale alle scienze degli oggetti o a quella medica, ma non a quella delle emozioni, degli atteggiamenti o delle comunicazioni tra esseri umani governata secondo noi da una causalità di tipo circolare (A influenza B e B influenza e ha effetti di retroazione su A e così via) e applicata a realtà sempre osservate e costruite da un osservatore: in tal senso risulta disfunzionale e fuorviante applicare teorie e concetti a-priori (il problema è dentro la persona, intrapsichico, tipica asserzione a-priori delle psicologie classiche), rigidi e deterministici su realtà che a nostro parere non esistono prima ma vengono attivamente costruite in modo interattivo dal soggetto stesso in relazione con sé stesso, con gli altri e con il mondo, oltre che attraverso personali categorie di percezione, reazione e linguaggio; il motto della psicologia tradizionale è conoscere per cambiare (prima scopro tutte le possibili cause passate del problema declinato in etichette diagnostiche e poi con tale consapevolezza posso risolvere ), mentre quello dell’approccio Strategico è cambiare per conoscere (inquadramento della difficoltà nei termini del come funziona e non diagnosi e suo cambiamento attraverso l’azione: la soluzione del problema ci darà la conoscenza ultima di esso). Mi occupo principalmente di:
-ambito Clinico (Innovativi Protocolli di Trattamento per disturbi specifici con modalità Terapia Breve, Giorgio Nardone Model’s) di disturbi d'ansia (disturbo da attacchi di panico, agorafobia, disturbo d'ansia generalizzato, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress); disturbi fobici (paure specifiche come quella vesro alcuni animali, oggetti, l’auto, le gallerie, le strade grandi o le autostrade ecc..); disturbi ossessivi (doc disturbo ossessivo-compulsivo, ossessioni, compulsioni, disturbi somatoformi come ipocondria e dismorfofobia); disturbi alimentari (anoressia, bulimia, vomiting, binge eating, disturbo da alimentazione Incontrollata); disturbi depressivi (nelle sue varie forme), disturbi relazionali nei contesti della coppia della famiglia del lavoro e delle relazioni sociali; disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza (disturbo da deficit dell'attenzione con iperattività, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo selettivo, disturbo da evitamento, ansia da prestazione, fobia scolare, disturbo da isolamento); disturbi della sfera sessuale (difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo e dispareunia, disturbi del desiderio); disturbi emotivi (nelle sue varie forme); disturbi paranoici (nelle sue varianti).
-ambito Formativo/Consulenziale/Coaching di far conoscere ed applicare l'approccio teorico-metodologico Strategico in relazione soprattutto alla Comunicazione-Relazione efficace sia a livello individuale che in gruppo, alla gestione/mediazione dei conflitti, per operatori delle organizzazioni socio-sanitarie (Cooperative di Assistenza domiciliare per anziani, malati terminali e nuclei famigliari a rischio, Aziende pubbliche di Servizi alla persona e UPIPA, Unione Provinciale Istituzioni per l'Assistenza) e delle Aziende (selezione del personale, consulenza organizzativa e di processo, consulenza allo staff dirigenziale, supervisione operativa dei team di lavoro);
-ambito Consulenziale/formativo specifico per genitori e famiglie, volto al potenziamento/valorizzazione delle capacità genitoriali necessarie nelle diverse fasi dell'età evolutiva con particolare specificità per l'età pre e adolescenziale (per singoli genitori in difficoltà nella relazione/gestione efficace dei propri figli, gruppi di genitori e nelle Scuole sulla gestione dei conflitti propri di ciascuna età, sulle modalità relazionali più funzionali nel campo dello studio, dei compiti a casa e del tempo libero, sulle modalità di comunicazione più efficace per entrare in contatto e dialogare con i figli rispetto allo sviluppo emotivo, affettivo e sessuale);
-ambito Consulenziale/Formativo specifico per insegnanti , allo scopo di ampliare e re-indirizzare le capacità/stili di docenza/di relazione/di orientamento scolastico dei docenti , oltre alla concentrazione su aspetti centrali dell’apprendimento efficace quali le dinamiche di gruppo classe/stili peculiari di apprendimento nello studio con alunni con particolari difficoltà, nelle classi con gli studenti, nei Servizi di Psicologia Scolastica, nella Sipef come membro del Direttivo della Sezione Trentino Alto-Adige (Società italiana per l'Educazione e la Formazione);
-ambito della informazione/educazione affettiva e sessuale nelle Scuole, per studenti, genitori, insegnanti,coppie, psicologi, medici e con la fondazione dell'AIES (Associazione per l'Informazione e l'Educazione sessuale) per addetti ai lavori e per la cittadinanza;
-ambito della consulenza psicologica (Servizio di Counselling per studenti dell'Università degli Studi di Trento, per Aziende private e pubbliche come le Apsp, l’Apss (Corsi e Master di Comunicazione Strategica, Supervisione individuale e di gruppo dell’esperienza lavorativa concreta, Coaching di supporto in relazione a cambiamenti aziendali/di ruolo sia individuale che di team di lavoro);
-ambito dell’orientamento scolastico (di primo e secondo livello per studenti di III Media per la scelta della Scuola Superiore più adatta alle specifiche peculiarità ed attitudini individuali di ogni studente attraverso un colloquio conoscitivo con bilancio di competenze ed un breve Test di individuazione dei settori di maggior capacità del soggetto; di primo e secondo livello per gli studenti delle Superiori per una scelta mirata e pensata della Facoltà universitaria più idonea alle caratteristiche soggettive dello studente; di primo e secondo livello per un efficace ri-orientamento nella scelta di una diversa Scuola Superiore, facoltà universitaria o ambito lavorativo focalizzato, nel caso di insuccesso scolastico, scarsa gratificazione nel processo di studio o nel collocamento lavorativo);
-ambito della Consulenza/Formazione/Coaching individuale e di gruppo, finalizzato ad un primo collocamento lavorativo o alla necessità di ri-collocamento (elementi di conoscenzaed applicabilità pratica, ritagliati sulla specifica persona o ruolo lavorativo, su come stilare un Curriculum professionale adeguato ed accattivante e sullo sviluppo di efficaci competenze comunicative verbali e non verbali finalizzate al saper sostenere un colloquio di selezione in modo da poter trasmettere al meglio le proprie competenze/capacità anche personali e saper gestire eventuali difficoltà, fattori emotivi, stress e paure). Progetti innovativi
Ho progettato e fondato con il prof L. Zannini il primo Servizio di Consulenza Psicologica per studenti universitari, in collaborazione con l'Università degli Studi di Trento.

Lo   TRENTO,   e Sala   vi 🌺aspettano per una Intervista con una delle due coautrici del libro “ Impara ad amarti per sc...
01/04/2026

Lo TRENTO, e Sala vi

🌺aspettano per una Intervista con una delle due coautrici del libro “ Impara ad amarti per scegliere chi amare”
VENERDÌ 17 aprile ore 20.45 a Trento

🌺Sarà uno spazio ed una preziosa occasione per uomini e donne e per ciascuna persona umana, per confrontarsi e crescere interiormente e nella pratica di ciascun giorno, nell’Arte del Conoscersi e delle Relazioni con gli altri, ma in particolare con sè stessi

🌺Sarà confronto, curiosità, interrogativi sul nostro essere in evoluzione e su come e quanto mutando la nostra prospettiva mentale sulle cose, cambino le cose stesse

🌺Sarà avere un luogo dove ritrovarci e poter dialogare autenticamente sulle nostre dimensioni interiori nell’evolverci…

Muore lentamente chi distrugge l’amore di sé, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
(Martha Medeeiros)

Il modo in cui ti ami è
il modo in cui insegni agli altri
ad amarti.
(Rupi Kaur)







Lo Studio   di Trento e l’  sono felici e onorati di ospitare la dott.ssa   il 17 APRILE 2026 ore 20.45 presso la Sala  ...
24/03/2026

Lo Studio di Trento e l’ sono felici e onorati di ospitare la dott.ssa il 17 APRILE 2026 ore 20.45 presso la Sala di Trento.

Sarà occasione speciale per confrontarci insieme su Come amarsi per scegliere chi amare… tema che coinvolge tutti e che sarà il protagonista del libro scritto da e fa dal titolo “ Impara ad amarti per scegliere chi amare”.

Hai paura di essere condannata alla singletudine? Se pensi che il tuo valore dipenda dall'amore di qualcun altro e ti senti incompleta senza una relazione sen-timentale, è giunta l'ora di riscrivere il tuo sentire, i tuoi comportamenti, le tue convinzioni.

E giunta l'ora di perdonare il tuo passato, fare spazio al tuo presente, costruirti un futuro migliore.
L'amore sano non è un dono della fortuna, ma un'arte raffinata che si coltiva con dedizione, equilibrio e rispetto di sé.

Questo libro guiderà il tuo cambiamento evolutivo, aiutandoti a: considerare l'autostima sentimentale una parte cruciale dell'arte di amare; scoprire le tue "di-namiche disfunzionali" e superarle; trasformare le emozioni sabotanti in alleate.

Attraverso potenti esercizi pratici, imparerai a fare amicizia con te stessa e ad attivare connessioni autentiche, senza compromessi.
Infatti, essere single non è un problema da risolvere, ma un'opportunità preziosa per riscoprire te stessa, sviluppare abilità relazionali virtuose e imparare a scegliere in maniera chirurgica chi merita un posto nella tua vita.

Se vuoi smettere di accontentarti, cominciare a vivere l'amore come una scelta e non come un bisogno, questo libro è il primo passo da compiere.

Vi aspettiamo 😊







Vi aspetto 😊Insieme ci interrogheremo sullo stato dell’Arte delle Relazioni umane che di frequente e purtroppo di “ uman...
20/03/2026

Vi aspetto 😊
Insieme ci interrogheremo sullo stato dell’Arte delle Relazioni umane che di frequente e purtroppo di “ umano ed umanità “ hanno ben poco, anche quando vengono linguisticamente chiamate “ amore, amicizia, rapporto genitori/figli, colleganza lavorativa”… poi vi sono le meravigliose eccezioni del sentirsi Umani, con Vicinanza, Rispetto ed empatia.
Ciascuno di noi può fare e dare il proprio prezioso contributo perché il senso di comunanza si moltiplichi e cresca, come un seme che germoglia 😊

  ed   📕con la loro Presidente, dott.ssa   📕vi aspettano in diretta con il   di Arezzo ed Esperienze Strategiche📕LUNEDÌ ...
16/03/2026

ed

📕con la loro Presidente, dott.ssa

📕vi aspettano in diretta con il di Arezzo ed Esperienze Strategiche

📕LUNEDÌ 23 MARZO ore 21 per confrontarci Insieme sullo stato delle umane, oggi: relazioni familiari, amicali, di coppia, nei contesti lavorativi.

📕Le relazioni tossiche sono come un veleno che si diffonde lentamente nel nostro sistema, avvelenando la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima."

📕La relazione più tossica è quella che ti fa sentire come se fossi l'unica persona al mondo che non capisce."

📕Le relazioni tossiche sono come un incendio che brucia tutto ciò che tocca, lasciando solo cenere e distruzione."

📕Perché ognuno di noi può fare la differenza, ogni giorno 😊

📗Serata aperta a tutti: per chi volesse partecipare è sufficiente connettersi direttamente sulla pagina Fb, Instagram e LinkedIn del Centro di Terapia Strategica di Arezzo










Le   e   dello   Trento e della  , nel giorno dedicato alla  , allo scopo di NON renderlo vacuo e privo di significato, ...
08/03/2026

Le e dello Trento e della , nel giorno dedicato alla , allo scopo di NON renderlo vacuo e privo di significato,

🌺DESIDERANO CONDIVIDERE le parole e la pacifica del

🌺 Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

🌈Leggiamo attentamente e trasformiamo in atti quotidiani il nostro 😊

🌺”Sentiamo il dovere di intervenire nel dibattito di queste settimane sul DISEGNO DI LEGGE in
materia di violenza sessuale, dopo la scelta – discussa e contestata – di far scomparire dal
testo la parola “consenso”, sostituendola con formulazioni centrate sul “dissenso” o sulla
“volontà contraria”.

🌺Non è una polemica nominalistica. Le parole, nel diritto, orientano la prova, la valutazione
dei fatti, la cultura giudiziaria e quella sociale. Se il baricentro diventa “ha detto no?”
invece di “c’era un sì libero, attuale, volontario?”, il rischio è che l’asse si sposti – ancora una
volta – sulla condotta della vittima: sulla sua reazione, sul tono, sul grado di opposizione, sul
“perché non…”.

🌺È un terreno già fin troppo noto a chi lavora nell’ascolto e nella presa in
carico: è lì che attecchiscono i miti sullo stupro e le aspettative irrealistiche di “resistenza”
come prova di credibilità.
Comprendiamo l’obiezione espressa nel dibattito: evitare qualunque scorciatoia che
sembri introdurre un’inversione dell’onere della prova o una “documentazione” del
consenso.

🌺Ma una cosa va detta con chiarezza: mettere il consenso al centro non significa
rovesciare garanzie costituzionali. Significa ricondurre la fattispecie penale al suo nucleo
etico e giuridico: gli atti sessuali sono leciti solo se fondati su una volontà libera e
volontariamente espressa.

🌺Peraltro, la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia, indica che la violenza
sessuale riguarda atti “non consensuali” e chiarisce che il consenso deve essere dato
volontariamente, come libera manifestazione della volontà, valutata nel contesto e nella
situazione.

🌺Alla luce di ciò, chiediamo alle Istituzioni – con rispetto e fermezza- di:

1. Reintrodurre esplicitamente il riferimento al consenso come criterio cardine, evitando
che la tutela dipenda dal grado di opposizione manifestata.

2. Garantire un impianto normativo coerente con gli standard sovranazionali e con una
lettura realmente “victim-centered”, senza arretramenti culturali mascherati da tecnicismi.

🌺 Il consenso è una parola semplice, ma non banalizza nulla: rende finalmente esplicito che la
sessualità è relazione e reciprocità, non conquista né ambiguità “a carico” di chi subisce.
Una legge che rinuncia a nominarlo rischia di rinunciare anche a orientare il cambiamento
culturale di cui il Paese ha bisogno.

🌺Come Comitato Pari Opportunità del Consilgio Nazionale, stiamo dalla parte delle
donne non per appartenenza, ma per mandato: pari dignità, pari sicurezza, pari libertà. E
perché una democrazia matura si riconosce da come tutela il diritto più elementare: quello a
dire sì, quello a dire no, e soprattutto quello a non dover “dimostrare” di averlo fatto nel modo giusto.


̀
̀discelta


  ed   Vi aspettano in diretta Zoom domani sera ore 21 per confrontarci Insieme sullo stato delle   umane, oggi: relazio...
03/03/2026

ed

Vi aspettano in diretta Zoom domani sera ore 21 per confrontarci Insieme sullo stato delle umane, oggi: relazioni familiari, amicali, di coppia, nei contesti lavorativi.

- "Le relazioni tossiche sono come un veleno che si diffonde lentamente nel nostro sistema, avvelenando la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima."

- "La relazione più tossica è quella che ti fa sentire come se fossi l'unica persona al mondo che non capisce."

- "Le relazioni tossiche sono come un incendio che brucia tutto ciò che tocca, lasciando solo cenere e distruzione."

Alcuni Dati statistici:

- Il 43% delle donne e il 38% degli uomini ha subito abusi emotivi o psicologici da parte di un partner (Fonte: National Domestic Violence Hotline)

- Il 25% delle donne e il 10% degli uomini ha subito abusi fisici da parte di un partner (Fonte: National Domestic Violence Hotline)

- Il 60% delle persone che hanno subito abusi emotivi o psicologici da parte di un partner ha riportato sintomi di depressione (Fonte: American Psychological Association)

- Il 40% delle persone che hanno subito abusi fisici da parte di un partner ha riportato sintomi di ansia (Fonte: American Psychological Association).

Per chi volesse iscriversi ed avere il link della Conferenza, scrivete una mail a InFormaMentis o Associazione React… perché ognuno di noi PUÒ fare la differenza sana nelle proprie Relazioni 😊







Lo Studio   Trento e l’  propongono una Serata di sensibilizzazione, informazione ed interscambio sullo stato dell’arte ...
22/02/2026

Lo Studio Trento e l’

propongono una Serata di sensibilizzazione, informazione ed interscambio sullo stato dell’arte delle tra le persone, aperta a tutti in diretta

Zoom il 4 MARZO 2026 ore 21, previa iscrizione che trovate sui social.

Perché interrogarci sulle Relazioni ? Perché sono state ma soprattutto sono diventate rare, sporadiche, spesso improntate alla , all’utilizzo strumentale se non all’assenza totale.

Se parliamo di Relazioni pensiamo alla loro base: il di e alla , sia nell’ che nell’ .

Esistono relazioni sane e funzionale espresse in modalità differenti, così come sono di esperienza di tutti relazioni complesse, che ci mettono in crisi, che sviluppano , , , , fino alla e .

- "Le relazione tossica è quella che si diffonde lentamente, avvelenando la nostra autostima e la nostra fiducia in noi stessi."

- Criticismo e disprezzo
- Manipolazione e controllo
- Abusi emotivi o fisici
- Mancanza di rispetto e di comunicazione
- Senso di colpa o di vergogna
- Isolamento sociale

Vi aspettiamo !!








“Lo psicologo a scuola non è solo lo sportello.”Lo Studio   condivide ed appoggia un approccio più rigoroso e scientific...
02/02/2026

“Lo psicologo a scuola non è solo lo sportello.”

Lo Studio condivide ed appoggia un approccio più rigoroso e scientifico alla complessità della realtà scolastica, oggi, anche trentina📒📕

📘Finalmente se ne parla ed in modo chiaro e corretto. Troppe figure si sono aggirate e si aggirano nel mondo della Scuola, senza competenze e preparazione specifiche… eppure il compito è molto delicato: supportare menti in formazione, genitori, insegnanti, classi.

📕È il messaggio forte che emerge dall’intervista a Katia Castellini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Trentino: la psicologia scolastica funziona davvero quando non resta un intervento “a chiamata”, ma diventa una presenza strutturata, continua e integrata nella vita quotidiana della comunità educativa.

📘L’idea è un modello diffuso di assistenza psicologica a scuola, basato su evidenze e costruito su tre livelli di intervento:
1. Prevenzione e promozione del benessere per tutta la comunità scolastica
(ascolto dei bisogni, incontri, eventi, attività, lavoro sul clima e sulle competenze).
2. Interventi mirati su gruppi o persone in situazioni di rischio potenziale.
3. Risposta diretta a criticità specifiche (singoli casi o gruppi classe), quando serve.

📗Il progetto punta a partire con una sperimentazione attenta, senza “modelli calati dall’alto”: dialogo tra le funzioni della scuola, raccolta dati, valutazione e correzioni in itinere. Un elemento importante: gli psicologi coinvolti sarebbero supervisionati da colleghi esperti.

📔Perché investire adesso? Perché intercettare il disagio prima che diventi patologia significa tutela, benessere e anche risparmio sociale (costi sanitari, assenze, ricadute). E perché oggi scuole e istituzioni mostrano una sensibilità crescente nel costruire risposte più solide e continuative.

📙Se vogliamo una scuola che educa davvero, non basta “riparare” quando qualcosa si rompe: serve una cura preventiva, quotidiana, di comunità.

Lo Studio   Trento e l’  Trento, Vi invitano a partecipare alla Serata online del MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026 ORE 21, sulla p...
27/01/2026

Lo Studio Trento e l’ Trento, Vi invitano a partecipare alla Serata online del MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026 ORE 21, sulla piattaforma Zoom previa Iscrizione,

💕per riflettere insieme e confrontarci in diretta, sul tema delle , amicali e sentimentali: quali i confini tra Relazioni cosiddette “Tossiche” e Relazioni cosiddette “Sane” ?

💕Non TUTTE LE DIPENDENZE RELAZIONALI SONO PATOLOGICHE e NON tutte le Relazioni che paiono Sane, lo sono…un esempio di …

💕Il 15 gennaio 2018 ci lasciava Dolores O’Riordan, voce e anima dei Cranberries. La sua storia personale, segnata da traumi infantili, fragilità psicologiche e una fama difficile da sostenere, è il ritratto di una Donna Persefone: una figura che conosce gli abissi e tenta, a volte disperatamente, di risalire alla luce.

💕In Linger Dolores canta una relazione fondata sulla dipendenza patologica, quella che ci trattiene anche quando sappiamo che non c’è fiducia, né rispetto. Quella che ci spinge a stringere un filo che invece andrebbe reciso.

💕Eppure, come ricorda Matteo Lancini, stiamo costruendo una cultura che demonizza qualsiasi forma di legame: conta solo il sé, e la dipendenza dall’altro viene trattata come una malattia.

💕Abbiamo iniziato a chiamare “tossico” tutto ciò che implica bisogno, vulnerabilità, interdipendenza. Anche perché un certo tipo di comunicazione – spesso guidata più dal marketing che dalla psicologia – ha trasformato parole complesse in slogan da vendere.

💕Il risultato è sotto gli occhi di tutti: celebriamo l’autonomia assoluta, ma viviamo relazioni sempre più fragili. Giovani e adulti che si lasciano al primo inciampo, che temono l’intimità, che vivono l’amore come un rischio invece che come un’esperienza umana essenziale.

💕Forse è il momento di smettere di usare parole come “tossico” e “narcisista” tanto alla moda come etichette universali. Perché:

- esiste una dipendenza sana e una patologica;
- esiste un narcisismo sano e uno patologico;

💕Come ricorda la pagina scienzesocialipuntocom:
"l’essere umano nasce dipendente. Ha bisogno dell’altro per diventare sé stesso. Negare questa origine non ci rende più forti. Ci rende più soli".

💕E infatti la paura della dipendenza ci sta spingendo verso un isolamento crescente, che si manifesta in ansia, depressione, abuso di sostanze, iperconnessione digitale, pornografia compulsiva.
Tutti modi per riempire un vuoto affettivo che non riguarda solo i giovani ma attraversa le diverse generazioni.

💕”Dove si è rotto il filo?” si chiede Elisa in una famosa canzone, per tornare alla musica. È la domanda che ci facciamo quando un legame precipita negli abissi interiori. Ma senza distinguere tra una dipendenza sana e una dipendenza patologica continueremo a temere le relazioni, a evitare l’intimità, a fuggire proprio da ciò che potrebbe salvarci.

💕Perché per ritrovare la nostra anima, a volte, dobbiamo avere il coraggio di scendere negli abissi a cercare quel filo. Non di evitarli.





  che fa davvero davvero pensare…Buona   dallo Studio   Trento 😊🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psich...
20/01/2026

che fa davvero davvero pensare…

Buona dallo Studio Trento 😊

🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici e scoprirono qualcosa di terrificante. Una volta che sei etichettato come pazzo, non c'è quasi via d'uscita.

🎈L'esperimento fu condotto dallo psicologo David Rosenhan e iniziò con una semplice domanda che la medicina non aveva mai seriamente messo alla prova: i professionisti formati possono distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?

🎈Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto "pseudopazienti". Erano persone comuni: uno studente laureato, un pediatra, uno psichiatra, un pittore, una casalinga. Tutti mentalmente sani. Ognuno si offrì volontario per fare una cosa — e una sola — per essere ricoverato.

🎈Dovevano entrare in un ospedale psichiatrico e dire di sentire delle voci. Tutto qui. Nessuna crisi drammatica. Nessuna delirio bizzarro. Nessun comportamento violento. Solo una calma descrizione di parole udite come "vuoto", "cavo" e "tonfo". Ognuno di loro fu ricoverato.

🎈Immediatamente dopo il ricovero, i volontari smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Parlarono chiaramente. Collaborarono. Socializzarono. Dissero al personale che le voci erano cessate. Non importava.

🎈I dottori e gli infermieri ora vedevano tutto attraverso un'unica lente: la malattia mentale.

Prendere appunti? → "Comportamento di scrittura compulsivo". Stare vicino alla postazione delle infermiere? → "Ricerca patologica di attenzione". Aspettare il pranzo? → "Ansia legata alla fissazione orale". Essere educato e calmo? → "Affetto appropriato nell'ambito del quadro patologico".

🎈La diagnosi arrivò rapidamente — e rimase fissa. Sette furono etichettati con schizofrenia. Uno con psicosi maniaco-depressiva. Nessuno fu riconsiderato. La degenza media durò 19 giorni. Un volontario rimase ricoverato per 52 giorni. Non perché fosse malato. Ma perché l'istituzione aveva già deciso che lo fosse.

🎈Ecco la parte più inquietante. I dottori non misero mai in discussione il loro giudizio. Gli infermieri non riconsiderarono mai nulla. Le cartelle si riempirono di un linguaggio tecnico e sicuro che faceva sembrare il normale comportamento umano come un sintomo.

🎈Eppure, qualcun altro se ne accorse immediatamente. I pazienti. Nel giro di pochi giorni, veri pazienti psichiatrici presero in disparte i volontari e sussurrarono cose come: "Tu non sei pazzo", "Sei un giornalista, vero?", "Tu non dovresti stare qui".

🎈Su centinaia di interazioni, nemmeno un singolo pseudopaziente fu identificato come sano dal personale ospedaliero. Ma dozzine di pazienti reali riconobbero la verità.

🎈L'esperimento rivelò qualcosa di profondamente scomodo. La diagnosi non si basava sul comportamento. Si basava sul contesto. Una volta che una persona aveva varcato la soglia istituzionale, ogni sua azione veniva reinterpretata per adattarsi all'etichetta già assegnata. Le prove non contavano più. La normalità stessa diventava invisibile.

🎈Quando Rosenhan pubblicò lo studio — "On Being Sane in Insane Places" (Essere sani in luoghi folli) — il mondo della psichiatria esplose. Gli ospedali protestarono. I medici erano furiosi. Alcuni sostennero che lo studio fosse poco etico. Un ospedale sfidò direttamente Rosenhan: "Mandaci i tuoi falsi pazienti", dissero. "Li smaschereremo". Rosenhan accettò.

🎈Nei tre mesi successivi, l'ospedale identificò 41 pazienti in arrivo come impostori. Erano orgogliosi della loro vigilanza. Rosenhan non aveva mandato nessuno. Il danno era fatto.

Lo studio dimostrò quanto potentemente le etichette distorcano la percezione, come le istituzioni possano diventare cieche di fronte agli individui, e quanto facilmente la certezza sostituisca la curiosità una volta che l'autorità prende il sopravvento. Contribuì ad innescare riforme radicali nella diagnosi psichiatrica, diede un contributo allo sviluppo di criteri diagnostici più rigorosi e ridefinì la valutazione della malattia mentale.

🎈Ma la lezione più profonda andò ben oltre la psichiatria. Mostrò come i sistemi possano intrappolare le persone in narrazioni che non hanno scelto. Come l'essere percepiti in un certo modo possa contare più di ciò che si è realmente. E come la cosa più difficile da far credere a un'istituzione… sia che potrebbe sbagliarsi.

🎈Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che cambiò per sempre la medicina. A volte l'illusione più pericolosa non è quella dei pazienti. È di coloro che credono di non poter mai sbagliare.


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Helibova

…spunti riflessivi e… di Risveglio individuale, sociale e di comunità tutta.Lo Studio   TRENTO desidera condividere alcu...
12/01/2026

…spunti riflessivi e… di Risveglio individuale, sociale e di comunità tutta.
Lo Studio TRENTO desidera condividere alcune chiave pronunciate dal giornalista, saggista ed intellettuale italiano, .

versus .

🧩Quanto è vitale, essenziale per i giovani ma anche per noi tutti, studiare, mantenersi informati, , stimolare la nostra ̀ cognitiva ed emotiva, viaggiare, , nutrirsi ?

🧩Quanta importanza assume nella e sociale e del nostro futuro l’aver avuto la possibilità di istruirsi ?

🧩Quanto il genera e amplia gli orizzonti del nostro ed nella realtà?

Diamoci da fare ! 😊

“Ricordo ancora la domanda che fece il professore di filosofia il primo giorno di liceo: A che serve studiare? Chi sa rispondere?
Qualcuno osò rispostine educate: a crescer bene, a diventare brave persone…
Niente, scuoteva la testa.
Finché disse: Ad evadere dal carcere.
Ci guardammo stupiti.
L’ignoranza è un carcere. Perché là dentro non capisci e non sai che fare.
In questi anni dobbiamo organizzare la più grande evasione del secolo. Non sarà facile, vi vogliono stupidi, ma se scavalcate il muro dell’ignoranza poi capirete senza dover chiedere aiuto. E sarà difficile ingannarvi. Chi ci sta?

Mi è tornato in mente quell’episodio indelebile, leggendo che solo un ragazzo su venti capisce un testo. E penso agli altri diciannove, che faticano ad evadere e rischiano l’ergastolo dell’ignoranza.
Uno Stato democratico deve salvarli perché è giusto. E perché il rischio poi è immenso: le menti deboli chiedono l’uomo forte.” Corrado Augias






🌲A noi  pare un   Dono  … 🌲Spazio di   per sensibilizzare all’  della  , per avvicinare alla  , riducendone forse   e  ....
23/12/2025

🌲A noi pare un Dono …

🌲Spazio di per sensibilizzare all’ della , per avvicinare alla , riducendone forse e .

🌲Per il bisogno di e , merce sempre più rara e che alimenta e .

🌲Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psicoterapeuti che, una volta al mese, scendono nelle strade del quartiere popolare Goutte d'Or di Parigi per ascoltare i residenti che hanno bisogno di confidarsi ma non possono permettersi di pagare un consulto.

🌲Non c'è un divano su cui sdraiarsi, ma sedie pieghevoli sparse per la strada e professionisti che interpellano i passanti con domande come: «Scusi, quand’è l’ultima volta che qualcuno l’ha ascoltata?». Spiazzante, ma efficace, perché nella maggior parte dei casi le persone si fermano, segno che il bisogno di essere ascoltati esiste davvero.

«In un anno abbiamo accolto circa 150 persone», racconta Marie Sylvie Rushton, psicoterapeuta e psicologa clinica. «Ci parlano di tutto: della loro quotidianità, dei loro dubbi e delle loro sofferenze».

«L'idea alla base di questo progetto è rendere la salute mentale più accessibile», spiega Séverine Bourguignon, artista e psicoterapeuta fondatrice dell'associazione. L’obiettivo, infatti, è offrire un primo spazio di ascolto e di avvicinamento alla psicoterapia. E quando emerge la necessità di un supporto più strutturato, le persone vengono indirizzate verso centri e servizi specializzati.

🌲”Ci sono persone che non possono permettersi un percorso di terapia e che, nella maggior parte dei casi, non oserebbero neanche farla. La nostra ambizione è quindi allargare il sistema ed estenderlo a diversi distretti di Parigi», conclude Séverine Bourguignon.

Foto: sito Web "Écouteurs de rues".

Lasciamo ad alcuni Colleghi, le loro deontologiche valutazioni, sul setting, la privacy, ecc, ecc 🌟






Indirizzo

Via Del Suffragio 39, Studio "In Forma Mentis"
Trento
38122

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