Giada Turra - Psicologa

Giada Turra - Psicologa Psicologa ad indirizzo breve strategico

Vi aspettiamo per parlare di questo delicato e attuale argomento!
27/01/2026

Vi aspettiamo per parlare di questo delicato e attuale argomento!

Lo Studio Trento e l’ Trento, Vi invitano a partecipare alla Serata online del MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026 ORE 21, sulla piattaforma Zoom previa Iscrizione,

💕per riflettere insieme e confrontarci in diretta, sul tema delle , amicali e sentimentali: quali i confini tra Relazioni cosiddette “Tossiche” e Relazioni cosiddette “Sane” ?

💕Non TUTTE LE DIPENDENZE RELAZIONALI SONO PATOLOGICHE e NON tutte le Relazioni che paiono Sane, lo sono…un esempio di …

💕Il 15 gennaio 2018 ci lasciava Dolores O’Riordan, voce e anima dei Cranberries. La sua storia personale, segnata da traumi infantili, fragilità psicologiche e una fama difficile da sostenere, è il ritratto di una Donna Persefone: una figura che conosce gli abissi e tenta, a volte disperatamente, di risalire alla luce.

💕In Linger Dolores canta una relazione fondata sulla dipendenza patologica, quella che ci trattiene anche quando sappiamo che non c’è fiducia, né rispetto. Quella che ci spinge a stringere un filo che invece andrebbe reciso.

💕Eppure, come ricorda Matteo Lancini, stiamo costruendo una cultura che demonizza qualsiasi forma di legame: conta solo il sé, e la dipendenza dall’altro viene trattata come una malattia.

💕Abbiamo iniziato a chiamare “tossico” tutto ciò che implica bisogno, vulnerabilità, interdipendenza. Anche perché un certo tipo di comunicazione – spesso guidata più dal marketing che dalla psicologia – ha trasformato parole complesse in slogan da vendere.

💕Il risultato è sotto gli occhi di tutti: celebriamo l’autonomia assoluta, ma viviamo relazioni sempre più fragili. Giovani e adulti che si lasciano al primo inciampo, che temono l’intimità, che vivono l’amore come un rischio invece che come un’esperienza umana essenziale.

💕Forse è il momento di smettere di usare parole come “tossico” e “narcisista” tanto alla moda come etichette universali. Perché:

- esiste una dipendenza sana e una patologica;
- esiste un narcisismo sano e uno patologico;

💕Come ricorda la pagina scienzesocialipuntocom:
"l’essere umano nasce dipendente. Ha bisogno dell’altro per diventare sé stesso. Negare questa origine non ci rende più forti. Ci rende più soli".

💕E infatti la paura della dipendenza ci sta spingendo verso un isolamento crescente, che si manifesta in ansia, depressione, abuso di sostanze, iperconnessione digitale, pornografia compulsiva.
Tutti modi per riempire un vuoto affettivo che non riguarda solo i giovani ma attraversa le diverse generazioni.

💕”Dove si è rotto il filo?” si chiede Elisa in una famosa canzone, per tornare alla musica. È la domanda che ci facciamo quando un legame precipita negli abissi interiori. Ma senza distinguere tra una dipendenza sana e una dipendenza patologica continueremo a temere le relazioni, a evitare l’intimità, a fuggire proprio da ciò che potrebbe salvarci.

💕Perché per ritrovare la nostra anima, a volte, dobbiamo avere il coraggio di scendere negli abissi a cercare quel filo. Non di evitarli.





20/01/2026

che fa davvero davvero pensare…

Buona dallo Studio Trento 😊

🎈Nel 1973, otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici e scoprirono qualcosa di terrificante. Una volta che sei etichettato come pazzo, non c'è quasi via d'uscita.

🎈L'esperimento fu condotto dallo psicologo David Rosenhan e iniziò con una semplice domanda che la medicina non aveva mai seriamente messo alla prova: i professionisti formati possono distinguere in modo affidabile la sanità mentale dalla malattia mentale?

🎈Per scoprirlo, Rosenhan reclutò otto "pseudopazienti". Erano persone comuni: uno studente laureato, un pediatra, uno psichiatra, un pittore, una casalinga. Tutti mentalmente sani. Ognuno si offrì volontario per fare una cosa — e una sola — per essere ricoverato.

🎈Dovevano entrare in un ospedale psichiatrico e dire di sentire delle voci. Tutto qui. Nessuna crisi drammatica. Nessuna delirio bizzarro. Nessun comportamento violento. Solo una calma descrizione di parole udite come "vuoto", "cavo" e "tonfo". Ognuno di loro fu ricoverato.

🎈Immediatamente dopo il ricovero, i volontari smisero di fingere. Si comportarono normalmente. Parlarono chiaramente. Collaborarono. Socializzarono. Dissero al personale che le voci erano cessate. Non importava.

🎈I dottori e gli infermieri ora vedevano tutto attraverso un'unica lente: la malattia mentale.

Prendere appunti? → "Comportamento di scrittura compulsivo". Stare vicino alla postazione delle infermiere? → "Ricerca patologica di attenzione". Aspettare il pranzo? → "Ansia legata alla fissazione orale". Essere educato e calmo? → "Affetto appropriato nell'ambito del quadro patologico".

🎈La diagnosi arrivò rapidamente — e rimase fissa. Sette furono etichettati con schizofrenia. Uno con psicosi maniaco-depressiva. Nessuno fu riconsiderato. La degenza media durò 19 giorni. Un volontario rimase ricoverato per 52 giorni. Non perché fosse malato. Ma perché l'istituzione aveva già deciso che lo fosse.

🎈Ecco la parte più inquietante. I dottori non misero mai in discussione il loro giudizio. Gli infermieri non riconsiderarono mai nulla. Le cartelle si riempirono di un linguaggio tecnico e sicuro che faceva sembrare il normale comportamento umano come un sintomo.

🎈Eppure, qualcun altro se ne accorse immediatamente. I pazienti. Nel giro di pochi giorni, veri pazienti psichiatrici presero in disparte i volontari e sussurrarono cose come: "Tu non sei pazzo", "Sei un giornalista, vero?", "Tu non dovresti stare qui".

🎈Su centinaia di interazioni, nemmeno un singolo pseudopaziente fu identificato come sano dal personale ospedaliero. Ma dozzine di pazienti reali riconobbero la verità.

🎈L'esperimento rivelò qualcosa di profondamente scomodo. La diagnosi non si basava sul comportamento. Si basava sul contesto. Una volta che una persona aveva varcato la soglia istituzionale, ogni sua azione veniva reinterpretata per adattarsi all'etichetta già assegnata. Le prove non contavano più. La normalità stessa diventava invisibile.

🎈Quando Rosenhan pubblicò lo studio — "On Being Sane in Insane Places" (Essere sani in luoghi folli) — il mondo della psichiatria esplose. Gli ospedali protestarono. I medici erano furiosi. Alcuni sostennero che lo studio fosse poco etico. Un ospedale sfidò direttamente Rosenhan: "Mandaci i tuoi falsi pazienti", dissero. "Li smaschereremo". Rosenhan accettò.

🎈Nei tre mesi successivi, l'ospedale identificò 41 pazienti in arrivo come impostori. Erano orgogliosi della loro vigilanza. Rosenhan non aveva mandato nessuno. Il danno era fatto.

Lo studio dimostrò quanto potentemente le etichette distorcano la percezione, come le istituzioni possano diventare cieche di fronte agli individui, e quanto facilmente la certezza sostituisca la curiosità una volta che l'autorità prende il sopravvento. Contribuì ad innescare riforme radicali nella diagnosi psichiatrica, diede un contributo allo sviluppo di criteri diagnostici più rigorosi e ridefinì la valutazione della malattia mentale.

🎈Ma la lezione più profonda andò ben oltre la psichiatria. Mostrò come i sistemi possano intrappolare le persone in narrazioni che non hanno scelto. Come l'essere percepiti in un certo modo possa contare più di ciò che si è realmente. E come la cosa più difficile da far credere a un'istituzione… sia che potrebbe sbagliarsi.

🎈Otto persone sane entrarono in ospedali psichiatrici nel 1973. Ne uscirono con una verità che cambiò per sempre la medicina. A volte l'illusione più pericolosa non è quella dei pazienti. È di coloro che credono di non poter mai sbagliare.


̀



Helibova

23/12/2025

🌲A noi pare un Dono …

🌲Spazio di per sensibilizzare all’ della , per avvicinare alla , riducendone forse e .

🌲Per il bisogno di e , merce sempre più rara e che alimenta e .

🌲Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psicoterapeuti che, una volta al mese, scendono nelle strade del quartiere popolare Goutte d'Or di Parigi per ascoltare i residenti che hanno bisogno di confidarsi ma non possono permettersi di pagare un consulto.

🌲Non c'è un divano su cui sdraiarsi, ma sedie pieghevoli sparse per la strada e professionisti che interpellano i passanti con domande come: «Scusi, quand’è l’ultima volta che qualcuno l’ha ascoltata?». Spiazzante, ma efficace, perché nella maggior parte dei casi le persone si fermano, segno che il bisogno di essere ascoltati esiste davvero.

«In un anno abbiamo accolto circa 150 persone», racconta Marie Sylvie Rushton, psicoterapeuta e psicologa clinica. «Ci parlano di tutto: della loro quotidianità, dei loro dubbi e delle loro sofferenze».

«L'idea alla base di questo progetto è rendere la salute mentale più accessibile», spiega Séverine Bourguignon, artista e psicoterapeuta fondatrice dell'associazione. L’obiettivo, infatti, è offrire un primo spazio di ascolto e di avvicinamento alla psicoterapia. E quando emerge la necessità di un supporto più strutturato, le persone vengono indirizzate verso centri e servizi specializzati.

🌲”Ci sono persone che non possono permettersi un percorso di terapia e che, nella maggior parte dei casi, non oserebbero neanche farla. La nostra ambizione è quindi allargare il sistema ed estenderlo a diversi distretti di Parigi», conclude Séverine Bourguignon.

Foto: sito Web "Écouteurs de rues".

Lasciamo ad alcuni Colleghi, le loro deontologiche valutazioni, sul setting, la privacy, ecc, ecc 🌟






04/11/2025

Domanda: quanto sentiamo importante o , la nostra ?

Quanta , , dedichiamo ad , e cosa ci attraversa il cuore e la ?

Ecco alcuni dati pubblicati dal de l’Espresso che ci possono offrire ganci di e di del nostro .

🫀 Più della metà delle persone che la mattina si stringono nel vagone della metropolitana ha problemi di insonnia.

🫀 Il 70 per cento dei giovani fuori dalle università fra una lezione e l’altra o che hanno appena cominciato a lavorare convive con sbalzi d’umore o sintomi dello spettro depressivo.

🫀 Una persona su cinque che si fa largo nella folla mentre attraversa la città ha assunto ansiolitici, antidepressivi, antipsicotici o stabilizzanti dell’umore.

🫀 La salute mentale in Italia è una questione di ordini di grandezza. È difficile riassumere l’impatto dei diversi disturbi psichici in modo univoco attraverso dei dati – quelli citati finora si riferiscono al Rapporto Italia di Eurispes dello scorso anno – ma, per quanto empiriche o parziali, tutte le analisi raccontano che la cura del benessere psicologico è una priorità per un numero sempre più crescente di persone.

🫀 Secondo l’ultimo Health Service Report di Ipsos, uscito a inizio ottobre, il 41 per cento degli italiani pensa che i disturbi psichici siano il problema di salute principale del Paese – secondo solo al cancro, indicato dal 60 per cento del campione – nel 2024 era il 35 per cento e nel 2018 solo il 18 per cento.

L’articolo completo di Paolo Tomasi sul nuovo numero de L’Espresso.

🌼Cominciamo meglio e di più a cambiare rotta al nostro vascello, per solcare più sereni il nostro tratto di mare ?

Buon cambiamento dallo Studio 😊

21/10/2025

Passi di in clinica …

Nel mondo si stima che almeno il 3% della popolazione soffra del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), dato che sommato ai casi non diagnosticati fa salire la quota di questa sofferenza a dati che fanno impressione.
Lieve ma significativa maggioranza di rilevazione di questo invalidante disturbo, a carico della popolazione femminile.

Le ossessioni sono pensieri, immagini, paure, ansie che la persona percepisce come sbagliati, ego distonici o pericolosi, ma non riesce a fermarli o a liberarsene. Possono essere innescati ad esempio da un evento, un'immagine o una situazione, oppure possono essere del tutto spontanei e costanti durante il giorno, causando forte disagio.

Le compulsioni, spesso definite come "rituali", sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali in sequenze predefinite che un individuo si sente spinto a compiere per ridurre l'ansia, scacciare questi pensieri e convincersi che in tal modo essi non avranno alcun effetto sulla realtà e non accadrà qualcosa di brutto.

Abbandonarsi alla compulsione non porta in realtà alcun piacere: offre un sollievo temporaneo che però favorisce e amplifica il ritorno dei pensieri, innescando un ciclo ossessivo che si autoalimenta.

L'OMS in passato ha classificato il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) tra i più invalidanti al mondo, a causa del suo significativo impatto negativo su qualità della vita, relazioni interpersonali e lavoro.

Le persone con DOC possono svolgere in alcuni casi una vita ordinaria e gratificante, se i sintomi non si sono ancora consolidati e stratificati con il trascorrere del tempo e quindi con la loro autopoietica ripetizione.

Per questo è fondamentale un inquadramento del problema che sia il più possibile tempestivo ed un modello di trattamento che sia efficace ma anche efficiente.

La terapia breve Strategica, Modello Giorgio Nardone, è riconosciuta a livello internazionale per questo particolarissimo e sofferto disturbo, come molto efficace.






11/10/2025

Lo Studio ed i professionisti- persone che lo compongono, non potevano non dedicare pensieri e parole, ovvero onorare, la Gionata di oggi, dedicata alla .

Così preferiamo denominarla: non si negano certamente e di una moltitudine di tipologie, che peraltro ogni giorno affrontiamo in Studio; si tratta semmai di voler prendere distanza da uno socioculturale ed anche che ancora impera, quasi del tutto indisturbato.

Oggi, onoriamo con l’ costante, sentito e , tutte le che soffrono.

Con , e non fermandoci mai dal sempre di più e sempre più approfonditamente dell’ complesso e composito della Tutta.
Oggi in particolare di quella della 🫀

06/10/2025

e .

Qual’è, se c’è, la ?

Lo Studio desidera farvi riflettere: eccesso di controllo o perdita di controllo ?

Nella ̀ attuale quasi tutto o tutto, ci sospinge verso la perfetta nel lavoro, nello stile di vita, in famiglia, nelle relazioni, persino nel nostro … per non citare criteri di estetica, e di … ma come arrivarci ?

Forse meglio non arrivarci. Nell’ della ci hanno sperato o creduto molti, artisti, poeti, , letterati, capitani di industrie e di comete: come queste ultime, appaiono un attimo e già non ci sono più.

Inoltre, tornare indietro dalla del rigido controllo è impresa ardua o comunque non certo semplice, lo tastiamo con e ciascun giorno con i nostri pazienti in Studio.

L’ , tendenzialmente considerata un , se non un dai più, è potenzialmente un trampolino di lancio per al di sè.
E Dio solo sa di quante tutti quanti abbiamo bisogno per e nel nostro ̀ circolarmente collegato agli altri ed alla ̀.

Pensiamoci e soprattutto proviamoci 😊

“Sono le cose imperfette

le illusioni rammendate,

i sogni sbriciolati nelle pozzanghere,

i bicchieri spaiati,

le finestre chiuse che si riaprono col vento;

sono le cose imperfette, sai,

che lasciano improvvisamente

passare la luce." (L. Cohen)




13/06/2025

Vi aspettiamo domani sera SABATO 14 GIUGNO 2025 alla Sala Fondazione CARITRO a Trento o in diretta online da Associazione React Trento.

Inadeguamoci per comprendere ed Adeguamoci insieme per vivere meglio 😊

03/06/2025

“La cura".

È un'opera di Hermann Hesse, pubblicata nel 1925.
Il racconta la storia di un intellettuale che trascorre due settimane in una stazione termale per i suoi reumatismi.

Durante questo periodo, il protagonista, che è un ego dello stesso , riflette sulla sua e sulle sue , mettendosi in discussione attraverso piccoli quotidiani apparentemente insignificanti.

Il romanzo è una parabola sulla della e della di sè stessi, simile a "Siddharta", ma con un approccio più ironico e auto-critico.

Hesse non a caso, utilizza l'ambientazione della stazione termale per esplorare il interiore del protagonista, che si trova a dover rivedere le sue e a confrontarsi con la propria .

Hesse vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1946.

Cosa ci può suggerire o insegnare questo ammirevole libro ?
Ci può stimolare a non accontentarci ’ che ci siamo costruiti di noi stessi, che ogni piccolo o grande evento della vita se lo vogliamo può essere di ispirazione per comprenderci meglio e forse differentemente da prima.

Che del nostro e di quello altrui, con curioso, umile, esplorativo ed , contribuisce a farci evolvere come e anche come della .

Buona Cura a voi tutti, dallo e dalla !!




27/05/2025
Ecco cosa è successo in questi giorni… 👩🏼‍🎓 💜
05/02/2025

Ecco cosa è successo in questi giorni… 👩🏼‍🎓 💜

Fine di un lungo e splendido percorso 💙
03/02/2025

Fine di un lungo e splendido percorso 💙

Indirizzo

Via Suffragio 39 Trento
Trento

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 19:00
Venerdì 08:30 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

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Formazione

Istruzione Accademica

Laurea triennale in Scienze psicologiche della personalità e delle relazioni interpersonali conseguita l’11/07/2013 presso Università degli Studi di Padova

Voto di laurea: 109/110

Titolo della tesi: Il lavoro supportato: rassegna di ricerche e strumenti