29/05/2018
GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO
TUMORE AL POLMONE: COSÌ LE DONNE MANDANO IN FUMO LA LORO SALUTE
Fra le italiane stanno aumentando costantemente le nuove diagnosi e la mortalità
per questo tipo di cancro, che invece negli uomini sono in calo
di Vera Martinella - Corriere della sera
Il fumo continua a essere la prima causa di morte evitabile in tutto l’Occidente e uccide ogni anno nel nostro Paese più di 70mila persone. Le statistiche lo indicano chiaramente: nel mondo il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Ciononostante quasi 12 milioni di italiani, il 20 per cento della popolazione, continuano ad accendersi una sigaretta ogni giorno. E, secondo i dati dell’Osservatorio fumo alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), il numero delle donne fumatrici è in crescita (siamo passati da 4,6 milioni del 2016 a 5,7 milioni del 2017), mentre quello degli uomini è in calo (l’anno scorso erano 6 milioni rispetto ai 6,9 milioni del 2016).
L'INDAGINE: FUMA IL 45% DELLE DONNE
«Mai in Italia c’è stata una differenza così bassa tra uomini e donne che fumano - sottolinea Giulia Veronesi, membro del Comitato Scientifico di No Smoking Be Happy, il progetto di lotta al fumo di Fondazione Umberto Veronesi nato nel 2008 -. Nuovi dati indicano che il rischio è probabilmente ancora sottostimato. Secondo un’ampia indagine promossa da Fondazione Umberto Veronesi, fuma il 45% delle donne e il 38,6% lo fa tutti i giorni. Sono molte di più di quante siamo abituati a pensare e, se non si riuscirà a invertire questa tendenza, l’impatto sulla salute femminile nei prossimi decenni sarà disastroso. Nel nostro Paese stanno, infatti già aumentando anche le malattie correlate al tabacco nella popolazione femminile». Per queste ragioni la Fondazione Umberto Veronesi ha affidato ad AstraRicerche un’indagine su donne e il fumo in Italia, che ha coinvolto un campione di 1.502 donne italiane fra i 15 e i 65 anni e ha svelato dati allarmanti: quasi il 35 per cento delle interpellate fuma 3 o più si*****te quotidiane, a cui si aggiunge un 10 per cento circa che ammette di accendersi una sigaretta di tanto in tanto.
PIÙ CASI NELLE DONNE, MENO NEI MASCHI
«Sempre più fumatrici attribuiscono erroneamente alla sigaretta proprietà anti stress, la vedono come uno strumento per convivere con le tensioni della vita quotidiana - commenta Giulia Veronesi, che è responsabile della sezione di Chirurgia Robotica presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano -. Così le nuove diagnosi e la mortalità per tumore del polmone sono in aumento fra le italiane (tanto che si è parlato di un vero boom fra le italiane), mentre i casi negli uomini diminuiscono. Senza contare che, oltre a tutti gli altri danni, nelle donne il fumo compromette la fertilità e la salute riproduttiva, si lega a menopausa precoce e fragilità delle ossa».
PER SMETTERE MEGLIO CHIEDERE AIUTO
Ci sono però anche buone notizie: tre interpellate su quattro hanno già provato a smettere e l’85 per cento dice che vorrebbe farlo. Secondo gli ultimi dati dell’Iss da anni il 30 per cento dei connazionali tabagisti cerca di smettere senza successo: la stragrande maggioranza (75 per cento) ci prova da solo e soltanto circa il 5 per cento tenta utilizzando i farmaci per la disassuefazione. «Invece è fondamentale, per aumentare le probabilità di successo, personalizzare l’intervento - spiega spiega Roberto Boffi, medico pneumologo, responsabile del Centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano -: rivolgersi a uno dei moltissimi centri antifumo (si può sapere dov’è il più vicino chiamando il numero verde 800.554088) può essere il modo migliore per ricevere sia sostegno psicologico che i medicinali o il supporto più adeguato al singolo fumatore». Il primo passo utile, oltre a chiedere aiuto, è fare l’«identikit» del fumatore: quanto e quando fuma, perché, da quanto tempo e il suo atteggiamento, anche psicologico, nei confronti delle si*****te. In base a questo il medico decide quale strategia prescrivergli per aiutarlo ad affrontare i sintomi legati all’astensione: si può optare per un metodo unico o per un mix di strategie, a seconda della persona che si ha di fronte.
I MOLTI MODI EFFICACI PER SMETTERE DI FUMARE
«Le strategie a disposizione sono tante - continua Boffi -: la terapia sostitutiva della nicotina, di cui è stata ampiamente dimostrata l’efficacia, consiste nell’utilizzare diversi medicinali con un basso contenuto di nicotina in modo tale da attenuare i sintomi dell’astinenza. Caramelle, cerotti, inalatori o gomme da masticare possono essere acquistati in farmacia, senza ricetta, ma per stabilire tempi e dosi può essere utile seguire i consigli del proprio medico: in genere bisognerebbe assumerli per tre mesi, con un dosaggio giornaliero da ridurre di un terzo mensilmente». Altro metodo efficace e sicuro per la disassuefazione è la terapia farmacologica a base di vareniclina, bupropione o citisina, che sono in grado di ridurre il desiderio di nicotina e i sintomi di astinenza e rappresentano un valido sostegno anche per la dipendenza psicologica (devono essere prescritti dal medico che stabilisce tempi e dosaggi). «A queste strategie si aggiungono il sostegno psicologico e gruppi di auto-aiuto, utile a motivare i fumatori e sostenerli nella propria scelta di smettere - conclude l’esperto -. La volontà di chiudere col fumo può essere contagiosa e diverse indagini condotte su coppie di fumatori hanno mostrato che le probabilità di successo aumentano se ci si prova in due. C’è comunque, infine, chi è riuscito a smettere grazie al passaggio (per qualche mese) alle e-cig, ma è meglio che le usi chi non ha alcuna intenzione di smettere (visto che sono meno nocive delle si*****te tradizionali) o a chi ci ha già provato con i mezzi ufficiali e non ci è riuscito».
CHE COSA SUCCEDE AL NOSTRO CORPO QUANDO ACCENDIAMO UNA SIGARETTA?
Il fumo è responsabile del 85% dei casi di cancro al polmone e del 70% di quelli della vescica. Può provocare gravi patologie cardiocircolatorie e respiratorie. Nei maschi può essere causa di disfunzione erettile e impotenza. Ecco l’elenco dei danni di cui sono responsabili le «bionde».
di Vera Martinella
1.
LA «DROGA PERFETTA»
La nicotina crea dipendenza e assuefazione e spinge il cervello a consumarne dosi sempre maggiori.
«La nicotina è una vera e propria droga. È questo il motivo per cui iniziare a fumare è molto più facile che smettere. Questa sostanza è contenuta nelle foglie del tabacco. A differenza di altre droghe, come la cocaina o l’eroina, non produce danni nel breve periodo, ma ha un’alta capacità di indurre dipendenza, il che la rende vicina a essere la “droga perfetta”» si legge nel libro «Fumo. Domande e risposte per comprendere e scegliere», edito dalla Fondazione Umberto Veronesi.
2.
IL RISCHIO DI TUMORE
Il fumo è responsabile del 85% dei casi di cancro al polmone e del 70% di quelli della vescica. Contribuisce anche ad altri tipi di neoplasie: bocca, laringe, stomaco, fegato, pancreas.
«Il polmone è l’organo più sensibile ai danni del fumo. Le sostanze in esso presenti infatti si depositano sui bronchi dove possono danneggiare il Dna delle cellule inducendo una trasformazione tumorale. Le forme di tumore al polmone maggiormente favorite dal fumo sono: il tumore polmonare a piccole cellule e il carcinoma squamocellulare. Si stima che il rischio di sviluppare la malattia per un fumatore sia circa 15 volte più alta rispetto ai non fumatori e addirittura fino a 20 volte se si fumano più di 20 si*****te al giorno. Perché il rischio di cancro al polmone torni agli stessi livelli di chi non ha mai fumato occorrono 10-15 anni da ex-fumatore»
3.
MALATTIE DEL CUORE
Il fumo è causa di circa il 25% delle malattie cardiocircolatorie.
«Ogni sigaretta fumata accresce il rischio cardiovascolare. I fumatori hanno da due a quattro volte più probabilità di andare incontro a una malattia cardiovascolare rispetto ai non fumatori. Tra tutti i decessi causati dalle malattie cardiovascolari, circa uno su cinque è connesso al fumo. Il fumo favorisce le malattie cardiovascolari con diversi meccanismi: riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, aumenta la pressione sanguigna e il battito cardiaco, danneggia la parete interna dei vasi sanguigni, favorisce la vasocostrizione o gli spasmi delle arterie, accresce la probabilità di sviluppare placche ostruttive e trombi nei vasi sanguigni. Tutto ciò aumenta le probabilità di incorrere in un ictus o in un infarto. Smettendo di fumare il rischio di malattie cardiovascolari si riduce dopo circa un anno. Dopo 20 anni si riavvicina a quello di chi non ha mai fumato, anche se è ancora un po’ superiore»
4.
DISTURBI RESPIRATORI
Il fumo può provocare gravi patologie dell’apparato respiratorio (broncopneumopatia cronico ostruttiva, bronchiti e polmoniti).
«La bronchite cronica colpisce circa la metà dei forti fumatori ed è il risultato dell’infiammazione causata dal fumo a danno dei polmoni. Si presenta con tosse accompagnata da espettorato, o catarro. Si definisce cronica quando i sintomi persistono per più di tre mesi e si presentano in almeno due anni successivi. Smettendo di fumare, si riducono i sintomi della bronchite cronica dopo uno-due mesi; per tornare ai livelli di un non fumatore occorrono circa cinque anni. La broncopneumopatia cronica ostruttiva, in sigla BPCO, è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree per la quale a oggi non esiste una cura efficace. Il fumo di sigaretta è la principale causa di BPCO, per cui al momento attuale smettere di fumare rappresenta l’unica strategia efficace per rallentare il decorso della malattia. Purtroppo, anche smettere di fumare non restituisce la perduta funzionalità respiratoria, poiché generalmente il danno causato dal fumo è solo in parte reversibile.
È stato inoltre dimostrato che il fumo aumenta il rischio di sviluppare l’asma sia nei giovani sia negli adulti.
5.
PROBLEMI SESSUALI
Il fumo può causare disfunzione erettile e impotenza nei maschi.
«I danni ai vasi sanguigni causati dal fumo si ripercuotono anche sulla salute del pene e in particolare sulla sua capacità di erezione. Il pene è infatti un organo molto vascolarizzato e che dipende per la sua funzionalità proprio da un corretto afflusso di sangue: quando è ridotto, o la pressione è insufficiente, possono presentarsi problemi. Le probabilità di sviluppare disfunzione erettile diventano ancora più alte quando al fumo si associano anche malattie cardiovascolari. Il fumo può inoltre ridurre la fecondità sia nell’uomo sia nella donna. Nei maschi il fumo riduce la qualità del liquido seminale: diversi studi hanno mostrato che le sostanze tossiche contenute nel fumo raggiungono lo sperma compromettendo la motilità degli spermatozoi e riducendo la loro capacità di fecondare l’ovocita. Nelle donne il fumo agisce negativamente sull’ovulazione ed è associato a menopausa precoce. Si è calcolato che il fumo riduca di circa il 40 per cento le probabilità di concepimento»
6.
DISTURBI ALLA VISTA
Il fumo favorisce la sindrome dell’occhio secco, la cataratta e la degenerazione maculare.
«Si stima che ogni sigaretta contenga almeno 600 ingredienti, che una volta bruciati danno vita a più di 7mila diverse molecole. Di queste, circa 70 sono ormai riconosciute come in grado di causare il cancro; per molte altre è nota la capacità di causare danni alla salute, tanto che il loro utilizzo è spesso regolamentato. Alcune di queste sostanze danneggiano anche la capacità visiva. Per esempio l’acido acetico, che può essere irritante per occhi, polmoni e vie aeree. O il toluene, un idrocarburo aromatico usato come solvente, anche nei processi di stampa e nelle vernici, e come antidetonante nella benzina; ha un’azione nociva sul sistema nervoso, i reni e gli occhi»
7.
INFEZIONI E TUMORI DELLA BOCCA
Il fumo abbassa le difese immunitarie: nella bocca aumentano placca batterica e tartaro.
«La bocca è la prima tappa del fumo nel suo viaggio verso i polmoni ed è tra le aree del corpo che ne subisce i maggiori danni. I denti ingialliscono e si macchiano, sono più soggetti all’accumulo di placca e carie. Le gengive, a causa dell’aumento di placca e carie e della diminuzione del contenuto di ossigeno nella bocca, sono più soggette a infezioni batteriche che possono dare origine a parodontite. Si tratta di una grave infiammazione della struttura che sostiene i denti e che si presenta con il ritiro delle gengive, mobilità dentaria fino ad arrivare alla caduta dei denti, che nei forti fumatori è fino a sei volte più probabile. Nei fumatori sono inoltre più frequenti infezioni del cavo orale come la candidosi. Infine, l’80 per cento di tutti i tumori maligni della bocca è attribuibile all’uso di tabacco»
8.
LA PELLE INVECCHIA
Il fumo è causa di ingiallimento di dita e unghie, invecchiamento della pelle, aumento delle rughe.
«Molti fumatori hanno le unghie e la pelle che le circonda di un colore tendente al giallo. Ciò in genere è dovuto all’accumulo di catrame e nicotina nelle aree delle dita in cui viene tenuta la sigaretta. Ogni volta che si aspira una boccata da una sigaretta i vasi sanguigni più piccoli si restringono e si riduce la concentrazione di ossigeno nel sangue. Ciò ha una ripercussione diretta anche sulla pelle che, privata di ossigeno, tende ad apparire spenta e opaca. Il fumo inoltre causa il rilascio nell’organismo di radicali liberi che ostacolano la produzione di collagene e danneggiano le proteine che contribuiscono alla struttura della pelle. Insieme, questi due fenomeni favoriscono l’invecchiamento della pelle con perdita di elasticità, comparsa di macchie cutanee e la formazione di rughe, soprattutto nella regione intorno alle labbra. Il fumo inoltre provoca un aumento dell’irsutismo (crescita di peli) del volto.