Occhio Medico Centro Servizi srl

Occhio Medico Centro Servizi srl Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Occhio Medico Centro Servizi srl, Centro medico, Via Toniolo, 1, Treviso.

Situato nel cuore del centro cittadino, "Occhio Medico" offre una vista attenta e particolare non solo sul suggestivo contesto topografico in cui è inserito,
ma per una vasta gamma di servizi ambulatoriali che vengono quotidianamente erogati. Le prestazioni specialistiche fornite nei seguenti settori:
Dermatologia
Fisioterapia
Ginecologia
Nutrizionismo
Neurochirurgia
Psicologia
Oculistica
Ortopedia
Terapia Antalgica
Un occhio di riguardo per tutti gli aspetti riguardanti la salute e il benessere del paziente, seguito a 360° da specialisti operanti nel settore.

PSORIASI, NUOVE CURE PER VIVERE MEGLIODal congresso nazionale di dermatologia medica, chirurgia ed estetica uno studio c...
01/06/2018

PSORIASI, NUOVE CURE PER VIVERE MEGLIO

Dal congresso nazionale di dermatologia medica, chirurgia ed estetica uno studio che annuncia nuove terapie per dare sollievo per la psoriasi a placche di grado moderato-grave
di OLGA MUGNAINI BENESSERE.IT
Pubblicato il 31 maggio 2018

Verona, 31 maggio 2018 - Sono più di un milione e mezzo gli italiani che soffrono di psoriasi, una delle malattie della pelle che colpisce dal Nord al Sud della Pen*sola, interessandooltre il 3% della popolazione, uomini, donne, bambini e adulti. I numeri su questa patologia sono stati confermati nel corso al 93° Congresso Nazionale SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgia, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse, che si è appena concluso a Verona.

Dalla stessa assemblea sono arrivati per fortuna anche nuovi studi che prospettano cure capaci di dare sollievo a lungo termine. Come lo studio "Unicover-3", che documenta tre anni di efficacia costante, con risultati elevati e inalterati di ‘pelle pulita’, senza cioè cali di prestazione. È questo il dato più significativo in termini di qualità clinica e di vita per i pazienti affetti da forme di psoriasi a placche di grado moderato-grave.

Lo studio ha coinvolto circa 1340 pazienti che, in oltre l’80% dei casi, hanno ottenuto risultati più che soddisfacenti. L’efficacia non è il solo dato positivo: è stato evidenziato infatti anche un elevato profilo di sicurezza, ovvero massima tollerabilità, con modesti effetti collaterali, e di ‘convenienza’, mantenendo cioè i risultati promessi con una sola iniezione autosomministrabile dal paziente al proprio domicilio, visibili già dopo 2-4 settimane dal primo utilizzo rispetto alle 24 settimane di altre terapie simili.

Ciò significa, per il paziente, confortevolezza per la risposta visiva immediata, facilità di impiego, riduzione del tempo da dedicare alla terapia, tranquillità ‘terapeutica’ priva di rischi e/o eventuali complicanze. La pluri-efficacia terapeutica, comprovata per la prima volta da uno studio di fase III specifico sulla psoriasi, randomizzato e controllato, di cui sono oggi disponibili i dati fino a 3 anni, ha riguardato la molecola, ixekizumab di Lilly, un anticorpo monoclonale che agisce sull’interluchina 17A, fattore chiave nella psoriasi, inattivando la capacità di accendere e fare progredire la malattia.

“Abbiamo a disposizione una cura, già molto efficace su due anni, ora con risultati mantenuti a un livello costante per un tempo di almeno 3 anni – dichiara Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica Dermatologica, dell’Università di Verona e presidente del Congresso –. Sono questi i due ‘target’ più significativi dimostrati dallo studio Unicover-3 che ha randomizzato quasi 1350 pazienti affetti da psoriasi a placche di grado moderato-grave”.

Può capitare, infatti, che una terapia, specie se mirata al controllo e alla risposta di malattie infiammatorie, cui appartiene anche la psoriasi, possa subire nel tempo una riduzione di efficacia, esponendo il paziente a una riacutizzazione o ripresa della problematica. “La ragione di questo calo terapeutico non è ancora nota – aggiunge Girolomoni – ma si ipotizza che possa dipendere dal cambiamento di alcuni meccanismi della malattia stessa che evolvono o variano con il passare del tempo. Da oggi non sarà più cosi”.

LA PRIMA CORNEA UMANA STAMPATA IN 3D Il Post – Giovedì 31 maggio 2018Grazie a uno speciale gel contenente staminali: per...
01/06/2018

LA PRIMA CORNEA UMANA STAMPATA IN 3D
Il Post – Giovedì 31 maggio 2018

Grazie a uno speciale gel contenente staminali: per ora è una dimostrazione, ma tra qualche anno potrebbero risolvere il problema della mancanza di cornee per i trapianti
Nel Regno Unito un gruppo di ricercatori ha dimostrato che è possibile realizzare una stampa 3D di una cornea, un sistema molto promettente per risolvere il problema della scarsa disponibilità di questi tessuti per i trapianti. Il risultato è stato ottenuto utilizzando una sorta di gel che contiene al suo interno cellule staminali, ma saranno necessari ancora alcuni anni di sperimentazioni e test clinici prima che il sistema possa essere definito sicuro. I ricercatori sono comunque ottimisti e confidano di ottenere altri importanti risultati con le loro ricerche, che potrebbero migliorare la vita a milioni di persone.

La cornea è la parte più esterna dell’occhio, una sottile membrana trasparente che costituisce la parte anteriore del bulbo oculare. Svolge la funzione di lente, la più potente dell’apparato visivo, e lavora insieme al cristallino (lente più piccola presente all’interno del bulbo oculare) per mettere a fuoco le immagini e rendere possibile una corretta visione. Traumi, malattie e alcune infezioni come il tracoma possono danneggiare seriamente la cornea, causando forme più o meno accentuate di cecità. In questi casi si rende necessario un trapianto da un donatore (dopo il suo decesso) per ripristinare la visione.
Il problema è che le cornee disponibili sono poche e le liste di attesa molto lunghe. Si stima che in tutto il mondo almeno 10 milioni di persone abbiano bisogno di operazioni chirurgiche per risolvere i loro problemi dovuti a infezioni e malattie della cornea. Altri 5 milioni di persone hanno forme gravi di cecità dovute a eventi traumatici, che portano alla lacerazione di questa sottile membrana.
I ricercatori dell’Università di Newcastle si sono chiesti se fosse possibile “stampare” nuove cornee in laboratorio, senza ricorrere a un trapianto vero e proprio. Hanno prelevato alcune cellule staminali, quindi non ancora specializzate, dalla cornea di un donatore sano e le hanno poi aggiunte a un composto costituito da collagene e alginato (la prima è una proteina molto importante per i tessuti animali, la seconda è una sostanza che serve a stabilizzare particolari composti).
Questo gel, una sorta di “bio-inchiostro”, è stato poi inserito all’interno di una stampante 3D, che ha prodotto una minuscola membrana con forma e caratteristiche simili a quelle di una cornea umana. La stampa ha richiesto meno di 10 minuti e, nei giorni seguenti, i ricercatori hanno notato che le staminali iniziavano a moltiplicarsi e a differenziarsi, costituendo il tessuto di una cornea.
I risultati della dimostrazione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Experimental Eye Research. Che Connon, che ha coordinato lo studio, ha spiegato che: “Il nostro particolare gel – una combinazione di alginato e collagene – mantiene le staminali vitali e produce un materiale che è al tempo stesso resistente a sufficienza per mantenere la sua forma e morbido quanto basta per fuoriuscire dalla testina di una stampante 3D”.
I ricercatori non si sono fermati a questo risultato e hanno dimostrato la possibilità di creare copie di cornee già esistenti, basandosi sulle misure di quelle dei loro pazienti. Dopo avere rilevato dimensioni e caratteristiche di una cornea reale, con una scansione dell’occhio del paziente, hanno utilizzato i dati raccolti per stamparne una copia praticamente identica. Questo procedimento potrebbe essere utilizzato per produrre cornee che si adattano perfettamente al paziente, semplificando le attività di sostituzione e l’operazione chirurgica stessa per farlo.
Per ora la ricerca si è limitata a dimostrare il sistema, quindi senza una sua applicazione pratica con qualche paziente. I ricercatori sono ora al lavoro per passare alle successive ricerche, necessarie per verificare la sicurezza della loro soluzione. In attesa dei prossimi sviluppi, la notizia è comunque utile per ricordare che si può essere donatori di cornee dopo il decesso. Sul sito del ministero della Salute c’è una pratica guida con tutte le risposte e le indicazioni su come diventare donatori.

Scientists at Newcastle University have 3D printed the world's first human corneas. By creating a special bio-ink using stem cells mixed together with algina...

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCOTUMORE AL POLMONE: COSÌ LE DONNE MANDANO IN FUMO LA LORO SALUTEFra le italiane stanno aum...
29/05/2018

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO

TUMORE AL POLMONE: COSÌ LE DONNE MANDANO IN FUMO LA LORO SALUTE

Fra le italiane stanno aumentando costantemente le nuove diagnosi e la mortalità
per questo tipo di cancro, che invece negli uomini sono in calo

di Vera Martinella - Corriere della sera

Il fumo continua a essere la prima causa di morte evitabile in tutto l’Occidente e uccide ogni anno nel nostro Paese più di 70mila persone. Le statistiche lo indicano chiaramente: nel mondo il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Ciononostante quasi 12 milioni di italiani, il 20 per cento della popolazione, continuano ad accendersi una sigaretta ogni giorno. E, secondo i dati dell’Osservatorio fumo alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), il numero delle donne fumatrici è in crescita (siamo passati da 4,6 milioni del 2016 a 5,7 milioni del 2017), mentre quello degli uomini è in calo (l’anno scorso erano 6 milioni rispetto ai 6,9 milioni del 2016).
L'INDAGINE: FUMA IL 45% DELLE DONNE
«Mai in Italia c’è stata una differenza così bassa tra uomini e donne che fumano - sottolinea Giulia Veronesi, membro del Comitato Scientifico di No Smoking Be Happy, il progetto di lotta al fumo di Fondazione Umberto Veronesi nato nel 2008 -. Nuovi dati indicano che il rischio è probabilmente ancora sottostimato. Secondo un’ampia indagine promossa da Fondazione Umberto Veronesi, fuma il 45% delle donne e il 38,6% lo fa tutti i giorni. Sono molte di più di quante siamo abituati a pensare e, se non si riuscirà a invertire questa tendenza, l’impatto sulla salute femminile nei prossimi decenni sarà disastroso. Nel nostro Paese stanno, infatti già aumentando anche le malattie correlate al tabacco nella popolazione femminile». Per queste ragioni la Fondazione Umberto Veronesi ha affidato ad AstraRicerche un’indagine su donne e il fumo in Italia, che ha coinvolto un campione di 1.502 donne italiane fra i 15 e i 65 anni e ha svelato dati allarmanti: quasi il 35 per cento delle interpellate fuma 3 o più si*****te quotidiane, a cui si aggiunge un 10 per cento circa che ammette di accendersi una sigaretta di tanto in tanto.
PIÙ CASI NELLE DONNE, MENO NEI MASCHI
«Sempre più fumatrici attribuiscono erroneamente alla sigaretta proprietà anti stress, la vedono come uno strumento per convivere con le tensioni della vita quotidiana - commenta Giulia Veronesi, che è responsabile della sezione di Chirurgia Robotica presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano -. Così le nuove diagnosi e la mortalità per tumore del polmone sono in aumento fra le italiane (tanto che si è parlato di un vero boom fra le italiane), mentre i casi negli uomini diminuiscono. Senza contare che, oltre a tutti gli altri danni, nelle donne il fumo compromette la fertilità e la salute riproduttiva, si lega a menopausa precoce e fragilità delle ossa».

PER SMETTERE MEGLIO CHIEDERE AIUTO

Ci sono però anche buone notizie: tre interpellate su quattro hanno già provato a smettere e l’85 per cento dice che vorrebbe farlo. Secondo gli ultimi dati dell’Iss da anni il 30 per cento dei connazionali tabagisti cerca di smettere senza successo: la stragrande maggioranza (75 per cento) ci prova da solo e soltanto circa il 5 per cento tenta utilizzando i farmaci per la disassuefazione. «Invece è fondamentale, per aumentare le probabilità di successo, personalizzare l’intervento - spiega spiega Roberto Boffi, medico pneumologo, responsabile del Centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano -: rivolgersi a uno dei moltissimi centri antifumo (si può sapere dov’è il più vicino chiamando il numero verde 800.554088) può essere il modo migliore per ricevere sia sostegno psicologico che i medicinali o il supporto più adeguato al singolo fumatore». Il primo passo utile, oltre a chiedere aiuto, è fare l’«identikit» del fumatore: quanto e quando fuma, perché, da quanto tempo e il suo atteggiamento, anche psicologico, nei confronti delle si*****te. In base a questo il medico decide quale strategia prescrivergli per aiutarlo ad affrontare i sintomi legati all’astensione: si può optare per un metodo unico o per un mix di strategie, a seconda della persona che si ha di fronte.
I MOLTI MODI EFFICACI PER SMETTERE DI FUMARE
«Le strategie a disposizione sono tante - continua Boffi -: la terapia sostitutiva della nicotina, di cui è stata ampiamente dimostrata l’efficacia, consiste nell’utilizzare diversi medicinali con un basso contenuto di nicotina in modo tale da attenuare i sintomi dell’astinenza. Caramelle, cerotti, inalatori o gomme da masticare possono essere acquistati in farmacia, senza ricetta, ma per stabilire tempi e dosi può essere utile seguire i consigli del proprio medico: in genere bisognerebbe assumerli per tre mesi, con un dosaggio giornaliero da ridurre di un terzo mensilmente». Altro metodo efficace e sicuro per la disassuefazione è la terapia farmacologica a base di vareniclina, bupropione o citisina, che sono in grado di ridurre il desiderio di nicotina e i sintomi di astinenza e rappresentano un valido sostegno anche per la dipendenza psicologica (devono essere prescritti dal medico che stabilisce tempi e dosaggi). «A queste strategie si aggiungono il sostegno psicologico e gruppi di auto-aiuto, utile a motivare i fumatori e sostenerli nella propria scelta di smettere - conclude l’esperto -. La volontà di chiudere col fumo può essere contagiosa e diverse indagini condotte su coppie di fumatori hanno mostrato che le probabilità di successo aumentano se ci si prova in due. C’è comunque, infine, chi è riuscito a smettere grazie al passaggio (per qualche mese) alle e-cig, ma è meglio che le usi chi non ha alcuna intenzione di smettere (visto che sono meno nocive delle si*****te tradizionali) o a chi ci ha già provato con i mezzi ufficiali e non ci è riuscito».

CHE COSA SUCCEDE AL NOSTRO CORPO QUANDO ACCENDIAMO UNA SIGARETTA?
Il fumo è responsabile del 85% dei casi di cancro al polmone e del 70% di quelli della vescica. Può provocare gravi patologie cardiocircolatorie e respiratorie. Nei maschi può essere causa di disfunzione erettile e impotenza. Ecco l’elenco dei danni di cui sono responsabili le «bionde».
di Vera Martinella

1.
LA «DROGA PERFETTA»
La nicotina crea dipendenza e assuefazione e spinge il cervello a consumarne dosi sempre maggiori.
«La nicotina è una vera e propria droga. È questo il motivo per cui iniziare a fumare è molto più facile che smettere. Questa sostanza è contenuta nelle foglie del tabacco. A differenza di altre droghe, come la cocaina o l’eroina, non produce danni nel breve periodo, ma ha un’alta capacità di indurre dipendenza, il che la rende vicina a essere la “droga perfetta”» si legge nel libro «Fumo. Domande e risposte per comprendere e scegliere», edito dalla Fondazione Umberto Veronesi.

2.
IL RISCHIO DI TUMORE
Il fumo è responsabile del 85% dei casi di cancro al polmone e del 70% di quelli della vescica. Contribuisce anche ad altri tipi di neoplasie: bocca, laringe, stomaco, fegato, pancreas.
«Il polmone è l’organo più sensibile ai danni del fumo. Le sostanze in esso presenti infatti si depositano sui bronchi dove possono danneggiare il Dna delle cellule inducendo una trasformazione tumorale. Le forme di tumore al polmone maggiormente favorite dal fumo sono: il tumore polmonare a piccole cellule e il carcinoma squamocellulare. Si stima che il rischio di sviluppare la malattia per un fumatore sia circa 15 volte più alta rispetto ai non fumatori e addirittura fino a 20 volte se si fumano più di 20 si*****te al giorno. Perché il rischio di cancro al polmone torni agli stessi livelli di chi non ha mai fumato occorrono 10-15 anni da ex-fumatore»

3.
MALATTIE DEL CUORE
Il fumo è causa di circa il 25% delle malattie cardiocircolatorie.
«Ogni sigaretta fumata accresce il rischio cardiovascolare. I fumatori hanno da due a quattro volte più probabilità di andare incontro a una malattia cardiovascolare rispetto ai non fumatori. Tra tutti i decessi causati dalle malattie cardiovascolari, circa uno su cinque è connesso al fumo. Il fumo favorisce le malattie cardiovascolari con diversi meccanismi: riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, aumenta la pressione sanguigna e il battito cardiaco, danneggia la parete interna dei vasi sanguigni, favorisce la vasocostrizione o gli spasmi delle arterie, accresce la probabilità di sviluppare placche ostruttive e trombi nei vasi sanguigni. Tutto ciò aumenta le probabilità di incorrere in un ictus o in un infarto. Smettendo di fumare il rischio di malattie cardiovascolari si riduce dopo circa un anno. Dopo 20 anni si riavvicina a quello di chi non ha mai fumato, anche se è ancora un po’ superiore»

4.
DISTURBI RESPIRATORI
Il fumo può provocare gravi patologie dell’apparato respiratorio (broncopneumopatia cronico ostruttiva, bronchiti e polmoniti).
«La bronchite cronica colpisce circa la metà dei forti fumatori ed è il risultato dell’infiammazione causata dal fumo a danno dei polmoni. Si presenta con tosse accompagnata da espettorato, o catarro. Si definisce cronica quando i sintomi persistono per più di tre mesi e si presentano in almeno due anni successivi. Smettendo di fumare, si riducono i sintomi della bronchite cronica dopo uno-due mesi; per tornare ai livelli di un non fumatore occorrono circa cinque anni. La broncopneumopatia cronica ostruttiva, in sigla BPCO, è una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree per la quale a oggi non esiste una cura efficace. Il fumo di sigaretta è la principale causa di BPCO, per cui al momento attuale smettere di fumare rappresenta l’unica strategia efficace per rallentare il decorso della malattia. Purtroppo, anche smettere di fumare non restituisce la perduta funzionalità respiratoria, poiché generalmente il danno causato dal fumo è solo in parte reversibile.
È stato inoltre dimostrato che il fumo aumenta il rischio di sviluppare l’asma sia nei giovani sia negli adulti.

5.
PROBLEMI SESSUALI
Il fumo può causare disfunzione erettile e impotenza nei maschi.
«I danni ai vasi sanguigni causati dal fumo si ripercuotono anche sulla salute del pene e in particolare sulla sua capacità di erezione. Il pene è infatti un organo molto vascolarizzato e che dipende per la sua funzionalità proprio da un corretto afflusso di sangue: quando è ridotto, o la pressione è insufficiente, possono presentarsi problemi. Le probabilità di sviluppare disfunzione erettile diventano ancora più alte quando al fumo si associano anche malattie cardiovascolari. Il fumo può inoltre ridurre la fecondità sia nell’uomo sia nella donna. Nei maschi il fumo riduce la qualità del liquido seminale: diversi studi hanno mostrato che le sostanze tossiche contenute nel fumo raggiungono lo sperma compromettendo la motilità degli spermatozoi e riducendo la loro capacità di fecondare l’ovocita. Nelle donne il fumo agisce negativamente sull’ovulazione ed è associato a menopausa precoce. Si è calcolato che il fumo riduca di circa il 40 per cento le probabilità di concepimento»

6.
DISTURBI ALLA VISTA
Il fumo favorisce la sindrome dell’occhio secco, la cataratta e la degenerazione maculare.
«Si stima che ogni sigaretta contenga almeno 600 ingredienti, che una volta bruciati danno vita a più di 7mila diverse molecole. Di queste, circa 70 sono ormai riconosciute come in grado di causare il cancro; per molte altre è nota la capacità di causare danni alla salute, tanto che il loro utilizzo è spesso regolamentato. Alcune di queste sostanze danneggiano anche la capacità visiva. Per esempio l’acido acetico, che può essere irritante per occhi, polmoni e vie aeree. O il toluene, un idrocarburo aromatico usato come solvente, anche nei processi di stampa e nelle vernici, e come antidetonante nella benzina; ha un’azione nociva sul sistema nervoso, i reni e gli occhi»

7.
INFEZIONI E TUMORI DELLA BOCCA
Il fumo abbassa le difese immunitarie: nella bocca aumentano placca batterica e tartaro.
«La bocca è la prima tappa del fumo nel suo viaggio verso i polmoni ed è tra le aree del corpo che ne subisce i maggiori danni. I denti ingialliscono e si macchiano, sono più soggetti all’accumulo di placca e carie. Le gengive, a causa dell’aumento di placca e carie e della diminuzione del contenuto di ossigeno nella bocca, sono più soggette a infezioni batteriche che possono dare origine a parodontite. Si tratta di una grave infiammazione della struttura che sostiene i denti e che si presenta con il ritiro delle gengive, mobilità dentaria fino ad arrivare alla caduta dei denti, che nei forti fumatori è fino a sei volte più probabile. Nei fumatori sono inoltre più frequenti infezioni del cavo orale come la candidosi. Infine, l’80 per cento di tutti i tumori maligni della bocca è attribuibile all’uso di tabacco»

8.
LA PELLE INVECCHIA
Il fumo è causa di ingiallimento di dita e unghie, invecchiamento della pelle, aumento delle rughe.
«Molti fumatori hanno le unghie e la pelle che le circonda di un colore tendente al giallo. Ciò in genere è dovuto all’accumulo di catrame e nicotina nelle aree delle dita in cui viene tenuta la sigaretta. Ogni volta che si aspira una boccata da una sigaretta i vasi sanguigni più piccoli si restringono e si riduce la concentrazione di ossigeno nel sangue. Ciò ha una ripercussione diretta anche sulla pelle che, privata di ossigeno, tende ad apparire spenta e opaca. Il fumo inoltre causa il rilascio nell’organismo di radicali liberi che ostacolano la produzione di collagene e danneggiano le proteine che contribuiscono alla struttura della pelle. Insieme, questi due fenomeni favoriscono l’invecchiamento della pelle con perdita di elasticità, comparsa di macchie cutanee e la formazione di rughe, soprattutto nella regione intorno alle labbra. Il fumo inoltre provoca un aumento dell’irsutismo (crescita di peli) del volto.

STAI CERCANDO DI AVERE UN FIGLIO? MANGIA PIÙ PESCE E FRUTTI DI MARESECONDO UNA NUOVA RICERCA, UNA DIETA RICCA DI QUESTI ...
28/05/2018

STAI CERCANDO DI AVERE UN FIGLIO? MANGIA PIÙ PESCE E FRUTTI DI MARE

SECONDO UNA NUOVA RICERCA, UNA DIETA RICCA DI QUESTI ALIMENTI AUMENTA LA LIBIDO E LA FERTILITÀ, AIUTANDO LE COPPIE A RAGGIUNGERE LA GRAVIDANZA PIÙ VELOCEMENTE
di Cristina Marrone
CORRIERE.IT

Che le ostriche stimolino il desiderio erotico aumentando le prestazioni sessuali è da sempre una di quelle affermazioni a metà tra mito e realtà. Sicuramente questo mollusco rappresenta la miglior fonte di zinco esistente , che favorisce la funzionalità degli ormoni, in particolare del testosterone. Ma l’ostrica, considerata una prelibatezza già ai tempi dei Romani, deve la sua fama soprattutto alla forma della v***a femminile. Quanto l’ostrica sia davvero afrodisiaca non è del tutto chiaro, ma un o studio appena pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism evidenza che portare a tavola pesce e frutti di mare oltre due volte alla settimana rende più vivace la vita intima di una coppia e ne favorisce la fertilità.
LO STUDIO
Lo studio, condotto dai ricercatori di Harvard, ha coinvolto 500 coppie del Michigan e del Texas concludendo che quelle che mangiano molto pesce hanno un’attività sessuale più intensa e riescono a concepire più rapidamente. Le coppie, che avevano tutte pianificato una gravidanza, hanno compilato questionari alimentari e sono state seguire per un anno. Gli studiosi hanno scoperto che il 92 per cento delle coppie che mangiavano pesce più di due volte alla settimana riuscivano a concepire entro un anno, rispetto al 79 per cento di quelle che ne consumavano meno. «Il nostro studio suggerisce che i frutti di mare e il pesce possono avere molti benefici riproduttivi, compresi tempi più brevi per la gravidanza e attività sessuali più frequenti» ha detto l’autore principale dello studio, Audrey Gaskins dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, Massachusetts.
IN GIOCO ALTRI FATTORI BIOLOGICI
«L’associazione tra frutti di mare e tempi di concepimento più rapidi non si può spiegare completamente con l’attività sessuale più frequente, in gioco ci sono anche altri fattori biologici che hanno effetti sulla qualità dello sperma, sull’ovulazione o sulla qualità dell’embrione», ha aggiunto Audrey Gaskins. «I nostri risultati sottolineano l’importanza della dieta, non solo nella donna, ma anche negli uomini, sui tempi di concepimento e suggerisce che entrambi i partner dovrebbero inserire più frutti di mare nella loro dieta per il massimo beneficio sulla fertilità».

ALIMENTAZIONE RIABILITATO L'UOVO: UNO AL GIORNO È AMICO DEL CUORE E RIDUCE IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE Salute – Il Messag...
23/05/2018

ALIMENTAZIONE
RIABILITATO L'UOVO: UNO AL GIORNO È AMICO DEL CUORE E RIDUCE IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE

Salute – Il Messaggero.it
Le uova, il cui ruolo per la salute umana è stato di recente riabilitato da diversi studi, sarebbero addirittura amiche del cuore, infatti il consumo quotidiano di uova potrebbe ridurre il rischio cardiovascolare, in particolare un uovo al giorno ridurrebbe il rischio di ictus del 26% e del 28% il rischio di morte per questa causa. Lo indica uno studio condotto in Cina e pubblicato sulla rivista “Heart”. Lo studio è stato coordinato da Liming Li e Canqing Yu, del dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica dell'Università di Pechino, e ha coinvolto 416.213 persone, tutte inizialmente prive di malattie come cancro, problemi cardiovascolari e diabete.

Gli esperti hanno valutato la frequenza di consumo di uova di ciascuno ed hanno registrato per tutto il periodo di monitoraggio (8,9 anni) tutte le malattie e i decessi intervenuti nel campione (un totale di quasi 84 mila casi di patologie cardiovascolari e 9.985 decessi per queste cause). È stato confrontato lo stato di salute cardiovascolare di chi consumava quasi un uovo al giorno e chi non ne mangiava mai o solo di rado. È emerso un rischio di morte per ictus ridotto del 28% tra i consumatori di uova e un rischio di morte per patologie cardiovascolari in generale ridotto in media del 18%. In più, si è vista una riduzione del 12% del rischio di malattia ischemica del cuore tra i consumatori di uova (5,32 uova a settimana), rispetto a quanti ne consumano solo 2 a settimana.

Trattandosi di uno studio osservazionale, non si può affermare vi sia un nesso di causa ed effetto tra consumo di uova e salute cardiovascolare, concludono gli autori, tuttavia va notato che le uova, oltre a contenere colesterolo, contengono anche proteine di alta qualità, vitamine importanti e sostanze salutari come i carotenoidi e fosfolipidi.

BAMBINA HA UN CANCRO ALL’OCCHIO. I GENITORI LO SCOPRONO DA UNA FOTO GRAZIE A UNA SEMPLICE FOTO, ESEGUITA CON UN FLASH, I...
23/05/2018

BAMBINA HA UN CANCRO ALL’OCCHIO. I GENITORI LO SCOPRONO DA UNA FOTO

GRAZIE A UNA SEMPLICE FOTO, ESEGUITA CON UN FLASH, I GENITORI SONO RIUSCITI A EVIDENZIARE UN CANCRO ALL’OCCHIO E CURARLO TEMPESTIVAMENTE

Una storia quasi incredibile che potrebbe, però, essere d’aiuto a molte persone nell’identificazione precoce di un cancro. La vicenda non è accaduta in Italia, bensì nel Regno Unito. Luogo in cui si trova la famiglia della piccola Presley. La bambina era affetta da un cancro all’occhio ma non aveva alcun sintomo che potesse far pensare alla malattia. Tuttavia, grazie a una semplice foto è stato possibile identificare la patologia e Presley è riuscita così a ottenere tutte le cose necessarie. Ecco i dettagli della vicenda.
TUTTO INIZIA A GENNAIO
I genitori di Presley si chiamano Sophie Findlay e Darren Marshall lui, però, aveva dovuto trascorrere tutto il Natale lavorando. Per questo motivo l’intera famiglia si è concessa un viaggio rilassante alle Tenerife nel mese di gennaio. «Darren ha lavorato lontano per Natale ed è per questo che abbiamo deciso di prenotare una vacanza last minute a gennaio», ha dichiarato la mamma Sophie di 33 anni al The Sun. Ed è stato proprio grazie a questa vacanza che i genitori si sono accorti che qualcosa, nella loro figlia, non andava.

IL FOTOGRAFO
Come spesso accade quando ci si reca in un hotel, diversi fotografi propongono di fare delle foto alle famiglie che si trovano sul posto per qualche giorno di pausa lavorativa. Ed è così che una professionista di nome Alessia scattò una foto alla piccola bambina. Dopo essere stata consegnata, tuttavia, tutti si accorgono di qualcosa di strano: gli occhi della bambina sono diversi. Uno è di colore rosso e l’altro bianco.

MEGLIO FARE UN CONTROLLO
Inaspettatamente, è stato proprio il fotografo - durante la consegna delle foto – che ha messo in allarme i genitori. La foto, scattata in presenza di poca luce, mostrava un occhio di colore rosso e uno di colore bianco. «Mi ha detto di osservare il suo occhio. Ho solo pensato che fosse qualcosa di simile ad un occhio rosso della telecamera e ho chiesto se potesse fare qualcosa per renderlo normale. Ma lei ci ha detto che non dovrebbe mai essere bianco e di portarla dal medico per farla controllare», spiega Sophie.

UN CONTROLLO
I genitori, intimoriti per le parole della fotografa, al loro rientro dalle vacanze portarono la piccola Presley da alcuni medici. «Non appena siamo scesi dall'aereo l'abbiamo portata all'ospedale e ci hanno detto che si trattava di un problema molto serio. C'era una palla bianca nell'occhio destro. E stato terribile sentirsi dire tutto questo. Poi abbiamo dovuto aspettare per scoprire quanto fosse davvero pericoloso. È stato classificato come grado B – quindi siamo riusciti a intervenire in tempo». Grazie alla diagnosi tempestiva la piccola ha iniziato le cure presso la Royal Victoria Infirmary di Newcastle.

LE CURE
Come accade sempre in questi casi, è necessario eseguire alcune sedute di chemioterapia e chirurgia laser dell’occhio. E grazie a tali terapie ora la piccola è salva. Proprio per questo motivo i genitori sono tornati nell’albergo situato nelle isole Tenerife allo scopo di ringraziare la fotografa. Se oggi la loro figlia sta bene, infatti, è solo grazie a lei. «Dobbiamo tutto a questa signora. La massa tumorale si trovava appena al di sopra del nervo ottico», continua Sophie. «Presley non aveva mostrato alcun segno di malessere e non avrebbe eseguito dei test ai suoi occhi fino all'età di quattro anni. Se non fossero intervenuti al più presto, avrebbe potuto perdere la vista. Questa signora ha salvato lei e i suoi occhi.
COS’È IL RETINOBLASTOMA
La piccola era affetta da una forma cancerogena piuttosto rara conosciuta con il nome di retinoblastoma. Si tratta di un tumore che colpisce i bambini al di sotto dei cinque anni di età che nel 60% dei casi colpisce un solo occhio, nel 40% dei casi entrambi gli occhi. In genere una sua comparsa è associata alla mutazione di un gene denominato RB1. Ma mentre il 40% dei casi vengono ereditati, la stragrande maggioranza di bambini affetta da tali forme cancerogene presenta un’origine sconosciuta. Come per altre forme cancerose i sintomi, in fase iniziale, sono pressoché nulli. A meno che questo non si sia formato a livello della macula. In questi casi il bambino può presentare strabismo fisso sin dalla nascita.

OCCHIO DI GATTO
Il segno più noto è la leucocoria, ovvero il riflesso bianco della pupilla, conosciuto anche con il nome di occhio di gatto amaurotico. Si tratta di un problema che interessa circa il 70% dei piccoli pazienti. Come nel caso di Presley, si evidenzia molto facilmente con una foto scattata con il flash, nella quale si vede la presenza di una macchia bianca nell’occhio.

LE CURE
In genere il paziente viene sottoposto a chemioterapia, da sola o in combinazione con termoterapia mediante laser, crioterapia e brachiterapia. «L'uso della chemioterapia neoadiuvante e dei trattamenti focali, come la crioterapia, la fotocoagulazione laser, la termoterapia transpupillare, la brachiterapia e la chemioterapia perioculare, costituiscono il cardine del trattamento di conservazione del globo nel retinoblastoma». In molti casi, grazie a questi mezzi viene evitata la radioterapia oculare, spesso anche grazie a una diagnosi precoce resa possibile – per esempio – dall’utilizzo della Retcam, utilizzata per evidenziare la presenza di vari tipi di retinopatia. Come per tutte le forme cancerose la tempestività è essenziale per salvare la vita a un individuo. «ll trattamento nelle prime fasi della malattia ha una buona prognosi per la sopravvivenza e il recupero della funzione visiva. Nelle fasi molto avanzate, tuttavia, la prognosi per la funzione oculare, e persino la sopravvivenza, è compromessa», si legge sull’estratto di uno studio pubblicato su Oncogene.

Indirizzo

Via Toniolo, 1
Treviso
31100

Orario di apertura

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Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
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