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Cosa succede quando smetti di pesarti.Non succede il caos.Succede il silenzio.E in quel silenzio inizi a sentirti per da...
14/02/2026

Cosa succede quando smetti di pesarti.
Non succede il caos.
Succede il silenzio.
E in quel silenzio inizi a sentirti per davvero.
La bilancia non è mai stata solo un oggetto.
Era un giudice. Un metro. Un modo per decidere se oggi potevi volerti bene o no.
Smettere di pesarti non significa non curarti.
Significa smettere di dare a un numero il potere di decidere come ti senti.
Salva questo post per i giorni in cui la bilancia chiama.

5 domande da farti prima di iniziare una dieta.Nessuna riguarda le calorie.Perché il punto non è mai stato solo cosa man...
13/02/2026

5 domande da farti prima di iniziare una dieta.
Nessuna riguarda le calorie.
Perché il punto non è mai stato solo cosa mangi.
Ma perché lo mangi, cosa senti, e cosa stai cercando di risolvere con il cibo.
La prossima volta che pensi “devo mettermi a dieta”, fermati.
Fatti queste domande prima.
La risposta potrebbe cambiarti il percorso.
Salva questo post. Condividilo con chi ne ha bisogno.

Il corpo non sbaglia linguaggio.Siamo noi che spesso non lo ascoltiamo.Il peso, a volte, è solo una risposta a qualcosa ...
07/02/2026

Il corpo non sbaglia linguaggio.
Siamo noi che spesso non lo ascoltiamo.
Il peso, a volte, è solo una risposta a qualcosa di molto più profondo del cibo.
E finché non guardiamo lì, continueremo a combattere gli effetti invece delle cause.
Se questo post ti ha parlato, salvalo.
Non per dimagrire.
Per capire.
Condividi con qualcuno che ha bisogno di leggerlo

“Non ho tempo.”Lo dici. L’ho detto. Fino a quando sei costrettoa trovarlo.Non è quasi mai una mancanza di tempo.È una ma...
03/02/2026

“Non ho tempo.”
Lo dici. L’ho detto.

Fino a quando sei costretto
a trovarlo.

Non è quasi mai una mancanza di tempo.
È una mancanza di scelta.

Quando rimandi l’ascolto del corpo,
il respiro,
il modo in cui mangi,
prima o poi sarà il corpo
a fermarti.

La consapevolezza non funziona
quando avanza del tempo.
Funziona quando decidi.

Bastano pochi minuti,
se non sono gli ultimi della lista.

Non serve avere più tempo.
Serve smettere di rimandarsi.

💚 Il respiro è l’energia più potente che hai.Può:✨ Sbloccare tensioni accumulate✨ Trasformare le tue emozioni✨ Regolare ...
02/02/2026

💚 Il respiro è l’energia più potente che hai.
Può:
✨ Sbloccare tensioni accumulate
✨ Trasformare le tue emozioni
✨ Regolare i tuoi stati d’animo
✨ Portare pace interiore
La prossima volta che qualcosa ti disturba, l’imprevisto ti coglie, o la tempesta ti travolge: fermati e respira.
Riporta la tua energia dall’esterno all’interno. È tutto ciò che serve.
🌿 Salva questo promemoria

Quando il cibo smette di essere solo ciboLe nozioni fondamentali sul cibo, in fondo, le conosciamo quasi tutte.Sappiamo ...
15/01/2026

Quando il cibo smette di essere solo cibo

Le nozioni fondamentali sul cibo, in fondo, le conosciamo quasi tutte.
Sappiamo che conta la qualità degli ingredienti, l’equilibrio dei pasti, le combinazioni giuste. Sappiamo cosa “fa bene” e cosa sarebbe meglio limitare. Il problema è che sapere non significa sempre riuscire a fare.

Di questo si parla poco.

Si parla poco di quanto sia difficile mettere in pratica i buoni consigli quando non stai bene con te stessa. Quando sei stanca, fragile, insoddisfatta o semplicemente vuota. Quando la testa è un posto rumoroso e il corpo diventa qualcosa da sopportare più che da ascoltare.

In quei momenti il cibo cambia ruolo.
Non è più nutrimento. Diventa rifugio.

Come l’alcol per alcuni.
Come lo scroll infinito sui social per altri.

Mangiare diventa una pausa emotiva. Un modo rapido per non sentire. O per sentire qualcosa, anche solo per pochi minuti. Il gusto, la consistenza, la routine di aprire una confezione o ordinare sempre la stessa cosa danno una sensazione di controllo o di conforto. È prevedibile. È disponibile. Non fa domande.

E allora non ha molto senso parlare solo di forza di volontà.
Perché non è una questione di disciplina, ma di stato interiore.

Quando non stai bene con te stessa, prenderti cura di te attraverso il cibo può sembrare quasi una beffa. Perché richiede presenza, attenzione, gentilezza. Tutte cose che spesso mancano proprio quando servirebbero di più. È molto più facile rifugiarsi in ciò che anestetizza che in ciò che nutre davvero.

Il problema non è il cibo in sé.
Il problema è quando diventa l’unico strumento che abbiamo per gestire quello che proviamo.

E demonizzarlo peggiora solo le cose. Perché aggiunge senso di colpa al disagio. Un doppio peso: stare male e sentirsi anche “sbagliata” per come si reagisce.

Forse il punto non è chiedersi “perché mangio così?”, ma “cosa sto cercando di calmare?”.
Stanchezza? Solitudine? Rabbia? Noia? Una richiesta di attenzione che non sai come formulare?

Il rapporto con il cibo migliora davvero solo quando migliora il rapporto con se stesse. Non quando si segue l’ennesima regola, ma quando si impara a riconoscere i propri bisogni prima che diventino urgenti. Quando il cibo smette di essere l’unico rifugio possibile, perché ce ne sono anche altri: riposo, confini, ascolto, aiuto.

Mangiare bene non è solo una questione di scelte alimentari.
È una conseguenza, spesso lenta e imperfetta, del tornare a stare un po’ meglio dentro.

E da lì si può ripartire. Anche con piccoli passi. Anche senza essere perfette.

Mangiare non è solo nutrirsi.È un dialogo continuo con il corpo.Masticare lentamente è uno dei gesti più semplici –e più...
13/01/2026

Mangiare non è solo nutrirsi.
È un dialogo continuo con il corpo.

Masticare lentamente è uno dei gesti più semplici –
e più sottovalutati – per migliorare digestione, sazietà
e relazione con il cibo.

Non serve fare tutto “bene”.
Serve solo iniziare ad accorgersene.

💭 Hai mai notato come mangi quando sei di fretta?

Ci sono frasi che restano perché toccano qualcosa di vero.Il cibo come compagnia, come rifugio, come presenza silenziosa...
09/01/2026

Ci sono frasi che restano perché toccano qualcosa di vero.

Il cibo come compagnia, come rifugio, come presenza silenziosa quando manca altro.
Non come problema da correggere, ma come risposta a un bisogno che chiede ascolto.

È una dinamica che emerge spesso, anche quando non viene nominata.
Ed è uno dei temi che attraversa il mio lavoro.

22/08/2025

✨ Scopri il sorgo: il cereale antico che merita un posto nella tua cucina! 🌾Hai mai sentito parlare del sorgo?È un cerea...
25/07/2025

✨ Scopri il sorgo: il cereale antico che merita un posto nella tua cucina! 🌾

Hai mai sentito parlare del sorgo?
È un cereale privo di glutine, ricco di fibre e minerali preziosi come ferro, calcio e potassio.
Ma soprattutto… è altamente digeribile e si cucina come il riso! 🍚

✅ Ottimo per chi cerca varietà nella propria alimentazione
✅ Perfetto in zuppe, insalate, risotti o come base per piatti creativi
✅ Ideale per chi segue un’alimentazione naturale e consapevole

📌 Consiglio pratico: mettilo in ammollo prima della cottura per renderlo più morbido e digeribile.

Provalo e fammi sapere come lo cucini!
Ti va di taggarmi nella tua ricetta? 💚

Il controllo attraverso il cibo: quando l’alimentazione diventa un’illusione di sicurezza«L’alimentazione è uno strument...
08/07/2025

Il controllo attraverso il cibo: quando l’alimentazione diventa un’illusione di sicurezza

«L’alimentazione è uno strumento ideale per convincersi di avere il controllo della situazione: puoi sempre scegliere cosa e quanto mangiare, quando digiunare, quando abbuffarti.»
(Tratto da Verrà l’alba, starai bene)

In certi momenti, la vita ci travolge. Relazioni che si incrinano, ansie che stringono il petto, situazioni che ci sfuggono di mano. In quel caos, cerchiamo un appiglio. Qualcosa che ci faccia sentire “in controllo”.

Molto spesso, quel qualcosa è il cibo.
Ma può essere anche l’alcool, l’eccesso di sport, il bisogno compulsivo di ordine, il lavoro incessante o la ricerca ossessiva del “miglioramento personale”.

Quando il cibo diventa un’arma di compensazione

C’è chi, di fronte alla confusione o al dolore, si rifugia in una dieta ferrea: “Almeno qui decido io”.
C’è chi digiuna per punirsi, per sentirsi più “forte”.
C’è chi si abbuffa di nascosto, cercando nel cibo un conforto che nessuno ha saputo dare.

Sono atti quotidiani, silenziosi, ma profondamente carichi di significato.
• Una donna si sveglia dopo una lite col compagno e decide che non mangerà nulla tutto il giorno. Non è fame o dieta: è bisogno di controllo.
• Un ragazzo torna a casa dopo una giornata di stress e si consola con un’intera vaschetta di gelato. Cerca conforto, ma si sente in colpa subito dopo.
• Una madre, abituata a mettere sempre gli altri al primo posto, beve due bicchieri di vino ogni sera. Non per il gusto, ma per anestetizzare la fatica, la solitudine, la mancanza.
• Un uomo rientra a casa dopo ore di lavoro, stanco, deluso, carico di aspettative inespresse. Apre una birra, poi un’altra, poi mangia senza davvero sentire i sapori. Ha bisogno di staccare, ma non sa come farlo se non così.

Il bisogno di “sentire meno”

Quando il dolore emotivo è troppo, il corpo cerca una scorciatoia: anestetizzarsi.
E il cibo – così come l’alcool, lo shopping compulsivo, le ore passate davanti allo smartphone – è una via veloce per non sentire.
Non sentire la rabbia, il vuoto, il bisogno d’amore, la paura di fallire.

Ma il prezzo da pagare è alto: si resta intrappolati in cicli ripetitivi, pieni di colpa, frustrazione, vergogna.

Dalla punizione al nutrimento

Uscire da questa spirale non significa “mangiare bene” o “smettere di bere”.
Significa rimettere al centro il proprio sentire, riconoscere che dietro certi comportamenti c’è una richiesta di aiuto. Un bisogno legittimo, anche se espresso in modo disfunzionale.

La Mindfulness e l’alimentazione consapevole ci invitano proprio a questo:
• A fermarci.
• A chiederci “Cosa sto davvero cercando?”
• A scegliere non per controllare, ma per prenderci cura.

Domande chiave per un ascolto profondo
• Cosa succede in me quando sento il bisogno di controllare il cibo?
• Uso il cibo per nutrirmi… o per consolarmi o punirmi?
• Ci sono emozioni che sto cercando di zittire con un bicchiere di vino, uno spuntino, una restrizione?

Conclusione: il vero controllo nasce dall’ascolto

Controllare ci fa sentire forti. Ma ascoltare ci rende liberi.
Liberi di nutrirci con rispetto, di fermarci senza colpa, di riconoscere i nostri bisogni più profondi.
Non per giudicarli, ma per accoglierli.

Perché sì, può darsi che oggi tu abbia saltato un pasto o bevuto troppo. Ma dietro quell’azione non c’è debolezza: c’è un essere umano che sta cercando di sopravvivere.

E forse, proprio in quell’onestà, può cominciare la guarigione.

©️ Lara Ghedin

Zona di comfort: è davvero da eliminare per crescere?“Esci dalla tua zona di comfort!”Quante volte l’hai sentito dire?Ne...
29/06/2025

Zona di comfort: è davvero da eliminare per crescere?

“Esci dalla tua zona di comfort!”
Quante volte l’hai sentito dire?
Nel linguaggio motivazionale e spirituale contemporaneo, sembra quasi un mantra. Ma siamo sicuri che sia sempre vero? E soprattutto: crescere significa davvero abbandonare ogni comfort?

Cos’è davvero la zona di comfort?

La zona di comfort è quello spazio fisico, mentale ed emotivo in cui ci sentiamo al sicuro. Non perché sia perfetto, ma perché è prevedibile. È fatta di abitudini, relazioni note, ambienti familiari, scelte consolidate. Ci protegge, ci stabilizza, ci dà un senso di identità.

Ed è proprio da quella stabilità che spesso nasce la voglia di cambiare.

Il mito dell’uscita obbligatoria

Nel pensiero “crescita-oriented” si tende a dipingere la zona di comfort come un luogo stagnante, mortifero, addirittura tossico. Il messaggio implicito è: se ti senti a tuo agio, stai perdendo tempo.

Ma è davvero così?
La verità è che senza un minimo di comfort non potremmo nemmeno reggere lo stress del cambiamento. Il sistema nervoso ha bisogno di sicurezza per potersi aprire al nuovo.
Uscire dalla zona di comfort a tutti i costi può portare non alla crescita… ma al burnout.

Il cambiamento sostenibile

La crescita avviene ai margini della zona di comfort, non nel panico. È un equilibrio delicato tra sicurezza e sfida, tra ciò che conosciamo e ciò che stiamo imparando.
Serve una “zona di apprendimento”, una base sicura da cui esplorare, e a cui poter tornare per ricaricarci.

Il vero switch?

Non è uscire dalla zona di comfort, ma espanderla.
Non è buttarsi nel vuoto, ma camminare verso l’ignoto con radici forti.
Crescere non significa rinnegare ciò che ti fa stare bene, ma riconoscere quando il “troppo comodo” diventa una gabbia, e quando invece è un nido da cui partire con più forza.



In sintesi:
La zona di comfort non è un nemico da abbattere, ma una risorsa da comprendere.
Non sempre bisogna uscirne. A volte basta riorganizzarla, nutrirla meglio, usarla come base solida per volare.
Perché il vero coraggio non è vivere sempre sull’orlo, ma scegliere con consapevolezza quando restare e quando andare.

©️ Lara Ghedin ✔

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