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Non serve un’ora di silenzio. Non serve un cuscino da meditazione. Non serve nemmeno essere calmi.Basta un respiro. Uno ...
28/03/2026

Non serve un’ora di silenzio. Non serve un cuscino da meditazione. Non serve nemmeno essere calmi.
Basta un respiro. Uno solo — consapevole, un po’ più lento del solito.
Il respiro è l’unica funzione del corpo che appartiene a due mondi: quello automatico e quello volontario. Questo lo rende un ponte. L’unico che puoi attraversare in qualsiasi momento, senza bisogno di nient’altro che di te.
Un’espirazione più lunga dell’inspirazione, e il sistema nervoso riceve un messaggio chiaro: puoi rallentare.
Non è una teoria. È fisiologia.
In quale momento della tua giornata avresti più bisogno di quel respiro in più?

C’è un momento che conosci bene.Non hai fame. Eppure apri il frigorifero.Aspetti una risposta che non arriva. Eppure ril...
20/03/2026

C’è un momento che conosci bene.

Non hai fame. Eppure apri il frigorifero.
Aspetti una risposta che non arriva. Eppure rileggi la conversazione. Aspetti una risposta.

Non stai cercando cibo. Non stai cercando quella persona.

Stai cercando sollievo da qualcosa che senti dentro — qualcosa di preciso, a cui non riesci ancora a dare un nome.

Il sistema nervoso non ragiona. Trova la via più breve verso la calma. E la percorre, ogni volta, finché funziona.

Il problema non è farlo.
È continuare a scambiare ciò che ti calma con ciò che ti nutre.

Sono due cose diverse. E riconoscerlo cambia tutto.

Ci hanno insegnato a controllare i pensieri.A fermarli. A zittirli.E più ci provi, più aumentano.Non perché non sei capa...
17/03/2026

Ci hanno insegnato a controllare i pensieri.
A fermarli. A zittirli.

E più ci provi, più aumentano.

Non perché non sei capace.
Ma perché stai usando lo strumento sbagliato.

La mente non si calma con la mente.

Si calma quando il corpo riceve il segnale che può rilassarsi.

Per questo il punto non è “pensare meglio”.
È uscire dal loop.

Questo è un passaggio del libro a cui sto lavorando in questo periodo.Il tema nasce da una domanda che è già al centro d...
15/03/2026

Questo è un passaggio del libro a cui sto lavorando in questo periodo.
Il tema nasce da una domanda che è già al centro del mio primo libro (link in bio): come stare dentro alle emozioni senza esserne travolti.

07/03/2026
Mangiare non è sempre fame.A volte è stanchezza.A volte è stress.A volte è solo il bisogno di riempire un vuoto che non ...
05/03/2026

Mangiare non è sempre fame.

A volte è stanchezza.
A volte è stress.
A volte è solo il bisogno di riempire un vuoto che non ha nulla a che fare con lo stomaco.

Per molto tempo ho pensato che il problema fosse il cibo.
In realtà spesso il nodo è altrove: nel modo in cui siamo presenti — o assenti — mentre mangiamo.

Da questa domanda è nato questo libro.

Un percorso di consapevolezza per riconoscere la fame emotiva, ascoltare i segnali del corpo e ritrovare un rapporto più sereno con il cibo.

Non è una dieta.
Non ci sono regole rigide.
Solo uno spazio per rallentare, osservare e ricominciare da un gesto quotidiano: mangiare.

L’edizione ampliata è ora disponibile su Amazon Kindle.

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Il mito del pensiero positivo rovina più persone di quante ne salvi.L’ho letto in un libro di Paolo Borzacchiello e ho p...
03/03/2026

Il mito del pensiero positivo rovina più persone di quante ne salvi.
L’ho letto in un libro di Paolo Borzacchiello e ho pensato: finalmente qualcuno l’ha detto.
Perché questa cosa la porto sulla mia pelle da anni. Prima ancora di avere gli strumenti per nominarla, la sentivo — ogni volta che mi sforzavo di “stare bene” mentre dentro qualcosa protestava.
Non perché il pensiero positivo sia sbagliato in sé — ma perché la versione che ci è stata venduta ha fatto qualcosa di sottile e pericoloso: ci ha insegnato che le emozioni difficili sono un problema da risolvere, non un messaggio da ascoltare.
Tristezza, paura, rabbia, stanchezza — tutto diventato “vibrazioni basse” da eliminare al più presto. Come se sentire davvero fosse una debolezza.
E così impariamo a sorridere quando siamo esausti. A dire “sto bene” quando il corpo urla il contrario. A colpevolizzarci ogni volta che non riusciamo a “pensare in positivo abbastanza”.
C’è un paradosso che la psicologia conosce bene: più cerchi di sopprimere un pensiero, più torna. Non funziona la forza. Funziona la presenza.
Il lavoro vero non è convincersi che tutto va bene. È imparare a stare dentro ciò che c’è — senza esserne travolti, senza scappare, senza fingere.
Il corpo lo sa già. Sa quando stai forzando. Sa quando stai mentendo. Sa quando stai davvero bene.
La consapevolezza non ti chiede di essere felice. Ti chiede di essere onesta.
E forse è proprio da lì — da quell’onestà — che inizia qualcosa di reale.

E tu — c’è una verità che sentivi nel corpo prima ancora di riuscire a dirla?

Il corpo sa prima della mente.Quella stanchezza che non passa con il riposo?Non è debolezza — è un messaggio.Viviamo imm...
21/02/2026

Il corpo sa prima della mente.
Quella stanchezza che non passa con il riposo?
Non è debolezza — è un messaggio.
Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, notifiche, stimoli.
E il sistema nervoso risponde come se ogni input fosse un’urgenza.
Questo vale anche nel rapporto con il cibo.
Quante informazioni su diete, calorie, alimenti giusti e sbagliati…
eppure il corpo sa già di cosa ha bisogno.
Tornare a sé non significa disconnettersi dal mondo.
Significa imparare a distinguere il rumore esterno
dalla propria voce interiore.
Un respiro. I piedi a terra. La domanda semplice:
cosa sento, adesso?
Non è poco. È spesso tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

C’è un’ora del giorno in cui il mondo può aspettare.Dove il corpo si ricorda che non deve correre.Dove la luce è calda a...
17/02/2026

C’è un’ora del giorno in cui il mondo può aspettare.
Dove il corpo si ricorda che non deve correre.
Dove la luce è calda abbastanza da sembrare un abbraccio.

Non serve fare niente di speciale.
Solo essere qui.
Solo respirare.

Cosa succede quando smetti di pesarti.Non succede il caos.Succede il silenzio.E in quel silenzio inizi a sentirti per da...
14/02/2026

Cosa succede quando smetti di pesarti.
Non succede il caos.
Succede il silenzio.
E in quel silenzio inizi a sentirti per davvero.
La bilancia non è mai stata solo un oggetto.
Era un giudice. Un metro. Un modo per decidere se oggi potevi volerti bene o no.
Smettere di pesarti non significa non curarti.
Significa smettere di dare a un numero il potere di decidere come ti senti.
Salva questo post per i giorni in cui la bilancia chiama.

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