28/01/2026
Nostalgia canaglia 🥀
Nostalgia:
nóstos,il ritorno, ed álgos, dolore: nostalgia allora come “il dolore del ritorno”.
Doloroso in quanto non (più) possibile.
Le persone che incontro ed ascolto nel mio studio portano spesso storie attraversate, delle volte inchiodate, ad una corrente nostalgica: un amore che non c’è più, un legame irrimediabilmente mutato, un lavoro che si é concluso, un’immagine di sé distante, ma ancora fortemente agognata.
La nostalgia talvolta viene a coincidere con lo sforzo incessante di mantenere in vita qualcosa che appartiene ad un tempo antecedente, ramo secco che si cerca invano di innaffiare, ma che, in quanto secco, non può più trarre beneficio dall’acqua che riceve.
Quanta ostinazione nel volere riportare alla vita ciò che, se potato delicatamente, potrebbe invece fare spazio ad una fronda del tutto nuova.
E così, il torcicollo emotivo che accompagna lo sguardo nostalgico ed irrigidito genera una forma di idealizzazione, che si declina nella fedeltà e devozione cieca a “quell’amore, quel lavoro, quel tempo” che si vorrebbe ritrovare. Tutto, pur di non entrare in contatto con la dimensione dolorosa della perdita.
In un’analisi, costruire un proprio discorso intorno a questo favorisce la possibilità di smarcarsi dalla pietrificazione in cui può incorrere ed inciampare un’esistenza.
La parola (ci) trasforma e consente di fare buon uso di questo vissuto, per rilanciare non più all’indietro, ma in avanti, aperti ad un nuovo orizzonte del possibile.
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