29/04/2026
❤️
“E se poi non parlerà?”
È una delle domande che più spesso accompagna l’inizio di un percorso di .
Una domanda che raramente nasce da mancanza di fiducia.
Nasce dall’amore.
Dalla speranza.
Dal desiderio profondo di sentire, un giorno, quella voce arrivare.
E allora molti genitori esitano.
Perché nella loro mente la rischia di sembrare una scelta definitiva, quasi una rinuncia:
“Se usiamo immagini, simboli, tabelle… non smetteremo forse di aspettare la parola?”
Ma la verità è un’altra.
La CAA non toglie parola.
La CAA toglie silenzio.
Offrire strumenti di comunicazione non significa decidere che una persona non parlerà.
Significa decidere che, mentre aspettiamo, quella persona abbia comunque il diritto di entrare in relazione con gli altri.
Perché il linguaggio non comincia quando arriva la voce.
Comunichiamo fin dal nostro primo respiro.
Ciò che fa la differenza è quando ci accorgiamo che ogni persona ha qualcosa da dire.
E c’è un altro aspetto importante da ricordare: moltissimi bambini e ragazzi sviluppano o ampliano il linguaggio verbale proprio quando smettono di vivere nella frustrazione di non riuscire a comunicare.
Quando comprendono che comunicare è possibile.
Quando fanno esperienza di essere ascoltati.
La CAA non chiude porte.
Le apre.
Forse la domanda allora può cambiare:
non “se iniziamo la CAA parlerà mai?” ma
“quanto linguaggio, quante relazioni e quanta serenità rischiamo di perdere se continuiamo ad aspettare senza offrirgli un modo per comunicare?”
Buon lunedì di pensieri che aprono .
Il progetto è realizzato da Noidonne TrePuntoZero ETS-APS,
sostenuto con i fondi dell' Otto per Mille della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi,
con il gratuito patrocinio di Isaac italy
e con il patrocinio del Consorzio Sociale Pomezia-Ardea per la Gestione degli Interventi e dei Servizi Sociali del Distretto Socio-Sanitario RM 6.4