04/01/2026
Durante queste feste ho gestito una sessione d’emergenza che mi ha toccato profondamente. Una donna meravigliosa era in preda a una forte ansia e a una profonda tristezza. Si sentiva svuotata, "appesa a un filo".
La causa? Un uomo con cui c’era stata una connessione apparentemente fortissima. Lui si era aperto, le aveva raccontato i suoi traumi e il suo passato doloroso, con parole consapevoli, di quelle che ti fanno credere di aver finalmente trovato qualcuno di "speciale".
Eppure, nei fatti? Il nulla. Nessuna azione concreta, nessuna coerenza tra le parole e la realtà. Solo un vuoto che generava in lei una confusione devastante. Non era il classico ghosting: lui era un maestro dei "Segnali Distorti". Sguardi intensi e racconti dolorosi che creavano un'illusione di intimità, ma a cui non seguiva mai una presenza reale nel momento del bisogno.
Abbiamo analizzato insieme una verità scomoda: spesso noi donne empatiche confondiamo la Densità del racconto (esporre i propri drammi) con la Profondità (esserci emotivamente e fisicamente). La verità è che, a volte, veniamo usate solo come contenitori emotivi per i loro sfoghi. 🗑️❤️
L'ansia che senti non è paranoia. È il tuo corpo che rileva l'incoerenza tra ciò che lui trasmette (interesse) e ciò che fa (nulla). Per questo, abbiamo lavorato subito sul corpo con un esercizio di Grounding che ha calmato il suo respiro e fermato il tremore.
👉 Scorri le slide per scoprire e salvare l'esercizio di radicamento da fare ogni volta che ti senti sospesa in attesa di un messaggio che non arriva. 🌳✨
Ricorda: la vera connessione calma il cuore, non lo agita.
💬 Raccontami nei comment, o in privato: Ti è mai capitato di confondere la pesantezza di qualcuno con la profondità? Come ne sei uscita?
📌 Salva il post per avere l'esercizio sempre a portata di mano.