Dott.ssa Simona Bosco

Dott.ssa Simona Bosco Dottoressa Simona Bosco Psicologa

25/03/2026

Con questi due incontri, si intende offrire alla comunità parrocchiale un’occasione di confronto e condivisione tra genitori: un tempo per fermarsi, mettersi in ascolto, condividere domande e fatiche comuni, per rafforzare risorse interiori e relazionali utili ad accompagnare i figli adolescenti con maggiore consapevolezza, equilibrio e fiducia.

19/03/2026

V domenica di Quaresima. Anno A
Ez 37, 12-14
Rm 8, 8-11
Gv 11, 1-45

«Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». [...].
Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.»

«Un divino cui non corrisponda una fioritura dell’umano non merita che ad esso ci dedichiamo» (Dietrich Bonhoeffer).
Gesù lo ha intuito fino in fondo: Dio non è una fuga dall’umano, ma la sua piena nascita. L’unica ragione per cui vale la pena rivolgersi a Dio è diventare finalmente se stessi, ve**re alla luce, accadere.
Per questo la sua parola è sempre un appello radicale: «Vieni fuori».
‘Vieni fuori’ dal tuo sepolcro esistenziale, da tutto ciò che ti ha ristretto, definito, soffocato. Sei fatto per la luce, per la bellezza, per una vita che respira ampia.
‘Vieni fuori’ dalla prigionia della condanna, quella che ti sei costruito e quella che altri hanno cucito su di te. Lascia cadere le bende dei sensi di colpa, sciogli i nodi che ti tengono legato. Torna a respirare. Torna a vivere.
‘Vieni fuori’ da quella menzogna sottile e crudele che ti ha fatto credere di essere amabile solo se meriti, accettabile solo se performi, degno solo se ti giustifichi. Tu sei amabile prima di ogni prova.
Gesù lo sapeva: ciò di cui l’essere umano ha bisogno è semplice e immenso insieme, sentirsi amato, come il fiore ha bisogno del sole. E solo questo amore rende sopportabile l’angoscia del vivere: una voce che attraversi la notte e dica: «Sii te stesso. Ci sono. Non temere».
È questa voce che scioglie la paura. È questa risposta che salva.
Gesù è stato “rivelazione” di Dio perché ha restituito le persone a sé stesse, le ha fatte uscire dai loro sepolcri interiori, le ha riconsegnate alla loro luce, senza condizioni, senza calcoli, oltre ogni giudizio morale e sociale.
Ci ricorda che ogni essere umano può diventare una ‘magnifica presenza’: un luogo in cui il divino accade. Quando ci avviciniamo a vite spente e le facciamo vibrare di nuovo, quando restituiamo respiro a ciò che sembrava perduto, lì qualcosa di Dio si manifesta.
Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che si avvicini e ci dica: «Vieni fuori». Solo così la risurrezione smette di essere un’idea e diventa esperienza: carne che si rialza, vita che riprende, amore che vince anche la morte.
«Ogni "amicizia" ci migliora e ci arricchisce, non tanto per ciò che ci dà, quanto per quello che possiamo scoprire di noi stessi. Ognuno di noi ha risorse inutilizzate, angoli dell'anima, cantucci e sacche di consapevolezza che se ne stanno addormentate. E possiamo anche morire senza averle scoperte, per l'assenza di uno spirito affine che ce le riveli. Noi tutti abbiamo sentimenti insoddisfatti e idee che possono essere attuate solo se viene qualcuno a risvegliarle. Ogni essere umano ha dentro di sé un Lazzaro che ha bisogno di un Cristo per risorgere. Sventurati quei poveri Lazzari che giungono al termine della propria vita senza incontrare un Cristo che dica loro: "Alzati!"». (Miguel de Unamuno)
E forse è proprio qui che tutto converge: essere, per qualcuno, quella voce. Essere, per qualcuno, quel Cristo che chiama alla vita.

13/02/2026
É finito un percorso lungo un anno e si amplifica la consapevolezza dell’importanza e della preziosità della connessione...
03/02/2026

É finito un percorso lungo un anno e si amplifica la consapevolezza dell’importanza e della preziosità della connessione con il cuore

28/01/2026

Rinnovato il sostegno agli studenti

22/01/2026
21/01/2026
20/01/2026

A conferma delle frequenti segnalazioni provenienti dalle scuole del nostro territorio, la Presidente Eva Pascoli sottolinea come il bullismo rappresenti una delle problematiche più sentite tra i giovani.

Il fenomeno assume oggi forme nuove e pervasive: si estende e si amplifica attraverso i social, dove contenuti offensivi possono essere condivisi e diffusi.

Dietro i comportamenti si celano spesso fragilità profonde. Sono ragazzi che, pur apparendo dominanti, agiscono da una posizione di insicurezza e disagio. L’aggressività diventa linguaggio e strumento per esercitare controllo e affermare un’identità che, in realtà, è ancora in cerca di riconoscimento.

Un aspetto particolarmente delicato riguarda i cosiddetti “spettatori attivi”: quei ragazzi che, per timore di essere esclusi o colpiti a loro volta, si schierano con chi esercita la violenza. In questi casi, l’adesione al gruppo rappresenta una strategia di sopravvivenza, alimentata da un forte bisogno di appartenenza.

Per molti adolescenti la scuola rappresenta l’unico spazio di socializzazione reale, mentre luoghi tradizionali di aggregazione sono sempre meno frequentati o addirittura assenti.

In questo scenario complesso, è fondamentale promuovere il dialogo, sostenere le famiglie e valorizzare il ruolo educativo della scuola e delle attività extrascolastiche come lo Sport, che si conferma un importante fattore protettivo, capace di offrire strumenti relazionali, senso di appartenenza e autostima.

Come comunità professionale, è nostro compito continuare a osservare, comprendere e interve**re, affinché i contesti educativi siano luoghi di crescita, inclusione e benessere.

14/01/2026

Una risposta valida e concreta da parte di una scuola che mette in primo piano il benessere dello studente aiutando i genitori ad essere presenti in modo accogliente, autorevole e non giudicante

31/12/2025

- Come sta?
2025 – Insomma…
- È quasi finita, non è contento?
2025 – Boh, sì… immagino di sì.
- Si ricorda quando è arrivato qui a gennaio?
2025 – Sì.
- Si ricorda la prima cosa che mi ha detto?
2025 – Non saprò mai gestire Sanremo.
- Era molto preoccupato.
2025 – Che imbecille.
- Si guardi adesso. Abbiamo fatto un bel percorso insieme, o no?
2025 – Non lo so…
- Qualcosa la turba?
2025 – Non credo di essere stato abbastanza.
- Abbastanza per chi?
2025 – Per loro. Per tutti.
- Perché dice così?
2025 – Ho letto i report.
- I report?
2025 – Sa, quelle cose che fanno a fine dicembre. I momenti iconici, gli eventi che hanno segnato l’anno. Non ne esco bene.
- E questo come la fa sentire?
2025 – Di m***a.
- Legittimo.
2025 - Dentro di me ci sono così tante cose orribili.
- È vero. Ne abbiamo parlato.
2025 – Cose di cui mi vergogno. Che mi segneranno per sempre. Uno penserà al 2025 e gli verranno in mente solo quelle cose lì.
- Crede siano molto gravi?
2025 – Ho ucciso Robert Redford.
- Sì.
2025 – Ho ucciso il Papa.
- Il Papa era un uomo molto anziano.
2025 – Va bene, e il resto? Le guerre? La morte? Le ingiustizie?
- Sì, lei è anche quelle guerre. Quella morte. Quelle ingiustizie.
2025 – Non capisce. C’è il mio nome sopra ogni cosa. Sopra ogni strage, sopra ogni genocidio. Sopra ogni sfiga e ogni dolore. Sopra tutti quei bruttissimi film.
- Le posso dire una cosa? Sa cos’è lei?
2025 – Un anno schifoso.
- Lei è un concetto astratto. Una convenzione. L’ha inventata Papa Gregorio nel 1582.
2025 – E quindi?
- E quindi dovrebbe cominciare a sentirsi un po’ meno responsabile per tutto quello che le succede intorno.
2025 – È che pensavo sarei stato migliore.
- Migliore di chi?
2025 – Almeno degli altri duemilaventiquattro.
- E se io adesso le dicessi che è il migliore, la farebbe sentire bene?
2025 – Non sono il migliore.
- Come lo sa?
*TRUMP!*
- Scusi, stanno facendo lavori qui a fianco. Dicevamo?
2025 – Lo so è basta.

- Be’, ha ragione. Lei non è il migliore. Come può pensare di esserlo con tutto quello che le è successo dentro? Ma io non sono mica qui per dirle che è migliore.
2025 – E perché è qui?
- Per ricordarle che ha fatto perdere occasioni e visto nascere amori, che ha distrutto vite e creato seconde possibilità. Un sacco di gente è venuta al mondo con lei.
2025 – Grazie tante, è quello che fanno tutti gli anni.
- Ma quest’anno l’ha fatto lei. Ha iniziato un percorso e l’ha portato a termine. Ed è molto più di quello che riesca a fare tanta gente. Lei un giorno è venuto qui perché era preoccupato per una cosa come Sanremo e ha trovato il tempo, la voglia e il sistema per gestirla. Adesso ha scoperto che è preoccupato per altre cose. Troverà il modo per gestire anche quelle. Qualcuno le vorrà bene e qualcuno la odierà. E va bene così.
2025 – Forse gli dovrei chiedere scusa.
- A chi?
2025 – A loro. A tutti.
- Lo sanno che non è colpa sua, anche quando fanno finta di non saperlo. Io non sono qui per dirle che è il migliore.
2025 - E allora perché è qui?
- Per dirle che non può sentirsi responsabile per tutto. Che ognuno di noi lotta con le parti brutte di sé. Con le guerre, con gli orrori. E tutti oscilliamo ogni giorno fra il desiderio di perdonarci e la tentazione di condannarci. Ma può non scegliere. Io sono qui, oggi, per dirle che può non scegliere. Perché lei è semplicemente ciò che è. E lei è un buon anno.
2025 – Okay…
– Lei è un buon anno.
2025 – Sì, sì… ho capito…
- Mi guardi. Lei è un buon anno.
2025 – Lo so.
- No, no, non lo sa. Lei è un buon anno.
2025 – Va bene.
- Lei è un buon anno.
2025 – La smetta.
- Lei è un buon anno.
2025 – Non mi prenda per il c**o!
- Lei è un buon anno, 2025.
2025 – Mi dispiace tanto. Io non volevo… mi dispiace… mi dispiace così tanto…
- Non c’è motivo. Lei è un buon anno.
2025 – Grazie. Io… grazie…
- Buon anno. E si ricordi: non è solo un buon anno. Lei è unico.
2025 – Buon anno.
- Prossimo!
2026 – Salve, è un po’ che sto in ansia per Sanremo.

Buon anno, soprattutto a chi non pensa di essere un buon anno.

Il testo è di Nicolò Targhetta e la grafica di Amandine Delclos.

Interessante la connessione tra intestino e cervello fin dall’infanzia, il Microbioma intestinale sembra essere implicat...
31/10/2025

Interessante la connessione tra intestino e cervello fin dall’infanzia, il Microbioma intestinale sembra essere implicato nella manifestazione di ansia e depressione già a partire dai due anni d’età.

Toddler Gut Bacteria Linked to Childhood Anxiety and Depression

A child’s gut microbiome may hold clues to their mental health years later.

Scientists found that specific bacterial groups present at age 2 were linked to brain network changes and later symptoms of anxiety and depression.

This connection highlights how the gut and brain communicate long before emotional issues emerge.

The results point to the microbiome as a potential target for early interventions that could promote emotional resilience.

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