21/01/2026
Per il nono anno consecutivo abbiamo posato oggi delle Stolpersteine a Trieste e siamo grati a tutti coloro che ci hanno supportato in questo. Il Comune di Trieste, che sostiene i costi e sovrintende scavi e installazioni e li fa eseguire da bravissimi operai; il Liceo Petrarca, che ci accompagna in ogni sito di installazione, stando a fianco dei richiedenti e, più in generale, tutti i presenti: autorità e cittadinanza.
Le prime pose sono avvenute in due civici di via delle Beccherie, dove una di fronte all’altra abitavano due famiglie originarie di Corfù, arrivate a Trieste assieme a centinaia di correligionari quando a fine Ottocento la comunità ebraica dell’isola fu colpita da un pogrom causato da una falsa accusa di omicidio rituale e costretta all’emigrazione.
Al n. 14 si è ricordata EMILIA LEVI CAIMI (Corfù 1872 – Auschwitz data ignota), arrestata dalle SS a 71 anni, su delazione dei vicini di casa della figlia, presso cui si era rifugiata durante l’occupazione nazista.
Al n. 15 sono state posate le Pietre per quasi tutta la famiglia di VITTORIO HAIM CESANA (Corfù 1887 – Auschwitz data ignota): la figlia MATILDE CESANA (Trieste 1917 – Auschwitz data ignota); il figlio ARMANDO MENACHEM CESANA (Trieste 1919 – Auschwitz data ignota); il figlio DAVIDE CESANA (Trieste 1920 – Auschwitz data ignota) e l’ultimogenita, portata via a soli 9 anni, SARA CESANA (Trieste 1935 – Auschwitz data ignota). Eccezionalmente, assieme alle loro Pietre, ha trovato posto quella per un altro figlio di Vittorio, SAMUELE CESANA (Trieste 1924 – luogo e data ignoti), che non venne deportato, ma morì partigiano appena ventenne, disperso in azione in Istria.
Riuniti attorno alle Pietre, in via Beccherie, tanti discendenti delle famiglie Caimi e Cesana.
In Via di Cavana 13 è stata installata la Pietra d’inciampo per FRANCESCO ZIZICH (Monopoli 1923 – Trieste 2008) giovane marinaio arrestato perché sospettato di essere un antifascista, torturato da Collotti nella famigerata Villa Triste e poi deportato a Dachau, da cui tornò vivo, ma segnato per sempre. Lo ha espresso bene un testo che il figlio, richiedente della Pietra, ha affidato agli studenti.
In Piazza Venezia 3 e più tardi in via del Lavatoio 4 sono state ricordate tre donne appartenenti a un’importante famiglia triestina che aveva radici ebraiche austro-ungariche: nel primo sito NORA RICHETTI (Trieste 1892 – Auschwitz 1944), nel secondo IRENE RANDEGGER GERUSSI (Trieste 1865 – Auschwitz data ignota) e sua figlia MARIA LUIGIA GERUSSI (Trieste 1892 – Auschwitz data ignota). Ringraziamo Erik Schneider, che ha fatto da portavoce per la famiglia.
In Via Roma 17 è stata posata la Pietra d’inciampo per ZOE LUST (Trieste 1906 – 1991), arrestata nell’ottobre del 1944 e deportata ad Auschwitz, dove riuscì ad essere liberata dalle truppe dell’Armata Rossa, il 27 gennaio del 1945: è stata ricordata con commozione da un nipote.
Le ultime pose della mattinata sono avvenute in via della Zonta 9 per i coniugi ebrei cecoslovacchi PAUL HAHN (Praga 1879 – Auschwitz data ignota) e ANGELA WODIČKA HAHN (Pisek 1888 – Auschwitz data ignota). Lui era arrivato a Trieste ai primi del Novecento, per dirigere un'azienda di importazione e torrefazione di caffè. Ha voluto le Pietre una discendente che ora vive negli USA e che ha scoperto solo di recente il dramma vissuto dal fratello della nonna, che invece era riuscita ad emigrare in tempo.
Nel pomeriggio si è ripreso alle 14.30 in viale XX Settembre 24 con le Pietre per ROSA MUSTACHI MUSTACCHI (Corfù 1853 – Auschwitz 1944), portata via novantenne dall’Ospizio Gentilomo il 20 gennaio del 1944 e per suo figlio GIUSEPPE MUSTACCHI (Trieste 1894 – Auschwitz data ignota), portato via dall’Ospedale Maggiore il 28 marzo 1944. Li hanno ricordati due pronipoti.
Sempre in viale XX Settembre, al civico 27, è stata ricordata un’altra anziana vittima della retata fatta dai nazisti al Gentilomo: CLOTILDE FINZI (Trieste 1860 – Auschwitz 1944), sorella maggiore della nota scrittrice e giornalista Ida Finzi/Haydée. A raccontarne la storia, due suoi discendenti.
In via Tiziano Vecellio 9 e in via del Molino a Vento 11 sono state posate le Pietre per tre membri della stessa famiglia ebraica di origini polacche: i Gerstenfeld.
ELENA AMALIA GERSTENFELD (Trieste 1920 – Auschwitz data ignota) è stata arrestata lo stesso giorno in cui risulta dimesso, dalla Clinica lattanti di via Manzoni, suo figlio di soli tre mesi: GIANFRANCO GERSTENFELD (Trieste 1944 – luogo e data ignoti). Non si hanno notizie certe sulla deportazione di quest’ultimo, ma in famiglia - presenti oggi un pronipote e sua moglie - si è tramandato il ricordo terribile della partenza per Auschwitz di entrambi.
L’ultima pietra posata è stata quella per GIACOMO GERSTENFELD (Trieste 1912 – Auschwitz data ignota), fratello maggiore e figura paterna per Elena Amalia, scomparso anche lui nella Shoah.