30/10/2025
Se qualcuno avesse scommesso su chi fossero i nuovi Lupin all’ombra della Tour Eiffel, avrebbe puntato su una modesta banda della che ha svaligiato il ? La trama s'infittisce: dopo il furto dei preziosi nella Galleria d’Apollon, la polizia ha messo le mani sul terzo sospetto, e annunciato 5 nuovi arresti. Sempre provenienti dalla “banlieue” parigina? Eh si, ah. Mentre Macron resiste, ai ladri come l'ultimo della dinastia dei Borboni,
"che gli diano brioche", dice Brigitte, la moglie.
Con un passato di furti su commissione, una fedina penale sporca, travestiti da operai, agiscono in una manciata di minuti e poi spariscono, lasciando la polizia con un palmo di naso e la stampa a ricalcare la loro fuga rocambolesca.
E non può mancare Zenigata in gonnella, Laure Beccuau, la procuratrice al posto dell'ispettore. In quest’indagine, la realtà supera la fantasia: in procura volano lee accuse, Zenigata s'infuria per la fuga di notizie che rischia di sabotare le indagini.
Il bottino? Un colpo da vero film giallo: oltre 80 milioni di euro in parure e gioielli delle regine Marie-Amélie e Ortensia, tolti nello spazio di sette minuti e ancora introvabili. C’è qualcosa di irresistibile e suggestivo nella narrazione dei “disadattati della banlieue” che rubano ai grandi ricchi simbolici, aggiornata ai giorni d’oggi tra DNA incrociati e inseguimenti in aeroporto.
Chissà se Zenigata troverà mai pace (o almeno i gioielli): nessuno vorrebbe essere al suo posto, mentre la leggenda dei ladri della periferia si alimenta di colpi di scena.