19/01/2026
Nel lavoro yogico, bībhatsa non viene coltivato come rifiuto emotivo, ma riconosciuto come segnale: un momento di verità che, se non compreso, può trasformarsi in avversione (dveṣa), ma che, se attraversato con consapevolezza, diventa discernimento.
Dopo una fase di saucha, di purificazione, ciò che emerge non è sempre pace. Spesso affiorano resistenze, fastidi, impulsi di allontanamento.
Questa settimana il lavoro non consiste nell’eliminare tali reazioni, ma nel restare presenti abbastanza a lungo da comprenderle.�È qui che bībhatsa cambia natura: da rifiuto a lucidità presente.
Gli Yoga Sūtra ci ricordano che il dolore evitabile è quello che non è ancora giunto
|| YS II.16. Heyam duhkham anagatam ||
Non è l’esperienza in sé a generare sofferenza, ma il modo in cui reagiamo ad essa. Quando l’avversione viene vista e contenuta, smette di produrre conseguenze future, diventa conoscenza.
La Bhagavad Gītā descrive questo processo come un fuoco: il fuoco della conoscenza che riduce in cenere le azioni inconsapevoli. Non un fuoco che distrugge, ma che trasforma.
Ciò che inizialmente respingiamo è spesso ciò che contiene l’energia necessaria al cambiamento.
Questa settimana il lavoro sarà sul Fuoco, come elemento per costruire una forza stabile, dei chiari confini e una presenza attiva. Non per combattere ciò che emerge ma per restare.
Bībhasta diventa una forma di amore per la verità; quella capacità di vedere ciò che non è essenziale e, proprio per questo, lasciarlo andare senza paura.
Vi aspetto per praticare insieme in tutti gli orari in sala e online
Lunedì
8.45-9.45 (sala e online)
18.30-19.30 (online)
Martedì
10.00-11.00 ( e online)
11.15-12.15 ( e online)
Mercoledì
6.45-7.30 (online)
Giovedì
8.15-9.15 (sala e online)
Venerdì
18.00-19.00 (sala e online)
Questa settimana ci sarà anche l’incontro mensile di meditazione su Bībhasta rasa, aperti a tutti
Giovedì alle 18.30 online, per info scrivimi
Om Shanti