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RicercaYoga CAROLA RIPAMONTI
Insegnante di Yoga

Nel piccolo percorso dedicato alla Gioia, Hasya Rasa, non poteva non esserci il concetto di Lila.Lila significa letteral...
24/03/2026

Nel piccolo percorso dedicato alla Gioia, Hasya Rasa, non poteva non esserci il concetto di Lila.
Lila significa letteralmente gioco divino. Secondo questa visione, l’universo non è creato per uno scopo rigido o utilitaristico, ma è l’espressione spontanea e gioiosa del divino, portandoci così ad una visione della vita non solo come una “missione da compiere”, ma anche come una danza, un gioco creativo.
Nel contesto dello yoga, Lila cambia completamente il modo in cui possiamo vivere la pratica, Invece di vedere gli asana come qualcosa da “fare perfettamente”, possiamo iniziare a viverli come esplorazione, con curiosità, con libertà di movimento. La pratica diventa così meno rigida, più creativa e gioiosa.
Con Lila accettiamo l’imperfezione, tutto fa parte del gioco, anche gli errori hanno un valore e le difficoltà fanno parte dell’esperienza. Riduciamo il giudizio verso noi stessi.
Gioco non significa superficialità, il gioco esiste solo nel presente, rimaniamo nel “qui ed ora”, lasciando andare il bisogno di controllo, la proiezione, i condizionamenti. Ci portiamo in una naturale forma di meditazione, presenza non significa controllo.
Lila ci insegna che la pratica non è solo disciplina ma anche: gioia, relazione, gioco divino.
Ti aspetto per praticare insieme,
Om Shanti

18/03/2026

La postura della meditazione è una postura fisica:
stiamo seduti a terra con un forte senso di radicamento,
le ginocchia toccano il pavimento, le natiche sono appoggiate,
la schiena è eretta, ma flessuosa, non rigida,
il petto è aperto al mondo, all’infinito,
le mani sono appoggiate con semplicità una sull’altra
oppure sulle ginocchia, gli occhi sono chiusi o lo sguardo
è abbassato e fuori fuoco, una vista periferica.
Ma la postura è soprattutto una postura del cuore,
senza la postura del cuore non c’è nemmeno quella del corpo
o è forzata e rigida. La postura del cuore è:
io sono qui, aperta a qualsiasi cosa sorga e mi visiti,
sono radicata a terra, sento il suo sostegno,
e insieme mi alzo verso il cielo, nello spazio, li cucio.
Il respiro è il mio alleato,
mi fa stare qui in questo momento che fugge,
nel presente che non è un tempo,
sono seduta come un gatto, pronto a lanciarsi nel mondo
se necessario. Sono seduta per conoscere,
non per fuggire in un mondo solo interno,
in un oltre. Sono seduta perché tutto brucia
di illusione e di incantamento e ora so
che non voglio piú essere incantata, che voglio svegliarmi.
Sono seduta e seguo umilmente e con pazienza il respiro
perché so che pensare non dà soluzioni, solo aggiunge
nuove narrazioni all’autonarrazione
e la narrazione non è la vita. La voce dell’autonarrazione
non è nostra, è convenzionale, antenata,
è strategia di sopravvivenza. La postura è esporsi all’essere. Dunque, sedersi in meditazione,
accogliere in silenzio il respiro, conoscere senza pensare,
è un gesto politico. Ha una portata collettiva indelebile,
mi trasforma e con me trasforma tutto il mondo
attraverso il cambiamento del mio atteggiamento
verso ogni fenomeno con cui entro in contatto,
non solo mentre medito, la meditazione formale
non è che una palestra, un laboratorio,
ma sempre e ovunque, nella vita quotidiana
che è l’unica che c’è.

Chandra Candiani da 'Il silenzio è cosa viva.' Einaudi

Gioia di primavera, penso potrebbe essere questo un titolo per la poesia di Rabindranath Tagore“Nella luce di questo spl...
16/03/2026

Gioia di primavera, penso potrebbe essere questo un titolo per la poesia di Rabindranath Tagore

“Nella luce di questo splendido giorno di primavera il poeta canta di chi passa oltre e non si ferma, correndo via senza voltarsi indietro, di chi sboccia in un’ora di f***e gioia e, senza rimpianti, sparisce in un attimo.
[…]”

Le sue parol sono un elogio alla leggerezza, che non è superficialità ma capacità di non attaccarsi alle cose, accettando la mutevolezza come parte integrante della nostra esistenza.
È un’esortazione alla libertà interiore, alla consapevolezza che ogni attimo può essere vissuto anche se breve.
Nella settimana che ci porta all’equinozio di primavera, lasciamo che sia la gioia ad accompagnare le nostre pratiche, come perfetta armonia tra leggerezza e stabilità, presenza ed agio, strumenti indispensabili per lasciare emergere un sorriso sul nostro volto per ogni istante della nostra vita.

La primavera, simbolo della rinascita e del presente, è manifestazione della transitorietà, continua ricerca di nuovo equilibri come istanti in cui tutto trova una sua armonia. Un invito a vivere intensamente, lasciarsi attraversare dalla gioia senza cercare di trattenerla, vivere il momento e lasciarlo andare senza rimpianti.
Le parole di Tagore sono una la lode alla leggerezza dell’essere, alla capacità di fluire con la vita, senza opporre resistenza.

Vi aspetto per praticare insieme in Sala e online
Per informazioni, link in bio
Om Shanti

Continuando ad esplorare il sistema dei Navarasa, le nostre emozioni di base descritte nel Natyashastra su cui ci soffer...
08/03/2026

Continuando ad esplorare il sistema dei Navarasa, le nostre emozioni di base descritte nel Natyashastra su cui ci soffermiamo con nostro programma annuale , non poteva che essere Hāsya Rasa, la GIOIA, ad accompagnare questo nuovo inizio.

“Una delle emozioni più belle e nobili della nostra vita, luminosa e radiosa, che può essere ascoltata solo nel silenzio del cuore, come un ospite da accogliere con gentilezza e gratitudine. Un’emozione che nasce quando vuole e quando vuole scompare e ci immerge in un’oasi di serenità entro cui possiamo trovare slancio per affrontare le sofferenze e le sfide della vita” (cit. Eugenio Borgna, La Gioia, Einaudi Editore)

Nel yoga diamo molta importanza a rimuovere ostacoli, alleggerire, lasciare andare, per lavorare su tutto quello che blocca una naturale armonia. Questo mese ci prenderemo cura di qualcosa di bello.
Per nostra natura siamo predisposti a manifestare le nostre qualità nel migliore dei modi, proveremo a farle emergere con consapevolezza.
Hasya rasa è la gioia, il nostro sorriso interiore, la leggerezza del cuore, la capacità di non irrigidirsi davanti alla vita.
Nello yoga raggiunge livelli profondi, esiste Ananda, la gioia che nasce dalla quiete interiore.
Nel Buddhismo troviamo Mudita, la gioia compartecipe, la capacità di gioire per il bene, la bellezza e la felicità degli altri.

Proveremo a soffermarci su questi aspetti durante i nostri incontri per affinare strumenti utili a saper riconoscere il bello nella nostra quotidianità.
Ti aspetto per praticare insieme, nella nuova sala in corso Duca degli Abruzzi 43, oppure online.
Per informazioni, scrivimi
Om Shanti

Sono un’appassionata di viaggi e fotografia, mi piace l’idea di poter esplorare nuovi luoghi, conoscere nuove culture, m...
05/03/2026

Sono un’appassionata di viaggi e fotografia, mi piace l’idea di poter esplorare nuovi luoghi, conoscere nuove culture, mettersi alla prova sradicando abitudini consolidiate, sviluppare capacità di adattamento mantenendo viva la curiosità, motore della vita.
Non si viaggia solo fisicamente, si viaggia nella lettura, nella musica, nell’arte, espressioni di passioni e menti che aprono il cuore e lo invitano ad abbracciare luoghi vicini e lontani.
Anche lo yoga per me è un viaggio, un viaggio alla scoperta di sé.
Attraverso il corpo, come espressione più tangibile del nostro essere, e con il respiro, áncora per la nostra attenzione e strumento di esplorazione in consapevolezza, la pratica diventa occasione per scoprire nuovi sentieri e nuove prospettive che ci permettono vivere la vita quotidiana con più presenza e gratitudine.
La mente, grande protagonista del nostro tempo, comandante delle nostre vite frenetiche, può trovare riposo.
Lo yoga è un viaggio per arrivare alla nostra meta, il nostro sè. Un invito a ritornare a casa, in ogni luogo in cui ci troviamo.
Per questo ho scelto di aprire uno spazio dedicato allo studio e alla pratica dello yoga, un luogo raccolto in cui potersi prendere del tempo per sè, per ritrovarsi.
Ricercayoga ha una sua sede fisica finalmente, a Torino, in Corso Duca degli Abruzzi 43
Ti invito a scoprirlo con un momento di pratica e condivisione nelle giornate di:
Venerdì 6 e 20 Marzo
alle 10.30 e alle 13.15
Sabato 7 e 21 Marzo
alle 10.30 e alle 16,30
Domenica 8 e 22 Marzo
alle 10.30

Ti aspetto per una pratica gratuita, i posti in sala sono limitati e alcune ore già al completo, scrivimi per riservare il tuo.

Ti invito a seguire la pagina Instagram per trovare informazioni, spunti e riflessioni sullo yoga.

Om Shanti

Uno spazio in cui prendersi cura di sé In un tempo in cui tutto scorre veloce e in superficie ho voluto creare un luogo ...
02/03/2026

Uno spazio in cui prendersi cura di sé

In un tempo in cui tutto scorre veloce e in superficie ho voluto creare un luogo in cui sentirsi un po’ a casa, per prendersi tempo per sè, ritrovando gesti semplici molto spesso trascurati, affinando consapevolezza e presenza per ritrovare un contatto autentico con noi stessi.
Da oggi mi troverai nella nuova sede a Torino,
in Corso Duca degli Abruzzi 43
E con il nuovo orario!
Se non ci sono orari comodi per te possiamo individuare insieme momenti di pratica individuale o a piccoli gruppi
Per ogni informazione, scrivimi
Link in bio
Ti aspetto
Om Shanti

Uno spazio dedicato alla studio e alla pratica dello Yoga, un luogo in cui prendersi cura di sé Sono lieta di invitarti ...
27/02/2026

Uno spazio dedicato alla studio e alla pratica dello Yoga, un luogo in cui prendersi cura di sé

Sono lieta di invitarti a conoscere questo luogo con un momento di pratica e condivisione

Ti aspetto per una prova gratuita
nelle giornate di:

VENERDÌ 6 e 20 Marzo
alle 10.30 e alle 13.15

SABATO 7 e 21 Marzo
alle 10.30 e alle 16,30

DOMENICA 8 e 22 Marzo
alle 10.30

Il numero delle persone è limitato,
ti chiederei gentilmente di comunicarmi la tua eventuale partecipazione in modo da riservarti un posto per la pratica.

Per altre informazioni, scrivimi
Link in bio
Om Shanti
Carola

Il sogno è una forza creativa, una dimensione estetica dell’esistenza, come diceva Nietzsche, non fuga dalla realtà, ma ...
22/02/2026

Il sogno è una forza creativa, una dimensione estetica dell’esistenza, come diceva Nietzsche, non fuga dalla realtà, ma sua trasfigurazione.

È una fase del sonno, certo, ma anche desiderio, meraviglia, aspirazione, progetto.

Forse la mia formazione da architetto ha contribuito a rendere questa dimensione ancora più sottile e viva. Non è solo vedere uno spazio, studiarne le possibilità, sentirsi già lì…

Sogno e Tempo come proiezione, desiderio e ricerca di uno spazio in cui custodire e far crescere ciò in cui credo.

Ebbene sì, un sogno che prende forma.

Tempo e spazio finalmente insieme.

E con loro quel momento di sospensione e di gioia, nel riconoscere che non è più solo pensiero, non è più immaginazione, non è più desiderio silenzioso, ma realtà.



Uno spazio dedicato allo studio e alla pratica dello yoga.


Un luogo raccolto in cui sentirsi a casa, lasciare fuori la routine e concedersi tempo per ritrovare un contatto sano e autentico con sé stessi attraverso la pratica.



C’è emozione, tanta, perché a volte mi sembra ancora di abitare la dimensione immateriale del sogno.

C’è paura, inutile negarlo: ogni cosa nuova ne è colma.

C’è impegno, come in tutto ciò che nasce dalla passione.

C’è fiducia, perché credo profondamente in quello che faccio.

C’è gioia, al limite dell’incredulità, perché finalmente è qui, anche se a volte stento ancora a crederci.

Ma più di tutto c’è gratitudine.

Per la mia famiglia, tutta, che mi ha sostenuta, supportata e sopportata.

Per chi ha creduto in me.

Per gli amici veri, che sento gioire sinceramente per questo traguardo.

Per tutte le persone incontrate nel mio cammino nello yoga: maestri, formali e non, compagni di studio, di avventure e di domande importanti.

Per tutti i miei allievi, maestri preziosi e compagni di un viaggio meraviglioso alla scoperta di sé.

Per la Vita, sempre protagonista, dono prezioso da custodire con amore.



E così, con grande emozione, apro le porte della nuova sede di RICERCAYOGA
a Torino,
in Corso Duca degli Abruzzi 43

Ti aspetto da Lunedì 2 Marzo
Om Shanti

Nella tradizione dei Navarasa, la rabbia non è un errore da correggere, ma una forza vitale potente, che chiede direzion...
03/02/2026

Nella tradizione dei Navarasa, la rabbia non è un errore da correggere, ma una forza vitale potente, che chiede direzione e consapevolezza.
Quando non viene vista, diventa distruttiva ma quando viene abitata con presenza, la rabbia, diventa chiarezza e può trasformarsi in giusta azione.

Il lavoro di questo mese non sarà quello di “sfogare” la rabbia, ma di riconoscerne il sorgere, di sentirne il calore senza esserne consumati, trasformando l’impulso in energia disponibile.
Se Bībhatsa ci ha insegnato a non voltare lo sguardo,
Raudra ci inviterà a stare in piedi nella forza senza perdere il centro.
Febbraio è il tempo in cui impariamo che non ogni fuoco deve bruciare: alcuni fuochi servono a illuminare e trasformare.
Approcciarsi ad una nuova emozione significa iniziare a comprenderla, questo richiede calma, capacità di attenzione ed osservazione.
Raudra si manifesta come bisogno di scaricare un eccesso, un accumulo, spesso è calore che deve uscire.
Proviamo a capire come raudra lavora in noi, come fuoco che si mostra, calore che segnala un confine, una ferita, una richiesta di presenza.
Ti aspetto per praticare insieme
Per info, scrivimi
Om Shanti

Questo mese abbiamo lavorato sulla luce, sulla purificazione e sul discernimento, per entrare nel rasa di Bībhatsa, il d...
28/01/2026

Questo mese abbiamo lavorato sulla luce, sulla purificazione e sul discernimento, per entrare nel rasa di Bībhatsa, il disgusto. Abbiamo osservato la capacità di vedere, di riconoscere, di non confondere, questa settimana riportiamo l’attenzione al corpo, alla percezione materiale di noi, intesa come ossa, muscoli, nervi, densità, spazi.

Nella tradizione Ayurveda il disgusto non è considerato un errore ma un segnale di intelligenza.
Il corpo, prima della mente, riconosce ciò che non è nutriente.
Il disgusto nasce quando qualcosa non può essere digerito: un cibo, un’emozione, un’esperienza, uno stimolo.
Se questo segnale viene ascoltato, diventa discernimento.�Se viene ignorato, represso o giudicato, l’energia si accumula e può trasformarsi in qualcosa di più grande.

Le pratiche di questa settimana non servono ad eliminare il disgusto, ma a riconoscerlo, per imparare a restare con quella sensazione iniziale, prima che diventi reazione.
Non cerchiamo chiarezza mentale, ma una presenza nel corpo, affinando la capacità di sentire che il corpo può presentare anche dei “no”. Li possiamo riconoscere, senza irrigidirci, senza entrare subito in azione, coltivando un buon Agni, un buon calore, equilibrato.

Questo è il punto in cui nasce il confine, che individuiamo con Bībhatsa, non una difesa ma un atto di intelligenza vitale.
Pratichiamo per definire questo spazio sottile, la soglia tra il rifiuto e l’azione.
Ti aspetto per praticare insieme, in sala e online.
Per informazioni, scrivimi, link in bio
Om Shanti

Nel lavoro yogico, bībhatsa non viene coltivato come rifiuto emotivo, ma riconosciuto come segnale: un momento di verità...
19/01/2026

Nel lavoro yogico, bībhatsa non viene coltivato come rifiuto emotivo, ma riconosciuto come segnale: un momento di verità che, se non compreso, può trasformarsi in avversione (dveṣa), ma che, se attraversato con consapevolezza, diventa discernimento.
Dopo una fase di saucha, di purificazione, ciò che emerge non è sempre pace. Spesso affiorano resistenze, fastidi, impulsi di allontanamento.
Questa settimana il lavoro non consiste nell’eliminare tali reazioni, ma nel restare presenti abbastanza a lungo da comprenderle.�È qui che bībhatsa cambia natura: da rifiuto a lucidità presente.
Gli Yoga Sūtra ci ricordano che il dolore evitabile è quello che non è ancora giunto
|| YS II.16. Heyam duhkham anagatam ||
Non è l’esperienza in sé a generare sofferenza, ma il modo in cui reagiamo ad essa. Quando l’avversione viene vista e contenuta, smette di produrre conseguenze future, diventa conoscenza.
La Bhagavad Gītā descrive questo processo come un fuoco: il fuoco della conoscenza che riduce in cenere le azioni inconsapevoli. Non un fuoco che distrugge, ma che trasforma.
Ciò che inizialmente respingiamo è spesso ciò che contiene l’energia necessaria al cambiamento.
Questa settimana il lavoro sarà sul Fuoco, come elemento per costruire una forza stabile, dei chiari confini e una presenza attiva. Non per combattere ciò che emerge ma per restare.
Bībhasta diventa una forma di amore per la verità; quella capacità di vedere ciò che non è essenziale e, proprio per questo, lasciarlo andare senza paura.
Vi aspetto per praticare insieme in tutti gli orari in sala e online
Lunedì
8.45-9.45 (sala e online)
18.30-19.30 (online)
Martedì
10.00-11.00 ( e online)
11.15-12.15 ( e online)
Mercoledì
6.45-7.30 (online)
Giovedì
8.15-9.15 (sala e online)
Venerdì
18.00-19.00 (sala e online)
Questa settimana ci sarà anche l’incontro mensile di meditazione su Bībhasta rasa, aperti a tutti
Giovedì alle 18.30 online, per info scrivimi

Om Shanti

Uscendo dalla città in questi giorni si è avvolti dalla nebbiolina, mi capita di attraversarla e ritrovare uno sguardo a...
21/12/2025

Uscendo dalla città in questi giorni si è avvolti dalla nebbiolina, mi capita di attraversarla e ritrovare uno sguardo alla mia infanzia, quando la nebbia era fittissima e a stento si riconoscevano le case.

Ancora oggi sorrido quando, mentre tutto intorno sembra ritirarsi, incontro sfere arancioni appese a rami nudi, con tutta l’aria fredda intorno. Frutti luminosi, maturi: non hanno fretta, non cercano riparo.
Sono lì, a maturare quando le foglie cadono. Ad offrire un frutto quando tutto rallenta.
La pianta del caco è sempre stata per me emblema di un tempo lento, quando impaziente aspettavo la loro maturazione nel giardino dei nonni.
Ci ricorda di affidarsi al tempo dell’inverno e che anche noi, nei momenti di apparente spogliazione, stiamo in realtà custodendo qualcosa. Che sotto la superficie, nel buio fertile della stagione fredda, i semi continuano a lavorare.
In questo giorno di inizio inverno rifletto sui l’importanza del prendersi tempo, un’occasione di ascolto e cura di noi, di ciò che è importante, realmente.
Questa mattina è partita una newsletter ‘invernale’, con alcune riflessioni e spunti per l’inizio dell’inverno, scrivimi se non l’hai ricevuta e ti fa piacere leggerla.
Domani e martedì saranno ci saranno gli ultimi incontri di pratica, in sala oppure online, prima della pausa natalizia. Continuiamo il lavoro su Karuna Rasa, la compassione. Ti aspetto per praticare insieme
Om Shanti

Indirizzo

Libera Attività
Turin
10129

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