27/01/2026
Molti pensano che allontanarsi dall’abusante, per una donna, significhi essere al sicuro.
In realtà, spesso è la fase più pericolosa. Quando il controllo viene messo in discussione:
* aumenta lo stalking
* crescono le minacce e le ritorsioni
* i figli vengono utilizzati come strumenti di manipolazione
Questo significa che la protezione deve essere massima proprio quando la vittima sembra libera.
Grazie ad .piazza venerdì ho avuto l’onore di rappresentare L’Osservatorio Violenza e Suicidio. alla presentazione del libro “La strage delle innocenti”, scritto dall’Avvocato . Un testo illuminato e illuminante perché scritto in concertazione con diverse figure professionali, tra cui il nostro Presidente, Dott. Stefano Callipo.
Il libro evidenzia, tra gli altri, un punto cruciale: il sistema, la società può diventare un moltiplicatore di trauma.
Ogni volta che la vittima viene ignorata, minimizzata o colpevolizzata, il messaggio che riceve è:
“Anche il sistema pensa che tu esageri.”
Questa complicità indiretta rafforza il legame traumatico e aumenta il rischio di recidiva o di ritorno dall’aggressore.
Allo stesso tempo occorre riconoscere che le condotte apparentemente incoerenti, le ritrattazioni, i ritorni nella relazione violenta non sono indici di inattendibilità, ma esiti prevedibili di un trauma relazionale prolungato.
Un legame di attaccamento patologico si crea quando una persona è esposta in modo ripetuto a:
* paura
* dolore
* umiliazione
e subito dopo
* sollievo
* affetto
* promesse
* “ritorno dell’amore”
Questa alternanza produce nel cervello una dipendenza neurobiologica simile a quella delle droghe.
Non ci si lega all’abusante nonostante la violenza.
Ci si lega a causa della violenza alternata alla pseudo-cura.
Ogni ciclo di:
violenza → paura → riconciliazione → sollievo
attiva due sistemi:
1. Sistema dello stress (cortisolo, adrenalina)
2. Sistema della ricompensa (dopamina, ossitocina)
Il cervello impara una cosa devastante:
“Solo questa persona può farmi stare meglio dopo che mi ha fatto stare male.”
Si crea un legame chimico, non romantico.
La vittima non cerca l’amore. Cerca la fine del dolore