Francesco Cuniberti

Francesco Cuniberti Medico Psichiatra, specialista in disturbi dell'Umore, d'Ansia e di Panico. E' ora di liberarsi dall'ansia e dal panico. Ricevo a Milano e a Torino.

25/12/2025

Natale può essere una carezza, ma anche un giorno che pesa.
Da psichiatra lo vedo ogni anno: le emozioni non seguono il calendario.

Con il cuore, vi auguriamo giorni un po’ più leggeri, gesti semplici che scaldano e tempo buono da condividere.
Buon Natale da me, Giulia, Lorenzo e Margot 🐱🎄

Perché si somatizza?Si somatizza perché la mente e il corpo non sono separati.Quando un’emozione è troppo intensa, tropp...
13/12/2025

Perché si somatizza?

Si somatizza perché la mente e il corpo non sono separati.
Quando un’emozione è troppo intensa, troppo lunga o non trova spazio per essere riconosciuta, il corpo diventa il luogo in cui quella tensione si esprime.

L’ansia, lo stress cronico, il dolore emotivo non elaborato attivano continuamente il sistema nervoso.
Muscoli, respiro, intestino, cuore, testa: tutto resta in allerta.
E quello che nasce come segnale emotivo, col tempo viene percepito come sintomo fisico.

Non è “tutto nella testa”.
È il corpo che fa esattamente quello che sa fare meglio: proteggere, anche quando il pericolo non è più esterno ma interno.

La somatizzazione non è debolezza né finzione.
È una richiesta di ascolto.
E quando si inizia a dare senso a ciò che il corpo sta dicendo, spesso anche i sintomi iniziano a cambiare.

10/12/2025

Dopo aver chiarito cosa fanno gli ansiolitici, oggi parlo degli antidepressivi.
Il nome confonde: non servono solo alla depressione.
Agiscono su circuiti che regolano ansia, stress, sonno, ruminazione, panico, stabilità emotiva e sono utilizzati anche in altri disturbi, come fibromialgia, DOC, bulimia e diverse condizioni somatiche e psicologiche.

La differenza centrale è questa:
gli ansiolitici aiutano nel momento acuto;
gli antidepressivi, invece, modificano il terreno di base, un po’ come gli antibiotici: non sono sintomatici, ma lavorano sui meccanismi che mantengono ansia, depressione e altri sintomi nel tempo.

All’inizio possono dare un lieve aumento dei sintomi – nausea, attivazione, mal di testa, tensione, insonnia.
È un effetto transitorio, noto e gestibile.
Per questo si iniziano lentamente, con dosi graduali e monitorate.

Richiedono tempo per funzionare, perché aiutano il cervello a recuperare una stabilità più profonda e duratura.
E, come l’avvio, anche la sospensione deve essere molto lenta: mai bruscamente, perché il sistema nervoso deve riadattarsi con gradualità.

Questi aspetti – e come gestirli in modo sereno e consapevole – li approfondisco nel mio libro “Aperitivo con l’ansia”.



07/12/2025

Oggi chiarisco un punto fondamentale: cosa sono davvero gli ansiolitici.
Li immaginiamo come “la cura dell’ansia”, ma in realtà sono farmaci sintomatici: aiutano a spegnere il picco, non a modificarne le radici.

Si possono usare al bisogno, un po’ come un estintore quando il “fuoco” sale all’improvviso,
oppure come copertura durante la giornata quando l’ansia resta costante.
E non sono tutti uguali: cambiano tempo di azione, durata ed effetti a seconda della situazione clinica.

Il messaggio chiave è semplice:
gli ansiolitici aiutano nel momento, ma non lavorano sul terreno dell’ansia.

Queste differenze – e come orientarsi tra farmaci, sintomi e percorsi – le approfondisco nel mio libro “Aperitivo con l’ansia”.
Nel prossimo Reel parlerò invece degli antidepressivi, che hanno un ruolo completamente diverso.

Ieri sera è stato un momento speciale.La presentazione del mio primo libro “Aperitivo con l’ansia” presso Humanitas Medi...
04/12/2025

Ieri sera è stato un momento speciale.
La presentazione del mio primo libro “Aperitivo con l’ansia” presso Humanitas Medical Care Principe Oddone si è trasformata in un incontro autentico con il pubblico: domande, curiosità e riflessioni che hanno dato vita a una conversazione vera su un tema che riguarda tutti. L’ansia!

È stato bello vedere quanto il pubblico avesse voglia di capire davvero cosa c’è dietro a quella parola che spesso usiamo senza pensarci, e che finisce per influenzare — in modi diversi — troppe dimensioni della nostra vita.

Con l’amica e collega Viviana Contu abbiamo fatto un viaggio dentro le domande più comuni:
Perché l’ansia arriva?
Perché non se ne va quando vorremmo?
E soprattutto: cosa possiamo fare, concretamente, per smettere di combatterla e iniziare a gestirla?

Aperitivo con l’ansia è nato proprio per questo:
💬 spiegare l’ansia con un linguaggio semplice,
🧠 offrire strumenti pratici,
📘 dare voce alle storie vere dei miei pazienti (rese anonime),
🎯 aiutare chi si sente “bloccato” a ritrovare un po’ la voglia di reagire e volersi bene.

È un libro pensato per i pazienti, ma anche per chi vuole capire meglio sé stesso o qualcuno che ama.

📖 Aperitivo con l’ansia – Edizioni Red!
Lo trovi in libreria e online, anche su Amazon (link in bio).

Grazie a chi c’era: la vostra partecipazione ha reso tutto ancora più significativo.

.contu.oncologa

29/11/2025

Succede spesso: qualcuno arriva in studio e mi dice
“Mi hanno dato un antidepressivo… ma io non sono depresso”.

Il problema non è la cura.
È il nome del farmaco, che continua a trarre tutti in inganno.

Gli antidepressivi non servono solo alla depressione. Cosa ne pensate? Come li chiamereste?

26/11/2025

Il 3 dicembre sarà la prima presentazione ufficiale di Aperitivo con l’ansia -
Un incontro per parlare di ansia in modo semplice, concreto e umano: non per “combatterla”, ma per capirla e imparare a viverci senza paura.

Condividerò storie vere, strumenti pratici e il motivo per cui l’ansia smette di essere un nemico quando smettiamo di guardarla come un fallimento.

In questa occasione sarò affiancato dalla dott.ssa Viviana Contu, oncologa, esperta in nutrizione e medicina preventiva, direttrice del Servizio di Medicina d’Insieme di Humanitas Gradenigo.
Una presenza preziosa, perché parlare di ansia significa parlare anche di corpo, salute, prevenzione e qualità di vita.

Vi aspetto mercoledì 3 dicembre alle 18.30 da Humanitas Medical Care Principe Oddone. Ingresso gratuito!
È l’inizio di un percorso che sono felice di condividere.contu.oncologa -

Oggi, andando all’Ordine dei Medici di Torino, ho trovato questo colore rosso che parla senza bisogno di parole.Un richi...
25/11/2025

Oggi, andando all’Ordine dei Medici di Torino, ho trovato questo colore rosso che parla senza bisogno di parole.
Un richiamo silenzioso ma potente a ciò che troppo spesso non si vede.

Perché oggi non parliamo solo di violenza fisica.
La violenza sulle donne ha molte forme: psicologica, emotiva, economica, verbale, relazionale.
Forme che non lasciano lividi sulla pelle, ma lasciano segni profondi nella mente.

La violenza colpisce la salute mentale ben prima che un gesto diventi visibile.
La paura costante, l’umiliazione, il controllo, il non sentirsi più libere di parlare o di scegliere: tutto questo può generare ansia, panico, depressione, insonnia, dissociazione, perdita di fiducia in sé.

La violenza non inizia quando “accade qualcosa”, ma quando una donna comincia a stare male in silenzio.
Quando si sente isolata, non creduta, non ascoltata.

Parlare di salute mentale significa anche riconoscere questo:
che molte donne arrivano in studio quando la sofferenza psicologica è già diventata insopportabile, spesso minimizzata o attribuita “al carattere”.

Oggi, più che mai, ricordiamo che chiedere aiuto è un atto di forza.
E che la cura non riguarda solo i sintomi, ma il diritto di vivere relazioni sicure, rispettose e libere.

Il 25 novembre non è una ricorrenza.
È un invito a guardare davvero dove la violenza inizia: nel silenzio di chi non si sente ascoltata.

24/11/2025

Non tutti gli attacchi di panico sono uguali.

Esiste l’attacco di panico classico, quello che tutti immaginano: arriva all’improvviso, sale velocemente e raggiunge un picco in pochi minuti. Cuore in gola, respiro corto, vertigini, tremori, paura di sve**re o di perdere il controllo.
È breve, potentissimo e… spaventoso. Ma non è pericoloso.

E poi c’è l’attacco di panico abortivo.
È come se il corpo iniziasse ad attivarsi… ma senza arrivare mai al picco.
Un’ondata improvvisa di ansia, sensazioni fisiche forti ma “a metà”, come se l’attacco stesse per partire e poi si bloccasse.
Molti lo descrivono così: “Mi stava per ve**re, ma non è esploso”.
E può accadere più volte al giorno. A volte addirittura pesa di più del panico classico, perché non si “scarica” mai davvero.

La cosa importante da ricordare è questa:
Gli attacchi abortivi non sono “meno veri” o “meno importanti”.
Fanno parte dello stesso circuito d’allarme e possono essere altrettanto intensi e fastidiosi.

Capirne il meccanismo è il primo passo per ridurre la paura e riprendere controllo.

19/11/2025

Oggi Aperitivo con l’ansia - - arriva finalmente nelle librerie. 😍
È un giorno che aspettavo da mesi, ma che in realtà nasce da anni di incontri, di storie condivise e di pazienti che, con coraggio, hanno messo parole su qualcosa che spesso resta silenzioso.

Questo libro è per chi convive con l’ansia, per chi si sente stanco di lottare, per chi vorrebbe solo capire perché il corpo reagisce così. È per chi, almeno una volta, ha pensato di essere l’unico a sentirsi in quel modo.

A chi lo ha già acquistato, sostenuto, consigliato o semplicemente atteso: grazie. La fiducia che mi avete dato in questi giorni è la parte più bella di questo percorso.

Domani alle ore 21, sarò in diretta su Instagram per presentarlo e per parlare insieme di ansia, di paura della paura, di ciò che la scienza ci insegna e di come possiamo prenderci cura di noi in modo più gentile e consapevole.

Sarà un momento per approfondire, ma anche per sentirci meno soli.
Vi aspetto domani. 😍❤️

12/11/2025

Oggi in studio ho incontrato una paziente che da anni manifesta la sua ansia attraverso il respiro.
Controlla di continuo che l’aria entri “bene”, e quando non le sembra abbastanza fa il famoso respirone.
Un gesto che nasce per calmarsi, ma finisce per alimentare l’ansia stessa.

A questo tema ho dedicato un capitolo del libro “Aperitivo con l’ansia”, in uscita il 19 novembre.

10/11/2025

Non pensavo che vedere una scatola potesse farmi tremare le mani e così emozionare.
Dentro c’è un pezzo di me, di ciò che vivo ogni giorno in studio, delle storie che mi hanno insegnato a guardare l’ansia da un’altra prospettiva.

E ora tutto questo è diventato un libro:
“Aperitivo con l’ansia.”
Un libro scritto per essere utile, concreto, per chi convive con l’ansia ogni giorno — ma anche per chi vuole capirla meglio, accompagnare, aiutare.

📅 Esce il 19 novembre, ma è già in preordine su Amazon.
Un piccolo sogno che si realizza, con la speranza che possa essere d’aiuto a chi, ogni giorno, cerca di fare pace con l’ansia.
Link per ordinarlo in BIO!

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Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele II N. 94
Turin

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