09/08/2025
Quello che nessuna scuola di psicoterapia ti insegna
Non lโho imparato nei master, nรฉ nei convegni internazionali, nรฉ nei libri di tecnica.
Lโho capito una notte di molti anni fa, in una stanza senza orologi, con una donna seduta davanti a me che tremava come se la sua pelle non fosse piรน un posto sicuro.
Non cโera divano di design, niente aromaterapia, nessuna luce calda studiata ad arte. Solo due sedie, un silenzio spesso e il coraggio disperato di chiedere aiuto.
Non avevo strumenti miracolosi, avevo solo la mia presenza. E ho scoperto che, a volte, รจ abbastanza.
Non รจ stato il giorno in cui ho ricevuto il mio primo attestato che sono diventato psicoterapeuta.
ร stato il giorno in cui ho smesso di voler โaggiustareโ le persone per imparare a stare con loro, anche quando non cโera nulla da fare se non restare.
La psicoterapia che amo รจ nata cosรฌ: in stanze piccole, con la paura che si poteva toccare con mano, e con la fiducia che qualcuno ti concede solo quando gli dimostri che non scapperai.
Non importano i protocolli, i test standardizzati o le mode del momento. Quello che conta รจ sapere che, quando il mondo dellโaltro sta crollando, tu sei lรฌ.
Nei manuali ti insegnano le tecniche, i modelli, i protocolli. Ma nessuno ti dice che ci saranno sedute in cui lโunica cosa che potrai offrire sarร un fazzoletto, o il permesso di piangere senza sentirsi sbagliati.
Nessuno ti dice che ti porterai a casa frammenti delle storie che ascolti: frasi, sguardi, respiri interrottiโฆ e che a volte ti sveglierai di notte pensando a come sta quella persona.
Ho un cassetto pieno di biglietti, disegni, piccoli oggetti che i pazienti mi hanno lasciato. Non hanno valore per il mondo, ma per me sono il promemoria che ogni storia che ho ascoltato ha lasciato un segno.
E che anche se non puoi salvare tutti, puoi provare. Sempre.
La veritร รจ che nessuna universitร ti prepara al momento in cui un paziente ti guarda e ti dice: โNon ce la faccio piรนโ.
Nessuno ti spiega come restare in quella frase senza riempirla di consigli prematuri, come sopportare il peso di una pausa che sembra infinita.
Eppure รจ lรฌ, in quellโistante sospeso, che capisci di essere nel posto giusto: presente, umano, vivo.
Perchรฉ la psicoterapia non รจ (solo) far star meglio le persone.
ร onorare il loro dolore, restare accanto mentre imparano a respirare di nuovo, credere in loro anche quando loro non ci riescono.
ร sapere che, quando usciranno da quella porta, forse non sarร cambiato tuttoโฆ ma qualcosa sรฌ.
Non puoi guarire ogni ferita.
Ma puoi fare in modo che nessuno debba affrontarla da solo.
E questo, per me, vale piรน di qualunque teoria.
Enrico Chelini