09/02/2026
L’ignoranza AVIDYĀ come RIFIUTO di VEDERE: cecità, veli e illusioni nelle Scritture indiane
Nelle tradizioni dell’India antica, l’ignoranza non è descritta come una semplice mancanza di informazioni. È un fenomeno più profondo: un rifiuto attivo di vedere, una cecità scelta, un velo che l’essere umano alimenta per non confrontarsi con ciò che è realmente. Le Scritture parlano di cecità, velo, illusione volontaria e della tendenza a diventare complici della propria non‑visione per attaccamento, appartenenza ( a un gruppo, un ideale ecc) oppure per comodità, paura o per giustificare le proprie azioni e modi di pensare.
📕La Bhagavad Gītā: vedere il falso come vero
La Bhagavad Gītā afferma che l’ignoranza non consiste soltanto nel non sapere, ma nel non voler vedere.
“L’ignorante vede il falso come vero e il vero come falso.”
L’ignoranza è quindi una distorsione volontaria della realtà: si preferisce ciò che conferma le proprie credenze, ciò che non mette in discussione l’identità o il senso di appartenenza.
La Gītā aggiunge:
“L’ignoranza avvolge la conoscenza (il sapere con esperienza diretta) come un velo.”
Questo velo non è imposto dall’esterno: è alimentato da desideri, attaccamenti e appartenenze. È un meccanismo di protezione, e manipolazione, che impedisce di vedere la verità quando questa risulta scomoda o destabilizzante.
📕Le Upaniṣad: vivere nell’oscurità credendo di essere nella luce
Le Upaniṣad descrivono avidyā, l’ignoranza, come una cecità coltivata dall’essere umano.
📕L’Īśa Upaniṣad afferma:
“Le persone vivono nell’oscurità, ma credono di essere nella luce.”
Questa immagine rappresenta perfettamente la condizione di chi manipola la realtà per non affrontare la verità. Vivere nell’illusione rassicura più che vivere nella realtà: l’illusione conferma ciò che già si pensa e protegge dal confronto con ciò che potrebbe mettere in crisi.
📕Mandūkya Kārikā: l’ignoranza come sogno
La Mandūkya Kārikā approfondisce la natura dell’illusione:
“L’ignoranza è come un sogno: si crede reale ciò che non lo è.”
Il sogno diventa la metafora della mente che costruisce mondi coerenti e rassicuranti per evitare la verità. Come nel sogno, non si desidera essere svegliati: la continuità dell’illusione appare più confortevole della chiarezza.
📕Yoga Vasiṣṭha: la mente che crea mondi ( realtà immaginate o fantasie) per non vedere
“La mente ignorante crea la sua realtà e poi vi rimane imprigionata.”
E ancora:
“Non c’è cecità peggiore di quella di chi rifiuta di vedere.”
L’ignoranza è spesso una scelta. La mente non vuole vedere ciò che è, ma ciò che sostiene la propria illusione; così costruisce mondi e verità distorte. La realtà viene manipolata per non essere riconosciuta, e si inizia a chiamare “verità” ciò che è soltanto il riflesso delle proprie credenze. In questo modo l’illusione diventa un rifugio, un luogo in cui sottrarsi alla responsabilità
Manuela La lacona
Terapista in Āyurveda
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