12/04/2020
prima di chiedere qualcosa all'universo, al fato, a Dio o alla fatina del dentino, bisognerebbe essere certi che il desiderio sia alla nostra portata.
Perché talvolta succede che qualcosa che desideriamo intensamente poi diventi realtà.
Ad esempio, potrei elencare decine di persone che conosco le quali hanno ripetuto per anni di essere stanche e frustrate della vita lavorativa che conducevano.
Quante volte, parlandone con loro, mi sono sentito ripetere alcune lamentose cantilene:
"Quanto darei per avere più tempo per me"
"Beato te che hai tanto tempo per dedicarti alle tue pratiche di meditazione, di yoga, alla lettura..."
"Ah se avessi io il tempo che hai tu..."
"Questi ritmi mi uccideranno, dovrei prendere una lunga pausa..."
Avessi le registrazioni sarebbe anche bello riascoltarle adesso.
E invece cosa leggono i miei occhi?
Innumerevoli filippiche lamentose e supplicanti sulla bellezza del tornare alla "vita normale".
Tornare agli impieghi di "prima".
Tornare in quell'ufficio che fino a due mesi fa era l'inferno, il male!
Ora, io dico, posto che ognuno è libero di cambiare idea e desideri tante e quante volte vuole, giacché il pensiero è libero, perché non approfittare del momento e ripensare la propria vita per il domani che verrà?
Perché non approfittare del momento per immaginare le vostre grandi e piccole rivoluzioni?
E concludo come ho iniziato, citando l'immenso Oscar Wilde:
"Ci sono due grandi tragedie nella vita. La prima è desiderare ciò che non si può avere... la seconda è ottenerla".