antonio.giuffrida.posturologo

antonio.giuffrida.posturologo Centro Postura e chinesi è nato per iniziativa del Dott. Antonio Giuffrida.

Il centro si avvale di tecniche innovative che mirano al riequilibrio della postura, ed in grado di ridare libertà e benessere a tutto il corpo. Attraverso l'azione sulle tensioni e rigidità muscolari si riesce ad agire positivamente, in modo indiretto, nei confronti delle seguenti patologie:
cervicalgie - lombalgie/lombosciatalgie - artrosi - blocchi respiratori - ernie - formicolii - dolori muscoloarticolari - tunnel carpale - alluce valgo. Con queste tecniche si agisce su tutti gli apparati che hanno relazione con la postura: occhi e funzione visiva, atm e denti, sistema cutaneo e cicatrici reattive, sistema podalico e patologie del piede.

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12/12/2025

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09/12/2025

Oggi recupero 👟
Modalità fitwalking al
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07/12/2025
https://www.facebook.com/share/17QcdsoUSn/
28/11/2025

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Hai mai provato a passare in un corridoio troppo stretto con una borsa a tracolla? Ogni passo rischia di incastrarti, e allora ti irrigidisci, rallenti, ti contorci. Eppure non è colpa del corridoio.

È solo che.. non c’è spazio per te. 🤭

Dentro il corpo succede lo stesso.
Tra l’ischio e il femore, in un piccolo spazio di pochi millimetri, scorrono il nervo sciatico e il muscolo quadrato del femore. Quando la meccanica dell’anca cambia, dopo un trauma, una postura rigida o una rotazione eccessiva.. quel corridoio si stringe.

E il corpo, per proteggersi, si blocca.

Non è un capriccio.
È una strategia di sopravvivenza.

Per chi non è del mestiere: il “conflitto ischio-femorale” avviene quando, durante certi movimenti dell’anca (soprattutto in rotazione esterna o estensione), il nervo sciatico e il muscolo quadrato del femore vengono compressi tra l’ischio e il femore.

Il risultato? Dolore profondo al gluteo, bruciore, scosse o formicolii che imitano una sciatalgia. Ma in realtà.. non è la colonna. È un corridoio troppo stretto tra due ossa.

Per i colleghi clinici: ischiofemoral impingement: riduzione dello spazio ischiofemorale (

24/11/2025

Ieri giornata indimenticabile ed emozionante!!!!
Mezza maratona modalità fitwalking nella mia città con best personal time.
Ultimi 4 km faticosi e soprattutto l'ultimo per il pavimento stradale di Via Po.
Nuova esperienza per migliorare ancora.
Grazie ♥️ a chi è venuto a fare il tifo per me.
❤️ 💪
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15/11/2025

Ed eccoci nuovamente alle porte del fine settimana, per un nuovo episodio di "Patologie Spiritose: tra curiosità e leggerezza!"

Oggi parliamo di quel “dolore buono” che arriva puntuale dopo un allenamento tosto: i famosi DOMS, alias Delayed Onset Muscle Soreness.

Sì, proprio quel dolore che ti fa scendere le scale come se avessi scalato l’Everest o sederti come se la sedia fosse un’arma medievale.

Cos’è e dov’è?

I DOMS sono dolori muscolari a insorgenza ritardata, che compaiono da 12 a 72 ore dopo l’esercizio fisico intenso o insolito. Sono localizzati nei muscoli che hai “massacrato” in palestra, durante la corsa o persino portando le buste della spesa come se fossero kettlebell.

Non sono un segno di lesione grave, ma il modo in cui il corpo ti dice: “Bravo! Hai fatto qualcosa di nuovo.. ma non farlo troppo spesso, ok?” 😆

Curiosità divertente

Il termine “DOMS” venne introdotto negli anni ’80, ma gli antichi greci già conoscevano il fenomeno! Pare che i soldati di Sparta, dopo gli allenamenti più duri, si lamentassero per “dolori che scendono come fiamme dal cielo”.

Insomma, il dolore post-allenamento ha radici.. mitologiche!

Come si sviluppa?

Contrariamente a quanto si pensava un tempo, i DOMS non sono causati dall’acido lattico. Oggi sappiamo che derivano da microscopiche lesioni delle fibre muscolari (soprattutto durante le contrazioni eccentriche) e da una successiva risposta infiammatoria che attiva i recettori del dolore.

Il risultato? Indolenzimento, rigidità e, per alcuni, la sensazione che il corpo sia diventato un’armatura arrugginita.

Nella vita quotidiana

Hai mai provato a scendere le scale dopo una sessione di squat?
Ridere il giorno dopo gli addominali?
Sollevare le braccia dopo le trazioni e pensare “ora vivo qui”?

Benvenuto nel club dei DOMS, dove ogni movimento è una sfida e ogni sorriso un piccolo sacrificio muscolare.

Parole complicate, spiegate semplici

Eccentrica: fase del movimento in cui il muscolo si allunga mentre si contrae (es. scendere lentamente durante uno squat).

Microlesione: piccola rottura delle fibre muscolari che stimola la riparazione e la crescita.

Infiammazione locale: risposta del corpo che causa gonfiore, calore e indolenzimento.

Accenni di fisioterapia

La fisioterapia e la prevenzione sono ottimi alleati dei muscoli “scontenti”. Defaticamento attivo: camminata leggera o cyclette dopo l’allenamento. Stretching dolce e mobilità articolare per favorire il recupero. Massaggi decontratturanti o connettivali per stimolare la circolazione. Crioterapia o impacchi freddi nelle prime ore, seguiti da calore per il rilassamento. E soprattutto: riposo attivo, perché il movimento controllato accelera la guarigione.

Curiosità scientifica

Gli studi mostrano che i DOMS non solo non sono dannosi, ma rappresentano un segnale di adattamento: il muscolo, dopo ogni episodio, diventa più forte e più resistente al danno successivo. È il principio dell’effetto ripetizione: più ti alleni in modo progressivo, meno i DOMS torneranno a farti visita!

Conclusione

I DOMS sono come un messaggio del corpo che dice: “Hai osato, e ora sto lavorando per diventare più forte.” Un po’ fastidiosi, certo, ma anche il segno che ti stai adattando.

Quindi.. onorali, ma non sfidarli troppo! 😅
A sabato prossimo per il prossimo episodio! 🤗

11/11/2025

Nuove compagne di viaggio testate stamattina
# drop ✅️
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#❤️ #🟢

04/11/2025

DIAFRAMMA, CATENE MUSCOLARI, ALLUCE VALGO
Una paziente viene in studio per i dolori a tutta la parte sinistra del corpo. Collo, spalla, anca e alluce sinistro..., che è valgo all'estremo delle sue possibilità. Invece l'alluce destro è accettabilmente allineato al suo stesso tendine.
L'indagine e la strategia mi portano ad iniziare la seduta (in postura rigorosamente decompensata) trattando il diaframma al centro del costato, in area Xifon. La cosa interessante è che ogni volta che entravo con il pollice sotto l'apofisi xifoidea, la paziente avvertiva un fortissimo dolore e tensione all'alluce sinistro, quello valgo. Lasciavo la presa sul diaframma e spariva letteralmente la forte tensione all'alluce. Premevo e ricompariva all'istante. Una sorta di interruttore magico. Giusto a testimonianza di come il diaframma sia interconnesso con tutte le catene e come queste catene mio-fasciali, non siano utopia; inoltre come certe reazioni e collegamenti avvengono solo e soltanto se si agisce in postura decompensata. In tal caso, la causa e l'effetto dialogano per risolvere definitivamente il problema. Dopotutto, l'alluce non diventa valgo per caso... e da qualche parte una causa ci sta...., ma va trovata. L'interazione delle catene è una strategia vincente.
(D. Raggi)

03/11/2025

IL FENOMENO... "GOBBA DEL BISONTE"
Non piace a nessuno questo inestetismo...,
tantomeno il nome che vi è stato affibbiato.
Perché si verifica così di frequente?
Perché colpisce soprattutto il sesso femminile?
La sua formazione è lenta e complessa;
Oggi abbiamo scoperto la dinamica e la causa
principale che determina questo fenomeno.
Per questa ragione siamo in grado di trattare
e sconfiggere tale "gobba del bisonte".
Il diaframma, è uno dei principali indiretti
responsabili per molteplici ragioni.
Una dinamica della respirazione perturbata (soprattutto
di un corpo femminile predisposto alla maternità e/o
per ragioni viscerali, emotive, posturali, etc.), coinvolgerà
i muscoli accessori del collo in modo non dovuto.
Se ciò avviene per un periodo sufficientemente lungo,
i muscoli accessori, "aggrediranno e paralizzeranno"
le ultime vertebre cervicali C7 e le prime dorsali D1, D2, D3;
è proprio in questo tratto che si instaurerà la "gobba del bisonte".
A seguito di tale "blocco meccanico", seguirà
un blocco circolatorio e poi un blocco energetico;
seguiranno poi la fibrosità e l'adiposità dei tessuti di questo tratto.
Associato a questo fenomeno, troveremo altre alterazioni
posturali: testa anteposta, con uno scalino fra le vertebre
cervicali ancora libere e quella bloccata.
Avremo anche il tratto dorsale rettificato
ed in seguito la zona lombare rigida.
È un processo che avanza in modo inevitabile.
Questo fenomeno può essere completamente trattato
e risolto attraverso l'analisi del come e del perché si è creato
e attraverso una serie di trattamenti posturali ben coordinati.
(D. Raggi)

02/11/2025
24/10/2025

Tutti pensano che gli adduttori servano solo per chiudere le gambe.

Falso: il grande adduttore è il muscolo più frainteso del corpo, perché fa molto di più che “stringere le cosce”.

Guarda l’immagine: non è un solo muscolo, ma due in uno. La porzione pubofemorale (in blu) è più anteriore e lavora da flessore, la porzione ischiocondilare (in rosso) è più posteriore e agisce da estensore. In pratica, è un muscolo che cambia funzione a seconda della posizione dell’anca.

Per chi non è del mestiere: è come un elastico con due anime opposte, che decide se spingerti o tirarti in base a come ti muovi.

Per i colleghi clinici: parliamo di un muscolo biarticolare con duplice innervazione (otturatorio e tibiale del nervo sciatico), ponte funzionale tra catene anteriori e posteriori, fondamentale nella stabilità pelvica e nel controllo eccentrico durante l’appoggio monolaterale.

E quindi? Significa che dolore inguinale, pubalgia o tensione posteriore non vanno mai letti in modo isolato: dietro c’è un muscolo camaleontico che lavora su due fronti.

Qualcuno dirà: “parli di catene miofasciali, di doppia innervazione.. paroloni”.

Tradotto: il grande adduttore è il muscolo che non sa scegliere da che parte stare, e proprio per questo tiene insieme il bacino.

La buona notizia? Se impari a farlo lavorare bene, la tua anca ringrazia, la schiena respira e la camminata diventa finalmente.. simmetrica.

Indirizzo

Corso Orbassano 167
Turin
10136

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

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