04/10/2025
ð± Lâorigine del bene (Sakyamuni)
Se intendiamo la parola "bene" come la forma più alta di benevolenza, non câÚ dubbio che il Karaá¹Ä«ya Metta Sutta non abbia uguali nella sua forma universale e atemporale.
Per Agostino il Bene Ú una reificazione: il Bene che ha creato il mondo migliore possibile. Poiché il mondo così perfetto non esiste, il male Ú solo assenza di bene, tutta la nostra ignoranza del bene. La benevolenza di cui parliamo, invece, non Ú un concetto astratto come il ðŽð¶ð®ð®ð¶ð® ð£ð°ð¯ð¶ð® di Agostino. Qui Ú una disposizione umana che nasce dalla pace interiore. Ognuno può diventare fattore di bene se la sua mente Ú in pace.
Molte scuole idealiste, dai Platonici ai Samkya, sostengono che una qualità implica un ente che la rende possibile. Naturalmente quellâEnte Ú ideale, mentre il bene umano Ú una copia imperfetta. Ma la benevolenza esiste concretamente, come afferma Sakyamuni. La storia e la biologia lo confermano: la cura dei cuccioli, il sacrificio per il branco, lâempatia dei mammiferi ðð mostrano come percepire e condividere stati emotivi altrui sia naturale.
LâAbhidharma riconosce quattro qualità etiche; tra queste, lâempatia può far emergere compassione e pulsione altruistica nellâessere umano e, forse, qui sta la propensione verso il bene. I neuroni a specchio spiegano come percepiamo emozioni altrui, compiamo gesti simili e proviamo paura o empatia. Lâuomo ha ereditato questa base biologica del bene, che con ragione, linguaggio e creatività evolve in capacità cognitiva e sociale.
à per questa propensione naturale al bene che i maestri buddhisti affermano che la rinascita umana Ú molto preziosa e rara, facile da perdere e difficile da realizzare. La mente predisposta alla compassione e al bene va coltivata sin dalla nascita, quando il cervello Ú aperto allâapprendimento e il bambino diventa naturalmente un essere sociale che vive in relazione con la comunità . Con il tempo, però, lâego si forma attraverso molte identificazioni â credenze, ruoli, abitudini â che si radicano nel cervello.
Tuttavia, poiché tutto Ú impermanente, anche il codice genetico cambia con lâesperienza. ð«
Ciò significa che câÚ sempre speranza di cambiamento. ðž