Dott.ssa Cattaneo Stefania

Dott.ssa Cattaneo Stefania Biologa nutrizionista esperta in Sindrome Ovaio Policistico, fertilità, insulino-resistenza, obesità

Laurea Magistrale in Farmacia,
Laurea Magistrale in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana,
Master internazionale di II livello in nutrizione e dietetica con indirizzo nutrizione nello sport. Master I livello in Nutrizione Sportiva
Già Professore AC presso SUISM, Università di Torino nel corso "Alimentazione dello sportivo"
Founder LotusFlowerPCOS Nutrition Center
Founder Global Sport Analysis Center

Quando si parla di PCOS, la si considera quasi esclusivamente una condizione femminile.E in effetti lo è, dal punto di v...
13/04/2026

Quando si parla di PCOS, la si considera quasi esclusivamente una condizione femminile.
E in effetti lo è, dal punto di vista diagnostico.

Ma negli ultimi anni la ricerca sta aprendo uno scenario diverso. Sempre più dati suggeriscono che alcuni dei meccanismi alla base della PCOS non siano limitati alle ovaie, ma possano riguardare anche gli uomini.

Il punto di partenza è genetico e metabolico. Studi su popolazioni molto ampie mostrano che un maggiore rischio genetico per si associa, anche negli uomini, a un aumento del rischio di obesità (circa +9%), diabete tipo 2 (circa +8%) e malattia cardiovascolare (circa +3%). Allo stesso tempo si osservano modifiche ormonali simili a quelle femminili, come l’aumento degli androgeni liberi e la riduzione dello SHBG.

A questo si aggiungono gli studi sui familiari di donne con PCOS, cioè parenti di primo grado come padri, fratelli e figli maschi. In questi soggetti è stata osservata una maggiore frequenza di insulino-resistenza, alterazioni metaboliche e segnali di disfunzione endocrina, anche in assenza di obesità.

Ed è qui che entra in gioco il tema della .

La funzione riproduttiva maschile è strettamente legata all’equilibrio metabolico e ormonale. Condizioni come insulino-resistenza e alterazioni degli androgeni possono interferire con la spermatogenesi, influenzando qualità, motilità e funzionalità degli spermatozoi.

Negli uomini con questo terreno biologico condiviso si osserva quindi un contesto meno favorevole alla funzione testicolare, non sempre evidente clinicamente, ma rilevante dal punto di vista fisiologico.

Emerge quindi che le alterazioni tipiche della PCOS possono comparire anche negli uomini e contribuire, direttamente o indirettamente, a una riduzione della qualità riproduttiva, in parte indipendentemente dal peso corporeo.

Questo non significa che esista una “PCOS maschile” come diagnosi. Significa che esiste un terreno metabolico e genetico condiviso, che nelle donne coinvolge anche l’ovulazione e negli uomini può riflettersi sulla fertilità.

La fertilità non è solo una questione femminile.
E forse nemmeno la PCOS lo è.

Anche l’uomo merita la stessa attenzione.

Sono una biologa nutrizionista (laureata anche in farmacia) e mi occupo di nutrizione al femminile, dall’età fertile all...
03/04/2026

Sono una biologa nutrizionista (laureata anche in farmacia) e mi occupo di nutrizione al femminile, dall’età fertile alla menopausa.

Da oltre 15 anni accompagno donne, in Italia e all’estero, nella gestione della PCOS, dell’insulinoresistenza e del peso, così come nei percorsi di preparazione alla gravidanza e nella PMA.

Il mio lavoro è starti accanto con competenza e ascolto, senza giudizio, per aiutarti a costruire soluzioni concrete e sostenibili, anche quando tutto sembra complesso.

Le consulenze si svolgono su appuntamento:
in presenza nel mio studio di Torino e presso la Clinica Fornaca
oppure online, con la stessa attenzione e qualità.

Ogni incontro è uno spazio riservato, dedicato a te, alla tua storia e alle tue esigenze.

L’obiettivo è costruire un percorso che ti permetta di gestire la , ridurre i sintomi e ritrovare un rapporto sereno con il cibo.

Se senti che è il momento di iniziare, puoi prenotare la tua consulenza sul sito
www.stefaniacattaneo.com

Nel mio studio incontro molte donne con   anche dopo i 45 anni.È un momento particolare, spesso poco raccontato, in cui ...
24/03/2026

Nel mio studio incontro molte donne con anche dopo i 45 anni.
È un momento particolare, spesso poco raccontato, in cui tante cose stanno cambiando e non sempre è chiaro cosa stia succedendo.

Le frasi che ascolto più spesso sono molto simili tra loro:
“Dottoressa, sto facendo le stesse cose di prima ma il peso non si muove”
“Mi sento più gonfia, soprattutto sull’addome”
“Ho meno energia, faccio più fatica durante la giornata”
“Gli esami sono cambiati, ma non capisco perché”

Non è una sensazione. È una fase reale di transizione.

La PCOS non scompare, cambia forma.
E con l’avvicinarsi della menopausa, il corpo diventa più sensibile dal punto di vista metabolico: la gestione degli zuccheri, dei grassi, dell’energia non è più la stessa.

Per questo motivo, strategie che funzionavano prima possono non essere più efficaci oggi.
In questa fase, l’alimentazione non è un dettaglio. È uno degli strumenti più importanti per accompagnare il corpo, ridurre i sintomi e prevenire complicanze nel tempo.

Ma deve essere costruita in modo preciso. Sulla persona, sulla sua storia, sui suoi ritmi.
Non serve fare di più. Serve fare diverso.

Se ti riconosci in queste parole e senti che è il momento di prenderti cura di questa fase con più consapevolezza, puoi chiamarmi per fissare una consulenza nutrizionale.
Iniziamo da qui, insieme.

📞 333-8358204 (lun-ven dalle 9 alle 18.00)
🌐 www.stefaniacattaneo.com

Ricevo in studio a Torino e online.
Costruiremo insieme un percorso nutrizionale su misura, concreto, sostenibile e davvero integrato nella tua quotidianità.


19/03/2026

Negli anni ho avuto il piacere di seguire tante persone nel mio studio di Ciriè.

Alcuni percorsi si sono conclusi, altri si sono interrotti per cambiamenti, impegni, nuove fasi della vita.

Se mi ha conosciuta in passato, o se sta pensando di iniziare ora un percorso nutrizionale, questo messaggio è anche per lei.

Oggi lavoro a Torino, in via Berthollet 45, e mi occupo principalmente di nutrizione per adulti, uomini e donne, che desiderano prendersi cura della propria salute in modo concreto e sostenibile.

Lavoro su:
✔️ gestione del peso
✔️ controllo di glicemia, colesterolo e trigliceridi
✔️ supporto nutrizionale nelle terapie per ipertensione
✔️ benessere in menopausa
✔️ protezione della salute ossea
✔️ miglioramento dell’energia e della qualità della vita

Non si tratta di “dieta” in senso rigido, ma di creare un’alimentazione sana, preventiva, che rispetti il benessere della persona e che accompagni in modo adeguato eventuali condizioni cliniche già diagnosticate dal medico, integrandosi con il percorso di cura.

Se aveva iniziato un percorso con me e desidera riprenderlo, oppure se sente che è il momento giusto per iniziare, può contattarmi senza esitazione.

📞 333 8358204
📩 stefania.cattaneo@me.com

Ricevo su appuntamento, verrà ricontattato per concordare giorno e orario.

Sarà un piacere ritrovarla o conoscerla.

Dott.ssa Stefania Cattaneo

Biologa nutrizionista esperta in Sindrome Ovaio Policistico, fertilità, insulino-resistenza, obesità

Sto lavorando a un nuovo progetto di ricerca dedicato alla sindrome dell’ovaio policistico   e al suo impatto nel tempo ...
16/03/2026

Sto lavorando a un nuovo progetto di ricerca dedicato alla sindrome dell’ovaio policistico e al suo impatto nel tempo sulla vita delle donne.

Accanto agli aspetti clinici e metabolici, mi interessa studiare un tema ancora poco raccontato: il percorso sanitario ed economico della PCOS. Molte donne attraversano infatti anni di visite, esami, tentativi terapeutici diversi e spese spesso sostenute privatamente prima di arrivare a una presa in carico più chiara e strutturata.

Per questo sto cercando 1 o più pazienti con PCOS che desiderino contribuire a un case study clinico ed economico che verrà sviluppato in forma completamente anonima per finalità scientifiche.

La paziente ideale è una donna con diagnosi di PCOS ben documentata, che nel tempo abbia attraversato diverse tappe di cura e che abbia conservato traccia del proprio percorso sanitario, per esempio attraverso referti, esami, prescrizioni e soprattutto ricevute di visite o altre spese sostenute per la gestione della condizione.

È particolarmente utile che il percorso di diagnosi e gestione della PCOS si sia sviluppato nell’arco di alcuni anni, idealmente almeno 2–3, così da poter ricostruire con maggiore chiarezza le diverse fasi della presa in carico, le valutazioni specialistiche effettuate e l’evoluzione delle strategie terapeutiche nel tempo.

Lo studio ricostruirà il percorso clinico, gli interventi terapeutici e, quando possibile, anche gli aspetti economici legati alla gestione della PCOS, con l’obiettivo di comprendere meglio il carico reale della malattia sulla vita delle donne.

La partecipazione è naturalmente volontaria, tutti i dati saranno trattati in forma anonima e verrà richiesto uno specifico consenso informato.

Se pensi di avere un profilo adatto e desideri contribuire a questo progetto, puoi scrivermi a info@stefaniacattaneo.com

Comprendere meglio questi percorsi significa contribuire a migliorare la conoscenza e la qualità della cura della PCOS.

Ci sono condizioni che si vedono.E condizioni che si sentono.La sindrome dell’ovaio policistico spesso appartiene alla s...
09/03/2026

Ci sono condizioni che si vedono.
E condizioni che si sentono.

La sindrome dell’ovaio policistico spesso appartiene alla seconda categoria.

È fatta di ormoni, certo.
Ma anche di domande silenziose, di rapporto con il proprio corpo, di paure legate alla fertilità, di momenti in cui ci si sente diverse, vulnerabili, meno comprese.

Per molte donne, una delle parti più difficili non è solo convivere con la .
È spiegarla a chi amano.

Perché a volte mancano le parole.
A volte c’è la paura di non essere capite.
A volte il timore di diventare un peso.

Eppure la ricerca ci ricorda una cosa importante: il supporto del partner, la qualità della relazione e la possibilità di comunicare ciò che si vive influenzano il benessere emotivo, la qualità della vita e anche l’intimità nella coppia.

La PCOS non riguarda solo il ciclo o l’ovulazione.
Può influenzare anche l’umore, l’immagine corporea, l’autostima e la percezione di sé.

E quando queste dimensioni entrano nella vita di una coppia, il modo in cui si parla della condizione diventa parte del percorso di cura.

Ci sono momenti dell’anno che ci ricordano quanto sia importante dare spazio alla voce delle donne.
A ciò che sentono.
A ciò che attraversano.
A ciò che meritano di poter dire senza sentirsi sbagliate.

Se vivi con la PCOS e senti che è il momento di parlarne con il tuo partner, fallo con gentilezza verso te stessa.

La comprensione non nasce sempre subito.
Ma nasce quasi sempre dalla possibilità di raccontarsi.

E a volte è proprio da lì che una relazione diventa più forte.

Prendersi cura di sé passa anche da scelte semplici come riempire il piatto di verdure di stagione. Hanno un sapore migl...
08/12/2025

Prendersi cura di sé passa anche da scelte semplici come riempire il piatto di verdure di stagione. Hanno un sapore migliore, sono più ricche di nutrienti e ti permettono di seguire in modo naturale le raccomandazioni della SINU che nella piramide alimentare collocano frutta e verdura alla base dell’alimentazione quotidiana, invitando a consumarne 5 porzioni, ogni giorno.

Andare al mercato può diventare un gesto di attenzione verso te stessa. Significa scegliere con consapevolezza, osservare i colori, annusare, toccare, parlare con chi coltiva e raccoglie, lasciarsi ispirare. Significa anche rallentare, dedicarti un momento in cui il cibo non è solo un insieme di calorie ma un incontro, una cura, un modo per nutrire corpo e mente.

Le verdure di stagione ti offrono naturalmente una buona quantità di fibra che svolge un ruolo importante nella gestione della . La fibra modula le variazioni glicemiche post prandiali, sostiene la sensibilità insulinica, favorisce la sazietà e alimenta un microbiota più equilibrato. Questi effetti contribuiscono a migliorare diversi aspetti metabolici che spesso accompagnano la PCOS.

Non si tratta di perfezione e non si tratta di giudizio. È importante ricordare che chi convive con problemi metabolici non è responsabile della propria condizione ma può influenzarla in modo efficace attraverso scelte quotidiane sostenibili.

Un passo alla volta, senza rigidità e senza pressioni inutili.

Ogni volta che scegli una verdura fresca, che prepari un piatto colorato, che ascolti i segnali del tuo corpo, stai già lavorando per il tuo benessere. Non serve fare tutto insieme e non serve farlo in modo impeccabile. Serve iniziare, osservarti con gentilezza e dare continuità ai piccoli gesti. Sono proprio questi gesti a costruire nel tempo uno stile di vita più equilibrato, più morbido, più tuo.

Se senti che questo ti risuona, porta con te l’idea che nutrirti bene non è un obbligo ma un atto di cura. E ogni atto di cura ha un valore potentissimo.

Grazie a perché il loro banco al mercato di Piazza Madama Cristina a Torino è il migliore!

La sensibilità insulinica è uno dei meccanismi più importanti nella PCOS, ma spesso nessuno ti spiega davvero che cosa s...
03/12/2025

La sensibilità insulinica è uno dei meccanismi più importanti nella PCOS, ma spesso nessuno ti spiega davvero che cosa sia. Non riguarda solo chi ha la glicemia alta o chi “deve perdere peso”.
Riguarda tutte, perché influisce su energia, fame, cicli, pelle e metabolismo.

In parole semplici, indica quanto bene il tuo corpo risponde all’insulina, l’ormone che permette al glucosio di entrare nelle cellule.
- Se la sensibilità è buona, ne serve poca.
- Se è più bassa, il corpo deve produrne di più anche per pasti normali.
Non è una colpa, né un fallimento personale. È un meccanismo biologico che può cambiare nel tempo.

Una sensibilità ridotta non dà sempre sintomi “forti”, ma piccoli segnali che possono emergere nel tempo.
E possono essere: fame che ritorna più in fretta del previsto, bisogno frequente di zuccheri anche se hai mangiato a sufficienza, stanchezza o calo di energia dopo i pasti non abbondanti, energia che oscilla, difficoltà a perdere peso, cicli irregolari, acne o aumento della peluria.
Non sono segnali diagnostici, ma meritano attenzione specifica.

Nella PCOS questo meccanismo è centrale, perché l’insulina può aumentare gli androgeni, influenzare l’infiammazione, alterare ovulazione e fame e favorire l’accumulo di grasso addominale.
Quando la sensibilità insulinica migliora, spesso migliorano anche energia, cicli, acne e gestione del peso.

La buona notizia è che puoi lavorarci senza estremismi.
Pasti bilanciati con fibre, proteine e grassi buoni. Carboidrati scelti con cura. Idratazione adeguata. Movimento costante, soprattutto camminate e forza.

La sensibilità insulinica non è solo un numero negli esami. È un ingranaggio che cambia il modo in cui vivi la PCOS.

Quando inizi a gestirla con strategie semplici e realistiche, non stai “facendo una dieta”: stai aiutando il tuo corpo a ritrovare un equilibrio più stabile, più efficaci e più tuo.

Affrontare l’infertilità quando hai la   può essere una delle esperienze più pesanti da gestire. Ti mette davanti a emoz...
01/12/2025

Affrontare l’infertilità quando hai la può essere una delle esperienze più pesanti da gestire. Ti mette davanti a emozioni forti, dubbi, attese lunghe e tanta incertezza. Le nuove linee guida del WHO e le linee guida internazionali sulla PCOS cercano di fare chiarezza proprio su questo: ridurre la confusione, evitare terapie inutili e aiutarti a trovare un percorso più sicuro, più efficace e davvero adatto a te.

Il punto di partenza è semplice, ma spesso trascurato. La riguarda la coppia, non solo la donna. Il primo passo è una valutazione condivisa: cicli, ormoni, sintomi metabolici, parametri seminali, sonno, stile di vita e stato emotivo. Capire insieme da dove si parte cambia completamente la costruzione del percorso.

Poi c’è un aspetto fondamentale: la salute riproduttiva si prepara. Le linee guida ricordano che lavorare su alimentazione equilibrata, sensibilità insulinica, movimento regolare, sonno adeguato e gestione dello stress non è “un consiglio in più”, ma una parte essenziale della cura.
Significa scegliere pasti che stabilizzano la glicemia senza restrizioni inutili, introdurre un’attività fisica sostenibile che migliora l’insulina senza stressare il corpo, costruire routine di sonno più regolari e imparare a modulare lo stress, perché incide davvero su ovulazione e ormoni.
Non servono stravolgimenti, ma piccoli passi coerenti che nel tempo migliorano la probabilità di ovulare e rendono i trattamenti molto più efficaci.

Quando la PCOS è la causa dell’ , le nuove linee guida OMS indicano il letrozolo come prima opzione farmacologica, rispetto al passato. Se non funziona, si procede con un percorso graduale e ben calibrato, sottolineando l’importanza di avere un supporto medico chiaro, un piano condiviso e informazioni basate su prove, evitando trattamenti non raccomandati.

La PCOS non significa infertilità definitiva. Con diagnosi accurata, terapie aggiornate e un percorso cucito su di te, molte donne recuperano un’ovulazione efficace e aumentano le probabilità di concepire.

Fonti
• WHO, Guideline for the prevention, diagnosis and treatment of infertility 2025

La   non si manifesta nello stesso modo in tutte. C’è chi ha cicli molto irregolari e acne evidente, chi ha solo una leg...
25/11/2025

La non si manifesta nello stesso modo in tutte. C’è chi ha cicli molto irregolari e acne evidente, chi ha solo una leggera tendenza a ingrassare, chi ha fame intensa in certi momenti della giornata, chi scopre di avere la PCOS quasi per caso. Questo non significa che alcune la vivano “davvero” e altre no. Significa che la sindrome ha molte sfumature e che l’intensità dei sintomi dipende da diversi fattori che la ricerca sta chiarendo sempre meglio.

Uno degli aspetti più importanti riguarda la sensibilità agli androgeni. Due donne possono avere lo stesso valore di androgeni nel sangue, ma una avrà acne, peluria sul mento e perdita di capelli, mentre l’altra quasi nessun segno. I recettori della pelle rispondono in modo diverso e questo cambia la percezione dei sintomi.

Anche la sensibilità insulinica può modulare la PCOS. Una risposta insulinica alterata può amplificare fame, stanchezza, irregolarità dei cicli e sintomi cutanei, anche senza glicemia alta e anche se sei normopeso.

Per questo non basta guardare un singolo valore.

Un altro elemento è l’infiammazione di basso grado. Alcune donne hanno un livello infiammatorio più elevato, che può influenzare energia, metabolismo, ovulazione e pelle, rendendo il quadro più impegnativo.

Conta anche il microbiota intestinale. Negli ultimi anni gli studi hanno mostrato che la composizione della flora intestinale può influenzare insulina, androgeni e infiammazione. Questo aiuta a spiegare perché alcune donne rispondono meglio a certi cambiamenti alimentari e altre no.

Infine, ci sono genetica, stile di vita, sonno, stress, ritmo dei pasti e attività fisica. Non come colpa, ma come fattori che possono attenuare o amplificare i sintomi.

Se senti che la tua PCOS è “leggera” o “forte”, non significa che stai esagerando o immaginando. Significa che il tuo corpo sta rispondendo in un modo unico. La chiave non è paragonarsi, ma capire quali fattori stanno influenzando te.

Vuoi che approfondisca uno di questi aspetti
Scrivimelo nei commenti: potrebbe diventare il prossimo post.

La   è una sindrome multifattoriale e può manifestarsi in modi diversi da donna a donna. È per questo che, ad oggi, non ...
24/11/2025

La è una sindrome multifattoriale e può manifestarsi in modi diversi da donna a donna. È per questo che, ad oggi, non esiste una terapia unica e definitiva capace di cancellarla del tutto. Ma questo non significa doversi accontentare. Significa capire che la gestione non è una soluzione di ripiego, è il modo più efficace per riprendere in mano la tua salute.

Gestire la PCOS vuol dire lavorare su ciò che vivi ogni giorno: energia, cicli, sintomi cutanei, fame, sensibilità insulinica, benessere emotivo. Quando gli interventi sono davvero adatti a te, il corpo risponde. I cicli diventano più prevedibili, la glicemia più stabile, l'umore più stabile e la sensazione di fatica si alleggerisce. Molte donne raccontano di riscoprire un senso di armonia e fiducia nel proprio corpo.

Quello che conta è non perdere tempo con terapie non autorizzate, protocolli estremi, diete rigide o metodi che promettono soluzioni rapide. Non solo non funzionano, ma rischiano di complicare il quadro, aumentare lo stress, alterare il metabolismo e rendere più difficile ritrovare l equilibrio.

La strada che aiuta davvero è un insieme di scelte sostenibili: alimentazione adeguata, movimento gestibile, sonno regolare, riduzione dello stress e controlli periodici dei parametri più importanti, come sensibilità insulinica, tiroide, nutrienti essenziali e stato infiammatorio. Non si tratta di essere perfetta, si tratta di prenderti cura di te in modo concreto.

La PCOS non definisce chi sei.
La conoscenza e le scelte che fai, invece, possono definire come la vivi. Riprendere in mano la tua salute non è un atto di forza, è un atto di cura verso te stessa. Se senti che il tuo corpo sta chiedendo più ascolto, questo può essere il momento giusto per iniziare un percorso più consapevole e davvero tuo.

A volte prendere la vitamina D può creare qualche dubbio, soprattutto perché i suoi effetti non si sentono subito e potr...
19/11/2025

A volte prendere la vitamina D può creare qualche dubbio, soprattutto perché i suoi effetti non si sentono subito e potresti chiederti se serva davvero. Non senti nulla nell’immediato, non percepisci un cambiamento netto e finisci per chiederti se serva davvero. È normalissimo.
La vitamina D però lavora in profondità, e si comporta come un ormone non proprio come una normale vitamina. È coinvolta in tantissimi processi che riguardano energia, metabolismo, sensibilità all’insulina e infiammazione. E nella PCOS la sua carenza è davvero molto comune.

Per questo lo studio di cui parlo nel carosello è così interessante. È un RCT, quindi uno studio clinico molto affidabile, perché divide le partecipanti in modo casuale tra gruppo che riceve vitamina D e gruppo che non la riceve. In questo modo si capisce davvero se l’integrazione fa la differenza.

E i risultati sono chiari.
Quando c’è una carenza di vitamina D, integrarla funziona. I livelli tornano nella norma e migliorano diversi parametri metabolici importanti. Si abbassa l’insulina, migliora la sensibilità all’insulina e si riducono trigliceridi, colesterolo totale e LDL. I benefici sono più evidenti nelle donne con PCOS che hanno obesità o insulino resistenza, perché in questi casi la carenza ha un impatto ancora più forte.

Questo non significa che la vitamina D faccia dimagrire o sostituisca alimentazione e stile di vita. Significa che, se il tuo corpo è in carenza, correggerla può aiutare il metabolismo a lavorare meglio e sostenerti nel percorso.

Ricorda sempre che la vitamina D va assunta solo dopo valutazione medica. Dosaggio e durata vanno personalizzati sulla base dei tuoi esami e delle tue reali necessità.

Ora sono curiosa di sapere la tua.
Hai mai controllato i tuoi livelli di vitamina D? La stai assumendo oppure no? E come ti trovi? Raccontamelo nei commenti. 😊

Indirizzo

Via Berthollet 45
Turin
10125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
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La mia storia

Laurea Magistrale in Farmacia, Laurea Magistrale in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione Umana, Master internazionale di II livello in nutrizione e dietetica con indirizzo nutrizione nello sport, Master I livello in Nutrizione Sportiva, Già Professore AC presso SUISM, Università di Torino nel corso "Alimentazione dello sportivo".

Ho fondato il Global Sport Analysis Center insieme al dott. Beratto Luca, Amo scrivere e cominicare, quindi ho creato LotusFlowerPCOS Nutrition Center un blog tutto dedicato alle donne che soffrono di sindrome dell’ovaio policistico www.lotusflowerpcos.com

Sono e sono stata relatrice in numerose conferenze sia Italiane che Internazionali.

Ora sto svolgendo un dottorato di ricerca internazionale (UNINI MX) in Nutrizione, con indirizzo obesità e sindrome metabolica.