20/12/2025
In inverno il corpo chiede calore.
E chiede di essere aiutato a fluire .
Secondo l’Ayurveda, l’inverno è la stagione in cui tutto rallenta.
Il freddo contrae, il corpo trattiene, il metabolismo tende a spegnersi.
È qui che il lavoro diventa sottile:
mantenere vivo il fuoco digestivo (Agni)
e sostenere gli Srotas, i canali attraverso cui il corpo si nutre, elimina, si rinnova.
Quando Agni è debole, il cibo non viene digerito completamente.
Si accumula Ama, una sostanza pesante e stagnante che ostruisce gli Srotas.
Il corpo allora parla:
congestione, dolori articolari, gonfiore, intestino irregolare, stanchezza profonda.
In inverno questo è più facile che accada.
Il freddo tende ad aumentare Vata, portando rigidità, secchezza, insonnia.
La stagione, allo stesso tempo, favorisce l’eccesso di Kapha, con lentezza, pesantezza, difficoltà a partire.
Non è una colpa.
È la stagione.
Per questo, l’Ayurveda in inverno non punta a “stimolare”,
ma a scaldare, sostenere, accompagnare.
Con gesti semplici ma coerenti:
– cibi caldi, nutrienti, facili da digerire
– spezie che riaccendono Agni, come zenzero, cannella, cardamomo, pepe nero
– acqua calda, bollita, per aiutare la digestione e mantenere puliti i canali
– movimento quotidiano, senza forzare, per evitare il ristagno
– una routine regolare, la Dinacharya, che dà ritmo e stabilità al corpo
In inverno il corpo non chiede di fare di più.
Chiede di fare meglio.
Ascoltarlo, in questa stagione,
è già una forma di cura.