23/08/2022
In questi giorni ci sono molte cose che urtano la mia attenzione di terapeuta.
La prima riguarda il CORPO DELLE DONNE. Lavoro con I ragazzi in un progetto volto a prevenire la violenza sulle donne. Quello che mi colpisce ogni volta e' come, create le condizioni di ascolto protetto, il gruppo dei pari possa ascoltare con massima delicatezza storie che emergono come brutali e legate spesso a violenza domestica. Ci vuole forza ma anche molta delicatezza nell' affrontare questi temi. Ho visto in questi giorni, e mi preoccupo, un modo invece violento di mostrare la violenza.
La seconda questione riguarda il concetto di DEVIANZA. In ambito clinico, il mio, cio' ha a che fare con quello che si sposta in modo significativo dai tratti medi che si riscontrano in societa'. La devianza prima di essere bella o br**ta e' normale. La troviamo sostanzialmente in tutte o quasi le specie viventi. Quando pero' ci si occupa di esseri umani il discorso si complica perche' le devianze dalla norma, se hanno a che fare con la salute, possono essere sintomi da non ridurre alla superficie del comportamento. CIÒ CHE LA PSICANALISI CI CONSEGNA COME EREDITÀ ETICA È CHE IN CIASCUNO VIVE QUALCOSA CHE NON È OSSERVABILE MA HA TUTTAVIA A CHE FARE CON QUESTIONI STRUTTURALI TALORA IRRIDUCIBILI SOTTESE A COMPORTAMENTI PIU' O MENO DEVIANTI. Per questo motivo ogni cambiamento, che non si riduca a una violenta ortopedia del comportamento, deve passare per l’accostamento a questa dimensione di alterità che abita ogni individuo. Ciò si incontra nell’accostamento alla parola, a quello che l’individuo ci può riuscire a dire e con la responsabilità che può trovare nel nominare quello che lo anima di fronte a qualcuno che desidera farsi destinatario e testimone di questa apertura.
LE BASI PER IL CAMBIAMENTO STANNO NEL DARE SPAZI DI RICONOSCIMENTO ED ESPRESSIONE AI GIOVANI. QUESTE POSSONO AVVENIRE ANCHE ATTRAVERSO IL LAVORO CORPOREO MA SENZA ASCOLTARE LE PAROLE CHE RISUONANO IN QUEL CORPO NESSUNA TERAPIA E' POSSIBILE.