13/02/2026
RELAZIONI IN BILICO (quando il legame fa bene...e quando fa male)
Negli ultimi anni il modo in cui le persone vivono le relazioni è cambiato profondamente. Non è mutata la capacità di amare delle persone: è il contesto in cui si ama, in cui ci si relaziona, ad essere diventato più complesso, rapido e fragile.
Viviamo in una società iperconnessa, ma emotivamente disallineata. Sappiamo comunicare in tempo reale, ma facciamo sempre più fatica a sentirci davvero visti. Abbiamo strumenti sofisticati per raccontarci, ma meno spazio per ascoltarci.
Si vive spesso non tanto l’assenza di persone quanto piuttosto l’assenza di intimità. Relazioni rapide, sostituibili, spesso consumate più che vissute. Questo produce legami fragili e un senso di precarietà affettiva che alimenta a sua volta sentimenti di solitudine, ansia, paura dell’abbandono. Oggi le relazioni chiedono molto: presenza, comprensione, disponibilità emotiva, adattamento continuo. Allo stesso tempo offrono meno certezze. Questo squilibrio genera fatica e, spesso, confusione.
La coppia, in particolare, è chiamata a sostenere aspettative enormi. Non è più solo uno spazio affettivo, ma deve essere anche un rifugio emotivo, un luogo di realizzazione personale, una conferma identitaria. Molte relazioni entrano in crisi non per mancanza di amore, ma per sovraccarico relazionale: si chiede al partner di colmare vuoti che un tempo erano distribuiti tra più legami. In questo spazio di incertezza possono svilupparsi dipendenze affettive: relazioni in cui il legame diventa indispensabile per sentirsi al sicuro. L’altro diventa colui che determina il proprio valore personale. L’amore perde libertà e si trasforma in pura ansia.
Anche il rapporto genitori–figli è profondamente cambiato.
I genitori di oggi sono molto più presenti, ma spesso in difficoltà emotiva. La difficoltà maggiore non è l’educazione in sé, ma mantenere una posizione autorevole senza cadere nell’autoritarismo, essere empatici senza diventare amici, contenere senza invadere. I figli, dal canto loro, crescono in un mondo che chiede prestazioni precoci e offre pochi spazi di elaborazione emotiva.
Non meno complesse sono le relazioni professionali. Nel lavoro incontriamo sempre più spesso conflitti legati a comunicazioni inefficaci e confini poco chiari. Il collega diventa facilmente un rivale o una minaccia, soprattutto in contesti competitivi e instabili.
Le relazioni virtuali amplificano ulteriormente queste difficoltà. Espongono al confronto costante e alla ricerca di conferme esterne, rendendo più fragile l’autostima. Offrono contatto immediato ma spesso ne riducono la profondità.
La buona notizia è che la complessità non è una condanna, è una chiamata alla consapevolezza. Oggi, più che mai, è importante prendersi cura delle relazioni.
A volte seguire usare alcuni strumenti semplici e seguire dei passi concreti (v. check list) è sufficiente. Altre, nonostante l’impegno, la fatica rimane. In questi casi, confrontarsi con un professionista può aiutare a fare chiarezza, a comprendere i propri schemi relazionali e a trovare nuove modalità di stare con gli altri