28/01/2024
I PARAGONI, QUESTI TRADITORI.
Prendo spunto da un mio passo avanti personale per parlare di una infida trappola mentale, i Paragoni, nei quali i miei pazienti spesso finiscono per indugiare, e a causa dei quali dobbiamo lavorare sodo in terapia.
Oggi tornavo su un campo di tennis (sì, proprio nella giornata del trionfo di Sinner, fatalità) dopo nove mesi di stop a causa di un infortunio al ginocchio, peraltro non ancora guarito del tutto.
Solo palleggi facili con un maestro per non forzare, giocare a tennis davvero è un'altra cosa, ma la sensazione di colpire di nuovo la palla è davvero bella.
Notate come in una frase colloquiale, quasi distrattamente, ci siano finiti due PARAGONI.
Colpire la palla è paragonato sia ai nove mesi di stop (positivo) sia al 'tennis vero' (negativo).
Non è vero però che i Paragoni possano essere anche utili: i confronti verso il peggio vengono fatti volontariamente in occasioni particolari, come la mia, e spesso esprimono sollievo, raramente anche gratitudine. Sono però pur sempre Paragoni, una abitudine mentale che spontaneamente volge sempre a guardare il meglio. È la natura umana (del resto, sia pur volontariamente anch'io ho confessato che il tennis vero è un'altra cosa), se indugiamo nei Paragoni si finisce, prima o dopo a confrontarsi con qualcosa, qualcuno, un tempo passato o futuro MIGLIORE di quello attuale, per cui la sensazione che ne ricaviamo è di stare peggio!
Non si tratta perciò di forzarsi a fare dei Paragoni verso il peggio, non può funzionare: per quanti giorni riuscireste ad apprezzare di essere nati e vissuti, bene o male, in un paese opulento, senza guerre e carestie come ce ne sono in gran parte del mondo? È come dire ai bambini 'mangia, pensa a quelli che muoiono di fame'.
Ci dobbiamo sforzare a farlo, non funziona.
La strada che suggerisco è un'altra, quella di cambiare totalmente prospettiva: anziché chiedersi se la nostra situazione sia meglio o peggio (di qualunque cosa ci venga in mente), domandiamoci se siamo riusciti a trarne il massimo che si poteva, oggi, in questo momento.
'Sono riuscito a vivere la situazione di OGGI meglio che potevo?'
Se la risposta è sì, non serve nessun paragone.
PS: se oggi sono riuscito a rientrare in campo lo devo in gran parte a Michele Beltritti Fisioterapista , cui va il mio grazie.
E un grazie di cuore anche a Simona Colaiuda che me lo ha consigliato.
⭐❤️🍀