20/02/2026
Dolore alla SPALLA e al BRACCIO: da dove viene davvero e cosa fare
Se è mai capitato di avere un dolore che parte dalla spalla e scende lungo il braccio, si sa bene di cosa si parla.
E se è successo sul lato sinistro, probabilmente è scattato anche uno spavento: il primo pensiero va al cuore, e arriva il panico.
La buona notizia è che nella stragrande maggioranza dei casi non c’entra nulla il cuore.
Si tratta di una situazione ben definita a livello di muscoli, nervi e ossa.
La cattiva notizia è che capire esattamente da dove viene il dolore non è sempre semplice, perché le possibili sorgenti sono diverse.
Il problema della localizzazione.
Prima di vedere le possibili cause, c’è una cosa importante da capire.
Il corpo non ha la stessa sensibilità ovunque.
Sulla mano si riesce a sentire se uno spillo tocca in un punto o due millimetri più in là.
Ma a livello del braccio e della spalla è comune che il dolore si confonda.
Questo significa che un problema alla spalla può far male a metà braccio.
Un problema al collo può dare sintomi fino alla mano.
Un problema al polso può risalire verso l’alto.
Il dolore non sempre parte dal punto in cui si sente.
E questa è la prima cosa da tenere a mente.
Quando il problema parte dal collo.
La causa più comune di dolore che scende dalla spalla al braccio sono i problemi cervicali.
Si chiama cervicobrachialgia, ed è un classico.
Il dolore tipicamente parte dal lato del collo, quella zona del trapezio che tutti conoscono, e scende lungo la spalla fino al braccio.
A volte si ferma sopra il gomito, altre volte arriva fino all’avambraccio o alla mano.
Perché succede?
Per due motivi principali.
Il primo è la compressione dei nervi che partono dalla colonna e vanno al braccio.
Può essere causata da un’ernia cervicale o da un problema al disco vertebrale.
Il secondo, molto più comune, è la compressione degli stessi nervi causata da tensioni e contratture muscolari.
I muscoli scaleni, che stanno ai lati del collo, quando sono cronicamente contratti possono strozzare i nervi che ci passano in mezzo.
In questo secondo caso non c’è nessun danno strutturale.
Sono solo muscoli troppo tesi che fanno pressione dove non dovrebbero.
Quando il problema parte dalla spalla.
I problemi dell’articolazione della spalla spesso non si limitano a far male nel punto in cui c’è il guaio.
Tendono a irradiarsi in tutto il braccio.
Capita frequentemente con le tendiniti della cuffia dei rotatori, la famosa periartrite di cui tutti hanno sentito parlare.
In questo caso il dolore è abbastanza riconoscibile: aumenta nettamente quando si muove il braccio, soprattutto quando viene portato in alto o ruotato.
Ogni movimento che solleva la spalla oltre i 90 gradi evoca il dolore.
Il tendine del sovraspinoso, il principale della cuffia, ha la particolarità di far male spesso a metà braccio, anche se il problema è nella spalla.
È una questione di come sono collegati i nervi della zona.
Quando il problema parte dal polso.
Il dolore al braccio può anche risalire dal polso, anche se in questo caso raramente arriva fino alla spalla.
Il colpevole più comune è il tunnel carpale, quella condizione caratterizzata dal formicolio alla mano, soprattutto di notte.
Quello che succede è che il legamento e i tendini del polso aumentano di spessore con il tempo.
Se aumenta il loro spessore, c’è meno spazio per il nervo mediano che passa in mezzo.
Il nervo viene compresso, e da lì nascono i sintomi.
In questo caso, più che dolore vero e proprio, si avverte una nevralgia diffusa che sembra risalire dal polso verso l’alto, accompagnata da formicolio.
Quando il dolore è ovunque.
A volte il dolore non ha un punto preciso di partenza.
Non emerge con nessun movimento particolare.
È diffuso, vago, presente in tutto il braccio o addirittura in entrambe le braccia.
In questi casi si parla di nevralgia diffusa, e le cause possono essere diverse.
Può essere fibromialgia, una condizione caratterizzata da dolore diffuso in tutto il corpo e da un’irritazione generale del sistema nervoso.
Può essere uno stato di tensione e ansia persistente nel tempo.
Quando il sistema nervoso è cronicamente sull’attenti, i nervi diventano più sensibili e possono produrre uno stato di irritazione costante.
E poi ci sono i casi ibridi, che in realtà sono i più comuni: non c’è una singola causa precisa, ma un insieme di fattori che si sommano.
Il collegamento con la tensione nervosa.
Il plesso brachiale, cioè il fascio di nervi che va al braccio, passa attraverso i muscoli del collo e della spalla.
Se questi muscoli sono cronicamente tesi, cosa che succede quando si accumula stress, i nervi possono risentirne.
Non serve un’ernia per avere dolore al braccio.
Bastano muscoli abbastanza tesi da comprimere i nervi che ci passano in mezzo.
E qui si chiude il cerchio: stress, tensione muscolare, compressione dei nervi, dolore al braccio.
Ecco perché molte persone con questo problema notano che peggiora nei periodi di maggiore tensione emotiva, e migliora quando c’è più rilassamento.
Cosa fare concretamente.
Il bello di questa situazione è che, indipendentemente dalla causa specifica, l’approccio è simile.
L’esercizio mirato funziona su tutte le strutture potenzialmente coinvolte: muscoli cervicali, muscoli della spalla, nervi del plesso brachiale.
Lo stretching dei muscoli cervicali riduce la tensione che può comprimere i nervi.
Lo stretching del piccolo pettorale libera la spalla e migliora la circolazione al braccio.
Il movimento attivo porta vascolarizzazione e drenaggio in zone che possono esserne carenti.
Non serve capire con precisione millimetrica quale struttura stia causando il problema.
Serve far funzionare meglio tutto il sistema.
Il punto chiave.
Il dolore alla spalla e al braccio può avere diverse origini, ma quasi sempre coinvolge muscoli tesi, nervi irritati, o entrambi.
La buona notizia è che muscoli e nervi rispondono bene all’esercizio.
Quando si riduce la tensione muscolare e si migliora il movimento di tutta la zona, collo, spalla e braccio, i sintomi tendono a diminuire, indipendentemente da quale fosse la causa iniziale.
Non cercare la diagnosi perfetta.
Cerca di far funzionare meglio il sistema nel suo insieme.
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