13/12/2025
Cosa ci insegna Lindsey Vonn??
All’inizio il corpo vola.Scende, cade, si rialza. Vince. Il dolore è solo rumore di fondo.
Poi, col tempo, il corpo presenta il conto. Un ginocchio che cede. Legamenti che si rompono. Ossa che si spezzano. Interventi chirurgici che tengono insieme ciò che prima era naturale. E ogni ritorno non è mai uguale al precedente.
Gli infortuni non arrivano come un singolo evento,ma come una lunga conversazione forzata con il corpo. Una conversazione che, prima o poi, non si può più rimandare.
Arriva il momento in cui il dolore non è più qualcosa da superare, ma una presenza costante. Una protesi al ginocchio. Placche, viti. Metallo che diventa parte della storia.
E sarebbe facile fermarsi lì. Chiudere il capitolo e chiamarlo fine.
Invece Lindsey Vonn fa un’altra scelta. Accetta che il corpo sia cambiato.Smette di chiedergli di essere quello di prima e inizia ad allenarlo per quello che è adesso.
Il suo corpo si trasforma.Meno sfida cieca, più forza costruita.Meno velocità a tutti i costi, più controllo. L’allenamento diventa ascolto, equilibrio, rispetto. Il recupero non è più una pausa, ma parte integrante della prestazione.
E in questo percorso non è sola. Ci sono professionisti che osservano, valutano, dosano, accompagnano. I fisioterapisti non promettono miracoli, ma costruiscono possibilità.
E quando Lindsey Vonn torna, non torna per dimostrare qualcosa. Torna perché può.
Perché ha imparato a convivere con il dolore, non a negarlo. Perché ha trovato un nuovo modo di essere forte.
E se a 41 anni, dopo cinque anni di ritiro,con una protesi al ginocchio e un corpo segnato dagli infortuni,vinci una gara di Coppa del Mondo,significa che la vera forza non è avere un corpo intatto,ma costruire una relazione così profonda con il proprio corpoda permettergli di esprimersi, comunque, al massimo di ciò che può essere.
E a noi, comuni mortali, cosa insegna tutto questo?
Che non serve essere atleti d’élite per fare i conti con un corpo che cambia. Basta vivere. Basta infortunarsi. Basta convivere con un dolore che non se ne va come dovrebbe.
La riabilitazione non è tornare “come prima”.È imparare a muoversi dentro una nuova realtà corporea. Un corpo con cicatrici non è un corpo fallito. È un corpo che ha una storia.
E per un paziente, spesso, la vera vittoria non è eliminare ogni dolore,ma tornare a fidarsi del proprio corpo. Tornare capaci.
Chapeau, regina delle nevi ❄️.