Luisa Fornasiero

Luisa Fornasiero Creatrice del metodo REAL™ – Riequilibrio Energetico Algoritmo Life.
(1)

🎤 Luisa Fornasiero
Coach del Benessere | Creatrice del metodo REAL™
✨ Aiuto le donne a ritrovare equilibrio, autenticità e forza interiore
📍 Udine & Online | 💌 Consulenze personalizzate Guido le persone a ritrovare equilibrio e benessere attraverso parole, frequenze e consapevolezza.

In questo video condivido una storia vera che mi ha segnata profondamente.Durante una Classe di Guarigione Energetica, u...
06/02/2026

In questo video condivido una storia vera che mi ha segnata profondamente.

Durante una Classe di Guarigione Energetica, una donna nel pieno di una battaglia oncologica pronunciò una frase che ha cambiato il suo modo di guardarsi:

“Io sono molto più della mia malattia.”

Da quell’esperienza nacque un nuovo modo di vivere la vita, riscoprire desideri dimenticati, tornare a sentirsi vivi anche nel mezzo della prova.

Racconto perché queste storie sono all’origine dei miei percorsi, delle mie ricerche e dei nuovi format che sto preparando per il futuro.

A volte basta una frase per riaprire uno spazio dentro.

“Io sono molto più di quello che mi sta accadendo.”

In questo video condivido una storia vera che mi ha segnata profondamente.Durante una Classe di Guarigione Energetica, una donna nel pieno di una battaglia o...

CONSAPEVOLEZZE(Per gentile concessione di un'anima in ascolto)02.02.26Esistono livelli...di consapevolezza, di coscienza...
06/02/2026

CONSAPEVOLEZZE
(Per gentile concessione di un'anima in ascolto)
02.02.26

Esistono livelli...
di consapevolezza, di coscienza, di vita, di integrazione, di bellezza...
Esistono livelli di cuore, di spirito, di materia, di dimensioni...
Esistono infine livelli di elevazione.
Passate attraverso tutti questi livelli per cercare di elevare voi stessi, il vostro fisico, la vostra materia e tutti, indistintamente voi stessi.
Siete un insieme di livelli, come descritti sopra ed il vostro Essere, quello che si manifesta, è un insieme dei livelli che avete visto prima...
Se un livello non è attivato ottimamente, l'altro non andrà in attivazione...
Sono dei passi, degli step, per elevare tutto quello che avete dentro e che potete attivare.
Un'attivazione profonda che non passa solo per il mentale, ma anche per il materico, per lo spirituale e per il livello di Coscienza, sia animica che spirituale.
Non è dato a sapere a nessuno il livello che ha raggiunto un incarnato o un disincarnato, è un concetto che non riuscite ancora a capire, è un concetto che non vi permette di accedere al livello successivo.
Lasciate tutto quello che vi blocca, che sia rabbia, che sia giudizio, che sia rivolto verso voi stessi o verso gli altri...
Ed il livello si sbloccherà anche se voi pensate di non avere la prontezza necessaria.
Non siete e non sarete voi a capire quando sarete pronti per i vostri “salti quantici evolutivi”, sarà SEMPLICEMENTE il livello da voi raggiunto che vi permetterà di accedere a quello che pensate voi stessi, a livello mentale, di avere già raggiunto.
Queste frasi possono risultare dure, ma è la verità che viene rivelata in tutta la sua durezza ed in tutta la sua Luce.
È la verità che parla alla vostra Anima ed è la verità che si innalza in quel momento quanto siete e sarete pronti per essere meri spettatori di quello che accade, senza giudizio, senza paura, senza tristezza, ma lascerete andare quello che vi suggerisce la mente...
È quello che volete vedere che vi frena, piuttosto che quello che siete pronti a vedere.
La differenza è molto sottile ma molto sostanziale.
Soffermatevi su queste parole, soffermatevi su questi concetti.
Avete tutti il diritto, oltre che il “dovere”, di lavorarci se riuscirete a capire cosa si cela dietro queste semplici parole.
A volte la mente umana, viziata dagli schemi che vi hanno installato dentro, non vuole capire ciò che è lapalissiano.
Ed è il momento che la mente la lasciate al suo posto, senza che essa prenda il sopravvento su quello che credete di aver raggiunto, ma in realtà non è.
Ed è la differenza sostanziale di un ragionamento animico, mentale o spirituale...
lasciate scorrere e lasciate andare...
Lasciate che la vostra Anima, che il vostro Cuore, che il vostro Spirito si indirizzi, senza limiti e limitazioni mentali.
Siete voi tutto quello che vi concedete di essere e siete voi stessi che limitate i vostri livelli o li fate andare avanti.
Come sempre.
Dipende tutto, solamente da voi e dalle vostre consapevolezze raggiunte.

Eric



UN BAGNO DI UMILTA'

Se lo togliamo dal linguaggio simbolico e lo riportiamo alla vita reale, il senso di questo ultimo messaggio è molto chiaro: la crescita interiore non è una passeggiata.

L’evoluzione avviene per livelli: mente, corpo, emozioni, spirito, coscienza.
Se uno di questi resta bloccato, anche gli altri rallentano.

E nessuno può dichiarare di essere arrivato.

La mente ama anticipare, costruire immagini di sé, pensare di essere più avanti di quanto siamo davvero. Ed è proprio questo che frena.

Rabbia, giudizio verso noi stessi, giudizio verso gli altri. Quando ci sono queste emozioni l’integrazione si ferma.

Non è ciò che vogliamo vedere che conta, ma ciò che siamo pronti a vedere.

Aspettative e desiderio di conferme sono ostacoli.

Il testo è molto chiaro anche su un altro punto: la responsabilità è personale.
Nessuno fa il lavoro al posto nostro.
Nessun “evento esterno” ci trasforma automaticamente.

La crescita passa dalle scelte quotidiane, dall’onestà con sé stessi, dall’ascolto reale di ciò che succede dentro.

E' un invito a

– lavorare su tutti i livelli, non solo su quello mentale
– smettere di confrontarsi e misurarsi
– osservare rabbia e giudizio
– lasciare andare le aspettative rigide
– restare nel presente
– assumersi la responsabilità del proprio percorso

Niente proclami, solo lavoro vero su di sé.

Una delle domande che mi fanno più spesso (soprattutto gli uomini) è: ma perché chiami “algoritmi” queste pratiche?La do...
03/02/2026

Una delle domande che mi fanno più spesso (soprattutto gli uomini) è: ma perché chiami “algoritmi” queste pratiche?

La domanda andrebbe posta a Elia Tropeano, che ha elaborato alcuni esempi strutturali fondamentali - come l’algoritmo a 5 fasi, a 3 fasi e il super algoritmo - da cui poi ho personalmente sviluppato molte applicazioni.

Nel Metodo REAL™ questo mondo si è ampliato, articolato e trasformato in un sistema coerente di lavoro: algoritmi della parola, parola immaginata, algoritmi esperienziali, codici esperienziali, movimenti mentali.

Siamo abituati a sentire la parola “algoritmo” legata ai computer o ai social, ma il suo significato originario è molto più semplice.

Un algoritmo, in senso ampio, è una sequenza ordinata di passaggi che porta a un risultato attraverso un numero finito di ripetizioni.

In linguaggio semplice:

si esegue una fase,
si osserva cosa succede,
si ripete per qualche ciclo…
e poi ci si ferma, perché qualcosa è cambiato.

Nel Metodo REAL™ la parola algoritmo indica una struttura viva che può lavorare con la parola, con le immagini interiori o con l’esperienza corporea.

In ogni caso la logica è sempre la stessa:

inizio
movimento
ripetizione
e chiusura.

Nessun rituale infinito.
Nessuna pratica da fare “per sempre”.

Quando il sistema cambia, la sequenza si conclude.

È questo che rende un Algoritmo diverso da un esercizio generico: ha una direzione, una struttura, e accompagna la persona verso una nuova organizzazione interna.

Nel Metodo REAL™ gli algoritmi sono alfabeti interiori, codici esperienziali. Movimenti mentali che diventano corpo, presenza, consapevolezza.

Ogni volta che ne utilizziamo uno, stiamo semplicemente insegnando al sistema corpo-mente-spirito a ricordare una nuova strada.

Questo è solo l’inizio: nel prossimo libro di prossima pubblicazione il lavoro sugli algoritmi nel Metodo REAL™ verrà ampliato, sistematizzato e raccontato in modo ancora più completo.

Negli ultimi mesi ho ricevuto moltissime email dopo il percorso Rinascita. Messaggi intensi, profondi, a volte pieni di ...
01/02/2026

Negli ultimi mesi ho ricevuto moltissime email dopo il percorso Rinascita. Messaggi intensi, profondi, a volte pieni di lacrime, altre volte di rabbia, altre ancora di sollievo.

Mi sento onorata di leggere le vostre parole, perché so cosa significa attraversare certe tempeste interiori. So cosa vuol dire ritrovarsi in situazioni che spiazzano, che feriscono, che fanno crollare certezze, relazioni, identità.

Il percorso Rinascita è nato proprio da una comprensione reale di cosa vuol dire doversi rimettere in piedi, pezzo dopo pezzo.

Per questo, se senti il bisogno di buttare fuori ciò che hai dentro, puoi scrivermi. Una mail, uno sfogo anche disordinato.

Qui trovi ascolto, rispetto, accoglienza.
E ti leggerò con cura e senza giudizio.

Voglio anche aggiungere che se qualcuno decide di condividere nei commenti un pezzo della propria storia, una ferita, un momento difficile… invito tutti a rispondere con sensibilità.

Perché nei passaggi dolorosi ci si sente spesso soli, isolati, incompresi. A volte proprio in famiglia si riceve più giudizio che ascolto.

Sapere di avere una rete attorno, anche virtuale, cambia tutto.

Sto osservando quanto la scrittura stia aiutando molte persone a dare forma alle emozioni, a ritrovare equilibrio.

Da qui sta nascendo l’idea di creare un nuovo percorso dedicato proprio ad imparare a scrivere le emozioni, superare i blocchi, trovare le parole quando sembrano mancare, usare la scrittura come strumento di riequilibrio e chiarezza.

Se ti risuona… resta in ascolto.

E se senti che oggi le parole vogliono uscire, scrivimi utilizzando questo modulo:
https://luisafornasiero.it/

Qui, se vuoi, camminiamo insieme. 🫶

Mi capita spesso, durante conferenze e incontri, che alcune persone particolarmente sensibili chiedano a quale tipo di “...
01/02/2026

Mi capita spesso, durante conferenze e incontri, che alcune persone particolarmente sensibili chiedano a quale tipo di “luce” mi riferisco in certi mantra o certi algoritmi.

È una domanda legittima, profonda, che nasce da un ascolto attento e da una formazione spirituale seria.

Proprio per questo motivo sento che è arrivato il momento di mettere per iscritto ciò che intendo quando parlo di luce nel mio lavoro.

Da dove nasce questo linguaggio, quale sorgente sto evocando e in che modo questa parola viene utilizzata dentro il Metodo REAL™.

QUANDO DICO LUCE

Quando parlo di luce, pace, amore, verità, intendo qualcosa di molto preciso: la Luce della creazione. La sorgente che anima la vita, quella vibrazione originaria che, nella tradizione cristiana, viene chiamata Luce Cristica e che in altri linguaggi è coscienza universale, principio creatore, intelligenza della vita.

Nel mio lavoro scelgo parole che possano attraversare sensibilità differenti, perché la trasformazione autentica non appartiene a una dottrina.

Appartiene all’esperienza viva di chi sente, ascolta, si riallinea.

Quando nei mantra o negli algoritmi trovate frasi come
“sono luce”
“sono pace”
“sono amore”
“sono verità”
"Io Sono"
non sto facendo un’affermazione mentale.

Sto indicando un ritorno alla Fonte. Un riconoscimento profondo di ciò che è un essere umano, prima ancora delle ferite, delle storie, delle paure.

Il Metodo REAL™ nasce nel punto in cui parola, corpo ed emozione si incontrano.

Nel dialogo con l’intelligenza biologica ed emotiva.

Nel rispetto dei tempi interiori.

Nel linguaggio che accompagna invece di imporre.

La parola per me é uno strumento di ascolto.

Una chiave che apre la porta della coerenza.

È un ponte tra coscienza e materia, tra spirito e carne, tra ciò che siamo stati e ciò che sta chiedendo di essere.

La spiritualità che porto non è alla ricerca di conversioni.

Crea risonanza.

Parla a chi crede, a chi cerca, a chi sente senza avere un nome preciso per ciò che sente.

Perché quando una frase inizia a vibrare nel corpo, quando qualcosa si alleggerisce nel petto, quando una cellula ricorda chi è… il linguaggio teologico passa in secondo piano.

E resta l’esperienza.

Questa è la radice del mio lavoro.
Una spiritualità incarnata.
Una luce che scende nel sistema nervoso, nella voce, nella postura, nella storia personale.

Una presenza che prende forma nel quotidiano.

Il potere che esploro si risveglia quando le parti interiori tornano a dialogare.

Quando la parola allinea e il cuore si apre come fiume d'acqua corrente.

È da qui che parlo, che scrivo e che accompagno. ✨💞

Quando mi chiedete via  mail un algoritmo su questo e quel problema sorrido con affetto, con rispetto, con comprensione ...
29/01/2026

Quando mi chiedete via mail un algoritmo su questo e quel problema
sorrido con affetto, con rispetto, con comprensione profonda.

Perché se funzionasse così, se bastasse inserire la richiesta come una monetina in un jukebox… probabilmente oggi vivrei su un’isola tropicale.

Un algoritmo difficilmente nasce per caso.

Nasce da un’attivazione, da una persona che sta vivendo qualcosa di importante e sente il bisogno di ascoltarsi in modo diverso.

E no, quasi mai succede che qualcuno arrivi e dica: “Mi serve un algoritmo per questo” e io lo scriva in cinque minuti.
Il processo è molto più profondo.

Di solito serve un incontro: un’ora, a volte di più.
E a volte nemmeno in quell’incontro nasce subito l’algoritmo “su misura”.

Perché prima di tutto ascolto, faccio domande.
Domande che non sono preordinate, preparate a tavolino, dentro una scaletta fissa.

Seguono il mio sentire, nascono da ciò che la persona racconta, da come parla, dalle parole che tornano più spesso, da certe espressioni, dal modo in cui si muovono gli occhi, dal corpo, dal tono della voce.

E ogni volta il quadro cambia perché ogni persona è diversa e porta un universo.

Bisogna osservare il soggetto da più punti di vista, iniziare a lavorare insieme.
A volte facciamo già qualche algoritmo durante l’incontro, per sentire come risponde il corpo, come reagisce il sistema interiore, che tipo di immagini emergono, che emozioni si affacciano.

Ed è proprio grazie a questo processo minuzioso di ascolto, osservazione e intuizione che prende forma qualcosa di nuovo.

Spesso il mio sentire mi orienta verso domande che, razionalmente, non avrei mai pensato di porre.
E invece lì si apre una porta.

Da quel tipo di analisi nasce raramente un solo algoritmo.
Molto spesso ne nasce una costellazione.

Perché magari lavoriamo sul sintomo… e insieme sull’origine e la causa.
Sul corpo fisico… e nello stesso tempo su ciò che vive nel piano mentale ed emotivo.
Sulle immagini archiviate nel profondo.
Sulle memorie silenziose.
Su ciò che chiede spazio per essere riletto, integrato, trasformato.

Il lavoro che faccio è estremamente minuzioso.
E quello che pubblico o dono gratuitamente è solo una piccola parte di ciò che accade dietro le quinte.

Perché anche dopo una consulenza personalizzata io chiudo Zoom…
ma continuo a lavorare.
Ascolto ciò che è emerso, rileggo le informazioni, seguo le direzioni che si sono accese durante l’incontro.

E continuo anche dopo, quando la persona mi racconta che cosa è affiorato grazie a un algoritmo, a un mantra, a una storia di visualizzazione guidata.
Cose che magari nemmeno lei o lui sapeva di avere pronte per essere elaborate.

Tutti questi segnali sono indicazioni sottili che mi mostrano dove andare, cosa affinare, che direzione prendere.

Dietro un algoritmo che nasce c’è relazione, ascolto, tempo.
C’è presenza.
C’è un dialogo profondo con ciò che vive dentro la persona.

Questi processi seguono una loro intelligenza.
Una corrente viva.
E quando vengono onorati, sanno portare esattamente dove serve.

Una sessione individuale rappresenta il primo vero spazio di incontro.
https://luisafornasiero.it/percorso-individuale/

LA MELA MARCIA CADE SEMPRE AI PIEDI DELL'ALBEROMia suocera sapeva tutto. Non sapeva delle mie corna: sapeva della doppia...
29/01/2026

LA MELA MARCIA CADE SEMPRE AI PIEDI DELL'ALBERO

Mia suocera sapeva tutto. Non sapeva delle mie corna: sapeva della doppia vita di suo figlio!
Lo ha sempre sostenuto, difeso nelle peggiori nefandezze, coperto, protetto. Giustificato. A mia insaputa.

Quando ho scoperto il tradimento di lui è stato devastante.
Ma scoprire il tradimento di lei è stato una detonazione.
Una bomba... Qualcosa che ti impedisce di tornare sui tuoi passi.
Che blocca ogni tentativo di perdono.
Che ti strappa via l’idea di famiglia, di fiducia, di protezione.

Dentro si scatena la parte più oscura dell’essere umano: arriva una rabbia primitiva, feroce, incontrollabile. Una di quelle emozioni che fanno paura. Che ti costringono a guardare in faccia l’abisso che si apre quando scopri di essere stata ingannata da più persone insieme.

Sì, mia suocera conosceva l’amante storica di mio marito.
Lei sapeva. Non so come e con quale scusa gliel’abbia presentata, ma sapeva.

E mentre sapeva…
veniva a pranzo a casa mia.
Mi abbracciava.
Mi diceva che ero una figlia.
Mi faceva regali.
Andavamo insieme a passeggio, a fare compere... Piccole attenzioni quotidiane, sorrisi, buffetti affettuosi. Confidenze.

E mentre faceva tutto questo… custodiva un segreto che distruggeva il mio matrimonio: proteggeva suo figlio.
Era pronta a sostenere la bugia, a mantenere la doppia vita.
A guardarmi negli occhi sapendo.

Come si giudica una donna così? Cosa si pensa di una madre del genere? Una madre che cresce un figlio nella menzogna, nella falsità. Nella vita parallela. Nella manipolazione. Nel nascondere la propria identità reale sotto una maschera?

Perché qui si va oltre il tradimento coniugale.
Qui si parla di complicità familiare, di silenzi che educano, di bugie tramandate, di un sistema che protegge chi ferisce.

Quando scopri una cosa simile senti il corpo reagire prima ancora della mente. Lo stomaco si chiude, il petto brucia, il cuore si irrigidisce, smette di ba***re.
La fiducia implode.

La mela non cade lontano dall’albero.
In questo caso la mela marcia è caduta proprio ai piedi dell’albero.

‼️Questa email è arrivata alla conclusione del percorso Rinascita, seconda edizione.

E' un atto di denuncia, denuncia di una struttura che ha scelto di coprire invece di proteggere. Di un legame familiare - se possiamo chiamarlo così - usato per mantenere un inganno.

Il perdono nasce dalla verità. Dalla responsabilità.
Dall’assunzione delle conseguenze. Quando queste cose mancano, resta solo una consapevolezza dura e limpida: alcune persone recitano, alcune famiglie difendono il copione, alcune mele crescono già avvelenate alla radice.

E dire le cose come stanno, senza addolcirle, diventa il primo gesto di dignità verso sé stessi.

Quello che ha vissuto questa donna lascia un segno profondo.
Tradimento, complicità, doppia vita, sguardi finti, affetti recitati.
Quando l’inganno arriva da più direzioni insieme, il dolore raddoppia. Si moltiplica. E scava.

Eppure, dentro le sue parole, oltre alla rabbia e allo sgomento, sento qualcosa di potentissimo: una donna che resta in piedi.

Una donna che sceglie di camminare avanti.
Una donna che progetta vita nuova mentre si lascia alle spalle fango e menzogna.

Questo è il punto più alto del suo percorso.

Il perdono che conta adesso riguarda solo lei.

Quelle persone restano dentro le loro scelte. Dentro la rete che hanno tessuto. Dentro un gioco di bugie che si alimenta da solo.

Chi vive di doppiezza continua a riprodurla, ab libitum.
Chi cresce dentro dinamiche fondate sulla falsità porta avanti lo stesso copione.

Lasciali dentro quella palude: appartiene a loro!
Tu stai uscendo.

Lascialo pure alla sua amante: si riconoscono perché vibrano sulla stessa frequenza.

Quando le persone costruiscono legami sul falso, la struttura si consuma dall’interno. Alla fine resta soltanto un groviglio di vipere, e quando manca nutrimento sano, si divorano tra loro.

❤️ Tu, invece, scegli aria nuova.

Quello che stai facendo adesso si chiama dignità, lucidità.
Si chiama rinascita vera.

Porta con te ciò che hai imparato: la capacità di ascoltarti, la forza di guardare in faccia la realtà. Il coraggio di progettare ancora.

Cammina leggera, anche quando il ricordo pesa.
Ogni passo che fai lontano da quell’inganno costruisce una versione più integra di te.

Resta con questa verità: tu meriti trasparenza, presenza, onestà, rispetto, amore adulto.

Io ti onoro per il lavoro che hai fatto. ❤️
Per la sincerità. ❤️

Per la luce che, anche dopo tutto, hai scelto di continuare a portare. ❤️

CREERETE LA VOSTRA REALTÀ (Per gentile concessione di un'anima in ascolto)20.01.26Quel Raggio che colpisce...Salta, apre...
27/01/2026

CREERETE LA VOSTRA REALTÀ
(Per gentile concessione di un'anima in ascolto)
20.01.26

Quel Raggio che colpisce...
Salta, apre, distrugge... ricostruisce...
Quel raggio d'oro che ascende su Gaia, lancia fiamme sulla Terra, per estremizzare la sua prossima preparazione...
E' un raggio galattico, proveniente da quel Centro che tutti vedete...
Si alimenta passando attraverso il Grande Mare, distoglie l'attenzione del superfluo e fa prestare attenzione all'Essenza ed all'Essenziale.
Va, ripulisce, si fa vedere...
Illumina, rinvigorisce, fa in modo di entrare nei più angusti angoli per prendere con sé tutta Gaia e la Terra.
Non si affievolisce, aumenta la sua portata, aumenta il suo potenziale...
E' ora di sfaldare tutto quello che è rimasto in bilico...
E' ora di ripulire tutti gli stracci del vecchio mondo, è ora di dare continuità a quel cambiamento voluto da secoli.
Da quando la famosa Isola è sprofondata, si sono persi temporaneamente tutti i saperi... E si sono dovuti ricostruire, in modo da tornare in auge in consapevolezza e in saperi...
Le potenzialità che sono state nascoste stanno rinascendo, partendo dalla frequenza del vostro cuore.
Frequenze che da ora in poi verranno “misurate” diversamente, non con strumenti umani, ma con risonanza... Con assonanza... con il piacere di stare o meno vicino una vibrazione o una frequenza...
E questo raggio incomincia a mostrare la via...
Quella via stretta ed angusta percorsa dai più, in maniera inconsapevole...
Tagliate le ali al vento, tagliate le mani al destino e portate la vostra attenzione su quello che volete si realizzi.
E' il Volere la più grossa realizzazione, ed è in vostro pieno potere la nuova Creazione della vostra Realtà.
Il raggio di consapevolezza che smaterializza le supposizioni e le credenze umane, che va ad integrare e se serve a spaccare le ideologie fallaci.
Va ad innalzare le frequenze e le reazioni alle frequenze...
Andate incontro al nuovo Mondo, sempre sapendo che... TUTTO VIENE CREATO...
Siete voi i creatori del nuovo mondo e della nuova consapevolezza...
Passa attraverso la rete dei cuori la diffusione della Nuova Energia.
E la rete dei cuori è già attivata... da giorni, mesi, anni...
E la nuora rete del cuore è già connessa, da sempre.
I nodi che prima la bloccavano si stanno sciogliendo come neve al sole, ma allo scioglimento completo di tutti i nodi verrà data la possibilità di creare quello che più vi aggrada...
Tutti creerete la vostra realtà, somma della vostra percezione e della vostra volontà.
Nessuno potrà impedirvi di creare... se non voi stessi.
Abituatevi a guardare i raggi di luce senza protezioni, abituatevi a guardarvi dentro senza protezioni, abituatevi a sentirvi e calarvi dentro il vostro cuore... per capire che l'eternità appartiene al vostro Essere.

Eric



INTERPRETAZIONE

“È curioso… si parla di un Grande Mare cosmico, di energie che scendono dal cielo… e poi di un’isola mitologica sprofondata nel mare terrestre. Come stanno insieme queste due immagini?”

Nei messaggi, secondo me, esistono due livelli di racconto.

Il “Grande Mare” viene usato come immagine di un campo vastissimo di energia e coscienza: un oceano cosmico che collega cielo e terra, dimensioni diverse, tempi diversi.
Non è una mappa geografica, ma un simbolo di origine, memoria e flusso universale.

Quando invece compare l’immagine dell’isola sommersa, si entra in un altro piano: quello della storia mitica dell’umanità, delle civiltà antiche, di una conoscenza perduta e poi dimenticata.

Uno è il mare del cosmo. L’altro è il mare della Terra.
Vengono messi insieme perché questi messaggi raccontano sempre la stessa cosa da due prospettive:

quello che si muove “in alto”
si riflette “in basso”.

Ciò che cambia nei piani sottili si traduce nella vita concreta dell’umanità.

Il ritorno di una coscienza più ampia viene descritto sia come evento cosmico… sia come recupero di qualcosa che l’essere umano aveva smarrito lungo il suo cammino.

Atlantide, in questo senso, non è tanto una previsione archeologica.
È un simbolo potentissimo: rappresenta l’età in cui l’umanità aveva accesso a certi saperi e poi li ha persi.

Ora il messaggio dice che quella memoria torna.
Non come impero.
Non come civiltà unica.
Ma come risveglio diffuso, persona per persona, cuore per cuore.

È come se il racconto stesse scendendo di livello: prima parlava quasi solo del cosmo.
Ora parla anche della nostra storia.

Per dire una cosa molto semplice: la trasformazione non resta nei cieli. Arriva nella vita umana.

E passa attraverso di noi.

E ieri sera, alle otto precise… ho chiuso l’ultima pagina del secondo libro.Trenta giorni intensi.Dodici ore al giorno d...
25/01/2026

E ieri sera, alle otto precise… ho chiuso l’ultima pagina del secondo libro.

Trenta giorni intensi.
Dodici ore al giorno davanti al monitor.
Leggere, rileggere, stampare.
Leggere ad alta voce.
Leggere nella testa.
Entrare nella pelle del lettore.
Chiedermi: capirà? si divertirà? sentirà quello che sento io? userà davvero questi strumenti?

Nel frattempo la vita lavorativa continuava a galoppare come un treno in corsa.
Sessioni, progetti, impegni.
La vita sociale… ecco… quella ha fatto un elegante inchino ed è uscita di scena.

Quando ho messo il punto finale…
giuro: il cuore ha esultato, i piedi hanno saltato, il corpo intero gridava EUREKA!
Io cucinavo con un sorriso stampato in faccia e dentro pensavo:
ce l’ho fatta. Davvero.

Poi, mentre tagliavo verdure, già progettavo la domenica successiva.
Indice.
Il famigerato indice.

La prima bozza mi aveva fatto sgranare gli occhi:
“Serve una lente d’ingrandimento o un segnalibro telescopico?”
Un indice lungo quanto un libricino… anche no, grazie.

Così oggi, in questa giornata grigia e piovosa del Friuli Venezia Giulia, mi siedo con il bisturi del cesello.
Limare.
Ottimizzare.
Rendere chiaro già dalla prima occhiata.

Perché ognuno entra in un libro a modo suo.
C’è chi parte dalla prima pagina e si gusta il viaggio.
C’è chi cerca il cuore, la visione, il senso profondo.
C’è chi punta dritto agli algoritmi per argomento, con la bussola in mano e lo sguardo pratico.

L’indice deve parlare a tutti.
Accogliere.
Orientare.
Far dire: ok, questo libro fa per me.

Gennaio sta salutando piano piano.
Io sogno una chiusura in bellezza e la consegna del manoscritto a Barbara Zippo per la seconda revisione.

La prima l’ho affrontata in modalità chirurgo.
Qui entrerò in scena con il fioretto.

Il grosso vive già sulla pagina.
Le domande profonde hanno trovato spazio.
Le ossa portanti sono al loro posto.

Ora… affido il resto a Dio.

E continuo a sorridere.
Perché creare un libro così…
somiglia parecchio a scalare una montagna.
Arrivi in cima stanca, spettinata…
e con una vista che toglie il fiato.

Il post che ho pubblicato ieri nasce da un’intenzione precisa: creare uno spazio di consapevolezza, non aprire un dibatt...
22/01/2026

Il post che ho pubblicato ieri nasce da un’intenzione precisa: creare uno spazio di consapevolezza, non aprire un dibattito tra etichette alimentari, scelte ideologiche o appartenenze.

Ho parlato di carne, sì. Ma il punto vero resta un altro: le memorie che quel cibo porta con sé. Le informazioni che entrano nel nostro corpo. Le tracce biologiche ed emotive che viaggiano attraverso le generazioni, da ciò che hanno mangiato i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri avi, fino a noi.

La domanda allora si amplia: quanta presenza mettiamo in ciò che introduciamo nel corpo? In ciò che è vivo e in ciò che è spento. In ciò che mangiamo, in ciò che beviamo, in ciò che respiriamo ogni giorno?

E qui si apre un altro livello di attenzione. Anche l’alcol dialoga con il nostro sistema biologico in modo profondo, soprattutto quando parliamo di superalcolici. Nel corpo femminile, poi, i tempi di smaltimento risultano spesso più lenti: un’informazione che negli anni ho osservato e studiato, e che invita a un ascolto ancora più sottile dei segnali interni.

Il centro, però, resta sempre lo stesso: noi.
Le nostre scelte quotidiane.
Scelte che nascono dall’ascolto oppure dal contesto, dalla società, dal ritmo che ci avvolge, dalle convinzioni che assorbiamo senza accorgercene.

Perché siamo fatti di pensieri.
I pensieri passano attraverso le parole.
Le parole diventano azioni, abitudini, credenze.

E anche questo diventa nutrimento.

Se viviamo costantemente nella paura di sbagliare cibo, nel sospetto continuo, nell’esclusione sistematica di tutto - questo sì, questo no, questo forse - rischiamo di trasformare il pasto in tensione, il corpo in un campo di battaglia. E ancora non viviamo di aria soltanto, almeno oggi. Parentesi aperta: anche se qualcuno mi ha raccontato dell’esistenza dei cosiddetti respiriani… parentesi chiusa.

Il punto resta uno: portare consapevolezza nel corpo che abitiamo.
Capire come funziona.
Ascoltarlo davvero.

Ascoltarlo quando segnala disagio nella digestione.
Quando un alimento che amiamo chiede una pausa.
Quando, in questo momento della vita, qualcosa che ieri funzionava oggi invita a un cambiamento.

E poi un gesto semplice, quasi rivoluzionario nella sua delicatezza: sedersi a tavola presenti.
Senza scorrere notizie sul telefono.
Senza lasciarsi attraversare dal rumore dei telegiornali.

Portare attenzione al cibo.
Onorarlo.
Riconoscerne il valore come nutrimento del corpo, così come riconosciamo il valore di ciò che nutre l’anima.

Qui non esistono imposizioni.
Esiste un invito gentile all’ascolto.
Alla responsabilità amorosa verso sé stessi.
Alla curiosità verso ciò che crea vitalità, leggerezza, centratura.

Ogni scelta consapevole crea spazio.
Ogni gesto attento dialoga con la nostra intelligenza biologica ed emotiva.

Questo spazio nasce per questo: accompagnare, aprire domande, stimolare presenza.
Mai per dividere.
Sempre per ricordare che dentro ognuno vive una saggezza pronta a farsi sentire, se le concediamo silenzio e rispetto.

È da giorni, forse da settimane, che seguo alcune inchieste. Parlano di carne scaduta, avariata, che arriva dall’estero ...
21/01/2026

È da giorni, forse da settimane, che seguo alcune inchieste.

Parlano di carne scaduta, avariata, che arriva dall’estero già compromessa e che viene trattata chimicamente per tornare sul mercato.

Carne che finisce nei ristoranti stellati, sulle navi da crociera, nei prodotti che molte famiglie portano ogni giorno in tavola.
Carne che, trasformata, diventa anche cibo per i nostri animali.

Le immagini sono forti.
E lo sono ancora di più le domande che lasciano dentro.

Mentre guardavo questi servizi, una parola ha iniziato a risuonare chiaramente in me: memorie cellulari...

Lavoro da anni con strumenti che dialogano con il corpo, con il sistema biologico, con le memorie profonde delle cellule.
E allora la domanda è arrivata spontanea.

Se noi siamo fatti di cellule…
e le cellule custodiscono memoria…
che tipo di informazioni introduciamo nel corpo quando mangiamo?

Le memorie cellulari sono ovunque.
Sono nei tessuti, nel DNA, nel cervello.
Sappiamo che alcune memorie attraversano anche più generazioni.

E allora proviamo a immaginare cosa significa nutrirsi di un animale cresciuto in condizioni disumane.
Un animale che ha vissuto stress, paura, costrizione.
Un animale che percepisce la morte, perché sì, anche gli animali percepiscono.

Chi vive a contatto con loro lo sa.
Sentono l’odore della paura, lo stato emotivo del gruppo, il pericolo imminente.

Pensiamo agli allevamenti intensivi.
Ai polli cresciuti in gabbia, talmente appesantiti da non riuscire a reggersi se lasciati liberi.

Pensiamo a cosa si accumula, generazione dopo generazione, nei loro corpi.

Quelle memorie restano nella carne. E quella carne entra nel corpo umano.

Così integriamo informazioni di morte, di stress, di putrefazione, di sopravvivenza forzata. E lo facciamo spesso senza rendercene conto.

Forse tutto questo sta emergendo ora proprio per questo motivo:
per permettere a ciascuno di scegliere.

Scegliere con consapevolezza.
Scegliere cosa nutrire.
Scegliere cosa far entrare nel proprio corpo.

Senza moralismi.

Senza forzature.
Senza ideologie.
Senza dover seguire qualcuno.

Solo una scelta personale.

Sapendo che, quando mi nutro di carne sto introducendo anche memorie di morte.
E ricordarlo cambia tutto.

Forse è il momento di tornare a un rapporto diverso con il cibo.
A quando la carne era rara.
A quando aveva un valore.
A quando nutrirsi era un atto di vita, non un gesto automatico.

Il corpo ascolta.
Il corpo sa.
Sta a noi scegliere se iniziare ad ascoltarlo davvero.

Prima di mangiare, prima di scegliere, prima di nutrirsi…
fermati un istante. Porta l’attenzione dentro il corpo.
Ascolta cosa risuona davvero.
Ascolta se c’è apertura, se c’è vitalità, se c’è espansione.

Perché il corpo riconosce la vita.
La riconosce subito.

Ogni cellula sa distinguere ciò che sostiene da ciò che appesantisce.

Ogni cellula sa cosa porta nutrimento e cosa porta memoria di dolore.

Nutrirsi è un atto energetico.
È un dialogo silenzioso tra ciò che entra e ciò che siamo.

Scegliere con presenza significa scegliere vita.
Significa onorare il corpo come un tempio di memoria e intelligenza.

E quando la scelta nasce dall’ascolto,
il corpo risponde.
Sempre.

Indirizzo

Udine

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Luisa Fornasiero pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Luisa Fornasiero:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram