23/12/2025
Finalmente è martedì! Benvenuti a un nuovo episodio di “Neurolandia: il sistema nervoso come non lo avete mai visto!”
Oggi ci addentriamo nel mondo della vista, per conoscere un nervo che non si limita a “trasmettere immagini”: le crea, le interpreta, le porta alla coscienza. È il nervo ottico, il ponte tra il mondo esterno e il nostro cervello. Ogni colore, ogni forma, ogni volto riconosciuto.. è passato da lui.
È uno dei nervi più affascinanti in assoluto, e non è nemmeno un vero nervo periferico.
È cervello puro, che viaggia fuori dal cranio.
Dove sta?
Il nervo ottico (II nervo cranico) nasce dalle cellule gangliari della retina, che sono neuroni a tutti gli effetti. Da lì converge verso la papilla ottica (il famoso “disco ottico”), forma il nervo ottico, esce dall’orbita attraverso il canale ottico, raggiunge il chiasma ottico, dove le fibre nasali si incrociano. Continua poi come tratto ottico, arriva ai corpi genicolati laterali, e poi, attraverso le radiazioni ottiche, raggiunge la corteccia visiva occipitale (V1).
È un viaggio complesso, elegantissimo, perfettamente progettato.
Che cosa fa?
Il nervo ottico ha una sola funzione, ma è enorme: trasmette le informazioni visive dalla retina al cervello.
Non “vede” da solo.
Ma senza di lui.. il cervello rimane al buio.
Elabora immagini, luminosità, colori, movimenti, contrasto, campi visivi.
Ogni millisecondo, milioni di impulsi viaggiano lungo l’ottico per creare la nostra visione del mondo.
Come si lamenta?
Quando il nervo ottico soffre, non si nasconde: si verifica riduzione dell’acuità visiva, perdita del campo visivo (scotomi, difetti a “tenda”, emianopsie), dolore oculare, soprattutto con i movimenti (tipico della neurite ottica), alterazioni del colore (discromatopsia), offuscamento improvviso e aumento della macchia cieca.
Nelle neuriti ottiche, spesso il paziente dice: “Vedo come se ci fosse nebbia davanti.”
Ruolo nella vita quotidiana
Il nervo ottico lavora senza sosta:quando leggi, quando riconosci un volto, quando guidi, quando giudichi una distanza, quando muovi gli occhi seguendo un oggetto, quando ti orienti nello spazio.
È il nervo che trasforma luce in percezione. Un traduttore biologico incredibile.
Patologie e disfunzioni
Neurite ottica (spesso correlata a patologie autoimmuni, come la sclerosi multipla), atrofia ottica, neuropatia ottica ischemica, compressioni (tumori, aneurismi), lesioni traumatiche, papilledema da aumento della pressione intracranica, glaucoma (sofferenza progressiva della fibra ottica).
Perché è “cervello”: quando si danneggia, non si rigenera.
Curiosità neurologica
Il nervo ottico è l’unico nervo cranico che fa parte del SNC, non del SNP, è mielinizzato dagli oligodendrociti, non dalle cellule di Schwann, ha una meninge propria (dura madre, aracnoide, pia madre), forma un chiasma, un incrocio affascinante tra emisferi e rivela molte patologie sistemiche solo osservando il suo disco con l’oftalmoscopio
Una finestra diretta sul cervello.. attraverso l’occhio.
Approccio fisioterapico (indiretto)
Il nervo ottico non è un territorio fisioterapico diretto.Però possiamo lavorare su educazione al movimento oculare in quadri non neurologici, gestione del paziente con compromissione visiva (propriocezione, equilibrio, schema corporeo), collaborazione con oculista, neuro-oftalmologo, neurologo, ortottista.
In neurologia, la visione è parte essenziale della riabilitazione del movimento, dell’equilibrio e dell’orientamento.
Conclusione
Il nervo ottico è il nostro “faro interno”: silenzioso, velocissimo, sofisticato. Ogni immagine della tua vita, ogni colore, ogni ricordo visivo.. passa da lui. Prendersene cura significa proteggere un pezzo di cervello che vive negli occhi.
Ci vediamo martedì prossimo su Neurolandia.. perché quando i nervi parlano, noi impariamo ad ascoltarli. 🤗
Nota bene
Anche se a Neurolandia i nervi parlano.. la diagnosi medica la fa il medico. Quindi, se i sintomi ti fanno compagnia da troppo tempo, ascolta i segnali e confrontati con un neurologo o uno specialista medico. Noi siamo qui per spiegarti come funzionano le cose, ma la cura parte sempre da una valutazione sanitaria. E spesso, il fisioterapista è proprio il primo professionista sanitario a intercettare quei segnali e indirizzare nel modo giusto. 👏