Dott.ssa Raffaella Penzo Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Raffaella Penzo Psicologa e Psicoterapeuta Ben arrivato/a in questo spazio e piacere di conoscerti!

Come psicoterapeuta guido le persone a costruirsi una vita a propria misura, per sentirsi nutriti davvero.
📍Ricevo su Gallarate-Milano-Online.
📩Scrivimi per info.

✨Sogno un mondo in cui ACCADA che le persone imparino a sentire, a pensare e poi scegliere quello che è giusto per loro,...
10/12/2025

✨Sogno un mondo in cui ACCADA che le persone imparino a sentire, a pensare e poi scegliere quello che è giusto per loro, perché questi sono gli ingredienti che le faranno sentire vitali, gioiose di vivere e di stare nella loro vita.
✨ Sogno anche un mondo in cui NON ACCADA che le persone si sentano più obbligate a fare scelte condizionate dai desideri che qualcun altro nutre per loro, o perché nel sistema in cui sono cresciute “si è sempre fatto così”, perché questo e’ l’ingrediente che le farà ritrovare prima o poi insoddisfatte e intrappolate in una vita che non ti piace.

🌿Chiudo gli occhi e penso a quello che ho appena scritto. Riesco a sentire nel corpo la gioia che questo modo di vivere provocherebbe, sia a livello individuale che nelle relazioni.
Una gioia che conosco e che libera dal controllo e dal giudizio, soprattutto interno.
L’essere umano si riapproprierebbe del senso, del suo scopo sulla terra, vivrebbe in maniera attiva la propria vita, costruendola giorno dopo giorno e non più subendola.
Individui maggiormente interi e meno rotti dentro se stessi♥️

09/12/2025

Il monologho di Benigni sulla Felicità è uno dei più belli mai sentiti, da pelle d’oca, quei booster energetici che quando lo senti ti riappropri del tuo diritto ad esistere e a vivere bene.

Quante ne sono state dette sulla felicità, e’ stato consumato questo concetto e così un po’ svuotato.

Anch’io in tutti questi anni di cammino interiore mi sono chiesta cosa fosse, ascoltato di ogni e non sono mai riuscita a farmi una risposta.

Questo monologo ne da’ un assaggio a mio parere “la felicità ce l’hanno data in dotazione da piccoli, tutti ce l’abbiamo…”.
Ma per qualche motivo l’abbiamo dovuta nascondere, forse accantonare la speranza di essere felici perché “lottare” per esserlo aveva un costo troppo altro da sostenere, come sentirci minacciati di abbandono da parte della mamma se eravamo più felici di lei, o lasciati soli dal nostro partner se osavamo essere noi stessi…

Ecco che se in una prima fase del nostro percorso di crescita personale c’è bisogno di qualcuno che ci aiuti a unire i puntini e a dare senso, in un secondo momento c’è bisogno di qualcuno che ci aiuti a toglierci gli strati che ci siamo messi addosso e di ritornare all’essenza. Terzo di qualcuno che ti aiuti e ti mostri come fare (eh sì, perché fare psicoterapia è anche azione, non solo nutrimento di consapevolezza!).

Oggi per me non significa niente essere felici ma quel che bisogna cercare di fare è scoprire cosa ci fa essere ❤️‍🔥intimamente felici❤️‍🔥E avere poi il coraggio di seguirlo cioè di seguirci.

Tu sai cosa cosa ti fa tremare la terra sotto i piedi ogni giorno, i pensieri in cui ti perdi, le azioni che rimangono incompiute…io ti accompagno a vedere tutto con maggiore chiarezza, a dare forma e voce, e ti porto laddove non c’è sforzo, laddove non c’è dovere, laddove non c’è ruolo, dove ci sei tu e basta con le possibilità per crearti la vita che ti fa sentire nutrito.

Per qualsiasi informazione sui miei percorsi, scrivimi un messaggino privato 🌿

Basta per favore con queste diagnosi sempliciotte quando si parla di psicosomatica.E’ tutto molto più complesso, ma non ...
05/12/2025

Basta per favore con queste diagnosi sempliciotte quando si parla di psicosomatica.
E’ tutto molto più complesso, ma non si capisce perché quando ci sono di mezzo le emozioni si banalizza sempre.

Hai la gastrite perché hai tanta rabbia dentro;
Hai male alle spalle perché porti su di te tutto il peso emotivo;
Hai il raffreddore perché non respiri più nella vita…

Non solo i medici purtroppo si avvicinano a diagnosi veloci, ma anche tanti professionisti che si occupano di salute e cambiamento banalizzano.

Ricordiamoci che una buona diagnosi serve per un buon trattamento. Questo è lo scopo di affidarsi a persone preparate.
Un sintomo non è mai il problema. E’ una condizione fastidiosa e dolorosa, ma è messaggero di un qualcosa di più profondo. Per questo, un farmaco e il collegamento con un’emozione non basterà a stare meglio.

Trasformiamo in sintomi fisici che chiamiamo psicosomatici emozioni che non esprimiamo o che non riconosciamo come parti di noi, che non vogliamo affrontare perché difficili da sostenere. Nel caso specifico, potrebbe addirittura essere che ho la gastrite ma ad esempio non accedo alla rabbia ma la sfogo invece con il sintomo che vuole farmela vedere.
Ecco perché dire a volte è psicosomatico o arrabbiati meno serve a poco. Sotto c’è un iceberg che non si vede perché probabilmente ci si vuole proteggere da qualcosa che va esplorato.
E se non lo affronti col giusto modo non guarirai e la tua vita subirà dei grandi colpi di arresto.

Non è un attacco a nessuno ma questo contenuto vuole essere un richiamo di consapevolezza, per dare dignità ai sintomi psicosomatici che ci parlano di noi. (Chiaramente basato su storie vere che seguo).

Aiutami a diffondere cura e attenzione. Condividi questo contenuto con un amico che sai che può beneficiare di questo messaggio.

Lo so che è difficile di primo impatto correlare le tue emozioni con un corpo sofferente.Sicuramente non è la prima cosa...
03/12/2025

Lo so che è difficile di primo impatto correlare le tue emozioni con un corpo sofferente.
Sicuramente non è la prima cosa che ti viene in mente quando hai un torcicollo che non ti molla, mentre è spesso l’ultima spiaggia che viene esplorata quando le si è provate tutte. Ed è lì che si rimescola tutte le carte in gioco, trasformando e spesso guarendo.

Il nostro corpo ha una memoria emotiva: in esso non solo è registrata la nostra storia, ma continuano a depositarsi le tracce di abitudini e atteggiamenti che abbiamo con noi stessi.

In questi anni ho visto voci sparire, intestini talmente infiammati da consumare corpi, fibriomialgie che hanno fermato letteralmente la persona…frutto di troppe emozioni che sono ristagnate negli anni.
Ma ho visto anche corpi fiorire e riprendere piano piano la loro vitalità, quando le persona hanno iniziato a vedersi, a rispettarsi, a darsi ciò di cui aveva bisogno.
Quando hanno smesso di voltarsi le spalle. E il corpo piano piano si è liberato e ha ripreso a funzionare bene.

Se fino ad oggi le hai provate tutte tranne dare retta a ciò che senti, forse è il momento di scegliere la strada mai esplorata!!! Che è la più difficile lo so, ti capisco che può far paura.

Nei miei percorsi ti prendo per mano e ti accompagno ad esplorare cosa è rimasto lì a stagnare nel tempo e iniziamo a bonificare!!
Oggi Matteo mi dice che ha fatto caso al fatto che non sente più senso di colpa…me lo scrive con una battuta incredula! Un freno che gli ha tolto tanta forza vitale.
Abbiamo gioito! Che libertà! Non è stato facile, né velocissimo, molto impegnativo. Ma che libertà!

Se vuoi informazioni sul mio percorso, mandami un sms privato con scritto “Libero”.

La vita che vuoi è lì che ti aspetta! Non voltarti ancora dall’altra parte!

27/11/2025

Perché scegliere a volte è così difficile?

L’indecisione non è solo insicurezza ma il mancato permesso a poter sbagliare.

In questo reel, ti mostro come sto affrontando con una mia paziente questo problema che le sta creando freni su freni alla sua vita.

Ci si giudica pensando di essere sbagliati, fatti male (l’eterno indeciso, sempre insicuro!) ma la questione è più profonda e ha a che fare con i permessi che puoi imparare a darti.

Questo tema lo affronterò nel mio percorso di cui presto vi parlerò. Ma se qualcuno è curioso e vuole già avere qualche informazione, potete scrivermi un messaggino privato.

SEO: imparare a scegliere, indecisione, permessi, leggerezza, difficoltà nella scelta, psicoterapia.

24/11/2025

🥋Da subire la vita a sceglierla non è un motto motivazionale. E’ la trasformazione di Caterina, una donna di 45 anni che per un vita ha pensato “Ma perché tutte a me?”

Caterina è arrivata da me in un momento in cui tutto ma dico tutto andava male. Non sapeva che la sua vita era completamente gestita dalla sua ferita emotiva primaria, quella di non essere stata vista da una madre abbandonica.
Finché non si diventa consapevoli di questo la vita non la si vive davvero ma la si subisce, perché ogni situazione, esperienza e relazione verrà letta con quel filtro.
Ecco quel che si intende per persone vive che vivono da morti. E’ una frase forte, lo so, ma è così.
Ti faccio un esempio: se ti sei sempre sentita/o invisibile dai tuoi genitori passerai tutta la vita a voler essere visto. Ma quello che succederà all’essere umano che vive nell’inconsapevolezza e’ dire che vuole stare meglio ma fare di tutto per confermarsi le sue credenze di base (di non valere nulla) e perciò sceglierà persone anafettive.
Se sei in balia del bisogno purtroppo non potrai aspettarti relazioni di coppia, nel lavoro o nelle amicizie soddisfacenti.

Come si fa quindi?
Se sei un coraggioso che arriva in terapia la prima cosa è smettere di sentirsi sempre in credito col mondo. Hai sofferto tanto ma oggi sei adulto e sei tu che devi prenderti cura di te.
Questo non significa non avere più bisogno dell’altro ma smettere di investirlo del ruolo di salvatore. Per C. significa “come posso io oggi imparare a vedermi?”.

Ora prendi un foglio e dividilo in tre parti:
-nella prima parte individua 2 ferite e trova per ciascuna un esempio di come cerchi di soddisfarli in maniera disfunzionale nella relazione con gli altri (es ho bisogno di attenzioni e mi atteggio da rabbiosa così mi faccio ben vedere)
-nella seconda parte trova un modo diverso più funzionale per prenderti cura oggi da adulta (es mi libero una mattina in agenda e mi dedico a me per come meglio credo).

Ti accorgerai subito di come ti posti da fuori a dentro e ti senti più in controllo

Puoi salvare questo contenuto e tenere con te l’esercizio. Ripetilo ogni volta che senti insoddisfazione nelle relazioni e non comprendi bene perché.

Ma gli psicologi si arrabbiano o sono sempre zen?🧘🏼‍♀️Oggi per me è stata una giornata difficile. Iniziata con la sensaz...
17/11/2025

Ma gli psicologi si arrabbiano o sono sempre zen?🧘🏼‍♀️

Oggi per me è stata una giornata difficile. Iniziata con la sensazione di giudizio e di incomprensione. E con un’esplosione direi vulcanica. Poi una grande tristezza per tutto il giorno.

Oggi ho lavorato nello studio di Varese. Ho incontrato Luca, 20 anni mi chiede: “Raffaella, ma come faccio a evitare di arrabbiarmi in quel modo così violento?”

Non so se ad una domanda simile, sarei riuscita davvero a rispondere qualche anno fa.E quando dico davvero significa non la testa ma con l’esperienza che mi ha trasformato.

Per anni, mi sono tenuta in piedi con la rabbia. Ma non solo nell’immediato dell’evento, che ci sta tutta un’esplosione di rabbia, ma mi rimaneva appiccicata addosso tutto il giorno. E logorava. Dentro mi battevo per dimostrare la mia ragione, i miei diritti rispetto il mio sentirmi sbagliata sotto sotto.

Oggi dentro di me qualcosa di diverso. Non attivazione ma sosta. Non rumore ma silenzio.
Oggi so usarla la mia rabbia, e con tanta esperienza so che non era l’emozione centrale per me. Ma c’è stato un cammino.

Mi sono legittimata rabbia e voluta un bene infinito. Per tanto tempo ho dovuto esserci tanto io. La mia rabbia è servita per proteggermi, per dirmi che andavo bene, per non permettere a nessuno sempre di screditare quel che sentivo.

In psicoterapia riesci a far arrivare il paziente al nucleo, se tu ci sei arrivata al tuo. E lì che arriva il salto.

Cosa ho risposto a Luca? Che quella rabbia spaventosa forse parla di altro, sicuramente di un dolore (e infatti è andato subito al punto!) ma che non possiamo evitare di sentire e fare i passaggi velocemente, perché questo implica un sentirsi sbagliato, un volersi modificare, anestetizzare.
Dobbiamo imparare ad esprimerla ma non a non sentirla.

E’ vero che la rabbia spesso è una coperta calda che sta sopra ad altre emozioni e che è scomodo culturalmente essere incacchiosi.

Ma è una tappa necessaria e imprescindibile per vedersi e iniziare a volersi bene.
E mettere confini sani.

Datti il permesso di sentire il tuo fuoco, la tua energia vitale.
Altrimenti non ci sarà mai spazio vero per l’altro, sarà buonismo o salvataggio.

15/11/2025

💎È in arrivo qualcosa di meraviglioso💎
Di cui sono molto orgogliosa.

🗺️Si tratta di un percorso di accompagnamento psicologico in cui ti guiderò per tornare a te.
Sì, hai capito bene! Perché quando si inizia a stare male, e questo dolore arriva fino al corpo, con sintomi psicosomatici e infiammatori, peso al petto, ansia costante ciò che succede è che ci si è allontanati dalla saggezza che c’è dentro di noi e che sa cosa è giusto e ci farebbe stare bene.
E’ quando non siamo connessi che iniziamo a fare scelte non in linea con noi, nella coppia, nel lavoro, nelle relazioni, nel rapporto con noi stessi.
➡️E finiamo per ritrovarci spenti, o in affanno, in sforzo, a vivere una vita nel dovere e non più nella scelta.

🧭La bussola interna che ti guida nella vita si costruisce per precise fasi 🪜che se non vengono sviluppate quando si è bambini e’ necessario prendersene cura da grandi.

👣Questi step ti aiuteranno a creare una vita che sentirai su misura, in cui i tuoi bisogni e desideri verranno resi reali da scelte che sentirai giuste per te.
E questo è l’ingrediente che porta a vivere una vita in cui essere protagonisti, appagati, vitali e intimamente felici ❤️‍🔥✨

❗️Per informazioni sul percorso, puoi scrivermi un messaggio Whatapp (dal link in bio) o direttamente in DM❗️

Ti aspetto per un viaggio meraviglioso insieme!🔥

Raffaella🙏🏻

12/11/2025

⚠️⚠️Le emozioni non sono un capriccio! Sono una delle parti che dà forma all’essere umano.
E continuare ad ignorarle può costarti molto caro.

Ciò che vedo nella mia esperienza con i miei pazienti è che ogni sintomo, come ansia, disturbi psicosomatici, bassa energia solo una porta di ingresso, che apre a questioni sempre più complesse che inizialmente riguardano:
1)la conoscenza dei propri bisogni che spesso manca
2) oppure la loro validazione (accetto di provare quel determinato sentimento)
3) o la loro repressione.

La prima cosa che hai da fare è connetterti a te, ascoltarti e interiorizzare che hai diritto di sentire ciò che provi.
E poi di esprimerti.

Continuare a non ascoltarti, non farà altro che ingrandire il vuoto emotivo che c’è dentro di te, che stai cercando di colmare in tutti i modi. E ritrovarti poi in una vita che non ti soddisfa.
Ma la vera soluzione a questo voragine è metterti in ascolto profondo dj te.

Finché non ti metterai in collegamento con i tuoi bisogni emotivi continuerai a trasformare quella energia emotiva in blocco stagnante dentro di te che percepirai con ansia o infiammazioni croniche a livello di qualche organo e apparato.

Io sono Raffaella Penzo, psicoterapeuta, e aiuto le persone che hanno perso la loro bussola interiore (o sentono che forse non ce l’hanno mai avuta) e stanno somatizzando con ansia e sintomi psicosomatici, a creare una coppia, un lavoro, una vita che le nutre davvero.

Comincia da oggi e sii onesto con te, perché raccontarti che va tutto bene, se invece va tutto male, e’ la più alta forma di tradimento. Solo raccontandoti la verità possono palesarsi di fronte a te scenari di soluzione. E se non si palesano, allora non era un problema! 😜

Per informazioni sui miei percorsi o altro, puoi contattarmi in DM📩

07/11/2025

La tua ansia e i tuoi disturbi psicosomatici, infiammatori o autoimmuni non ti sono nemici e la vita non ti è contro.
Il sintomo non è quasi mai il problema, sebbene comprendo essere invalidante. La soluzione è sempre altrove!
E a volte dietro l’ansia, disturbi psicosomatici, malattie infiammatorie, nella mia esperienza ci sta una persona che ha imparato a comprimersi e che si è spenta!
Hai compresso la tua potenza, la tua vitalità, il tuo dire al mondo “io penso-io sono-io desidero-io posso-io voglio!”

Non è colpa tua, a volte succede che alcune cose successe nella tua famiglia di origine abbiano portato a formare schemi relazionali, comportamentali e di pensiero disfunzionali.
Come “se sono me stesso-arrabbiandosi-essendo triste ecc- non sarò amato”.
E non è nemmeno colpa dei tuoi genitori, a volte si hanno le migliori intenzioni, ma poche risorse e consapevolezza. I genitori vogliono insegnare, a volte dare forza ma invece il bambino filtra il messaggio che non piace, che non va bene, che deve tenere duro…

Hai da imparare ad ascoltarti, ad andare dentro, a vedere quel bambino che non hai sentito ascoltato. A separare i suoi bisogni da quelli degli altri.
Ora puoi occuparti di te perché non sei più piccolo, oggi puoi imparare nuove strategie.

Perché solo se impari ad ascoltarti e vederti potrai:
-vivere una vita scegliendo cosa ti fa stare bene ed essere contento;
-essere piena presenza per l’altro per piacere e non per dovere;
-vivere davvero e non subire.

Eh no non è egoismo vedersi, ascoltarsi, occuparsi di sè. E’ una tappa necessaria. C’è spazio per te e per l’altro, per entrambi. Ma esprimerti ti servirà per dividere le due cose. Altrimenti rimarrà confusione e la confusione porta a sintomi.
Ricorda il bambino per vivere ha bisogno di separarsi dalla madre e nasce. Ogni crescita prevede uno strappo.

05/11/2025

Quando entriamo in intimità affettiva con qualcuno e questa persona diventa per noi molto importante si attivano gli schemi di attaccamento che avevamo con i nostri genitori.
“Ho paura che mi lasci se gli dico davvero ciò che penso e non mi piace” non ha a che fare col tuo partner, amico o capo ma con dei permessi che non hai ricevuto da piccolo/a.
Togli la faccia di tua madre e di tuo padre dalle tue relazioni attuali. Loro non c’entrano con la tua storia, tieni pulite quelle relazioni e se senti che il passato entra molto, come a volte succede, chiedi aiuto.

Una credenza appresa dalla famiglia, anche se data con amore e con le massime buone intenzioni (la mamma di Chiara lo diceva in termini protettivi affinché diventasse una persona capace di farsi valere e rispettare nella vita- e così è stato tutto sommato) può bloccarti e farti rimanere prigioniera della paura se metti dentro secondo un filtro immaturo e i bambini hanno un sistema cognitivo ed emotivo immaturo.

Quindi, quando senti un blocco nella tua espressività, è il blocco può essere o in repressione ma anche nel perdere il controllo,chiediti sempre:
1) con cosa o chi ha a che fare?
2)se pulisco e sto sulla persona come posso dire ciò che sento nei termini più protettivi per me?
3)la vita ti vuole bene: e se per caso quella persona si allontana da te, non è per te o per quello che gli hai detto, non abbiamo così tanto potere. Non era semplicemente la persona giusta per te o per il tuo cammino di evoluzione di essere umano in quel momento.

Essere te stesso è l’unica garanzia per crearti una vita di cui essere appagato.

Amo aiutare le persone a creare ciò che le fa stare bene.

Continua a seguirmi per sapere come fare, e se vuoi una consulenza con me sappi che ricevo online e poi in presenza negli studi di Gallarate, Milano e Varese.
Puoi scrivermi in DM o contattarmi dal link in bio.

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