05/03/2021
CHIUSI IN UNA STANZA
Essere adolescenti e vivere chiusi in una stanza, da soli, dentro gli schermi, confrontandosi con un altro virtuale e non reale è una sfida persa in partenza. L’ennesima chiusura delle scuole aggiungerà fatica ad un tempo che è diventato ostile e sfidante.
Noi genitori però non possiamo “mollare il timone” della nostra barca nella tempesta. Ce la dobbiamo fare. Ci sarà un dopo a questo “adesso”. Sempre più spesso questa frase oggi viene pronunciata non più come affermazione, ma come domanda. Il problema è, in parte, anche dovuto al fatto che in molti, stremati dalla fatica e dalla cronicità di questa situazione sfidante, stanno cominciano a temere – e in parte anche a credere - che forse tutto questo non “finirà mai più”. La tentazione è quella di cedere, di mollare. Noi adulti non possiamo smettere di essere testimoni credibili che tengono altro lo sguardo, che non smettono mai di essere allenatori di vita e di motivazione, con chi sta crescendo. Lo so è faticoso, a volte sembra impossibile. Ma è assolutamente necessario. Perché se noi adulti teniamo dentro di noi la certezza che “ci sarà un dopo a questo “adesso” e la trasformiamo nella bussola per la nostra vita, anche i nostri figli e studenti riusciranno a farlo. Detto questo, chiediamo a chi prende decisioni di fare di tutto affinchè l’età evolutiva, oggi più che mai, sia un tempo di crescita e non di ritiro sociale. Chiusi in una stanza non si può imparare a diventare ciò che si vuole essere.