Velletri 2030

Velletri 2030 "The future is not some place we are going,
but one we are creating. The paths are not to be found, but made. Schaar)

And the activity of making them changes both the makar and the
destination" (John H. Velletri 2030 è un gruppo di cittadini Veliterni che si sono riuniti spontaneamente, fuori fa ogni confessione politica, religiosa e culturale, per costituire quello che in lingua anglosassone si chiama un "think tank" avente lo scopo di elaborare proposte per costruire possibili cammini per un futuro della città. Velletri 2030 parte dalla consapevolezza che il futuro non potrà mai essere una copia del passato, in particolare in questa epoca. Quella che tutti noi percepiamo come crisi è, in realtà, una fase ci cambiamento strutturale. Si tratta di una transizione che è sotto gli occhi di tutti, anche se non è chiarissimo se le azioni che ciascuno di noi sta predisponendo ce ne faranno uscire bene o male.

Ai Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Archeologia - un Approccio Inte...
02/02/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Archeologia - un Approccio Interdisciplinare", sabato 14 Febbraio 2026, ore 16:00, c/o Sala Conferenze Museo Archeologico Oreste Nardini, Palazzo Comunale, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Raffaella Silvestri, Direttrice dei Musei Civici di Velletri, Alfredo Moraci, Direttore del Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati, Sara Scarselletti, Archeologa, e affronterà il tema dell'applicazioni delle moderne tecnologie alla Archeologia.

Il Seminario non vuole essere una lezione di tipo cattedratico, bensì un colloquio interattivo basato sull'esperienza dei relatori.

Grazie alla disponibilità della Direttrice dei Musei Civici di Velletri, al termine del Seminario tutti i partecipanti sono invitati ad una visita guidata al Museo e un cocktail di chiusura e networking.

La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
https://www.velletri2030.it
https://www.facebook.com/velletri2030/..

Ai Partecipanti Velletri 2030,Venerdì 12 Dicembre 2025, su invito della Associazione "Eppur si muove", Velletri 2030 ha ...
23/01/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

Venerdì 12 Dicembre 2025, su invito della Associazione "Eppur si muove", Velletri 2030 ha partecipato ad un concerto all'Auditorium Romina Trenta della Casa delle Culture e della Musica di Velletri; ospite d'onore era il Maestro Fabio Massimo Capogrosso. Nell'occasione il Presidente di Velletri 2030 ebbe modo di incontrare il giovane Gabriele Boccio, classe 1996, diplomato in Composizione Musicale Elettroacustica presso il Conservatorio di Aquila, dove sta completando anche gli studi di violoncello, che per l'occasione eseguiva con passione uno dei lavori giovanili del Maestro Hans Werner Henze, precisamente il brano per violoncello "Serenade" (1949).

Il Presidente di Velletri 2030, reduce dal Seminario sulla Sonificazione, conoscendo il giovane Gabriele Boccio da bambino e conoscendo sommariamente la storia del Compositore Hans Werner Henze, decise di informarsi se era possibile visitare villa "La Leprara" a Marino. La villa è stata la residenza del Maestro Henze per oltre mezzo secolo, dal 1960 fino alla sua morte avvenuta nel 2012, nonché un centro culturale e un luogo di ispirazione. Dopo la sua morte la villa fu venduta, nonostante i tentativi di preservarla come bene culturale. Per una serie di coincidenze oggi la villa è di proprietà di una vecchia conoscenza del Presidente di Velletri 2030. Tutte queste coincidenze hanno favorito una visita alla villa "La Leprara".

La visita, insieme al giovane Gabriele Boccio e guidata dagli attuali proprietari della villa, è avvenuta nella mattinata di lunedì 19 Gennaio 2026. La villa, che gode di una vista che va verso l'infinito, sorge su circa tredicimila metri quadri di giardino, tra ulivi secolari, sulle rovine di una antica villa dell'epoca romana. Un giardino che oltre agli ulivi secolari, è arricchito da un aranceto, dei pergolati di uva, e una piscina riscaldata dove il Maestro Henze usava nuotare anche nei mesi invernali.

Il vero gioiello è la Casa, che il Maestro Henze ha fatto costruire e arredare nel corso della sua permanenza. Su più livelli, con diversi studi e librerie, e un grande salone centrale dove Hans Werner Henze usava ospitare i visitatori e intrattenerli con la bellezza della musica.

Per coloro che volessero conoscere Hans Werner Henze, si raccomanda l'opera "Canti di viaggio", pubblicato in Italia da "il Saggiatore". Una biografia di circa 715 pagine.

Buona lettura a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,è da qualche anno che molte persone parlano del rapporto tra Intelligenza Artificiale Gene...
14/01/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

è da qualche anno che molte persone parlano del rapporto tra Intelligenza Artificiale Generativa (per intendersi ChatGPT, Gemini, Copilot, .....) e democrazia. E' la solita discussioone tra nuove tecnologie, messe a disposizione di qualsiesi interessato, e architetture sociali? No! Questa volta, con l'Intelligenza Artificiale Generativa c'è qualcosa in più.

Il Think Tank Eurasia Group nel Rapporto di inizio anno Top Risks 2026 (scaricabile gratuitamente da “Top Risks 2026” ma in lingua inglese) affronta questo tema, in particolare nel capitolo «AI eats its users», l’intelligenza artificiale divora i suoi utilizzatori. Le nuove tecnologie non sono solo un’altra piattaforma da affiancare alle altre dei social network (Facebook, X, Instagram, .....) già entrate nelle nostre abitudini: esse catturano la nostra attenzione e plasmano i nostri comportamenti.

L’Intelligenza Artificiale Generativa riduce la necessità di concentrazione prolungata e contribuisce a una diminuzione dell’impegno verso lettura approfondita, contenuti complessi e pensiero critico. Il risultato è un indebolimento diffuso delle capacità di alfabetizzazione, calcolo e pensiero critico nella società.

La democrazia deliberativa richiede cittadini informati e coinvolti, capaci di pensiero indipendente. L'Intelligenza Artificiale Generativa rischia di produrre l'opposto: una popolazione ottimizzata per il coinvolgimento, l'estrazione e la manipolazione: "Deliberative democracy requires informed, engaged citizens capable of independent thought. AI risks producing the opposite: a population optimized for engagement, extraction, and manipulation (Rapporto pag. 32)".

La democrazia deliberativa è un modello democratico che enfatizza la discussione pubblica e il confronto argomentato tra cittadini per prendere decisioni più legittime e condivise, andando oltre la semplice somma delle preferenze individuali grazie all'apprendimento reciproco e alla modifica delle opinioni in assemblee, differenziandosi dalla democrazia rappresentativa e partecipativa tradizionale. Non vogliamo sostituire il confronto con l'Intelligenza Artificiale (IA).

L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei processi politici rappresenta una delle sfide più significative per la stabilità delle democrazie moderne. Sebbene l'Intelligenza Artificiale offra strumenti per migliorare l'efficienza amministrativa, il suo utilizzo improprio può minare i pilastri del consenso informato e della partecipazione libera.

In generale, i principali rischi introdotti dall'uso della Intelligenza Artificiale si possono riassumere in:

Non sapere più cosa è vero: Il rischio più grande è che non possiamo più credere ai nostri occhi o alle nostre orecchie.
Video e audio falsi: Oggi l'IA può creare un video in cui un politico dice cose terribili che non ha mai detto. Anche se poi viene smentito, il dubbio resta e la rabbia della gente aumenta.
Bugie ovunque: È diventato facilissimo e quasi gratis inondare il web di false notizie. Se siamo circondati da bugie, diventa impossibile farsi un'idea corretta per votare.
Essere manipolati "su misura": L'IA ci conosce molto bene perché analizza tutto quello che facciamo online.
Messaggi personalizzati: Invece di fare un discorso uguale per tutti in TV, i politici possono usare l'IA per mandare un messaggio diverso a ogni singola persona, toccando proprio le sue paure o i suoi desideri segreti.
La "bolla": L'IA tende a mostrarci solo quello che ci piace, isolandoci in una bolla dove non sentiamo mai opinioni diverse. Questo ci rende più testardi e meno disposti a parlare con chi la pensa diversamente.
Decisioni prese da "macchine" invisibili: Sempre più spesso i governi usano software per decidere cose importanti.
Pregudizi: Se il computer impara da dati sbagliati del passato, potrebbe discriminare alcune persone senza che nessuno se ne accorga.
Nessuno a cui chiedere spiegazioni: Se un errore viene fatto da un essere umano, possiamo protestare con lui. Se la decisione la prende un algoritmo complicato, è difficile capire di chi è la colpa e come rimediare.
Finta opinione pubblica: A volte sembra che "tutti" su Internet siano d'accordo su una certa idea, ma potrebbe essere un trucco.
Eserciti di profili falsi: L'IA può gestire migliaia di profili social che sembrano persone vere. Questi profili possono attaccare un avversario o lodare un leader, dando l'impressione che ci sia un enorme consenso popolare che in realtà non esiste.
In sintesi, il Rapporto sottolinea che non è tanto la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene integrata nella sfera pubblica che costituisce una minaccia per la democrazia: se le piattaforme di IA diventano veicoli di manipolazione comportamentale e informativa con scarso controllo democratico, possono indebolire la qualità del discorso politico, la fiducia nei processi elettorali e la coesione sociale.

Come possiamo difenderci? Oggi la regola d'oro è: se una notizia o un video ti provoca una reazione emotiva molto forte (rabbia o paura improvvisa), fermati e usa il tuo cervello. Probabilmente è stata costruita apposta per farti reagire così.

Buona lettura a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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REMINDERAi Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Religioni - le Religion...
09/01/2026

REMINDER

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Religioni - le Religioni nell'Era Digitale", 17 Gennaio 2026, ore 16:00, c/o IISS Cesare Battisti, via dei Lauri 1, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Igor Baglioni, Direttore del Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni” e affronterà il tema del rapporto tra Scienza e Religioni.

L’Era Digitale non ha “spento” la spiritualità, ma l’ha trasformata, aprendo nuove possibilità e nuovi rischi. La diffusione delle tecnologie digitali ha trasformato profondamente anche il modo di vivere la religione. Celebrazioni in streaming, preghiere via app e sermoni sui social network mostrano come la fede si sia adattata ai nuovi linguaggi della comunicazione. Tuttavia, questa presenza online solleva interrogativi che vanno oltre la semplice modernizzazione delle pratiche religiose.

Nell’era digitale anche la religione rischia di diventare un contenuto. Messe in streaming, preghiere su app e predicatori sui social mostrano una fede sempre più integrata nei circuiti della comunicazione online. Ma la domanda decisiva è un’altra: cosa perde la religione quando adotta senza riserve il linguaggio del digitale?

La logica delle piattaforme premia la rapidità, la semplificazione e la visibilità. La spiritualità, invece, richiede tempo, silenzio, profondità. Trasformata in post, clip o slogan motivazionale, la religione corre il rischio di ridursi a consumo emotivo, svuotata della sua dimensione simbolica e critica. Il sacro diventa accessibile, ma anche banalizzato.

Anche l’autorità religiosa viene ridefinita. Nel web, la competenza teologica cede spesso il passo alla popolarità algoritmica: conta chi è più seguito, non chi è più autorevole. Il risultato è una frammentazione del messaggio religioso e una proliferazione di interpretazioni individuali, spesso scollegate dalle tradizioni di riferimento.

Il digitale modifica inoltre il senso di appartenenza. Le comunità online sono fluide, temporanee, reversibili. Si entra e si esce con un clic. La fede diventa un’esperienza privata e personalizzata, adattata ai bisogni del singolo, più che un cammino condiviso capace di generare responsabilità collettiva.

Di fronte all’intelligenza artificiale, alla sorveglianza dei dati e all’automazione delle decisioni, le religioni sono chiamate a svolgere un ruolo critico. Eppure, troppo spesso si limitano a occupare spazi digitali senza interrogare il modello culturale che li governa. Il rischio è che la tecnologia non sia solo un mezzo, ma il vero criterio che plasma linguaggi, valori e priorità.

Nell’era digitale, la sfida per le religioni non è essere presenti online, ma resistere alla logica della piattaforma. Non adattarsi a ogni costo, ma preservare la capacità di dire “no”, di porre limiti, di ricordare che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è umanamente desiderabile.

Obiettivo del Seminario è quello di avvicinarsi a questi concetti. Il Seminario si basa sull'ultima opera del relatore, dal titolo Religioni, spiritualità alternative e Internet. La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Religioni - le Religioni nell'E...
30/12/2025

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Religioni - le Religioni nell'Era Digitale", 17 Gennaio 2026, ore 16:00, c/o IISS Cesare Battisti, via dei Lauri 1, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Igor Baglioni, Direttore del Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni” e affronterà il tema del rapporto tra Scienza e Religioni.

L’Era Digitale non ha “spento” la spiritualità, ma l’ha trasformata, aprendo nuove possibilità e nuovi rischi. La diffusione delle tecnologie digitali ha trasformato profondamente anche il modo di vivere la religione. Celebrazioni in streaming, preghiere via app e sermoni sui social network mostrano come la fede si sia adattata ai nuovi linguaggi della comunicazione. Tuttavia, questa presenza online solleva interrogativi che vanno oltre la semplice modernizzazione delle pratiche religiose.

Nell’era digitale anche la religione rischia di diventare un contenuto. Messe in streaming, preghiere su app e predicatori sui social mostrano una fede sempre più integrata nei circuiti della comunicazione online. Ma la domanda decisiva è un’altra: cosa perde la religione quando adotta senza riserve il linguaggio del digitale?

La logica delle piattaforme premia la rapidità, la semplificazione e la visibilità. La spiritualità, invece, richiede tempo, silenzio, profondità. Trasformata in post, clip o slogan motivazionale, la religione corre il rischio di ridursi a consumo emotivo, svuotata della sua dimensione simbolica e critica. Il sacro diventa accessibile, ma anche banalizzato.

Anche l’autorità religiosa viene ridefinita. Nel web, la competenza teologica cede spesso il passo alla popolarità algoritmica: conta chi è più seguito, non chi è più autorevole. Il risultato è una frammentazione del messaggio religioso e una proliferazione di interpretazioni individuali, spesso scollegate dalle tradizioni di riferimento.

Il digitale modifica inoltre il senso di appartenenza. Le comunità online sono fluide, temporanee, reversibili. Si entra e si esce con un clic. La fede diventa un’esperienza privata e personalizzata, adattata ai bisogni del singolo, più che un cammino condiviso capace di generare responsabilità collettiva.

Di fronte all’intelligenza artificiale, alla sorveglianza dei dati e all’automazione delle decisioni, le religioni sono chiamate a svolgere un ruolo critico. Eppure, troppo spesso si limitano a occupare spazi digitali senza interrogare il modello culturale che li governa. Il rischio è che la tecnologia non sia solo un mezzo, ma il vero criterio che plasma linguaggi, valori e priorità.

Nell’era digitale, la sfida per le religioni non è essere presenti online, ma resistere alla logica della piattaforma. Non adattarsi a ogni costo, ma preservare la capacità di dire “no”, di porre limiti, di ricordare che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è umanamente desiderabile.

Obiettivo del Seminario è quello di avvicinarsi a questi concetti. Il Seminario si basa sull'ultima opera del relatore, dal titolo Religioni, spiritualità alternative e Internet. La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
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Ai Partecipanti Velletri 2030,nel solco tracciato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e...
16/12/2025

Ai Partecipanti Velletri 2030,

nel solco tracciato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) anche il contributo di Velletri 2030 riveste un suo significato. UNESCO, l'organizzazione salita alla ribalta delle cronache, anche locali, per il fatto che La cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale è stata iscritta alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO!

Velletri 2030 da anni si propone di creare un rete per ragionare insieme su come le scoperte scientifiche stanno plasmando il futuro, favorendo uno Sviluppo Sostenibile della società. L'idea può sembrare un ossimoro: come si fa a vedere qualcosa che non esiste ancora nella realtà? Gli oggetti e le iniziative che verranno valorizzate attraverso la rete Velletri 2030 esistono: ci sono tanti inventori e innovatori, anche giovani, che sviluppano idee che un giorno forse si trasformeranno in oggetti o in tecnologie che verranno usate quotidianamente da tutti noi. Bisogna aiutarli! Creare occasioni e progetti che li coinvolgano. Ci sono centri di ricerca, università, imprese che stanno studiando come progettare e realizzare la sedia del futuro, il tavolo del futuro, l’auto del futuro, giusto per fare qualche esempio. Aiutamoli diffondendo e stimolando la crescita di una cultura scientifica. Velletri 2030 nel suo piccolo cerca di contribuire a tutto ciò attraverso l'organizzazione di Eventi e Seminari. Per esempio, il ciclo di Seminari sul tema "La cultura scientifica incontra la cultura umanistica".

A parere di Velletri 2030, un contributo rilevante al mandato UNESCO (Educazione, Scienza, Cultura, Comunicazione e Informazione) nel corso del 2025 l'ha dato il nostro concittadino Andrea Dominizi, quarto Liceo Landi di Velletri. Andrea Dominizi, 17 anni, ha vinto il titolo di Young wildlife photographer of the year 2025 ed è il primo italiano nella storia del concorso a ottenere il massimo riconoscimento per fotografi naturalisti under 17. Forse il primo cittadino di Velletri a ottenere la foto in prima pagina più una pagina interna a lui dedicata dal Corriere della Sera dello scorso 17 Ottobre, 2025. Il giovane fotografo si è imposto nella sessantunesima edizione del Wildlife Photographer of the Year, il più importante concorso di fotografia naturalistica al mondo, organizzato ogni anno dal Natural history museum di Londra.

Auguri di Buone Feste !!!

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Buonasera,in Allegato la Locandina del Webinar del Prof. Roberto Napoli sulla Transizione Energetica, 10 Dicembre 2025, ...
08/12/2025

Buonasera,

in Allegato la Locandina del Webinar del Prof. Roberto Napoli sulla Transizione Energetica, 10 Dicembre 2025, ora 18:30, piattaforma Google Meet.

A presto

Sandro Bologna

REMINDERAi Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Introduzione alla Sonificazione -...
05/12/2025

REMINDER

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Introduzione alla Sonificazione - la Musica si unisce alla Scienza", 06 Dicembre 2025, ore 16:00, c/o IISS Cesare Battisti, via dei Lauri 1, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Giovanni Costantini Prof. di Tecnologie per il suono e di Musica elettronica presso l’Università di Roma Tor Vergata, e Luigi Papagno, Fisico & Velletri 2030 e affronterà il tema del rapporto tra Scienza e Musica.

L’idea di “ascoltare” i fenomeni fisici non è nuova. Già nei primi decenni del Novecento, mentre la meccanica quantistica prendeva forma, pionieri come Werner Heisenberg e Niels Bohr riflettevano non solo sulla matematica del mondo subatomico, ma anche sulle sue implicazioni percettive e filosofiche. Eppure, all’epoca, mancarono sia la tecnologia che la cultura interdisciplinare per trasformare le equazioni quantistiche in suono.

È solo nella seconda metà del XX secolo, con l’'avvento dell’arte sonora computazionale e dei primi strumenti digitali di sonificazione scientifica, che alcuni compositori e fisici iniziarono a sperimentare la traduzione acustica di concetti teorici. Negli anni ’90 e 2000, la sonificazione divenne un campo riconosciuto, seppur di nicchia, in grado di esplorare insiemi di dati scientifici tramite l’udito.

Fu proprio in quell'epoca che iniziarono i primi tentativi artistici e teorici di sonificare l’indeterminazione non come quantità, ma come esperienza:
Alcuni artisti digitali iniziarono a usare rumore bianco, modulazioni aleatorie e suoni generati da anomalie digitali e/o meccaniche per enfatizzare l'imperfezione per rappresentare l’impossibilità di cogliere simultaneamente posizione e quantità di moto.
Altri adottarono approcci generativi, in cui due o più parametri sonori si influenzano reciprocamente in modo da rispettare una "incertezza acustica": ad esempio, maggiore chiarezza timbrica o precisione frequenziale corrisponde a minore definizione spazio-temporale e viceversa.
Nel frattempo, la comunità scientifica ha cominciato a considerare la sonificazione come strumento pedagogico e cognitivo, utile non tanto per "ascoltare i dati" in senso stretto, quanto per intuire relazioni astratte.

Oggi, sonificare è anche un modo per rendere percepibile ciò che ai nostri sensi non lo è: trasformare un limite della conoscenza in una possibilità estetica e sensoriale. Siamo soltanto agli inizi. Obiettivo del Seminario è quello di avvicinarsi a questi concetti avveniristici. Il Seminario è rivolto alle nuove generazioni, sperimentatori di nove percorsi musicali.

La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,a complemento di quanto pubblicato sullo stesso argomento da Velletri Life in data 2 Dicem...
03/12/2025

Ai Partecipanti Velletri 2030,

a complemento di quanto pubblicato sullo stesso argomento da Velletri Life in data 2 Dicembre 2025, link https://velletrilife.it/leonardo-fibonacci-un-matematico-rivoluzionario/ portiamo all'attenzione di tutti coloro che seguono i lavori di Velletri 2030 la versione completa dello stesso lavoro del Prof. Angelo Mastroianni (in Allegato).

Dal punto di vista concettuale non c'è niente di diverso rispetto a quanto pubblicato da Velletri Life. Dal punto di vista pratico sono riportati i passaggi e le notazioni matematiche che per ragioni editoriali era impossibile riportare in un lavoro divulgativo.

Il lavoro del matematico Fibonacci è alla base dei possibili Futuri del genere umano. Gli esperti ci dicono che la successione di Fibonacci si ritrova molto spesso in natura, ad esempio nella disposizione di petali e foglie. In arte e architettura il rapporto aureo è presente all’interno della Piramide di Cheope, nel Partenone, ma anche in dipinti come la Gioconda.

Il lavoro del Prof. Angelo Mastroianni sarà oggetto del Seminario Velletri 2030 "La Matemarica e la Natura" del prossimo 18 Aprile, 2026.

Buona lettura a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,prima dell'Università degli Studi di Roma Torvergata e dell'Università degli Studi Roma Tr...
30/11/2025

Ai Partecipanti Velletri 2030,

prima dell'Università degli Studi di Roma Torvergata e dell'Università degli Studi Roma Tre c'era l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" con la omonima Città Universitaria, dove alcuni degli aderenti a Velletri 2030 hanno conseguito il diploma di laurea e hanno trascorso i migliori anni della loro giovinezza.

ll primo Ateneo di Roma ha da poco festeggiato i 90 anni dalla fondazione. Le vicende progettuali (1932-1935) sono note. Con questa singolare proposta progettuale Marcello Piacentini, incaricato del piano generale oltre che del Rettorato, volle definire la composizione raccolta in forma di grande “basilica”, un complesso di edifici destinati alle facoltà umanistiche e scientifiche disposti intorno ad un viale e ad una piazza centrale. Quanti ricordi di quel viale e di quella piazza! Quante battaglie sociali!

Tra gli anni Sessanta e Ottanta la Città Universitaria ha visto gli edifici ampliarsi, il moltiplicarsi delle aule all’esterno con costruzioni spesso dozzinali quando non insidiosamente transitorie, altrove si è proceduto con edifici stabili più o meno ingombranti ma dal valore edilizio decisamente scarso. Sicuramente qualcuno dei lettori - frequentatori della Città Universitaria ricorderà cosa avvenne in quel periodo, dentro e fuori la Città Universitaria.

La Città Universitaria "La Sapienza" è stata sempre oggetto di interesse da parte di studiosi, architetti, artisti, oltre che un campo di battaglie sociali, che hanno portato alla società attuale. In particolare la facoltà di Lettere e Filosofia. La Città Universitaria rimane un microcosmo fatto di edifici maggiori e minori, di zone centrali e periferiche, di spazialità interne ed esterne, a significare, soprattutto attraverso l’architettura prima ancora che con l’arte, l’integrazione dei saperi umanistici e scientifici. Purtroppo, oggi sono le sedi scientifiche degli anni Trenta a soffrire maggiormente di un sovraccarico funzionale oltre a risentire dell’impatto generale di scale antincendio, di impianti a vista, e di tante auto in sosta, aspetti che contribuiscono a delineare puntualmente una controestetica parallela estesa anche agli interni. Un duro colpo per l'Edificio "Marconi" del Dipartimento di Fisica, da dove presero vita tanti movimenti studenteschi. Alcune immagini significative sono state pubblicate recentemente dal giornale digitale Architettura.

In occasione dei 90 anni della Città Universitaria, inaugurata nel 1935, la Sapienza ha celebrato il ripristino dello Scalone monumentale e il riassetto della Piazza della Minerva dominati dal Palazzo del Rettorato e dalla Statua della Minerva di Arturo Martini, con una cerimonia che si è tenuta il 16 settembre 2025. All'epoca della nascita Mario Sironi realizzò il grande affresco “L’Italia tra le arti e le scienze” nell’Aula Magna del Rettorato. Quanti ricordi!

Lo spazio, cuore monumentale della Città Universitaria, è forte di un equilibrio che evoca il concetto di un sapere condiviso e da condividere: lo Scalone che introduce al Rettorato e alla sua Aula Magna, posto in allineamento con i "propilei monumentali" che segnano l'ingresso da piazzale Aldo Moro (un tempo piazzale delle Scienze), crea un asse visivo e fisico scenografico e simbolico, un ponte tra l'esterno e l'interno, un’apertura tra la città e il sapere. L'ingresso principale della Città Universitaria di Roma, progettato da Arnaldo Foschini segna l'inizio del percorso assiale del complesso architettonico. Questo ingresso monumentale, ispirato all'architettura classica, simboleggia l'importanza dell'università e dà accesso a un grande viale alberato.

In occasione dei novant’anni della Città Universitaria la cerimonia ha riaffermato la centralità dell’Università come luogo di incontro e di dialogo, proprio come l’agorà della tradizione classica, spazio di vita e di democrazia. In un tempo segnato da tensioni e conflitti che attraversano il mondo, siamo chiamati a ribadire con forza che la cultura e l’educazione sono strumenti di pace e solidarietà. Ci interessa una scuola realmente capace di educare, fatta di uomini e non di circolari; una scuola attenta al dramma dell’umanità e non persa nel suo mondo burocratico; una scuola in cui ci sia spazio e libertà perché ognuno costruisca un pezzo della sua storia.

Buona scuola a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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