Velletri 2030

Velletri 2030 "The future is not some place we are going,
but one we are creating. The paths are not to be found, but made. Schaar)

And the activity of making them changes both the makar and the
destination" (John H. Velletri 2030 è un gruppo di cittadini Veliterni che si sono riuniti spontaneamente, fuori fa ogni confessione politica, religiosa e culturale, per costituire quello che in lingua anglosassone si chiama un "think tank" avente lo scopo di elaborare proposte per costruire possibili cammini per un futuro della città. Velletri 2030 parte dalla consapevolezza che il futuro non potrà mai essere una copia del passato, in particolare in questa epoca. Quella che tutti noi percepiamo come crisi è, in realtà, una fase ci cambiamento strutturale. Si tratta di una transizione che è sotto gli occhi di tutti, anche se non è chiarissimo se le azioni che ciascuno di noi sta predisponendo ce ne faranno uscire bene o male.

Ai Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Matematica: la Lingua con cui la Natura P...
30/03/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Matematica: la Lingua con cui la Natura Parla", sabato 18 Aprile 2026, ore 16:00, c/o Sala Conferenze Ist. Cesare Battisti, via dei Lauri 1, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Angelo Mastroianni docente di Matematica e Fisica del Liceo Landi di Velletri e Paola Bologna docente di Scienze Naturali del Liceo Landi di Velletri, e affronterà il tema di come la Natura parla il linguaggio della Matematica.

La Matematica è spesso percepita come un insieme di regole astratte, lontane dalla realtà quotidiana. Eppure, osservando attentamente la Natura, scopriamo che essa parla proprio attraverso numeri e strutture matematiche. Tra queste, una delle più affascinanti è la sequenza resa celebre da Leonardo Fibonacci.

La sequenza di Fibonacci nasce da una regola semplice: ogni numero della sequenza è la somma dei due precedenti. Da questa legge elementare emerge una successione che sorprendentemente si ritrova in numerosi fenomeni naturali.

Ma in che senso questa sequenza può essere considerata un “linguaggio della natura”?

La risposta sta nel fatto che essa descrive molti modelli di crescita e organizzazione. Questo accade perché la sequenza è strettamente legata a una proporzione particolare, il rapporto aureo, che rappresenta un equilibrio tra espansione e armonia. La natura, attraverso processi di adattamento ed efficienza, tende spontaneamente verso queste configurazioni.

La sequenza di Fibonacci diventa così più di una curiosità matematica: è una chiave interpretativa. Ci mostra come strutture complesse quali sono alcune conchiglie, girasoli, cavolfiori romani, ecc.., possano nascere da regole semplici e come la bellezza naturale sia spesso il risultato di principi matematici profondi.

Comprendere questo significa iniziare a “leggere” la natura in modo nuovo: non solo con lo sguardo, ma anche con il pensiero. Significa riconoscere che dietro la forma di un fiore o la disposizione di una spirale si nasconde un ordine, una logica, un linguaggio universale.

Il Seminario di sabato 18 Aprile non vuole essere una lezione di tipo cattedratico, bensì un colloquio interattivo basato sull'esperienza di insegnamento dei due Relatori.

La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030

Ai Partecipanti Velletri 2030,PULSAR – Festival delle STEM 2026, il festival delle discipline STEM 2026 è iniziato con u...
19/03/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

PULSAR – Festival delle STEM 2026, il festival delle discipline STEM 2026 è iniziato con un primo evento a Roma, il 10 Marzo presso l’Ara Pacis, con il patrocinio dell’Assessorato alla Scuola del Comune di Roma. STEM è l'acronimo inglese di Science, Technology, Engineering, Mathematics, un tema ricorrente nelle News di Velletri 2030, Associazione culturale organizzatrice di tanti Eventi per favorire la diffusione della cultura scientifica. Istituzioni, aziende, media e ospiti del mondo dell’accademia e dello spettacolo si sono incontrati per favorire il dialogo, ispirazione e confronto sui temi chiave dell’innovazione e delle competenze del futuro. Il progetto Pulsar nasce per portare la cultura scientifica al centro del racconto contemporaneo in un Paese, l’Italia, in cui i laureati sono ancora pochi in assoluto rispetto alla media OCSE, in particolare nelle discipline scientifiche, economiche e matematiche, specie se si pensa alle laureate donne. Una partecipazione che conferma il forte bisogno di spazi di confronto su innovazione e competenze STEM, in preparazione e risposta alle sfide del futuro.

Tra i tanti dibattiti che hanno caratterizzato l'incontro di Roma citiamo quello sul rapporto tra laureati STEM e mondo del lavoro, e sul "mismatch" che lo caratterizza, dal titolo “Talenti e competenze di domani”. Il dibattito è partito da un dato: in Italia un’azienda su due è in difficoltà quando ricerca profili STEM. Inoltre, non si trovano ragazze nella stessa numerosità dei colleghi maschi nelle materie scientifiche, e questo è dovuto agli strascichi di un pensiero che porta ancora oggi molte giovani donne, e i rispettivi genitori, a dire: "le ragazze non sono portate per le discipline STEM". Falso! E' chiaro che abbiamo noi adulti la responsabilità di far appassionare questi ragazzi alle discipline STEM. Oggi sulle materie STEM i numeri ci parlano di stereotipi di genere anacronistici rispetto ai bisogni reali che abbiamo sul mercato. “Per promuovere la diffusione delle STEM è indispensabile agire anche sui più piccoli: ad esempio, lavorare con le scuole prima delle superiori, promuovere gare femminili di matematica, portare avanti azioni che non si limitino alle sole giornate di orientamento”, ha commentato Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza, Università di Roma. “Per troppo tempo si è pensato che le materie scientifiche non fossero adatte alle donne, ma si tratta di un pregiudizio da superare. Per ridurre questo divario, abbiamo rafforzato le borse di studio per le studentesse STEM e proposto programmi di orientamento per avvicinare le ragazze alle materie scientifiche”, ha dichiarato Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca.

Pulsar è un Festival itinerante che, dopo la tappa romana attraverserà sette città italiane. Ogni tappa del Festival si aprirà al mattino con il coinvolgimento degli studenti di 4ª e 5ª superiore di un Istituto o Liceo locale, attraverso workshop e laboratori. Con attività pratiche, mini-laboratori e momenti di confronto guidato, i partecipanti scopriranno come la scienza sia già presente nella loro quotidianità e impareranno a riconoscere competenze, attitudini e opportunità legate alle materie scientifiche. Il festival coinvolgerà scuole, università e realtà del territorio, con attività pratiche, momenti di orientamento dedicati agli studenti e dialoghi aperti al pubblico, con l’obiettivo di rendere le discipline STEM sempre più accessibili e vicine alla vita quotidiana delle persone.

Tra i laureati in discipline STEM un posto di prima fila lo occupa l'attuale Papa Leone XIV. Un campo, quello della matematica, che Papa Leone XIV conosce bene, avendo conseguito una laurea in matematica presso la Villanova University nel 1977 e avendo trascorso un periodo della sua vita a insegnarla, insieme alla fisica. L'università di Villanova è un'università privata statunitense di ispirazione cattolica agostiniana nello stato di Pennsylvania. In occasione della Giornata Internazionale della Matematica, sabato 14 Marzo, il Papa ha contribuito al tema che accompagna la ricorrenza con la Lettera “Matematica e Speranza ”. Nel contesto delle molteplici sfide che la società si trova ad affrontare, “non da ultimo il rapido sviluppo tecnologico con tutto il suo potenziale di bene o di male”, la matematica può aiutare ad orientarsi. Richiamando il suo passato da insegnante di matematica e fisica, il Papa nella sua esortazione agli studenti riuniti per il Giubileo del Mondo dell’Educazione, 30 Ottobre 2025, aveva ricordato: "Non basta avere grande scienza, se poi non sappiamo chi siamo e qual è il senso della vita".

A livello locale abbiamo registrato con interesse il nuovo laboratorio "TecnoLAB" della Scuola ITIS Giancarlo Vallauri di Velletri, presentato ufficialmente nella mattinata di sabato 14 Marzo alla presenza di numerosi esperti, studiosi, professori di tecnologia di ultima generazione, scienze applicate, nonché del Sindaco di Velletri Ascanio Cascella e del Sindaco di Lariano Francesco Montecuollo. Questo solo per citare un'ultima iniziativa, ma Velletri ospita una pluralità di Scuole Secondarie di secondo grado, molto attive nel preparare le nuove generazioni alle lauree STEM.

Buona lettura e buon ascolto a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,Ogni decisione che prendiamo su dove e come spendere il denaro pubblico deve tenere conto ...
16/03/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

Ogni decisione che prendiamo su dove e come spendere il denaro pubblico deve tenere conto della realtà del mondo oggi, possibilmente guardando a domani. In generale, le risposte delle amministrazioni locali ai tanti problemi posti dal cambiamento climatico in essere sono che capiscono il problema, ma hanno risorse così limitate che non possono fare tutto e quindi devono dare priorità al soddisfacimento dei bisogni primari urgenti.

Le amministrazioni cittadine in genere preparano e mantengono piani finanziari all'interno del Documento Unico di Programmazione (DUP), dove proiettano entrate, spese, situazione finanziaria e fattori esterni, per le principali operazioni finanziarie previste e inaspettate. L'integrazione della pianificazione finanziaria ai temi del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile suggerisce evidenze per politiche e azioni di adattamento che possono essere tracciate attraverso flussi di entrate e spese.

Cercando di capire dove sta andando la società e come spendere le risorse pubbliche allo scopo di evitare spiacevoli sorprese, (la frana di Niscemi è soltanto l'ultimo esempio a livello nazionale, mentre la frana dovuta al maltempo, verificatasi tra il 25 e il 26 gennaio che ha interessato la zona nei pressi della stazione ferroviaria di Velletri è l'ultimo esempio a livello locale) alcune fonti importanti potranno essere il sito delle Nazioni Unite a livello globale, il sito di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con il progetto IFFI (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia) a livello nazionale, e il sito dell'ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) con la descrizione dell'obiettivo SDG11.

L'ultimo Rapporto delle Nazioni Unite, "World Urbanization Prospects 2025" ci dice che nel 2025 le città ospitano il 45% degli 8,2 miliardi di abitanti del pianeta, una quota più che raddoppiata rispetto al 1950. Se si sommano le città propriamente dette alle aree urbane di transizione, si scopre che ben quattro quinti dell’umanità vivono oggi in contesti urbanizzati. L'aumento della popolazione che vive in città ha implicazioni significative per lo sviluppo economico e sociale, nonché per la sostenibilità ambientale. Per questo è necessaria una pianificazione proattiva e integrata che favorisca insediamenti compatti, protegga gli ecosistemi e garantisca l’accesso ai servizi essenziali, quali trasporti e connettività digitale, in ogni tipo di territorio.

Questa priorità si riflette nell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile SDG11 dell' Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che mira a "rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili". Mentre nella presentazione del Progetto IFFI possiamo leggere: "l’Inventario IFFI è un importante strumento conoscitivo di base utilizzato per la valutazione della pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI), la progettazione preliminare di interventi di difesa del suolo e di reti infrastrutturali e la redazione dei Piani di Emergenza di Protezione"

Affrontare queste sfide richiede interventi politici mirati che promuovano uno sviluppo sostenibile del proprio territorio, un invecchiamento sano, migliorino l'accesso ai servizi essenziali e sostengano l'inclusione economica e sociale delle persone. Secondo il Capo dello Stato Sergio Mattarella, è urgente “riconciliarsi con l’ambiente”: una sfida che non riguarda soltanto la natura, ma “anche la coesione sociale e la qualità della democrazia”. “La prospettiva dello sviluppo sostenibile è stata una conquista conseguita a caro prezzo”, ha affermato Mattarella a 40 anni dal disastro della Val di Stava, sottolineando come troppo spesso oggi la sostenibilità sembri “quasi un fastidio, anziché un investimento sul futuro”. “Non vi sono alibi. Riconciliarsi con l’ambiente è un dovere per garantire un avvenire migliore alle nuove generazioni”.

Per non commettere errori interpretativi delle parole del Capo dello Stato, si invitano tutti a leggere Il testo integrale o meglio ancora a rivedersi Il video dell’intervento di Sergio Mattarella alla cerimonia di celebrazione del quarantesimo anniversario della catastrofe di Val di Stava, 19 luglio 2025. https://youtu.be/Ni1a9k0APxE

Recentemente molti di noi hanno ricevuto il questionario "la città che vorrei" con la richiesta di esprimersi nella definizione dei requisiti per una Velletri migliore. In esso si legge: "Velletri può essere migliore solo se la immaginiamo e la costruiamo insieme". Iniziativa lodevole e benvenuta, a condizione che si parta dai dati che caratterizzano il territorio, dai contenuti del DUP, e dalle direttrici lungo le quali si vuole muovere la nostra città, possibilmente in linea con il resto del mondo.

In un interessante Post di DLF - Dopolavoro Velletri, pubblicato recentemente su piattaforma Facebook, viene affrontato il tema della città che vorremmo per Velletri. Nel Post si legge "...... Tra le lamentele viene detto che, nonostante un centro storico su cui sono stati fatti investimenti enormi, i ragazzi si ostinino a radunarsi in un parcheggio buio, freddo e senza panchine................... Il punto non è perché i giovani non vadano in centro, ma perché il centro non riesca più ad attrarli.....". Domanda giusta e interessante per tutta la cittadinanza, in particoltare per le forze politiche che si propongono di traghettare Velletri verso il futuro.

Velletri 2030 fin dalla sua nascita ha affrontato il tema del Futuro Sostenibile e di come l'innovazione tecnologica può contribuire a muoversi nella giusta direzione. Con scarsi risultati! Perchè?

Buona lettura e buon ascolto a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030

Ai Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Scultura: una relazione antica"...
27/02/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Scultura: una relazione antica", sabato 14 Marzo 2026, ore 16:00, c/o Sala Conferenze Ist. Cesare Battisti, via dei Lauri 1, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Sergio Gotti e Palmiro Taglioni, due Artisti delle forme della Comunità di Velletri e affronterà il tema di come l'arte della scultura è stata influenzata, nel corso dei secoli, dall'innovazione tecnologica.

Il tema della "contaminazione" tra diverse forme espressive è sempre stato caro a Velletri 2030. Nel Documento "Proposta per una politica della Cultura" del 25.07.2018, scaricabile dalla Homepage del sito web Velletri 2030, furono elaborate alcune ipotesi per trattare il tema specifico.

Recentemente siamo stati attratti da diverse iniziative mirate a mettere in relazione "le due culture".

In occasione del lancio della Collana "l'Arte secondo la Scienza", anno 2023 e Direttore Piergiorgio Odifreddi, nel primo volume dedicato a Vasilij Kandinskij viene affrontato il tema della correlazione tra Arte e Matematica. Nella prefazione del volume Odifreddi scrive: "questo volume inaugura una serie di monografie biografiche sui rapporti tra arte e matematica, in particolare, e tra cultura umanistica e scientifica, in generale. A prima vista si potrebbe sospettare che si tratti di un dialogo fra sordi, visto che le cosiddette "due culture" appaiono contrapposte nei metodi e nelle finalità".

Il tema è tornato alla ribalta nel mese di Luglio, 2024, in occasione della mostra nel Palazzo dei Diamanti di Ferrara dedicata a Maurits Cornelis Escher, considerato il genio che più di tutti ha segnato la cerniera fra i due mondi, fra le due culture. Escher mette insieme "le due culture", piace alle persone che sognano, piace ai giovani che hanno l'idea di un futuro pieno di speranza e di romanticismo, e piace ai matematici e ai laureati STEM in generale. M.C. Escher aveva una conoscenza della matematica e della geometria che, pur non essendo formale o accademica, era profondamente intuitiva e sviluppata attraverso l'esperienza artistica e il contatto diretto con matematici e scienziati dell'epoca.

Il tema delle "due culture" non è nuovo. In una bella intervista pubblicata da RaiScuola , Piero Angela ripropone il problema della incomunicabilità esistente tra scienziati e letterati posto da Charles Percy Snow, (Leicester 1905 – Londra 1980) nel testo Le due culture (1959). Snow, che era al tempo stesso fisico e scrittore dell'Università di Cambridge, in questo libro descrive una vera e propria spaccatura tra il mondo della ricerca scientifica e quello degli studi umanistici. Questo problema di comunicazione e di scambio di esperienze si traduce quasi in una spartizione di raggi d’azione: mentre la ricerca scientifica e tecnologica detiene una grande importanza nello sviluppo sociale di una comunità, la cultura umanistica domina le scelte di carattere politico. Secondo Snow, in entrambi gli ambiti, sociale e politico, sarebbe invece necessaria la presenza delle due culture che, pur creando punti di vista divergenti, si arricchirebbero reciprocamente, assicurando una certa profondità di prospettiva. Il libro di Snow è purtroppo fuori commercio.

Dice Piero Angela citando Toraldo Di Francia: "Non bisogna fare soltanto una tecnologia a misura d’uomo ma anche uomini ed intellettuali a misura di tecnologia".

Velletri 2030 auspica da sempre una "contaminazione tra le due culture" attraverso Dibattiti e Seminari, possibilmente promossi da Istituzioni e/o Associazioni attente alla formazione di nuove architetture sociali mirate a promuovere la cultura dell'inclusione.

Il Seminario di sabato 14 Marzo non vuole essere una lezione di tipo cattedratico, bensì un colloquio interattivo basato sull'esperienza dei Relatori. Senza una presentazione formale, con i due Relatori disponibili a dialogare con il pubblico e illustrare come loro hanno vissuto "le due culture".

La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Archeologia - un Approccio Inte...
02/02/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Archeologia - un Approccio Interdisciplinare", sabato 14 Febbraio 2026, ore 16:00, c/o Sala Conferenze Museo Archeologico Oreste Nardini, Palazzo Comunale, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Raffaella Silvestri, Direttrice dei Musei Civici di Velletri, Alfredo Moraci, Direttore del Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini di Frascati, Sara Scarselletta, Archeologa, e affronterà il tema dell'applicazioni delle moderne tecnologie alla Archeologia.

Il Seminario non vuole essere una lezione di tipo cattedratico, bensì un colloquio interattivo basato sull'esperienza dei relatori.

Grazie alla disponibilità della Direttrice dei Musei Civici di Velletri, al termine del Seminario tutti i partecipanti sono invitati ad una visita guidata al Museo e un cocktail di chiusura e networking.

La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,Venerdì 12 Dicembre 2025, su invito della Associazione "Eppur si muove", Velletri 2030 ha ...
23/01/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

Venerdì 12 Dicembre 2025, su invito della Associazione "Eppur si muove", Velletri 2030 ha partecipato ad un concerto all'Auditorium Romina Trenta della Casa delle Culture e della Musica di Velletri; ospite d'onore era il Maestro Fabio Massimo Capogrosso. Nell'occasione il Presidente di Velletri 2030 ebbe modo di incontrare il giovane Gabriele Boccio, classe 1996, diplomato in Composizione Musicale Elettroacustica presso il Conservatorio di Aquila, dove sta completando anche gli studi di violoncello, che per l'occasione eseguiva con passione uno dei lavori giovanili del Maestro Hans Werner Henze, precisamente il brano per violoncello "Serenade" (1949).

Il Presidente di Velletri 2030, reduce dal Seminario sulla Sonificazione, conoscendo il giovane Gabriele Boccio da bambino e conoscendo sommariamente la storia del Compositore Hans Werner Henze, decise di informarsi se era possibile visitare villa "La Leprara" a Marino. La villa è stata la residenza del Maestro Henze per oltre mezzo secolo, dal 1960 fino alla sua morte avvenuta nel 2012, nonché un centro culturale e un luogo di ispirazione. Dopo la sua morte la villa fu venduta, nonostante i tentativi di preservarla come bene culturale. Per una serie di coincidenze oggi la villa è di proprietà di una vecchia conoscenza del Presidente di Velletri 2030. Tutte queste coincidenze hanno favorito una visita alla villa "La Leprara".

La visita, insieme al giovane Gabriele Boccio e guidata dagli attuali proprietari della villa, è avvenuta nella mattinata di lunedì 19 Gennaio 2026. La villa, che gode di una vista che va verso l'infinito, sorge su circa tredicimila metri quadri di giardino, tra ulivi secolari, sulle rovine di una antica villa dell'epoca romana. Un giardino che oltre agli ulivi secolari, è arricchito da un aranceto, dei pergolati di uva, e una piscina riscaldata dove il Maestro Henze usava nuotare anche nei mesi invernali.

Il vero gioiello è la Casa, che il Maestro Henze ha fatto costruire e arredare nel corso della sua permanenza. Su più livelli, con diversi studi e librerie, e un grande salone centrale dove Hans Werner Henze usava ospitare i visitatori e intrattenerli con la bellezza della musica.

Per coloro che volessero conoscere Hans Werner Henze, si raccomanda l'opera "Canti di viaggio", pubblicato in Italia da "il Saggiatore". Una biografia di circa 715 pagine.

Buona lettura a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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Ai Partecipanti Velletri 2030,è da qualche anno che molte persone parlano del rapporto tra Intelligenza Artificiale Gene...
14/01/2026

Ai Partecipanti Velletri 2030,

è da qualche anno che molte persone parlano del rapporto tra Intelligenza Artificiale Generativa (per intendersi ChatGPT, Gemini, Copilot, .....) e democrazia. E' la solita discussioone tra nuove tecnologie, messe a disposizione di qualsiesi interessato, e architetture sociali? No! Questa volta, con l'Intelligenza Artificiale Generativa c'è qualcosa in più.

Il Think Tank Eurasia Group nel Rapporto di inizio anno Top Risks 2026 (scaricabile gratuitamente da “Top Risks 2026” ma in lingua inglese) affronta questo tema, in particolare nel capitolo «AI eats its users», l’intelligenza artificiale divora i suoi utilizzatori. Le nuove tecnologie non sono solo un’altra piattaforma da affiancare alle altre dei social network (Facebook, X, Instagram, .....) già entrate nelle nostre abitudini: esse catturano la nostra attenzione e plasmano i nostri comportamenti.

L’Intelligenza Artificiale Generativa riduce la necessità di concentrazione prolungata e contribuisce a una diminuzione dell’impegno verso lettura approfondita, contenuti complessi e pensiero critico. Il risultato è un indebolimento diffuso delle capacità di alfabetizzazione, calcolo e pensiero critico nella società.

La democrazia deliberativa richiede cittadini informati e coinvolti, capaci di pensiero indipendente. L'Intelligenza Artificiale Generativa rischia di produrre l'opposto: una popolazione ottimizzata per il coinvolgimento, l'estrazione e la manipolazione: "Deliberative democracy requires informed, engaged citizens capable of independent thought. AI risks producing the opposite: a population optimized for engagement, extraction, and manipulation (Rapporto pag. 32)".

La democrazia deliberativa è un modello democratico che enfatizza la discussione pubblica e il confronto argomentato tra cittadini per prendere decisioni più legittime e condivise, andando oltre la semplice somma delle preferenze individuali grazie all'apprendimento reciproco e alla modifica delle opinioni in assemblee, differenziandosi dalla democrazia rappresentativa e partecipativa tradizionale. Non vogliamo sostituire il confronto con l'Intelligenza Artificiale (IA).

L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nei processi politici rappresenta una delle sfide più significative per la stabilità delle democrazie moderne. Sebbene l'Intelligenza Artificiale offra strumenti per migliorare l'efficienza amministrativa, il suo utilizzo improprio può minare i pilastri del consenso informato e della partecipazione libera.

In generale, i principali rischi introdotti dall'uso della Intelligenza Artificiale si possono riassumere in:

Non sapere più cosa è vero: Il rischio più grande è che non possiamo più credere ai nostri occhi o alle nostre orecchie.
Video e audio falsi: Oggi l'IA può creare un video in cui un politico dice cose terribili che non ha mai detto. Anche se poi viene smentito, il dubbio resta e la rabbia della gente aumenta.
Bugie ovunque: È diventato facilissimo e quasi gratis inondare il web di false notizie. Se siamo circondati da bugie, diventa impossibile farsi un'idea corretta per votare.
Essere manipolati "su misura": L'IA ci conosce molto bene perché analizza tutto quello che facciamo online.
Messaggi personalizzati: Invece di fare un discorso uguale per tutti in TV, i politici possono usare l'IA per mandare un messaggio diverso a ogni singola persona, toccando proprio le sue paure o i suoi desideri segreti.
La "bolla": L'IA tende a mostrarci solo quello che ci piace, isolandoci in una bolla dove non sentiamo mai opinioni diverse. Questo ci rende più testardi e meno disposti a parlare con chi la pensa diversamente.
Decisioni prese da "macchine" invisibili: Sempre più spesso i governi usano software per decidere cose importanti.
Pregudizi: Se il computer impara da dati sbagliati del passato, potrebbe discriminare alcune persone senza che nessuno se ne accorga.
Nessuno a cui chiedere spiegazioni: Se un errore viene fatto da un essere umano, possiamo protestare con lui. Se la decisione la prende un algoritmo complicato, è difficile capire di chi è la colpa e come rimediare.
Finta opinione pubblica: A volte sembra che "tutti" su Internet siano d'accordo su una certa idea, ma potrebbe essere un trucco.
Eserciti di profili falsi: L'IA può gestire migliaia di profili social che sembrano persone vere. Questi profili possono attaccare un avversario o lodare un leader, dando l'impressione che ci sia un enorme consenso popolare che in realtà non esiste.
In sintesi, il Rapporto sottolinea che non è tanto la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene integrata nella sfera pubblica che costituisce una minaccia per la democrazia: se le piattaforme di IA diventano veicoli di manipolazione comportamentale e informativa con scarso controllo democratico, possono indebolire la qualità del discorso politico, la fiducia nei processi elettorali e la coesione sociale.

Come possiamo difenderci? Oggi la regola d'oro è: se una notizia o un video ti provoca una reazione emotiva molto forte (rabbia o paura improvvisa), fermati e usa il tuo cervello. Probabilmente è stata costruita apposta per farti reagire così.

Buona lettura a tutti.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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REMINDERAi Partecipanti Velletri 2030,siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Religioni - le Religion...
09/01/2026

REMINDER

Ai Partecipanti Velletri 2030,

siete tutti invitati a partecipare al Seminario "Scienza e Religioni - le Religioni nell'Era Digitale", 17 Gennaio 2026, ore 16:00, c/o IISS Cesare Battisti, via dei Lauri 1, Velletri.

Il Seminario sarà tenuto da Igor Baglioni, Direttore del Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni” e affronterà il tema del rapporto tra Scienza e Religioni.

L’Era Digitale non ha “spento” la spiritualità, ma l’ha trasformata, aprendo nuove possibilità e nuovi rischi. La diffusione delle tecnologie digitali ha trasformato profondamente anche il modo di vivere la religione. Celebrazioni in streaming, preghiere via app e sermoni sui social network mostrano come la fede si sia adattata ai nuovi linguaggi della comunicazione. Tuttavia, questa presenza online solleva interrogativi che vanno oltre la semplice modernizzazione delle pratiche religiose.

Nell’era digitale anche la religione rischia di diventare un contenuto. Messe in streaming, preghiere su app e predicatori sui social mostrano una fede sempre più integrata nei circuiti della comunicazione online. Ma la domanda decisiva è un’altra: cosa perde la religione quando adotta senza riserve il linguaggio del digitale?

La logica delle piattaforme premia la rapidità, la semplificazione e la visibilità. La spiritualità, invece, richiede tempo, silenzio, profondità. Trasformata in post, clip o slogan motivazionale, la religione corre il rischio di ridursi a consumo emotivo, svuotata della sua dimensione simbolica e critica. Il sacro diventa accessibile, ma anche banalizzato.

Anche l’autorità religiosa viene ridefinita. Nel web, la competenza teologica cede spesso il passo alla popolarità algoritmica: conta chi è più seguito, non chi è più autorevole. Il risultato è una frammentazione del messaggio religioso e una proliferazione di interpretazioni individuali, spesso scollegate dalle tradizioni di riferimento.

Il digitale modifica inoltre il senso di appartenenza. Le comunità online sono fluide, temporanee, reversibili. Si entra e si esce con un clic. La fede diventa un’esperienza privata e personalizzata, adattata ai bisogni del singolo, più che un cammino condiviso capace di generare responsabilità collettiva.

Di fronte all’intelligenza artificiale, alla sorveglianza dei dati e all’automazione delle decisioni, le religioni sono chiamate a svolgere un ruolo critico. Eppure, troppo spesso si limitano a occupare spazi digitali senza interrogare il modello culturale che li governa. Il rischio è che la tecnologia non sia solo un mezzo, ma il vero criterio che plasma linguaggi, valori e priorità.

Nell’era digitale, la sfida per le religioni non è essere presenti online, ma resistere alla logica della piattaforma. Non adattarsi a ogni costo, ma preservare la capacità di dire “no”, di porre limiti, di ricordare che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è umanamente desiderabile.

Obiettivo del Seminario è quello di avvicinarsi a questi concetti. Il Seminario si basa sull'ultima opera del relatore, dal titolo Religioni, spiritualità alternative e Internet. La partecipazione al Seminario è aperta a tutti e totalmente gratuita.

Vi aspettiamo numerosi.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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