27/01/2026
27 gennaio Giorno della Memoria
Il Giorno della Memoria non è solo il ricordo di ciò che è stato, ma un monito su ciò che continua ad accadere quando l’indifferenza prende il posto dell’umanità. Ricordare la Shoah significa interrogarsi sul silenzio, sugli sguardi voltati altrove, su quella passività che ha permesso all’orrore di crescere senza ostacoli. L’indifferenza non è mai neutra: è una scelta, e spesso è una scelta che fa male quanto la violenza stessa.
Fa male oggi come allora. Fa male pensare che, in un mondo che dice di aver imparato la lezione della storia, una vita possa ancora valere meno di un oggetto. Il caso del giovane Davide Borgione è una ferita aperta: l’idea che un portafoglio, magari vuoto o con pochi spiccioli al suo interno, abbia avuto più peso della sua esistenza racconta una società che troppo spesso smarrisce il senso delle priorità, dove l’altro diventa invisibile, ridotto a ostacolo o a mezzo.
L’indifferenza uccide due volte: la prima quando permette che accada l’ingiustizia, la seconda quando normalizza l’accaduto, archiviandolo come un fatto qualunque. Per questo la Memoria non può essere rituale o distratta. Deve essere viva, scomoda, capace di farci sentire responsabili. Perché ricordare non serve a guardare indietro con pietà, ma a guardare il presente con coscienza. E a scegliere, ogni giorno, di non essere indifferenti