27/11/2025
C’è una correlazione tra respirazione e longevità. E la scienza lo dimostra.
Due studi a lungo termine, discussi dalla Harvard Medical School, hanno seguito migliaia di persone per decenni, dimostrando una cosa chiara: chi respira meglio vive più a lungo.
Il primo, il Framingham Heart Study, che ha coinvolto 5.209 persone per oltre 20 anni, ha rilevato che una bassa capacità polmonare (FVC) è uno dei principali predittori di morte e malattie cardiovascolari.
Il secondo, uno studio dell’Università di Buffalo, su 1.195 individui seguiti per 29 anni, ha evidenziato che il volume espiratorio forzato (FEV1) è un indicatore chiave della mortalità.
In altre parole: la qualità della nostra respirazione determina la qualità e la durata della nostra vita.
Da qui ne consegue che il respiro è il primo strumento che abbiamo a disposizione per prevenire l’invecchiamento.
In che modo?
• Migliora la salute cardiovascolare: respirare in modo consapevole riduce la pressione arteriosa e aumenta la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), un indicatore chiave della longevità.
• Protegge il cervello: la respirazione lenta e profonda può influenzare i biomarcatori dell’Alzheimer, riducendo i livelli di beta-amiloide e tau, come dimostrato in uno studio del 2023.
• Riduce lo stress ossidativo: controllare il respiro aiuta a modulare la produzione di cortisolo, rallentando i processi di invecchiamento cellulare.
La verità è che la maggior parte delle persone respira in modo superficiale e disfunzionale, riducendo la propria vitalità giorno dopo giorno.
Ma c’è una buona notizia…
Allenare la respirazione è possibile!!!