08/03/2026
Mi unisco al pensiero bellissimo di Amadeo Furlan perfetto i questo momento e sempre
8 MARZO– NON UNA FESTA. UNA ORIGINE.
Se oggi siamo qui, vivi, respirando, leggendo queste parole…
lo dobbiamo a una donna.
Prima di ogni nome che la storia ricorda,
prima di ogni impero, prima di ogni conquista,
prima di ogni religione e di ogni civiltà,
c’è stato un grembo.
Un luogo silenzioso dove la vita ha iniziato a pulsare.
Per nove mesi una donna ci ha custoditi nel suo corpo.
Ha prestato il suo sangue alla nostra crescita.
Ha trasformato il suo respiro nel nostro primo respiro.
E quando siamo arrivati nel mondo,
inermi, fragili, incapaci di sopravvivere da soli,
sono state ancora le sue mani ad accoglierci.
Mani che ci hanno lavato.
Nutrito.
Protetto.
Anche quando non aveva nulla.
Anche quando il mondo intorno cadeva a pezzi.
Anche sotto le bombe.
Anche nella povertà.
Anche nella persecuzione.
Anche quando le è stato negato il diritto di esistere liberamente.
La storia dell’umanità racconta di re, condottieri, profeti, santi.
Ma prima di ogni uomo che ha cambiato il mondo
c’è sempre stata una donna che lo ha messo al mondo.
Se l’umanità ha conosciuto Gesù,
se ha ascoltato Maometto,
se ha incontrato Buddha,
se ha avuto filosofi, scienziati, salvatori…
lo deve a una donna.
Eppure proprio a loro,
a coloro che ci hanno dato la vita,
la storia ha spesso restituito violenza, silenzio, marginalità.
Donne picchiate.
Uccise.
Umiliate.
Ridotte al silenzio.
Donne costrette a nascondere il volto.
Donne dimenticate nelle pieghe della storia.
Eppure continuano.
Continuano a generare vita.
Continuano a proteggere.
Continuano ad amare.
Anche quando il mondo diventa ostile.
Oggi il mondo brucia.
Brucia per il potere.
Per l’ego.
Per l’egemonia.
Per l’arroganza.
Ma se esiste ancora una possibilità di salvezza per questa umanità
non nascerà dall’odio.
Nascerà da ciò che le donne sanno fare da sempre.
Custodire la vita.
Per questo oggi non celebro una festa.
Oggi mi fermo.
E, da uomo, mi inchino.
Mi inchino davanti alla forza silenziosa delle donne.
Alla loro resilienza.
Alla loro capacità di amare anche quando la vita è dura.
Perché ogni essere umano deve la propria esistenza
al coraggio di una donna.
E forse, proprio da una donna,
un giorno nascerà ancora qualcuno capace di cambiare questo mondo.
Qualcuno che trasformerà odio in compassione.
Arroganza in umiltà.
Potere in servizio.
Qualcuno che ricorderà all’umanità cosa significa essere davvero umani.
Per questo oggi non dico solo buona festa della donna.
Dico grazie.
Grazie per la vita.
Grazie per la forza.
Grazie per l’amore che continuate a donare a questo universo.
Senza di voi
non esisteremmo.
Amadeo