Dott.ssa Giulia Montalbetti - Psicologa

Dott.ssa Giulia Montalbetti - Psicologa Sono una psicologa iscritta all'Ordine Psicologi della Lombardia, psicoterapeuta in formazione ad orientamento integrato.

Psicologa clinica e dello sviluppo ~ Psicodiagnosta ~ Specializzanda in Psicoterapia Integrata e di Comunità 🧠 🫀~ Consulente di selezione & formazione aziendale 🗒️

Percorsi di terapia c/o studio “Sentiero Famiglia” a Vergiate, online e domiciliare.

Dialogo con il peso del doloreDurante una seduta con una mia giovane paziente abbiamo accolto il peso del suo dolore e l...
16/02/2026

Dialogo con il peso del dolore

Durante una seduta con una mia giovane paziente abbiamo accolto il peso del suo dolore e lo abbiamo fatto entrare con noi nella stanza.
Era da un po’ che bussava ma non era ancora il momento di dialogare con lui.

Il peso di un dolore conosciuto e la paura di non sapere chi si è senza.
Succede quando l’unica modalità conosciuta per esistere è abitando il dolore.
Si sopravvive ma non si vive. È una lotta silenziosa e implacabile tra “ce la posso fare” e “non ce la faccio più”.
Si abita quel dolore come un vestito cucito addosso su misura, si impara a conoscerlo e si sente che lui in fondo un po’ conosce te.

Accade questo quando nella vita ti senti sola, quando cresci sola, quando senti e sai di non aver avuto qualcuno accanto che ti ha saputo indicare la direzione.
Accade quando non hai mai ricevuto un abbraccio, quando piangevi e ti autoconsolavi, quando non ti sei mai sentita vista e l’unico modo che avevi per sapere di esistere era guardare il tuo riflesso nello specchio.

“Chi sono io? Potrò mai Essere senza il mio dolore? Io sento di sopravvivere.
Ci sono giorni che ho la forza, faccio progetti e mi pongo obiettivi. Altri giorni che mi sento schiacciata, stanca, esausta. Esisto, da qualche parte, tra la guarigione e il dolore”.

Ed è proprio in quello spazio che, accogliendolo e abitandolo, c’è la pulsione della vita che attende di essere respirata.

Non ci sentiamo mai davvero pronti.Che sia per un cambiamento, che sia per un’occasione, che sia per un incontro, che si...
18/12/2025

Non ci sentiamo mai davvero pronti.

Che sia per un cambiamento, che sia per un’occasione, che sia per un incontro, che sia per una perdita.

La vita spesso ci mette davanti alle prove prima di darci gli strumenti per superarle.
Forse, invece che chiederci “sarò in grado?”, “sarò mai abbastanza?”, dovremmo provare ad affrontare, a rischiare, rinunciando un po’ a quelle paure.

E forse, durante il cammino, potremmo scoprire di avere risorse e forza che nemmeno immaginavamo di avere.

E che il nostro equilibrio in fondo lo scopriamo e ritroviamo anche perdendoci un po’.

In un mondo troppo veloce dove l’attesa viene eliminata diventa fondamentale insegnare ai bambini e ai ragazzi l’importa...
07/11/2025

In un mondo troppo veloce dove l’attesa viene eliminata diventa fondamentale insegnare ai bambini e ai ragazzi l’importanza di avere e mettere dei confini.

Se togliamo loro la capacità di desiderare, perché hanno tutto, come possiamo pensare che possano rispondere alla domanda “che cosa più ti piace?”

Pensiamoci.

Senza limiti, nessuna crescita e bisogna iniziare sin da quando sono piccoli.

Il neuropsicologo Álvaro Bilbao ci ricorda una cosa fondamentale: i limiti, ben bilanciati e motivati, non reprimono, ma proteggono e orientano.
Troppo spesso confondiamo la libertà con l'assenza di regole, dimenticando che il cervello, in particolare degli adolescenti, è ancora in costruzione e ha bisogno di punti di riferimento chiari per sviluppare autonomia, resilienza e senso critico.

❤️
21/10/2025

❤️

“Proprio come un faro lungo la costa, il genitore illumina il cammino e segnala i pericoli, ma lascia che sia il giovane a navigare e seguire la propria rotta”
(K. Ginsburg)

💡 Significa illuminare la strada, senza sostituirsi.
Se li proteggiamo da ogni ostacolo, non avranno l'opportunità di rafforzare la loro capacità di adattarsi e reagire. È importante anche dar loro lo spazio per scegliere, sbagliare e imparare: così svilupperanno fiducia in sé stessi e capacità di affrontare il futuro.

Essere genitori e fare i genitori.Sentirsi genitori significa andare oltre ad un ruolo che dà regole, indicazioni pratic...
10/09/2025

Essere genitori e fare i genitori.

Sentirsi genitori significa andare oltre ad un ruolo che dà regole, indicazioni pratiche, che si occupa del pratico nel quotidiano utile a garantire la crescita ed il benessere del proprio figlio.

Essere genitori implica una responsabilità in più: quella di essere una guida emotiva per i propri figli, un esempio capace di trasmettere loro l’importanza di potersi connettere con il proprio mondo emotivo.
Trasmettere che ci si può autorizzare a provare le emozioni, positive o negative che siano, senza nascondersi o provare vergogna.
Che si può esprimerle, sopratutto quelle negative, senza che questo sia un segno di debolezza.
Che si può stare con le proprie emozioni, quanto basta, senza necessariamente avere l’urgenza di capire e andare oltre.

Noi adulti possiamo insegnare tanto ai bambini e ai ragazzi nel momento in cui, nel rivolgerci a loro, ci accorgiamo ed interessiamo dello stato dei loro bisogni emotivi, accogliendoli con un abbraccio.

Ecco perché una domanda posta nel momento giusto può fare la differenza nel tutelare il benessere emotivo di bambini e ragazzi.

Riconoscere il valore di ogni emozione, permettere ai bambini di esprimerla, aiutarli a regolarla e gestirla in modo efficace. Uno dei compiti più faticosi, ma importanti, per i genitori!

⚠️Ansia da rientro in ufficio?Il ritorno alla routine ti mette in stress?Niente paura! Il periodo di ferie per molti rap...
29/08/2025

⚠️
Ansia da rientro in ufficio?
Il ritorno alla routine ti mette in stress?

Niente paura!
Il periodo di ferie per molti rappresenta uno stacco mentale e fisico dal lavoro, anche se non sempre siamo in grado di proteggere quello spazio dedicandoci davvero al meritato riposo che serve a ricaricare le energie.

🔋 🪫 Immagina che dentro di te ci sia una batteria: quale livello di carica pensi di aver raggiunto durante le tue ferie?
Sono state davvero un momento per te, per il tuo tempo dedicato alla famiglia e alle cose che davvero ti nutrono?
O è stato un tempo riempito dai pensieri sul lavoro, sulla gestione e sui risultati da raggiungere da qui alla fine dell’anno?

Diventa importante ascoltarsi e coltivare il proprio spazio di riposo.

E, se tornare in ufficio o al tuo lavoro diventa stressante, ecco alcuni piccoli accorgimenti che puoi fare per meglio gestire l’ansia da rientro:

- pianifica la tua attività con piccoli step, senza sovraffolare l’agenda;
- concentrati su una attività alla volta;
- organizza il tuo tempo di lavoro in modo da fare delle piccole pause;
- costruisci abitudini sane nel tuo tempo libero che sia di qualità: esempio svogli attività fisica, coltiva i tuoi hobby, dedicati alla famiglia;
- utilizza, ove possibile, una routine che scandisca la giornata lavorativa;
- stabilisci dei limiti: imparare a dire di “no” ed essere assertivi è un buon inizio per proteggere i propri confini e non sentirsi sopraffatti;
- evita la procrastinazione: stabilire obiettivi raggiungibili e realistici ti può aiutare ad avere una miglior percezione di controllo su quello che stai facendo.

E non dimenticarti di praticare la gentilezza: regalare un sorriso ad un amico, ad un collega o a se stessi nutre il cuore e anche la mente.

Fonte immagine: web

Spesso capita di sentirsi intrappolati nella sofferenza. Di non riuscire a trovare via d’uscita, di non sapere e credere...
27/08/2025

Spesso capita di sentirsi intrappolati nella sofferenza.
Di non riuscire a trovare via d’uscita, di non sapere e credere di avere le forze, le energie e le risorse per affrontarla e per uscirne.
È importante chiedersi che ruolo si ha nella propria sofferenza e allo stesso tempo che ruolo gioca lei nella propria vita.
A volte ci si regge dentro al dolore, come se fosse l’unico modo per vivere e per funzionare.
Diventa àncora.
Diventa porto sicuro.
Diventa ragione.
Diventa rifugio.
Diventa necessario.
Diventa identitario.
Lo si abita come abitare la propria casa: luogo percepito come sicuro perché conosciuto:
“Dentro a quel dolore ci so stare”,
“Nel dolore vedo quello che sono”,
“Solo nel dolore capisco quanto valgo”,
“Questo dolore è necessario”.

Totalizzante. Il proprio valore è tutto lì, il senso di sè e del proprio esserci è nel vivere e convivere con il dolore.
Senza non so più chi sono.

Ma se ti chiedessi:
quale è il costo che stai pagando per tutto questo?
Che cosa temi di più se pensassi di uscire da quella “casa” ed iniziare ad esplorare il mondo ed esplorarti nel mondo?
Quale senso stai attribuendo a quel dolore e soprattutto, che funzione ha nella tua vita?Quale ruolo gioca?.
Voglio vivere il tempo presente in un inverno senza fine, congeltœ, oppure iniziare ad accorgermi che esistono le stagioni?.
E ce la farò a farlo senza perdermi?.

Sì, a volte occorre un po’ perdersi per poi ritrovarsi.

Forse, potresti iniziare ad accorgerti che ci sei, che esisti anche al di fuori di lì e che il dolore è una componente della vita ma non è la tua vita.

Prenderlo per mano, accoglierlo con gentilezza e senza giudizio, è un modo per iniziare a darsi una possibilità e prendersene cura.

E magari scoprire di farcela e di Essere senza dover portare necessariamente un fardello così pesante.

🤍

̀

Lo spazio di cura, lo spazio che cura.Il momento in cui un percorso di terapia finisce è emozionante: si giunge al tragu...
16/07/2025

Lo spazio di cura, lo spazio che cura.

Il momento in cui un percorso di terapia finisce è emozionante: si giunge al traguardo di un viaggio che terapeuta e paziente hanno condiviso insieme.
Sapere di aver intrapreso un pezzetto di vita insieme, da perfetti sconosciuti, è qualcosa di davvero profondo: da una parte chi si è fidato ed affidato, dall’altra chi ha preso per mano il dolore e le fragilità e con delicatezza li ha sorretti e ne ha condiviso il peso. Per un po’. Per quanto è servito. Per quanto è bastato.

Il momento dei saluti è anche il momento delle consapevolezze.
Entrambi, terapeuta e paziente, hanno dato qualcosa l’uno all’altro di cui faranno tesoro per la vita. Ogni persona che si incontra è una storia.

Qualche giorno fa ho concluso un percorso con una mia paziente e mi sono emozionata insieme a lei mentre, nel salutarmi, mi ha mostrato, con le parole, i nuovi semi che aspettano solo di crescere:

- ho capito che non tutto è una priorità: non può essere tutto urgente ed è importante focalizzarsi su quello che voglio in quel momento;
- ho imparato a chiedermi “cosa desidero fare?” e non solo “cosa devo fare?”;
- ho imparato a lasciare andare, a non rimuginare dove non c’è necessità in quel momento;
-ho capito l’importanza di organizzare i miei tempi accettando quello che posso fare ma anche le rinunce, senza sentirmi in colpa;
- ho imparato a valutare meglio quello che viene detto dagli altri: non tutti hanno i miei stessi pensieri, valori e visioni e va bene così, senza sentirmi sbagliata;
- ho imparato a volermi bene e ad autorizzarmi anche nel mio dolore e nelle mie fragilità.

La fine di un percorso di terapia è in realtà un nuovo e potente inizio.

Da qui, possiamo dire di essere quelli “da adesso in poi”.

Uno spazio sicuro.Per sentire.Per riconnettersi.Per non giudicarsi.Per autorizzarsi.Per sentirsi accolti.Per essere vist...
20/05/2025

Uno spazio sicuro.

Per sentire.
Per riconnettersi.
Per non giudicarsi.
Per autorizzarsi.
Per sentirsi accolti.
Per essere visti.
Per lasciare andare.
Per alleggerirsi.
Per dare voce al dolore.
Per nominare le cose.
Per dare forma ai pensieri.
Per contattare le emozioni.
Per piangere.
Per sorridere.
Per fare pace con il passato.
Per essere gentili con se stessi.
Per imparare a vivere il presente.
Per ritrovarsi.

Qui, in questo spazio che sa di tante cose.

Puoi darti la possibilità di rifiorire.

Indirizzo

Via Giuseppe Di Vittorio 76 C/o Studio "Sentiero Famiglia"
Vergiate
21029

Orario di apertura

Lunedì 12:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 20:00
Mercoledì 12:00 - 20:00
Giovedì 11:00 - 20:00
Venerdì 11:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 15:00

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