10/02/2026
Spesso citata anche come " LA VITTIMA SI VENDICA FACENDO DELLA SUA SOFFERENZA UN'ARMA", descrive una dinamica psicologica e sistemica profonda, attraverso la quale chi ha subito un torto mantiene il potere sull'aggressore.
•La vittima "nobilita" il suo potere: Secondo Hellinger, rimanendo nel ruolo di vittima, la persona non libera se stessa, ma tiene il carnefice vincolato a lei attraverso il senso di colpa. È "raffinata" perché spesso non è una vendetta conscia, ma inconscia e nascosta dietro la sofferenza.
•La vittima si sente "buona" e superiore: Il vittimismo permette alla vittima di sentirsi moralmente superiore al carnefice. Questa posizione di superiorità morale, unita alla colpa che l'aggressore prova, diventa un modo per punire l'altro senza sporcarsi le mani.
•Un legame tossico ed eterno: Finché la vittima continua a mostrare la sua sofferenza come prova del male subito, impedisce la chiusura del conflitto. È un circolo vizioso in cui il carnefice rimane incatenato al suo ruolo, impossibilitato a riparare, e la vittima resta bloccata nel passato.
•La vera guarigione è l'abbandono del ruolo: Per Hellinger, la vera liberazione (e la "guarigione") avviene quando la vittima smette di identificarsi con la sua ferita, accetta ciò che è stato, e lascia al carnefice la responsabilità del suo atto, liberandosi del desiderio di vendetta, anche se questa è mascherata da vittimismo.
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