Dottor Zeno Giuseppe Vignola

Dottor Zeno Giuseppe Vignola Medico di Medicina Generale;
produzione di Salute e Benessere

Se dormi male, potresti essere carente del neurotrasmettitore SEROTONINA.•Dei 4 principali neurotrasmettitori, la seroto...
21/05/2021

Se dormi male, potresti essere carente del neurotrasmettitore SEROTONINA.

Dei 4 principali neurotrasmettitori, la serotonina si occupa della risincronizzazione e rigenerazione del sistema nervoso, nonché dell’apprendimento.

Il tono dell’umore dipende dalla serotonina, come pure la capacità di provare piacere autentico. Non a caso, alcuni farmaci antidepressivi vanno proprio ad agire sul metabolismo della serotonina...

Come rigenerare questa preziosa sostanza in modo naturale? E quali comportamenti invece rischiano di farti restare senza? Di questi aspetti (ed altro) ci occuperemo nei prossimi post!

NOTABENE: l’80% della serotonina del corpo viene prodotta a livello intestinale; cosa vorrà mai dire? 🧐



Per perdere grasso bisogna favorire reazioni chimiche che hanno come risultato la distruzione del grasso (lipolisi). Bis...
06/03/2021

Per perdere grasso bisogna favorire reazioni chimiche che hanno come risultato la distruzione del grasso (lipolisi). Bisogna anche inibire reazioni chimiche che hanno come risultato la costruzione di nuovo grasso (lipogenesi).

Per ottenere una perdita di grasso che sia anche sostenibile nel lungo termine bisogna focalizzarsi sulla creazione di nuove, migliori abitudini. Questa prima fase è fondamentale e supernecessaria, e costituisce in realtà la maggior parte del lavoro.

Sapevi che guardare la bilancia potrebbe essere un errore? Infatti è molto più importante focalizzarsi unicamente sulle scelte di tutti i giorni (che creano le abitudini). La perdita di grasso è la semplice conseguenza delle scelte quotidiane, che sono l’unico aspetto che è possibile controllare direttamente.

Un altro motivo per cui non bisognerebbe guardare la bilancia è che questo dato può avere poca correlazione con la perdita di grasso (una plicometria è più affidabile, meglio ancora l’impedenziometria). Inoltre le oscillazioni del “peso” possono distogliere l’attenzione da ciò che è davvero importante.

Nel momento in cui si padroneggiano da abbastanza tempo i principi di nutrizione corretta ed il corpo si sta avvicinando alla propria composizione corporea ideale, a quel punto sarà possibile introdurre integratori ed altre tecniche di nutrizione avanzata (optional). Questi metodi ulteriori (che vanno “oltre” i principi della nutrizione corretta pur fondandosi su di essa) si devono inserire su un contesto biochimico già efficiente, contribuendo all’ottimizzazione.

Intraprendere scorciatoie prima che sia stato strutturato un migliore sistema di vita, porterà facilmente a risultati deludenti e temporanei. Prima si solidificano le fondamenta, poi si aggiungono gli altri livelli: altrimenti il risultato è una casa instabile che crollerà alla minima scossa di terremoto.

Dimenticavo: in quanto Medico, mi piace che il dimagrimento avvenga con modalità che migliorino la Salute, e ad un ritmo che vada d’accordo con la fisiologia dell’individuo.



Si tratta di una visione della salute (e della società) tale per cui ogni persona merita di avere una consapevolezza pos...
04/03/2021

Si tratta di una visione della salute (e della società) tale per cui ogni persona merita di avere una consapevolezza positiva del proprio corpo.

Dal punto di vista MEDICO posso solo dire che l’obesità e l’anoressia sono malattie che comportano una minore qualità della vita e una esistenza più breve e con più malattie. CONTEMPORANEAMENTE, per quanto mi riguarda, una persona non ha meno valore se malata (anzi!), e su questo sono d’accordo con la body positivity.

Nella un altro concetto interessante è di avere una maggiore rappresentazione di corpi diversi dai canoni di bellezza tradizionale, e anche qui sono d’accordo.

Anche un maggiore ampliamento del concetto di “normopeso” mi può trovare d’accordo, visto che, al di fuori dell’obesità franca e dell’anoressia franca, il peso non è un gran parametro per valutare la salute di un individuo (piuttosto bisognerebbe valutare: la composizione corporea, l’insulinoresistenza, il Q.I., la frequenza di malattie, la forza fisica, la resistenza alla fatica, la densità ossea, etc).

Io stesso sono body positive con i miei pazienti: per intraprendere un percorso di creazione di salute è infatti fondamentale accettarsi ed apprezzarsi per quello che si è, ed al contempo metterci impegno per migliorare la propria salute. I sensi di colpa non sono per niente funzionali al progresso!

A volte si tratta semplicemente di chiamare le cose con il proprio nome. Quindi se un medico ti dice che sei “obeso/a”, non sta offendendo nessuno e non ci sono concetti morali allegati, ma sta solo esponendo una diagnosi (a cui può seguire una terapia). Così come per i termini “diabetico”, ”iperteso”, “portatore di pace-maker”, etc.

Certe correnti estreme della body positivity rifiutano però questo concetto e anzi spingono affinché non venga mai usato il termine “obesità”. Pare che siano proprio queste persone ad avere un problema con la propria immagine 🤷🏻‍♂️



26/02/2021

SISTEMI DIMAGRANTI

Metodo a basso impatto:

- 2.2.2.
- 2.2.1.

Metodo a medio impatto:

- 2.1.1.
- 1.2.2.

Metodo ad alto impatto:

- 1.1.2.
- 1.2.1.
- 1.1.1.

P.S.: LA BILANCIA NON INDICA IL DIMAGRIMENTO!!!!!!!!!!

COLESTEROLO•Partiamo col dire che più del 75% del colesterolo che si trova nel sangue viene prodotto nel fegato. Di cons...
10/02/2021

COLESTEROLO

Partiamo col dire che più del 75% del colesterolo che si trova nel sangue viene prodotto nel fegato. Di conseguenza, mangiare poco colesterolo ha un effetto ridicolo sui livelli di colesterolo circolanti.

Molti ormoni derivano dal colesterolo: esso infatti è il precursore dei cosiddetti ormoni steroidei. Cortisolo, testosterone, DHT, aldosterone, estradiolo, androsterone, progesterone derivano dal colesterolo tramite modifiche enzimatiche. Una quantità bilanciata di ormoni è fondamentale per le funzioni biologiche dell’organismo.

Il colesterolo è ESSENZIALE per la formazione della mielina, che è la guaina protettiva dei neuroni del sistema nervoso centrale e periferico. In realtà, la maggior parte del colesterolo contenuto nell’organismo si trova proprio nel cervello!🧠 E la perdita di mielina è caratteristica di patologie neurologiche come l’Alzheimer.

Alcuni studi hanno addirittura concluso che livelli bassi di colesterolo nel sangue correlano maggiormente con malattie mentali. Chi l’avrebbe mai detto?

Il colesterolo è anche un componente essenziale della membrana delle cellule. Sembra proprio che la questa molecola abbia numerose funzioni importanti.

Tutti saprete sicuramente che la deposizione di placche di colesterolo all’interno delle arterie è causa di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari (come l’infarto e l’ictus). Occhio però! Il colesterolo non è di certo l’unico fattore che determina la formazione delle placche di aterosclerosi.

Da questi elementi risulta come il colesterolo non sia certamente nemico della salute. Piuttosto, si può dire che in determinate condizioni di alterato metabolismo, il ricambio del colesterolo avviene ad un ritmo anormale e ciò permette le malattie correlate al colesterolo.

La prossima volta che qualcuno ti parlerà del colesterolo come una molecola assolutamente br**ta e cattiva, sarai costretto a cambiare idea sulla competenza di questo “professionista”.

Nel prossimo post: in quali circostanze il colesterolo può diventare un problema.



Sai cos’è un podcast? È una radio on-demand, che vuoi dire che non devi sintonizzarti ad un orario preciso ma puoi preme...
04/02/2021

Sai cos’è un podcast? È una radio on-demand, che vuoi dire che non devi sintonizzarti ad un orario preciso ma puoi premere PLAY quando vuoi tu.

Io ho un podcast, si chiama dottorzeno e siamo già alla terza puntata. Oggi parliamo degli attacchi di fame.

Cosa aspetti? Vai sul link e schiaccia play! ▶️

https://cutt.ly/CkkYq2H

CRAVING: sensazione di fame incontrollabile, tipicamente verso alimenti che alzano rapidamente la glicemia (e sai già di...
04/02/2021

CRAVING: sensazione di fame incontrollabile, tipicamente verso alimenti che alzano rapidamente la glicemia (e sai già di quali cibi sto parlando😜).

Una persona metabolicamente bilanciata prova piacere nel nutrirsi, ma non dovrebbe avvertire la sensazione di craving. Il craving infatti è l’espressione di uno squilibrio di qualche tipo (carenza o eccesso), che istintivamente si cerca di controbilanciare ingerendo cibi glicemizzanti.

Quindi, se ti capita spesso di avere tentazioni per cibi che non sono la scelta migliore a livello biochimico, non dovresti sforzarti tanto di resistere quanto piuttosto di identificare come fare a raggiungere uno stato metabolico in cui non avverti i cravings.

Stasera ricordati di ascoltare la terza puntata del mio podcast: si parlerà anche di questo importante argomento, specialmente per quanto riguarda la prevenzione e gestione degli attacchi di fame. Trovi il link nella bio di Instagram.

Ancora non riesci a risolvere il problema degli attacchi di fame? Prenota subito una consulenza personalizzata in cui ti potrò aiutare a raggiungere uno stato di maggior salute.



In condizione di insulino-resistenza, l’insulina viene prodotta ma la glicemia non viene abbassata come ci si aspettereb...
02/02/2021

In condizione di insulino-resistenza, l’insulina viene prodotta ma la glicemia non viene abbassata come ci si aspetterebbe. Per spiegare questo concetto, parleremo di un ESPERIMENTO che chiunque può verificare tramite un glucometro.

Mario si alimenta in modo da ridurre le variazioni di glicemia nell’arco della giornata. La sua glicemia dopo mangiato è sempre inferiore a 110.

Un giorno, Mario mangia un pasto ad alto indice glicemico (il classico “sgarro”): e 2 ore dopo il pasto, la glicemia è 106. In virtù del suo stile di vita precedente, Mario ha un sistema insulinico che ha risposto all’eccesso di glucosio nel sangue con grande prontezza (una condizione di forte insulino-sensibilità).

Anche il secondo giorno, ai fini dell’esperimento, Mario mangia un pasto ad alto indice glicemico ottenendo una glicemia di 116. Il terzo giorno di fila in cui mangia ad alto indice glicemico ottiene 124, e così via finché il sesto giorno dell’esperimento ottiene un valore di glicemia postprandiale di 167! Come è possibile?

Mario ha via via diminuito la propria insulino-sensibilità. La sua tolleranza glucidica è diminuita, che vuol dire che il suo sistema è diventato meno pronto nel normalizzare la glicemia a seguito di un pasto. Se Mario torna a nutrirsi in modo corretto, può riacquisire la sua efficienza in breve tempo; ma se continua a sfamarsi “a caso”, si troverà a fronteggiare una condizione di insulino-resistenza che potrà anche progredire verso il diabete mellito di tipo 2.

Cosa altro può portare all’insulino-resistenza? Se hai letto il post sullo stress ed il cortisolo, hai già un’idea... quasi tutti gli ormoni dello stress diminuiscono l’effetto dell’insulina. Ma non solo. Hai troppo grasso? Probabilmente hai anche dell’insulino-resistenza.

Come possiamo invece aumentare la insulino-sensibilità? Tenendosi idratati, mangiando a basso indice glicemico, dedicando del tempo alla rigenerazione, e con frequente attività sportiva aerobica e anaerobica. Anche una muscolatura in salute aiuta in tal senso.



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Verona

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