Fruitimprese Veneto

Fruitimprese Veneto Associazione Imprese Ortofrutticole

FRUITIMPRESE VENETO è la rappresentanza regionale di FRUITIMPRESE che da oltre 60 anni rappresenta le aziende di importazione ed esportazione del settore ortofrutticolo con oltre 300 aziende associate.

🍇🍏 ASSOCIATI A FRUITIMPRESE VENETO 🍒🍑Siamo la sezione veneta di Fruitimprese, l’associazione che rappresenta le aziende ...
21/04/2026

🍇🍏 ASSOCIATI A FRUITIMPRESE VENETO 🍒🍑

Siamo la sezione veneta di Fruitimprese, l’associazione che rappresenta le aziende leader del comparto ortofrutticolo italiano.

📦 Ogni giorno supportiamo le imprese del territorio nella produzione, commercializzazione e internazionalizzazione dei prodotti freschi.

🌍 Grazie alla nostra rete, portiamo la qualità e l’eccellenza del Veneto sulle tavole di tutto il mondo.

🤝 Con Fruitimprese Veneto, le aziende trovano rappresentanza, tutela e nuove opportunità di crescita.

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L'ORTOFRUTTA SI FERMA, MA RESTANO APERTE LE PROSPETTIVE DELL'AUTOMAZIONE.17 Aprile 202677ª Assemblea annuale di Fruitimp...
17/04/2026

L'ORTOFRUTTA SI FERMA, MA RESTANO APERTE LE PROSPETTIVE DELL'AUTOMAZIONE.
17 Aprile 2026

77ª Assemblea annuale di Fruitimprese



“Il 2025 è stato un anno record per il nostro export (6,7 miliardi euro) ma il futuro della nostra ortofrutta resta a rischio, le aziende agricole non trovano più personale esperto né giovani da formare: c’è un buco di almeno 100.000 lavoratori”. Si è aperta con questa cruda consapevolezza la 77ª Assemblea annuale di Fruitimprese, svoltasi ieri 16 aprile 2026 a Roma. In una fase in cui l’ortofrutta italiana è chiamata a misurarsi con i costi di produzione, le regole e la competitività globale, l’associazione ha scelto di mettere al centro dei lavori il fattore più critico per lo sviluppo dell’intera filiera: la manodopera.

L’evento ha visto un rapido ma incisivo passaggio istituzionale. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha riassunto la linea strategica del governo nel trinomio “proteggere, promuovere, produrre”. Ha ricordato l’impegno istituzionale per salvaguardare le produzioni, citando in particolare la vitale deroga europea ottenuta per l’uso del fitoregolatore Dormex a tutela del kiwi, che non lascia residui sulla frutta, e ha rivendicato la recente approvazione di una storica legge per la tutela del Made in Italy agroalimentare e il contrasto all’Italian Sounding.

Sulla stessa lunghezza d’onda il saluto di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, che ha spronato l’Europa a ritrovare centralità, ribadendo che nell’umiltà del confronto e lavorando insieme si potranno “costruire tante opportunità sia per il comparto agricolo, sia per l’industria, sia per la cooperazione, sia per la logistica”.

A margine dei saluti, l’On. Paolo De Castro ha lanciato una “provocazione” contro le “fake news” e le “trasmissioni scandalistiche” che colpiscono ingiustamente il settore. Sottolineando il paradosso di un’opinione pubblica allarmata sui fitofarmaci nonostante le aziende italiane abbiano “ridotto il 50% di principi attivi” innalzando la qualità ai vertici mondiali, De Castro ha esortato la filiera a smettere di difendersi: “Questo tema della comunicazione non è più il caso di affrontarlo in maniera passiva, dobbiamo passare a una maggiore energia e aggressività ed essere orgogliosi di quello che il nostro sistema ortofrutticolo ha fatto”.

La relazione del presidente Marco Salvi: record export e un buco da 100.000 lavoratori
L’assemblea è entrata nel vivo con la dettagliata relazione del presidente Marco Salvi, che ha delineato i forti chiaroscuri in cui è immerso il comparto ortofrutticolo. Da un lato, il dinamismo delle aziende ha portato l’export a nuovi primati. “L’anno 2025 segna un nuovo primato per le esportazioni di ortofrutta fresca”, ha evidenziato Salvi, con un valore di “6,7 miliardi euro” (in aumento dell’11%) e sfiorando i 4 milioni di tonnellate esportate (+8,1%). Numeri trainati da campioni dell’export come le mele, che hanno superato “1 milione di tonnellate esportate” e generato “oltre 1,1 miliardi di euro” in valore, seguiti dagli ottimi risultati per uva da tavola e kiwi. Tuttavia, le crisi geopolitiche rischiano di penalizzare fortemente il commercio, rendendo vitale “accelerare sull’apertura dei nuovi mercati”, in particolare in Cina e Messico per le mele e in Sudafrica e Brasile per l’uva da tavola.

Ma “l’ipoteca più grande sul futuro del settore” è la carenza di addetti. Il presidente ha lanciato un avvertimento allarmante: “Negli ultimi anni si è venuto a creare un vero e proprio buco negli organici delle aziende agricole che non hanno più trovato maestranze esperte, né personale da formare”. “Oggi la situazione è drammatica”, ha incalzato Salvi, avvertendo che le aziende “sono costrette spesso a rinunciare a investimenti ed espansioni”.

Le soluzioni messe in campo finora “si sono dimostrate solamente dei palliativi”. Anche il recente accordo pilota siglato dal Ministero con l’Uzbekistan per l’arrivo di 50 lavoratori “è da lodare, ma oggi non basta”, considerando che “il settore ha bisogno di 100.000 persone”. La farraginosa burocrazia del Decreto Flussi, ha ricordato Salvi, ha creato “sacche di illegalità”, intrappolando in Italia decine di migliaia di stranieri in attesa del rinnovo dei permessi, mentre “i giovani disposti a lavorare nei campi sono pochissimi e disincentivati da un sistema, quello della disoccupazione agricola, che li spinge a limitare il numero di giornate lavorate”.

Non sono mancate aspre critiche alle politiche UE. Salvi ha puntato il dito contro la perdurante “decimazione” degli agrofarmaci a protezione delle colture, che ha spinto molti produttori italiani di kiwi a delocalizzare in Grecia. Ugualmente inaccettabile è stato definito il dossier imballaggi (PPWR), che metterà al bando dal 2030 le confezioni in plastica per l’ortofrutta sotto gli 1,5 kg, sebbene esse rappresentino “solo lo 0,8% del totale delle confezioni in plastica”, mentre la filiera ha salutato con entusiasmo il via libera italiano alla sperimentazione in campo aperto delle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita).

La voce tecnico-giuridica: l’analisi del prof. Giulio D’Imperio
A inquadrare la carenza di manodopera dentro norme e criticità operative è intervenuto il prof. Giulio D’Imperio, accademico e consulente del lavoro. I dati INPS presentati dal professore sono l’impietoso specchio di un settore che invecchia: su oltre 1,1 milioni di operai agricoli censiti nel 2024, vi è una concentrazione nella fascia tra i 50 e i 54 anni (115.917 addetti), mentre l’ingresso dei giovani è irrilevante.

D’Imperio ha paragonato il nostro sistema ingessato a quello dei grandi competitor europei: in Grecia sopravvive il lavoro migrante “in maniera informale” a causa degli scarsi controlli ispettivi, in Spagna si assumono stagionali “direttamente in Marocco” tramite snelle agenzie interinali, e in Germania operano contratti stagionali agili, salari minimi garantiti e solidi accordi bilaterali con i paesi terzi per la “totalizzazione dei contributi” e l’esportabilità delle pensioni.

Per l’Italia, il professore ha accolto con speranza una recentissima novità normativa: “Il Consiglio dei Ministri ha approvato il permesso unico di soggiorno. Mi auguro serva a snellire e a facilitare le procedure per poter utilizzare lavoratori extracomunitari”, evitando loro di dover ripetere l’iter dei flussi. Ha infine spronato le imprese a fare uso di istituti formativi ignorati, come “il contratto di apprendistato professionalizzante” per l’agricoltura e i tirocini formativi extracurricolari, oltre al sistema di alternanza scuola-lavoro.

Contributi a tutto campo dai sindacati e dagli esperti
La composizione della tavola rotonda, coordinata da Silvia Marzialetti, giornalista di Radiocor – Il Sole 24 Ore, ha evidenziato la volontà di affrontare l’emergenza in una prospettiva strutturale, riunendo rappresentanti industriali e parti sociali.

Roberto Caponi (Confagricoltura) ha ribadito che la mancanza di addetti nei campi è un vero “dramma” perché dettato dai cicli biologici: “Non è come in altri settori produttivi, dove alcune lavorazioni si possono procrastinare. I raccolti o si fanno quando serve o si butta via il lavoro di un intero anno”. Ha difeso la disoccupazione agricola definendola “un ammortizzatore sociale senza il quale non troveremmo nessuno”, ma ha lanciato l’allarme sugli appalti truffaldini: per sopperire alla mancanza di braccia, le aziende si affidano a terzi rischiando di scivolare nella “fornitura fraudolenta di manodopera”.

Da sinistra a destra: Carlo Bevini, Plant General Manager San Felice SP – DS Smith Packaging Italia, Roberto Caponi, Direttore Generale Confagricoltura, Silvia Guaraldi, Segretaria Nazionale FLAI-CGIL,Vincenzo Dell’Orefice, Segreteria generale FISASCAT CISL, Romano Magrini, Responsabile Lavoro Coldiretti, Antonio Vargiu, Segreteria Nazionale UILTUCS e la moderatrice.

A fare eco su questo rischio è stato Romano Magrini (Coldiretti), che ha denunciato il business delle false cooperative: “Nel 99% dei casi la sede legale è un garage con una serranda tirata giù. Paradossalmente noi subiamo il caporalato delle imprese senza terra a discapito dei lavoratori”. Magrini ha invocato uno snellimento del Decreto Flussi, dove “il vero problema non sono i numeri, ma la velocità nel dare risposta”, e ha invitato le istituzioni a sanare la posizione dei lavoratori extracomunitari bloccati in Italia con documenti scaduti.

Sul versante sindacale, Silvia Guaraldi (FLAI-CGIL) ha difeso con fermezza la disoccupazione agricola, snocciolando i dati di un comparto dai salari esigui: “La media ISTAT 2023 di stipendi degli operai agricoli maschi è di 7.200 euro, femmine 5.400”. Guaraldi ha sottolineato l’urgenza di regolarizzare i migranti per evitare che finiscano nelle mani del caporalato, diventando “carne da macello per lo sfruttamento e per i delinquenti”, e ha rilanciato il ruolo virtuoso delle reti territoriali del lavoro capaci di organizzare l’incrocio tra offerta e trasporti locali sicuri.

Vincenzo Dell’Orefice (FISASCAT CISL) ha evidenziato l’imprescindibile utilità del Contratto Nazionale firmato con Fruitimprese per normare la flessibilità, suggerendo di sfruttare le “convenzioni territoriali” per modulare tempi e reclutamento a livello locale.

Antonio Vargiu (UILTuCS) ha spostato l’ottica sul “lavoro povero” che affligge 6 milioni di italiani, chiedendo di fare fronte comune affinché le dinamiche conflittuali e i ribassi imposti dalla “grande distribuzione organizzata” non si ripercuotano lungo la filiera a scapito di salari e tenuta aziendale.

L’industria dell’imballaggio ha offerto uno sguardo complementare con Carlo Bevini (DS Smith Packaging Italia). Notando che la disaffezione al lavoro manuale colpisce l’intero sistema logistico e dei servizi, non solo quello della produzione in campo, Bevini ha auspicato che l’adozione, ad esempio, di macchine in grado di mo***re scatole in automatico sia un passo decisivo per rispondere alla sfida.

I robot nei frutteti: la visione di Unitec
E di fatti, a fronte di un capitale umano sempre più introvabile, la risposta finale non può che arrivare dall’innovazione tecnologica. L’intervento in chiusura di Angelo Benedetti, presidente di Unitec e sponsor dell’evento, ha catapultato i presenti nel prossimo futuro.

“Tutti quelli che hanno parlato prima di me hanno elencato le difficoltà a gestire la manodopera”, ha esordito Benedetti. “Vediamo se è possibile allora supplire a tale carenza con le macchine, l’automazione e la robotica”. Unitec seleziona già, grazie alle sue tecnologie avanzate, “450 miliardi di frutti ogni anno” nei magazzini globali. Inoltre, azzera la manodopera in fasi faticose come lo svuotamento bins, la selezione qualitativa interna ed esterna e l’incassettamento. La rivoluzione attesa è però lo spostamento di questi automi all’aperto, nei campi.

Benedetti ha proiettato video di prototipi operativi dotati di avanzati sistemi di visione e bracci aspiranti, che staccano il frutto riconoscendone in autonomia la maturazione. “A maggio-luglio andremo in campo con i test finali”, ha annunciato, assicurando che “pensare che nel 2027 siamo in grado di raccogliere kiwi, mele, pesche, susine tramite delle macchine è una cosa reale”. Per aggirare il costo di acquisto per aziende che raccolgono un solo mese all’anno, Unitec proporrà un sistema di “affitto per la raccolta”. La conclusione è stata inequivocabile: “L’investimento in tecnologia si ripaga da solo”.

In conclusione, l’assemblea di Fruitimprese non è solo un momento associativo, ma un tavolo in cui la filiera prova a dare una risposta condivisa alla questione più delicata del presente: garantire lavoro, continuità produttiva e competitività a un comparto che vale occupazione, export e presidio del territorio. E mentre la burocrazia fatica a stare al passo con le esigenze del settore, la via dell’automazione traccia una strada che l’ortofrutta italiana è ormai destinata a percorrere.

Data di pubblicazione: ven 17 apr 2026
© FreshPlaza.it / Rossella Gigli

03/04/2026
25/03/2026

Fruitimprese rende noto che si sono conclusi oggi i lavori della missione istituzionale in Uzbekistan a cui ha preso parte una delegazione dell’Associazione composta dal.....

ORGOGLIO ITALIANO:  ABBIAMO FATTO IL RECORD! 🚀Le nostre esportazioni hanno superato i 6,6 miliardi di euro: un traguardo...
12/03/2026

ORGOGLIO ITALIANO: ABBIAMO FATTO IL RECORD! 🚀

Le nostre esportazioni hanno superato i 6,6 miliardi di euro: un traguardo storico che dice quanto è amato il Made in Italy nel mondo. 🌍✨

Non è tutto in discesa, però: tra i brindisi per il record c'è anche da tenere d'occhio la situazione in Medio Oriente, che mette a rischio circa 150 milioni del nostro export. 📉

Volete capire meglio cosa sta succedendo e quali sono le sfide per il futuro? Vi raccontiamo tutto nell'articolo che abbiamo appena pubblicato sul nostro sito! 👇

🔗https://www.fruitimpreseveneto.it/notizie/nel-2025-le-esportazioni-italiane-segnano-un-nuovo-record-storico-oltre-66-miliardi-di-euro-ma-la-guerra-in-medio-oriente-mette-in-pericolo-150-milioni-del-nostro-export/

CHE FRUTTA SI MANGIA A MARZO?La frutta che si consuma nel mese di marzo da un lato porta avanti l’eredità invernale (sop...
09/03/2026

CHE FRUTTA SI MANGIA A MARZO?
La frutta che si consuma nel mese di marzo da un lato porta avanti l’eredità invernale (soprattutto gli agrumi), e dall’altro fa spazio ai primi segnali di primavera.
Tra i frutti più presenti nel periodo si trovano:
• arance, mandarini, clementine e pompelmo, ricchi di vitamina C, utile per il sistema immunitario e per contrastare la stanchezza stagionale. Contengono anche flavonoidi e altri composti antiossidanti che contribuiscono alla protezione cellulare
• limoni, impiegati più spesso come ingrediente che come frutto da tavola, sono preziosi per l’apporto di vitamina C e per la capacità di esaltare i sapori
• mele e pere, fonti di fibre solubili, in particolare la pectina, utili per la regolarità intestinale e per il controllo dell’assorbimento degli zuccheri
• banane, che forniscono potassio e carboidrati facilmente disponibili, adatte anche nei momenti di maggiore richiesta energetica
• kiwi, tra i frutti con il più alto contenuto di vitamina C e una buona fonte di potassio e fibre
• fragole: tra i primi frutti primaverili, possono comparire nelle zone più miti verso la fine del mese. Garantiscono un buon apporto di vitamina C, vitamina B9, fibre e composti antiossidanti.
Questa varietà permette di alternare sapori e nutrienti diversi, senza ricadere sempre sugli stessi alimenti.
In un’alimentazione equilibrata, la frutta di stagione può trovare spazio in diversi momenti della giornata. Può completare la colazione insieme a yogurt e cereali integrali, diventare uno spuntino più bilanciato se abbinata a una fonte proteica o a una piccola quota di frutta secca, oppure chiudere il pasto con una nota dolce ma leggera.
Grazie all’importante quantitativo di fibre, contribuiscono alla prevenzione metabolica: aumentano il senso di sazietà e aiutano a regolare l’assimilazione degli zuccheri, contribuendo a mantenere più stabile la glicemia nel corso della giornata.

QUALI VERDURE SONO DI STAGIONE A MARZO?
La stessa varietà che riguarda la frutta la si ritrova nella verdura di marzo: gli ortaggi invernali convivono con le prime verdure primaverili, che cambiano consistenze e profumi in cucina.
Tra le verdure tipiche del periodo rientrano:
• carciofi, ricchi di fibre e di composti come la cinarina, associati alla funzionalità epatica e alla digestione dei grassi. Favoriscono la sazietà e si prestano a preparazioni gustose e nutrienti
• finocchi: composti in gran parte da acqua, leggeri e digeribili, sono adatti anche al consumo a crudo, apportano fibre e potassio
• spinaci e bietole, fonti di folati, vitamina K e carotenoidi, utili per la salute delle ossa e per i processi cellulari
• broccoli, cavolfiori e cavoli, appartenenti alla famiglia delle crucifere, contengono glucosinolati e altri fitocomposti apprezzati per il loro potenziale ruolo protettivo da infiammazioni e alcuni tipi di tumori
• carote, ricche di beta-carotene, precursore della vitamina A, importante per vista e integrità della pelle
• porri e cipolle: forniscono una base aromatica naturale che consente di insaporire i cibi, apportano composti solforati e fibre
• asparagi, che iniziano a comparire verso fine mese, noti per il contenuto di folati e per l’effetto diuretico
• agretti (o barba di prete), ricchi di acqua e minerali, ideali per piatti leggeri
• taccole, legumi che, oltre a fornire una buona quota di fibre, sono ricchi di vitamine del gruppo B e vitamina C, fosforo, potassio e calcio.
La verdura è uno degli elementi che definiscono l’equilibrio di un pasto: apporta acqua, fibre, vitamine e fitonutrienti con un contenuto calorico ridotto. Il risultato sono pietanze sazianti e bilanciate, che facilitano una gestione più armonica dell’energia introdotta durante la giornata.

Fruit Logistica, ci siamo!Da oggi inizia ufficialmente la nostra avventura. Passate a trovarci HALL 2.2 STAND C-30
04/02/2026

Fruit Logistica, ci siamo!
Da oggi inizia ufficialmente la nostra avventura.
Passate a trovarci HALL 2.2 STAND C-30

Il trucco per non far germogliare le patate: cosa dice la scienzaAvete mai sentito parlare del "trucco" di mettere una m...
23/01/2026

Il trucco per non far germogliare le patate: cosa dice la scienza

Avete mai sentito parlare del "trucco" di mettere una mela nel sacco delle patate per non farle germogliare? In effetti, l'etilene emesso dai frutti climaterici (come mele o pomodori) è noto per la sua capacità di inibire lo sviluppo delle gemme. Tuttavia, la chimica nasconde un'insidia, alcuni studi rivelano che l'effetto dell'etilene non è univoco. Se le condizioni di esposizione cambiano, il gas smette di fare da ‘freno' e preme sull'acceleratore, provocando un germogliamento rapido che rende il tubero non più commestibile.

Facciamo un passo indietro, le patate sono dei tuberi ricchi di amido (carboidrati complessi) e nutrienti come Vitamina C, B5 e potassio che si dividono in categorie precise in base alla consistenza e all'uso in cucina. Le patate dopo la raccolta e quando le compriamo sono in uno stato di "dormienza", ovvero un arresto temporaneo della crescita. Studi recenti citati da Agripat confermano che durante la "dormienza" il metabolismo della patata lavora costantemente modificando i livelli di amido e proteine. Alcune varietà sono programmate per accumulare amido e resistere a lungo (dormienza lunga), altre per germogliare subito (dormienza breve).

È noto che l'etilene, un ormone vegetale gassoso, agisce come l'interruttore molecolare della maturazione di alcuni frutti, detti climaterici, come mele, banane, pesche, pere, kiwi e pomodori. Legandosi a specifici recettori, l'etilene attiva una cascata di processi genetici che alterano le proprietà organolettiche del frutto, rendendolo colorato, dolce o profumato.

Questa molecola può avere effetti anche su prodotti non climaterici (che non maturano dopo la raccolta) come le patate o le cipolle. Nei processi industriali, infatti, si espongono le patate all'etilene in modo continuo tramite processi chimici (anche se questo può influire sulla qualità della lavorazione e sul contenuto di zuccheri) che, come dimostrano studi scientifici inibisce l'allungamento dei germogli mantenendo la patata commerciabile. È da qui che deriva l'usanza di consigliare di mettere una mela nel sacchetto di patate.

L'etilene però, può avere un effetto doppio. Se l'esposizione è breve, periodica o si interrompe, l'etilene può agire come un segnale di "sveglia" rompendo la dormienza del tubero (Terry et al., 2015).
Quindi, tirando le somme, il trucco funziona o no? Un rilascio lento e continuo di etilene – mettendo per esempio una o più mele nel sacchetto dove conserviamo i tuberi – può inibire lo sviluppo dei germogli, mentre un accumulo rapido di questo gas – causato per esempio dalla vicinanza di un pomodoro o di una banana – può agire da stimolante. Sì, le mele possono essere utili ma il consiglio per evitare che la crescita riprenda è sempre quello di conservarle al buio (la luce stimola la produzione di solanina, una sostanza potenzialmente tossica), in un luogo asciutto per evitare crescita di muffe o batteri e al fresco, intorno ai 10 °C.

Anche quest’anno Fruitimprese Veneto sarà presente alla prossima edizione di Fruit Logistica, il salone leader mondiale ...
22/01/2026

Anche quest’anno Fruitimprese Veneto sarà presente alla prossima edizione di Fruit Logistica, il salone leader mondiale per il commercio ortofrutticolo.

La fiera, rappresenta per noi, un’occasione preziosa per promuovere l’eccellenza delle produzioni venete e per incontrare partner e operatori del settore ortofrutticolo in un contesto internazionale.

Ci trovate dal 4 al 6 Febbraio 2026 con uno stand situato all’interno dell’area di Veronamercato Hall 2.2 Stand C-30.

Vi aspettiamo!

Anche quest'anno torna il nostro consueto approfondimento sulla Legge di Bilancio. Un webinar esclusivo per analizzare l...
09/01/2026

Anche quest'anno torna il nostro consueto approfondimento sulla Legge di Bilancio. Un webinar esclusivo per analizzare le novità del 2026 e fornire ai nostri associati gli strumenti necessari per affrontare le sfide del nuovo anno.

Evento riservato ai soci Fruitimprese.

Siamo chiusi per festività natalizie dal 24 dicembre al 6 gennaio.Vi auguriamo buone feste!  🎅
22/12/2025

Siamo chiusi per festività natalizie dal 24 dicembre al 6 gennaio.
Vi auguriamo buone feste! 🎅

19/12/2025

Dall’assemblea di Fruitimprese Veneto Buona partecipazione al tradizionale incontro di fine anno di Fruitimprese Veneto, tenutosi il 18 dicembre 2025 a Verona, nell’antica locanda cinquecentesca.....

Indirizzo

Via Sommacampagna 63/e
Verona
37137

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
Martedì 08:30 - 12:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
Giovedì 08:30 - 12:30
Venerdì 08:30 - 12:30

Telefono

045 8626204

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