19/12/2025
A volte mi chiedo se nel mondo di oggi, che corre sempre e senza sosta, anche la psicoterapia dovrebbe cambiare, diventare uno strumento veloce e performativo.
Ci rifletto perché spesso è quello che mi chiedono i pazienti: dammi la soluzione, dimmi in quanto tempo avrò risolto tutto, devo aggiustarmi entro 6 mesi.
Se ovviamente da un lato la psicoterapia deve adeguarsi ai tempi, dall'altro però penso che sia proprio terapeutico in sé il fermarsi, prendersi del tempo, andare contro questa corsa incessante. Tollerare l'attesa, il dolore, starci dentro. Sviluppare la pazienza. Non per uno star male fine a se stesso ma solo perché passandoci attraverso si può superarlo e dargli un senso.
Continuo a ripetermi come un mantra la frase di Rilke che ho già citato qui: "Abbi pazienza con tutto ciò che è irrisolto e cerca di amare le domande in sé", una guida nell'impazienza e nella fretta, per imparare a stare e a nuotare tra le proprie onde..
Questo è terapeutico, non le soluzioni veloci e facili, che certo possono essere utili, ma sono altra cosa rispetto alla terapia.