31/01/2026
«Sōsuke, vieni con me a fare la passeggiata serale?»
È così simile a me questo figlio: sceglie con grande fatica, entra, esce e ritorna nelle decisioni prese continuando a lungo a metterle in discussione, «ho fatto bene? ma se invece? forse avrei dovuto…». Lo guardo e so quanto sia difficile imboccare una via, pur camminando con l’immaginazione nella sua alternativa. Conosco il rischio di assottigliare così la consapevolezza di dove si è, del piatto che si è puntato sul menù.
«Qualunque scelta prendi è buona, devi dirti così, Sou-chan. Una volta che l’hai fatta, devi mollare la presa dell’altra o non vivrai pienamente nulla.»
Camminiamo nella sera, attraversiamo un tunnel pieno di disegni, puntiamo sul grande santuario di zona, mi chiede se può prendere al konbini la cioccolata calda, gli dico di scegliere bene perché magari dopo passiamo in libreria e se troviamo qualcosa non potrò usare i soldi per entrambe. Si trattiene, rimugina, camminiamo ancora. Dopo mezz’ora di ombre, lanterne, ragazzini che tornano in bicicletta, cani al guinzaglio entriamo in libreria ma non troviamo nulla che lo conquisti.
«Forse avrei dovuto prendere la cioccolata» inizia a rimuginare.
Tornando mi ricordo della panetteria in stazione, ci affacciamo e compriamo due panini per la colazione della mattina seguente. Li infiliamo in tasca e ci avviamo verso casa.
«Forse avrei dovuto prendere la cioccolata», accenna.
«Ma non ti avrei preso il pane buono per la colazione. Domani sarai grato a te stesso per questa scelta.»
Annuisce. Il profumo del pane evade un momento dalla tasca.
«La verità è che ogni scelta porta con sé un’aggiunta e una perdita, nel senso che c’è sempre qualcosa di bello e qualcosa di brutto che vengono insieme a una scelta, nessuna è completamente giusta né nessuna completamente sbagliata. Mamma tua, almeno, ha capito così e cerca di ripeterselo ogni volta.»
Mentre me lo abbraccio, lui con il suo lungo cappotto da calcio di cui va tanto orgoglioso, mi domando davanti a quali scelte la vita metterà questo mio piccolo figlio. Che siano scelte che possa affrontare con agio, prego.