15/12/2025
PRIME PAROLE DELL’ASSESSORE ALLA SANITA’ GEROSA: UNA INTERPRETAZIONE
QUANDO DICE “LA FISCALITA’ NON BASTA” INVOCA MAGGIORE PRIVATIZZAZIONE?
Nell’intervista di ieri il nuovo assessore alla sanità Gino Gerosa ha lasciato intravvedere, se pur in maniera ermetica e sibillina, qualche idea. Alcuni concetti invocati avrebbero bisogno del ricorso alla magistrale arte dell’interpretazione. Dovremo affidarci, da filosofi, all’ermeneutica, oppure, nell’ambito dei biblisti, più noto al nostro giurista canonico Stefani, all’esegesi. Gerosa parla di OSPEDALE LIQUIDO. E’ un sociologo della medicina. La mente di tutti noi è virata verso l’immenso Bauman e al suo celeberrimo concetto di società liquida. Credo Gerosa intenda riferirsi ad una cura che si sposta sempre più verso le case dei cittadini. Concetto giusto, anzi sacrosanto, anche se negli ultimi anni con la Lega al governo della Regione l’assistenza domiciliare integrata è sempre più indebolita. Senza l’ADI l’ospedale rimarrà solido, molto solido. Poi il nostro assessore-sociologo ha parlato di REINGEGNERIZZAZIONE DEL SISTEMA. Qui, perdonatemi, alzo le mani, alzo bandiera bianca.
Provenendo dall’ospedale Gerosa non ha parlato del territorio, vero tallone d’Achille oggi della regione. Cosa farà per i medici di base nella regione dove ancora centina di migliaia di veneti sono senza il medico, seconda peggior regione per numero di pazienti dopo l'altra leghista Lombardia? Cosa farà per la salute mentale, nella seconda peggior regione per spesa pro capite, dove solo il 24% dei centri di salute mentale sono aperti quanto dovrebbero? Questo, come abbiamo più volte ricordato, ci rende la peggior regione per numero di codici bianchi al pronto soccorso. Se salta il filtro del territorio, e stai male, vai in ospedale. Sempre più solido. Come farà per gli Spisal dove il numero dei tecnici è ridotto al lumicino in una regione dove i morti nel lavoro sono aumentati di più dell’80% in un anno?
Gerosa non ci dice nulla del personale. Come fare se il governo di destra abbassa la spesa in sanità pubblica a rendere queste professioni più attrattive? Come fare ad evitare la fuga verso il privato? Secondo l’ordine degli infermieri nella provincia di Vicenza tra 10 anni avremo dal 21% al 26% degli infermieri in meno. Se non affrontiamo questo tema, come ha brillantemente scritto Massimiliano Zaramella, passeremo dall’ospedale liquido all’ospedale liquefatto.
Come diceva Milton Friedman, economista neoliberista della scuola di Chicago, se vuoi privatizzare la sanità non devi dirlo, basta distruggere il pubblico. Per questo, in una regione che ha quadruplicato in 10 anni gli ambulatori privati, preoccupano le parole di Gerosa quando afferma che “la fiscalità non basta”, perché sembra invocare un ulteriore ricorso alla privatizzazione. La destra vuole privatizzare il sistema, trasformare un diritto in un privilegio. Noi siamo convinti che il diritto fondamentale alla salute sia un diritto inviolabile. In uno Stato serio, che rispetta lo spirito della Costituzione, queste risorse vanno sempre trovate.