25/01/2026
UNA CABRIO A TESTIMONIARE UN AMORE CHE HA SFIDATO IL TEMPO
Autunno 1969, campagna francese. Henri e Madeleine Lefèvre, settantacinquenni, dopo una vita di lavoro — lui ferroviere, lei maestra — decidono di concedersi un desiderio coltivato per decenni: una Citroën DS 21 Cabriolet.
Avevano visto quella vettura per la prima volta anni prima, a Biarritz. Elegante, futuristica, sembrava un sogno irraggiungibile. Lo chiamavano “lo sfizio”, come un segreto condiviso. Poi, un giorno, davanti a un bicchiere di vino, Madeleine propose: “E se ce lo togliessimo?”
Pochi giorni dopo, entrambi vestiti con cura, entrarono in concessionaria. Non erano clienti “tipici”, ma il loro sorriso e i risparmi pazientemente messi da parte bastarono. La scelta cadde su un modello color champagne, con interni chiari e capote nera.
La DS non fu solo un’auto, ma un simbolo di libertà e di giovinezza ritrovata. Con lei percorsero le strade della Loira, i vigneti, la costa atlantica. Madeleine annotava ogni viaggio su un diario, mentre Henri guidava con calma, gustando il vento e gli sguardi ammirati.
Una sera, sotto le stelle del Mont Saint-Michel, Madeleine sussurrò: “Non avrei mai pensato di vivere qualcosa di così bello a questa età.” Henri rispose: “Non è mai troppo tardi per l’ultimo sogno.”
Quando, anni dopo, se ne andarono a pochi mesi di distanza, il nipote trovò quel diario. All’ultima pagina, una frase:
“La giovinezza non è un tempo della vita. È uno stato d’animo. Nella nostra DS siamo stati giovani per sempre.”
La cabriolet restò lì, intatta, come testimone silenziosa di un amore che aveva saputo sfidare il tempo. 🚘✨
Roberto Cavaliere Psicoterapeuta