01/01/2026
Ecco il nostro modo di augurare a tutti e a tutte un anno di cose positive e sopratutto di crescita personale...
“In una delle scene più belle dell’Odissea, Ulisse siede come ospite alla corte dei Feaci, in incognito. Un aedo cieco intrattiene col suo canto i convitati. Egli canta ‘gesta di eroi, una storia la cui fama giungeva allora al cielo infinito’. Canta della guerra di T***a, narra di Ulisse, delle sue imprese. E Ulisse, nascondendosi il volto nel gran mantello purpureo, piange. ‘Non aveva mai pianto prima’ commenta Hannah Arendt, ‘certo non quando i fatti che ora si sente narrare erano realmente accaduti. Soltanto ascoltando il racconto egli acquista piena nozione del suo significato’. Chiameremo questa scena il paradosso di Ulisse."
A. Cavarero, Tu che mi guardi, tu che mi racconti
Ecco, la psicoterapia essenzialmente è questo, un raccontare, un raccontarsi e sopratutto, un sentire dall'altro, il terapeuta, rinarrare la propria storia di vita, potendo così diventarne più consapevoli della propria identità e della propria evoluzione personale sempre dentro un mondo di relazioni che, nel bene e nel male, ci fanno e ci hanno fatto da specchio. La forza dello sguardo e del racconto che l'altro posa su di noi, ci permette di ri-considerare gli accadimenti della nostra storia di vita e quindi di poter ri-affermare chi siamo e cosa desideriamo per noi stessi.
Quadro: Francisco Hayez, Ulisse alla corte dei Feaci
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