Dott. ssa Francesca Lavezzo psicologa psicoterapeuta

Dott. ssa Francesca Lavezzo psicologa psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott. ssa Francesca Lavezzo psicologa psicoterapeuta, Psicologo, Via della quercia 2 B Treviso, Villorba.

PER STARE INSIEME TUTTA LA VITAPer stare insieme tutta la vitanon serve pensarla uguale,serve litigare bene.Serve ridere...
14/02/2026

PER STARE INSIEME TUTTA LA VITA

Per stare insieme tutta la vita
non serve pensarla uguale,
serve litigare bene.

Serve ridere negli stessi momenti sbagliati,
fare pace senza ricordarsi perché si stava litigando,
e condividere almeno
due manie,
una paranoia
e un’ossessione inutile.

Serve amare i difetti
che agli altri darebbero l’orticaria,
sopravvivere alle feste comandate
e mo***re l’albero storto
convinti che sia una scelta estetica.

Serve riconoscersi
nel caos dell’altro,
difenderlo in pubblico
e prenderlo in giro in privato.

Perché l’amore duraturo
non è equilibrio:
è perdere l’equilibrio insieme
e ridere mentre si cade.

Irene Valcourt

Tempo.Il tempo dedicato ai pazienti è  molto più  di quanto una persona si possa immaginare.Personalmente penso a quando...
12/02/2026

Tempo.
Il tempo dedicato ai pazienti è molto più di quanto una persona si possa immaginare.
Personalmente penso a quando rileggo e analizzo gli appunti se possibile prima o dopo una seduta, altrimenti settimanalmente dedico comunque uno spazio per ciascun paziente/famiglia di aggiornamento e riflessione.
Poi ci sono la supervisione, uno strumento utile per noi psicoterapeuti, i corsi di aggiornamento professionale obbligatori anch' essi sono parte del servizio dato ai pazienti.
Infine ma credo tra i più importanti per una psicologa psicodinamica e relazionale sono le risonanze, in terapia o fuori dalla seduta, ovvero quei momenti semplici ma spesso significativi, quando sto facendo qualcosa che esula dal lavoro... ma una situazione, una persona, un luogo mi fa tornare in mente la seduta con un paziente o una famiglia e nuove possibilità di collegamenti, analisi...
La relazione terapeutica è importante e continua anche tra una seduta e l'altra, fa parte del lavoro, un lavoro speciale.

Maria Rita Parsi, è  stata faro sopratutto nei primi anni in cui mi approcciavo alla psicologia, la ricordo per i suoi s...
02/02/2026

Maria Rita Parsi, è stata faro sopratutto nei primi anni in cui mi approcciavo alla psicologia, la ricordo per i suoi scritti ma soprattutto la semplicità con cui rendeva comprensibile concetti difficili e l'amore, la lotta per i diritti dei bambini che esprimeva in ogni sua parola e gesto... ricordo con stima quando ebbi la fortuna di conoscerla ad un convegno 🥰 .
La citai spesso anche nel mio lavoro nelle scuole con i genitori, tutt'ora i suoi insegnamenti sono nella mia mente.
Con tristezza e gratitudine penso ora a questa grandissima psicoterapeuta.

02/02/2026

Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di straordinario spessore umano e professionale, che ha dedicato l’intera sua vita alla tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

Con il suo lavoro clinico, scientifico e istituzionale ha rappresentato per decenni un punto di riferimento imprescindibile per la psicologia italiana e internazionale, contribuendo in modo decisivo alla diffusione di una cultura dell’ascolto, della protezione e della responsabilità verso l’infanzia.

Vogliamo ricordare con grande emozione il suo intervento intenso, generoso e appassionato all’ultima Giornata nazionale della Psicologia, lo scorso ottobre, testimonianza viva di un impegno continuo e di una voce capace di parlare al cuore e alla coscienza del Paese.

Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno condiviso il suo percorso va l’abbraccio commosso della comunità professionale delle psicologhe e degli psicologi, che continuerà a custodire e a far vivere il suo insegnamento.

"Smettere di investire dove non c’è reciprocità significa imparare a riconoscere i confini delle relazioni e dell’energi...
30/01/2026

"Smettere di investire dove non c’è reciprocità significa imparare a riconoscere i confini delle relazioni e dell’energia emotiva.
Vuol dire capire che dare senza ricevere, nel tempo, non è generosità ma auto-svalutazione.
La relazione sana nasce dallo scambio,
non dallo squilibrio.
Quando resti dove non vieni visto, inizi lentamente a non vedere più nemmeno te stesso."

Andrea De Simone

Contro le credenze e i retaggi culturali che fanno ammalare.
22/01/2026

Contro le credenze e i retaggi culturali che fanno ammalare.

17/01/2026

Il contrario della comunicazione non è il silenzio.
Il silenzio comunica spesso in modo molto più intenso della parole.
Il contrario della comunicazione è il rumore.
(Paul Watzlawick - da "Pragmatica della comunicazione").

Riporto qui sotto parte dell'intervista a Stefano Vicari Direttore  dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù  di Roma, parl...
17/01/2026

Riporto qui sotto parte dell'intervista a Stefano Vicari Direttore dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, parlando in merito al recente suicidio di una ragazza di Padova. L'intervista offre considerazioni su tutti i giovani che si trovano in una fragilità psicologica spesso non intercettata o sottovalutata. Qui sotto:

La fragilità, però, non è legata solo a un evento acuto, come la fine di una relazione o un problema scolastico.

«Esatto. Quelli sono spesso il fattore scatenante, la scintilla che fa detonare un combustibile accumulato nel tempo. La sofferenza psicologica ha quasi sempre radici più profonde».

Perché, allora, i tentativi di suicidio stanno aumentando soprattutto tra gli adolescenti e i giovani?

«Le ragioni sono molteplici, ma una delle più importanti, a mio avviso, è la solitudine. È un tema ricorrente nei ragazzi che incontro, in particolare nelle ragazze. Molti affrontano grandi sofferenze sentendosi completamente soli. Mancano quegli “ammortizzatori sociali” che un tempo erano rappresentati dalla famiglia, dal gruppo di amici, dal contesto di vita capace di offrire ascolto e sostegno».

La rete di relazioni oggi è più fragile rispetto al passato?

«Sì, decisamente. Esistono forme estreme di questa condizione, come il ritiro sociale: ragazzi e ragazze che smettono volontariamente di uscire di casa. Anche questo fenomeno è in aumento ed è un segnale evidente della solitudine che molti vivono. La rete digitale diventa allora un sostituto delle relazioni, ma è un sostituto impersonale, con limiti evidenti. La relazione in presenza è un’altra cosa rispetto a ciò che si può trovare online. Colpisce anche il fatto che, secondo alcuni report come quello recente di “Save The Children”, molti ragazzi preferiscano parlare con i chatbot dell’Intelligenza artificiale piuttosto che con gli adulti di riferimento. È un dato che deve farci riflettere molto. L’intelligenza artificiale è sempre disponibile, sempre presente, non giudica. Se diventa preferibile agli affetti reali, significa che c’è una grande solitudine e una difficoltà, da parte del mondo degli adulti, a offrire ascolto e presenza. In questo senso, la crisi dei ragazzi è anche la crisi degli adulti, sempre più distratti rispetto ai bisogni emotivi di bambini e adolescenti».

Vuole aggiungere un’ultima considerazione?

«Credo sia fondamentale che il mondo degli adulti si occupi seriamente dei bisogni dei ragazzi. La scuola, la famiglia, i contesti educativi devono offrire non solo istruzione o sicurezza economica, ma soprattutto una presenza affettiva. È questa, oggi, una delle criticità più profonde che bambini e adolescenti stanno vivendo».

La tragedia di Crans Montana  mi fa pensare ai miei pazienti adolescenti alla loro vita e voglia di sperimentare. Da mam...
04/01/2026

La tragedia di Crans Montana mi fa pensare ai miei pazienti adolescenti alla loro vita e voglia di sperimentare. Da mamma mi proietto a quando i miei figli saranno più grandi ed in quanto figlia, ricordo i miei 16-18 anni: ripenso alle feste, alle amicizie, ai turbamenti, alle promesse e ai sogni di quegli anni.
I RAGAZZI coinvolti in questa tragedia, non sono numeri ma sono vite spezzate, hanno vissuto attimi terrificanti, molti di loro sono morti.
In questi giorni ho letto critiche su quei giovani: la cosa che mi fa più rabbia e tristezza è che provengono proprio dagli adulti.
Come spesso accade certe negligenze sulla SICUREZZA nei locali frequentati anche dai giovani, di cui sono responsabili gli adulti, si verificano sempre a causa del guadagno, dei soldi.
Sono ammareggiata nel leggere sterili CRITICHE verso i ragazzi di oggi, "...gli adolescenti incoscienti..." senza un minimo di informazione in merito ai processi biologici e psicologici che riguardano il cervello e la psiche in quella fascia d'età.
Alcuni di loro non apriranno più un libro, non abbracceranno i genitori, la loro ragazza/o non vedranno più gli amici, non potranno crescere... Quelli che sono sopravvissuti, faranno una fatica enorme a riprendersi, a fidarsi di se stessi e del mondo.
Come dargli torto?
Come AIUTARLI?
Prima di tutto con il rispetto.
Alcuni di loro non riusciranno a dormire la notte e ad uscire di casa... svilupperanno un disturbo post traumatico da stress e la sindrome dei sopravvissuti.
Anche i loro familiari subiranno gli effetti di questo TRAUMA.
È realtà, una realtà difficile da accettare, da comprendere e che vorremo non fosse mai accaduta.

03/01/2026

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi esprime profondo cordoglio e vicinanza alle giovani vittime, alle ragazze e ai ragazzi feriti, a quelli ancora dispersi, a tutte le famiglie colpite dalla tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

Come spiega il dott. Massimiliano Di Carlo, Presidente dell’associazione “Psicologi per i Popoli” (sezione Lazio) e Psicologo dell’emergenza nello staff del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), “il nostro compito è stare accanto alle famiglie dei feriti e dei dispersi, offrendo presenza e vicinanza: non possiamo cancellare il dolore, ma possiamo aiutare le persone ad affrontare un momento insostenibile, attraversare ore difficilissime, a reggere l’urto”. Gli psicologi dell’emergenza “intervengono per aiutare genitori, fratelli, sorelle, nonni a ritrovare un minimo di equilibrio emotivo”.

Di Carlo richiama anche l’attenzione su uno dei principali rischi del contesto mediatico negli interventi in emergenza: il rumore informativo. “Social, video e passaparola possono diffondere contenuti non verificati; é comprensibile cercare notizie ovunque, ma è più protettivo affidarsi a canali ufficiali”, perché “l’informazione affidabile è un bisogno primario”.

Nella località svizzera di Crans-Montana sono attivati fin dalle prime ore psicologi dell'emergenza: “Il supporto psicologico è garantito”.

      Il servizio resterà chiuso dal 7 Gennaio all' 11 Gennaio.Per appuntamenti potete scrivere una mail a : info@france...
02/01/2026



Il servizio resterà chiuso dal 7 Gennaio all' 11 Gennaio.
Per appuntamenti potete scrivere una mail a : info@francescalavezzopsicologa.it

Vi risponderò appena possibile per concordare un appuntamento telefonico dal 12 Gennaio in poi.
Grazie

31/12/2025

Indirizzo

Via Della Quercia 2 B Treviso
Villorba
31100

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