12/02/2026
Come cambiare prospettiva?
Le regole rigide funzionano solo sulla carta. Nella vita reale, i bisogni cambiano ogni giorno e il corpo non risponde a schemi fissi. Per questo, lavorare sulla flessibilità è spesso più utile che cercare l’ennesima regola giusta per tutti (e quindi non necessariamente per te).
👉 Quando parliamo di porzioni quello che ti consiglio non è “mangiare senza criterio”.
Puoi mantenere un’idea orientativa delle quantità, ma adattarle in base alla fame, alla giornata, al livello di attività, allo stress o al sonno. Il fabbisogno energetico non è un numero fisso e non dipende solo dal calcolo delle calorie (potresti anche stupirti nel lasciare qualcosa nel piatto!).
👉 Se dopo un pasto senti ancora fame non devi considerarlo un errore. La fame è un segnale fisiologico e merita di essere ascoltato, non corretto o messo a tacere perché “non dovresti averne”.
👉 Rimandare un pasto per mangiare meno calorie spesso porta più difficoltà nella regolazione del pasto successivo. Mangiare quando il corpo lo chiede aiuta a ridurre il ciclo di restrizione e compensazione.
👉 La soddisfazione conta. Scegliere pasti troppo leggeri, o poco conditi (come un’insalata scondita) spesso non favorisce la sazietà. Piatti completi e appaganti aiutano il corpo a regolarsi meglio nel tempo, ad avere meno fame durante la giornata e soddisfano il bisogno di piacere, troppo spesso messo a tacere.
Questi non sono schemi da seguire alla lettera, ma idee pratiche per spostarsi dalle regole all’ascolto e costruire un rapporto più stabile con il cibo.
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